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lunedì 29 giugno 2015

domenica 28 giugno 2015

Amazon trasformerà i cittadini in fattorini... in Uber style

 

Se pensiamo a Uber come concetto, più che come App capace di distruggere qualsiasi record di fatturato, è abbastanza semplice intuire che le possibilità di applicazione sono infinite. Siamo davanti a un'idea che affonda le sue radici nella sharing economy, ma che poi finisce per intrecciare le strade del business più puro. La genialità dell'intuizione di fondo, però, rimane, ed è indiscutibile. Avrà pensato proprio a questo Amazon, colosso mondiale dell'e-commerce, pronto a lanciare un nuovo servizio che in America hanno già ribattezzato l'Uber delle consegne. 

A darne notizia è il Wall Street Journal, che racconta di come la società di Jeff Bezos sia veramente molto vicina allo sviluppo di una App che renderà immediatamente operativa questa nuova modalità di consegna. Il funzionamento è abbastanza intuibile, visto il nomignolo che gli è stato associato: le consegne dei pacchi vengono fatte da comuni cittadini che, attraverso una applicazione, possono intercettare quelli destinati a indirizzi che incroceranno lungo la loro strada. Ergo: cittadini che diventano fattorini. Ovviamente, proprio come Uber, chi effettuerà la consegna avrà diritto a un compenso da parte di Amazon (che in questo caso potrebbe fare a meno delle società specializzate nda). E c'è da scommetterci che, anche in questo caso, il pagamento verrà identificato come “rimborso spese”, così da tenerlo al riparo dal fisco.


Tornando al servizio, che secondo i blog statunitensi sarà chiamato “On my way”, c'è da dire che da ormai qualche mese il settore della consegna a domicilio sta vivendo momenti di autentica innovazione, specie nel settore della ristorazione. Uber stessa sta seguendo questa strada, con “UberEats”, e ora vorrebbe espandere la sua rete coinvolgendo i grandi marchi dell'abbigliamento. Ma le cose non sembrano andare benissimo. Amazon, invece, non si limiterà al cibo. La società di Bezos pare abbia intenzione di applicare il servizio alla totalità delle sue consegne, tagliando così i costi di questo settore che lo scorso anno sono cresciuti del 31%. Quanto tempo servirà affinché “On my way” entri in funzione è ancora presto per dirlo. Di certo, però, c'è da aspettarsi nuovi musi lunghi. Dopo i tassisti anche i fattorini? Le possibilità sono altissime.


fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2015-06-17/amazon-trasformera-cittadini-fattorini-grazie-un-servizio-stile-uber-070640.shtml?uuid=ACfOp1B&refresh_ce

giovedì 25 giugno 2015

Hawaii: trasformare i vecchi bus in ripari per senzatetto, con annesse facilities



Photo from wikipedia.org


‘Una azienda di architetura  nello stato di Aloha se ne è uscita con una soluzione innovativa per alleviare il problema  dei senzatetto nella loro area. E' ridare una seconda vita ai bus cittadini dismessi, trasformandoli in "dimore" per senzatetto"

‘L'idea è convertire  i bus  in facilities per viverci, dormire, farsi la doccia, e come luoghi ricreativi,’ ha detto all'Hawaii News Now, Ma Ry Kim della società di architettura  Group 70 International  .


>>> http://rt.com/usa/267814-hawaii-buses-homeless-shelters/

mercoledì 24 giugno 2015

Bilderberg 2015 decreta la società senza contanti. Piace al Ruanda...

karamuka rwanda

Uno dei maggiori temi nel meeting del gruppo Bilderberg, che si è tenuto la scorsa settimana a Telfs-Buchen in Austria, è stata l'idea di promuovere una società senza contanti. Sembra che i governi in Africa pensino, che una società senza contante sia una buona idea. Queste le buone notizie per la elite del Bilderberg, per il resto di noi, sono invece decisamente cattive notizie.
 
La sede ugandese del The Indipendent, ha riportato che John Karamuka (vedi foto nel seguito) , capo dei sistemi di pagamento alla National Bank del Ruanda, è ottimista nel creare un sistema di pagamento senza contanti per i normali cittadini del Ruanda. 
Secondo l'articolo, Mr. Karamuka ha dichiarato nella presentazione del sistema di pagamento senza contanti della Airtel, che “resta da fare molto lavoro per costruire un sistema di pagamento senza contanti che sia solido nel paese

“È una buona cosa il progresso verso la creazione di un'economia senza contanti, ma è ancora lontano dalla visione del paese”

La National Bank del Ruanda, ha fatto una partnership con Airtel Rwanda, una affiliata di proprietà della Bharti Airtel, un azienda di telecomunicazioni globale, che opera in tutta l’Africa  e l’Asia e che permetterebbe agli abbonati “di pagare con il cellulare le bollette della elettricità, l'abbonamento televisivo e rate scolastiche. Il il servizio sarà poi esteso,prima della fine dell’anno, per includere i pagamenti delle tasse e le bollette dell'acqua ”

>>> tutto l'articolo qui:
http://thelivingspirits.net/bilderberg/bilderberg-2015-e-la-societa-senza-contanti-che-piace-al-ruanda.html
fonte: Global Research.ca

martedì 23 giugno 2015

Blondet ritorna gratis sul web

 Minolta DSC

Come sapete già, ho terminato il mio rapporto con Effedieffe. Uno dei motivi:  sono sempre stato  personalmente  contrario a far pagare per accedere a un sito di idee e pensiero, sembrandomi che la gratuità sia la vita del web (pensate solo se tutti i siti fossero a pagamento: sarebbe l’implosione). A suo tempo ho ceduto alle simpatiche pressioni dell’amico Fabio De Fina, mio editore;  poi ho lasciato correre anche perché alla fine, durante la sua malattia,   era diventato, credo, quasi il solo cespite.   Vorrei si sapesse che per principio,   di quei soldi non ho mai voluto niente. Anche se Fabio avrebbe voluto; è sempre stato un uomo più generoso di me. I suoi grandi  inviti a cena, finché abbiamo abitato a Viterbo,  mi sono stati memorabile compenso.

Anche sulla linea  complessiva, contrariamente a quel che   alcuni possono aver creduto, non ho mai avuto il pieno controllo; e nemmeno l’ho voluto, non avendo tempo né passione per rettificare e correggere pezzi altrui.
Adesso   faccio i migliori auguri a Lorenzo De Vita che ha preso il timone, e mi ritiro in questo piccolo angolo di libertà, nell’avanzato tramonto della vita. Si chiama “Blondet & Friends” ed è proprio questo: la piccola scena su cui un tenore un po’ sfiatato si produce in qualche cantatina del tradizionale repertorio, circondato da amici – che non mi faranno mancare la loro indulgenza.

 POST SCRIPTUM e RETTIFICA

dopo la comparsa  di questo  articolo, la vedova di Fabio De Fina, Daniela Tosi, mi ha scritto una mail  dove si dichiara estremamente offesa.  Mi accusa di aver detto bugie e calunnie  al defunto.   Mi sembra giusto ristabilire la verità, accettando questa parte della mail:
“I lettori su EFFEDIEFFE erano sicuramente migliaia, ma per accontentarti non era mai stata inibita la possibilità di dare le password di lettura a chiunque lo volesse fare, per cui i veri “sostenitori” sono sempre stati un numero ridicolmente esiguo rispetto alle migliaia di persone che leggevano senza sostenere.

A chi faceva presente che voleva leggere EFFEDIEFFE e non era in grado di sostenere, e comunque sempre al clero, sono state donate le password.

Inoltre è necessario farti presente, onde evitare ulteriori fraintendimenti o tue illazioni in merito, che il dato dei 30.000 abbonamenti che il vostro blog sta veicolando, proviene dalla fonte
http://www.forexinfo.it/Maurizio-Blondet-lascia-Effedieffe

che, come potrai verificare, è stata eliminata perché la stessa forexinfo ha ammesso di essersi inventata il numero, forse basandolo sulle semplici registrazioni di cui, negli anni, EFFEDIEFFE è stata oggetto da parte di bot automatici che guadagnano, loro, sulle registrazioni fasulle.
Gli abbonati, come ti abbiamo sempre detto, non sono mai stati più di 800-1000. E questo è quanto. Questa è un’altra bugia che il vostro blog sta veicolando tra i commenti al tuo articolo e che deve finire perché altamente lesiva”.


Mia risposta:

non so nemmeno cosa sia
http://www.forexinfo.it/
Certo non ho ho autorizzato  a questo sito  io la propalazione della notizia,  palesemente esagerata. Ha ragione Daniela Tosi:  gli abbonamenti non erano più di mille.
Se ho offeso e  ferito una sensibilità molto esposta, ciò mi dispiace e mi addolora. Non era mia intezione.

fonte: http://www.maurizioblondet.it/chi-e-maurizio-blondet/

lunedì 22 giugno 2015



L'agenzia per i rifugiati dell'ONU dice  che ca 23.000 persone sono fuggite dalla Siria verso la Turchia in meno di due settimane. Da quando le le forze curdo-siriane sono impegnate in combattimenti contro i terroristi dell'ISIS (i  Takfiri ) all'interno d lla Siria ai confini con la Turchia.
Un portavoce dell'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR) ha detto martedi che la gente è scappata in Turchia tra il 3 e il 15 giugno 
“Questo secondo le crifre cher abbiamo ricevuto dalle autorità turche questa mattina,” ha detto il portavoce  UNHCR William Spindler.

>>> http://www.presstv.ir/Detail/2015/06/16/416132/Syria-Turkey-refugees-UN-William-Spindler

domenica 21 giugno 2015

Emilia Clementi: veritiera e appassionata commentatrice delle disgrazie italiane...sui social


 
Carisma, passione e conoscenza dei fatti più salienti dell'attualità Italiana, ai microfoni di Radio Aretino la webstar Emilia Clementi  

QUI INTERVISTA SU RADIO ARETINO
une 5, 2015 / Jeff Berwick / 0 Comments

venerdì 19 giugno 2015

Fine dell'oro al dettaglio in EU?

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"Sono stato in Europa un paio di giorni fa e uno dei miei maggiori obbiettivi , oltre che protestare contro il G7 , il Bilderberg e visitare Liberland, è stato scoprire se cio' che Martin Armstrong ha scritto, ovvero che c'è carenza di oro al dettaglio in Europa, è vero.

Cio' che ho scoperto è che si, è vero e in molti Paesi Europei non è piu' possibile comprare monete d'oro al dettaglio, per investimento.

I negozi stanno comprando il metallo prezioso, ma nessuno lo sta vendendo.Le banche spagnole che un tempo vendevano oro al pubblico, hanno chiuso in Spagna e a chi lascia la Spagna indossando molti gioielli, le autorità fanno controlli sul peso dell'oro e indagano sul metallo prezioso, come riporta Amstrong.

(...) Questo lascia preoccupati gli Europei che ne sono informati, dato che l'eurozona è sul punto di vedere l'Inghilterra lasciare la EU e la Grecia di ricevere un ultimatum dai poteri del nord.

Una sfiducia globale sta portando  ad aumentate tensioni tra gli stati-nazione e sta avendo un effetto a livello dei depositi mondiali di oro, con l'Austria, la Germania, l' Olanda, la Russia, il Venezuela, che spostano  dell'oro che hanno nei depositi di New York, Londra e Parigi, richiamandolo nel loro Paese.

La Cina non ha mai immagazzinato oro all'estero ma ha fatto dei passi importanti verso il controllo del prezzo del metallo.

>>> The End Of The Monetary System As We Know It Is Here: No More Retail Gold In Europe

giovedì 18 giugno 2015

Germania: non fa fare alla figlia la lezione di gender... finisce in prigione

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Intervista shock: “Mia figlia ha saltato 2 ore di ideologia gender e mi hanno arrestato”


«È una strana sensazione: a scuola fanno violenza sui tuoi figli, poi viene segnalata un’assenza di due ore al provveditorato, di punto in bianco diventi un criminale, un poliziotto arriva alla tua porta e vieni arrestato davanti ai tuoi bambini». L’8 agosto 2013 il sangue di Eugen Martens «si è riempito di adrenalina». Quel giorno il padre di nove figli (foto © famiglia Martens) residente a Eslohe, piccolo comune della Renania Settentrionale-Vestfalia, in Germania, è stato «rinchiuso in galera per 24 ore».

È finito in carcere perché la figlia Melitta di 10 anni si è rifiutata di partecipare alle elementari a due ore di educazione sessuale, durante le quali si insegnano pratiche sessuali, masturbazione, ideologia gender e molto altro. La moglie di Eugen, Luise, finora ha scampato il carcere ma è solo questione di tempo: appena finirà il periodo di allattamento del nono figlio «l’arresto avrà luogo, come ci ha detto il poliziotto pochi giorni fa». I giornali tedeschi hanno definito i coniugi Martens “estremisti cattolici”, ma come testimonia a tempi.it Eugen, raccontando la sua incredibile storia, «noi come famiglia non siamo né cattolici né estremisti. Estremisti sono quelli che cercano di distruggere i nostri bambini attraverso la sessualizzazione precoce e l’ideologia del gender».

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Eugen, perché sua figlia ha saltato due ore di educazione sessuale?
Prima che iniziasse la lezione, nostra figlia di dieci anni ha detto alla maestra che lei non voleva partecipare perché si sentiva a disagio. Allora è intervenuta la preside, che ha obbligato Melitta a partecipare contro i suoi sentimenti di bambina. Dopo averla sgridata, la preside si è infuriata, l’ha afferrata per il braccio o per il vestito e ha tentato di trascinarla in aula. Una seconda maestra si è avvicinata e ha aperto la porta. Anche gli altri bambini in classe si sono spaventati, perché le strilla della preside si sentivano fin dentro l’aula.

Poi cos’è successo?
Melitta ha dovuto trascorrere quell’ora di lezione in sala professori e così una bambina che era stata sempre elogiata per la buona condotta è diventata improvvisamente una pessima ragazzina agli occhi della preside.


Non ne avete parlato con la scuola?
Certo, prima che succedesse tutto questo. Siamo andati dalla preside per chiederle che nostra figlia fosse esonerata dai corsi di educazione sessuale ma non è stato possibile. Non c’è stata nessuna pietà, è questione di obbligo scolastico.


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Per le famiglie dei bambini che saltano la scuola la legge tedesca prevede la multa e perfino il carcere.

Dopo una seconda ora saltata, la scuola ha segnalato il nostro caso al provveditorato e ci è stata comminata un’ammenda per l’infrazione: 50 euro a mio carico e altri 50 a carico di mia moglie.


E perché è finito in carcere?
Perché non ho pagato.


Non poteva farlo e basta?
Pagare la multa significa ammettere una colpa. L’ammenda in udienza è passata da 50 a 30 euro ma noi crediamo di non aver commesso alcun reato.


Era mai stato in carcere? Che effetto le ha fatto finire in prigione perché sua figlia ha saltato due ore di scuola?
È una sensazione strana. A scuola fanno violenza sui tuoi figli, tu protesti e ti ritrovi a dover pagare una multa. Poiché non ti senti colpevole, non paghi e poco dopo la polizia è già alla porta (foto sopra) e un ufficiale ti sventola sotto il naso un mandato di arresto rosso, sul quale non compare neanche la firma del giudic
e.


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In che senso?
Si rifanno a una sentenza del tribunale che però non è stata firmata da un giudice. Allora chiedi ai poliziotti di identificarsi, ma loro si rifiutano. Per quel che ne sapevo, potevano essere tre criminali e non degli ufficiali. La verità è che insegnanti, giudici e poliziotti esercitano un arbitrio illimitato: questa è la Germania oggi.

Come si è sentito in quel momento?
È difficile spiegarlo, i sentimenti si accavallano. Quando realizzi che i poliziotti, così come i giudici, agiscono arbitrariamente, dapprima il sangue ti si riempie di adrenalina. Ma non ci si può fare nulla e ci si lascia arrestare davanti ai propri figli.


L’arresto ha avuto conseguenze?
Non sulla mia vita lavorativa. Anche i nostri figli hanno superato bene la cosa, anche se su di loro avrà sicuramente delle conseguenze.

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Tutti i genitori di bambini che saltano due ore di scuola vengono arrestati come lei?
No, il problema infatti è che mia figlia ha saltato educazione sessuale. I fatti parlano da soli. Attraverso quelle lezioni vengono perseguiti degli interessi.

Che cosa ha spinto davvero sua figlia Melitta a rifiutare di entrare in classe?
È stata una normale reazione infantile. La bambina sapeva che cosa sarebbe accaduto in quella lezione e non si sentiva a proprio agio.


Lei continua a ripetere che durante le ore di educazione sessuale si fa “violenza sui bambini”. Che cosa intende?
Non sono io che lo dico. Quello che succede lo ha spiegato bene ad esempio Die Welt, come molti altri giornali [Eugen Martens fa riferimento a questo articolo del quotidiano tedesco che rivela come in tante scuole elementari della Germania si insegna ai bambini attraverso libri di testo molto espliciti l’utilizzo del preservativo, modi diversi per designare i genitali femminili, come soddisfare le lesbiche «usando la lingua», che cos’è un orgasmo, la masturbazione, i diversi orientamenti sessuali, la possibilità di cambiare genere, eccetera. Il tutto attraverso illusrazioni che non lasciano niente all’immaginazione (ne trovate alcune in pagina) e appositi kit con preservativi, oltre a peni e vagine di legno o peluche, ndr].


Come hanno reagito gli altri genitori della scuola quando è stato arrestato?
Né loro né gli insegnanti hanno fatto niente.

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E sua moglie?
Pochi giorni fa è venuto un poliziotto a casa nostra. Ci ha avvertito che anche lei verrà arrestata dopo il periodo di allattamento. Non c’è un giorno prestabilito. Luise aveva già ricevuto dalla procura di Arnsberg un invito a presentarsi in carcere entro una settimana. Siccome non si è presentata spontaneamente nel carcere di Gelsenkirchen, è arrivata la polizia per l’arresto, pur sapendo che Luise stava ancora allattando.


Ha paura per sua moglie e la sua famiglia?
Ci sono momenti di debolezza in cui si viene colti dalla paura, soprattutto quando ci si concepisce da soli. Ma noi non siamo soli perché non si tratta della mia famiglia e basta. Il problema è globale, di tutta la società. Io, la mia famiglia e molte altre siamo contenti di trovarci nel mezzo di questa bufera, anche se questo ha un prezzo.


Quale prezzo?
Chiunque dica la verità deve fare i conti con le calunnie. Appena qualcuno esce dal gregge, la stampa interviene per metterlo a tacere. Così i giornali ci hanno definiti “cattolici estremisti” ma noi come famiglia non siamo né cattolici, né estremisti. Gli estremisti sono quelli che cercano di distruggere i bambini attraverso la sessualizzazione precoce e l’ideologia del gender.

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Lei dice che “tante altre” famiglie sono nella vostra situazione ma sui giornali non se ne parla granché.
Non siamo gli unici, anche se è vero che i media cercano di farla passare così. Nella cerchia di Paderborn ci sono ad esempio tante famiglie che non sono d’accordo con la sessualizzazione dei bambini nella scuola elementare e all’asilo. Per questo hanno trascorso molte settimane in carcere. La stampa tace consapevolmente.

Lei ha raccontato la sua esperienza più volte durante le proteste pubbliche organizzate dall’associazione Besorgte Eltern. Migliaia di persone hanno partecipato.
Pensa che scendere in piazza serva a qualcosa?
Il nostro obiettivo è fermare la sessualizzazione precoce dei bambini. I nostri figli hanno diritto a un’infanzia spensierata, libera e pura. È molto importante fare rete per protestare pubblicamente insieme perché questa cosa riguarda tutti i bambini, non solo i miei. Solo se ci si mette insieme, si è abbastanza forti per non essere messi a tacere facilmente. Ognuno deve dare il suo contributo.


fonte: http://www.losai.eu/intervista-shock-mia-figlia-ha-saltato-2-ore-di-ideologia-gender-e-mi-hanno-arrestato/

martedì 16 giugno 2015

LA FRANCIA NON STA' RESPINGENDO GLI IMMIGRATI, PEGGIO... PARE

http://static.panorama.it/wp-content/uploads/2015/06/ventimiglia2-1000x600.jpg

 La Francia chiude le frontiere e respinge gli immigrati? Falso. O meglio: è vero che ha chiuso le sue frontiere, è falso invece che stà respingendo gli immigrati. 

La realtà è ben diversa e ben più grave: la gendarmeria francese sta rastrellando le sue città e deportando i clandestini, con furgoni, oltre il confine italiano affermando che gli stessi debbano stare da noi perché approdati in Italia.

Quindi non solo hanno chiuso le frontiere, ma violando gli accordi internazionali stanno letteralmente deportando tutti i clandestini che trovano in Francia in Italia!

La denuncia arriva dai portavoce del Movimento 5 Stelle presenti di persona a Ventimiglia ed è stata rilanciata dal blog di Beppe Grillo:
(
Liberté, Égalité, Fraternité, Affanculé! )
"Proprio in queste ore la Francia si sta macchiando di un crimine contro il diritto europeo ma anche contro l'umanità. La terrificante situazione dei migranti ai valichi di frontiera è un'offesa alla storia del vecchio continente. I nostri portavoce liguri sono andati direttamente a parlare coi migranti a Ventimiglia e quanto ci riportano è agghiacciante, si tratta infatti di persone che risiedevano già, seppur clandestinamente, in Francia, alcuni hanno scontrini di Parigi a testimoniarlo.

La gendarmeria francese sta letteralmente rastrellando le sue città e deportando i clandestini, con furgoni, oltre il confine italiano affermando che gli stessi debbano stare da noi perché approdati in Italia. Peccato che, sia vero o meno, gli accordi internazionali parlino chiaro e dicano che il migrante va trattenuto dove viene identificato per la prima volta, quindi in Francia e non in Italia in questo caso.

Ma com'è sta storia, l'Accordo di Dublino vale solo quando fa comodo a loro? Dov'è il Ministro degli Interni Angelino Alfano? Dov'è Matteo Renzi?"

video al link della fonte

fonte: http://www.nuovoilluminismo.com/2015/06/nessuna-tv-te-lo-racconta-la-francia.html

Bilderberg 2015: TTIP etc etc...

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CHARLIE SKELTON

 
Un vertice dove politici di primissimo piano si rinchiudono per tre giorni insieme a lobbisti incredibilmente potenti e personaggi di spicco della Trasparenza Internazionale
Ecco che giù dai pendii arriva il Bilderbus per prendere i delegati e portarli a un giro turistico nel Tirolo. Sopra di esso un ronzio assordante: in volo sospeso quasi radente ecco l’elicottero della scorta. Giuro che se facessi rimbalzare un euro dal tetto del pullman potrei colpire le eliche, se solo volessi farmi sparare da un cecchino della NSA. 

Nell foto: Jessica T Mathews su un pullman al summit di Bilderberg. E’ nel comitato direttivo del vertice e nel comitato consultivo di Transparency International USA. Foto di: Dan Kirby per il Guardian
Essere al piano basso del pullmann deve essere come all’interno di una lavatrice. Forse è per questo che i delegati seduti lì hanno un’espressione piuttosto contrariata. Infatti anche Jessica T. Matthews appare molto seccata, ma forse il motivo non è tanto l’elicottero quanto il fatto di essere nello stesso momento membro del comitato direttivo del vertice più segreto del mondo e del comitato consultivo di Transparency International USA

Sul pullman c’è anche James Wolfensohn. Membro onorario del comitato consultivo di TI-USA, Wolfensohn è stato co-vincitore del Premio Integrità 2014, onore che ha condiviso con altri famosi attivisti della trasparenza e con la quarta maggiore società mondiale produttrice di armamenti, la Raytheon. Tra i precedenti vincitori del premio integrità sono (e non scherzo) Coca-Cola, General Electric e l’allora segretario di stato Hillary Rodham Clinton. Sì, lei, la grande cancellatrice di email. Credo sia arrivato il momento che qualcuno dica a TI-USA cosa significa “trasparenza”; pare che strada facendo, abbiano fatto un pò di confusione. 

Se parliamo di trasparenza, allora il Bilderberg di quest’anno ha fallito clamorosamente su tutta la linea. Tre primi ministri, due ministri stranieri, un presidente e nessuna conferenza stampa. Nessun osservatore pubblico, solo un mucchio di politici navigati, rintanati per tre giorni insieme a lobbisti estremamente influenti, per discutere argomenti strettamente legati alle politiche pubbliche. Argomenti come la “globalizzazione” e “attuali questioni economiche”, che in termini pratici equivalgono al gigantesco accordo commerciale transatlantico, il TTIP.
La questione TTIP è un diabolico nodo in cui si stanno districando politici e interessi acquisiti, nel buio di questa tana austriaca. Ho intenzione di mettermi i guanti, tapparmi il naso con una molletta e vedere se riesco a cogliere qualche stralcio di questa sporca matassa avviluppata. 

Ecco qui.
Prima cosa, prendo un politico: che ne dite di Mikael Damberg? E’ il ministro svedese per le imprese e l’innovazione e il 2015 è la sua prima volta attorno a un tavolo del Bilderberg. Sulla sedia accanto a lui scivola Carola Lemne, direttore generale della Confederazione delle imprese svedesi. Questo gruppo di lobby è descritto come “la più grande e più influente confederazione di imprese svedesi” ed è decisamente a favore del TTIP. Come dice il suo sito: “Dal 2007, la Confederazione delle imprese svedesi ha lavorato attivamente per promuovere il successo di questi negoziati“. 

All’ altro lato di Damberg si accomoda il presidente della Volvo, l’imprenditore svedese Carl-Henric Svanberg. La sua azienda è un’accesa sostenitrice del TTIP. Proprio l’anno scorso, l’account Twitter ufficiale del gruppo Volvo ha twittato: “Un accordo #TTIP globale ridurrebbe gli ostacoli normativi e commerciali e accrescerebbe la competitività degli Stati Uniti.” 

Damberg è intrappolato tra gli svedesi. Cerca di scivolare sotto il tavolo in cerca di una via di fuga. Ma ecco che nella penombra s’imbatte nel miliardario svedese Jacob Wallenberg, presidente del gruppo industriale Investor AB. Alla fine dell’anno scorso, l’ambasciata statunitense in Svezia citò un suo commento: “Il TTIP è un’opportunità che capita una volta sola nella vita. Con un solido accordo di base, i consumatori ne saranno i primi beneficiari”.
Lobbista, presidente di società e investitore miliardario: il perfetto connubio di potere che plasma e spinge le politiche prese a porte chiuse. E il coro si fa sempre più forte: Wallenberg e Svanberg, insieme a cinque altri partecipanti del Bilderberg, sono membri della influente Tavola Rotonda degli Industriali Europei (ERT). E la ERT è un membro della “Alleanza delle Imprese Europee per il TTIP”. Strato di lobby su altro strato di lobby. E questa è solo una piccola parte delle enormi influenze pro-TTIP presenti qui al Bilderberg.
 
E tutto questo a porte chiuse: lontano dalla vista di elettori attenti e disincantati, 500 dei quali si sono radunati sabato scorso al centro di Telfs per protestare contro il modo in cui si fanno affari al Bilderberg. 

Rappresentanti pubblici: fateci sapere cosa succede lì dentro!” diceva uno striscione. “Basta con il silenzio!” diceva un altro. Molta era la rabbia per il fatto che politici eletti dai cittadini possano rinchiudersi in un luogo insieme a grandi gruppi imprenditoriali, senza che nessuna possa sapere cosa si stiano dicendo. Ho parlato con Ursel Herbst, che è venuta da Colonia fin qui per protestare. “Il modo in cui quelli del Bilderberg continuano a nascondersi è stupido, come fossero dei furfantelli” ha detto con un sorriso stanco. “Non ho nessun rispetto per loro”. 

E’ ironico che la conferenza del Bilderberg metta in scena una simile dimostrazione di potere: sequestro di un alpeggio per un ‘incontro privato’, chiusura dello spazio aereo, strade sbarrate, elicotteri che ronzano in volo sospeso sui pullman…e poi alla fine i partecipanti devono incontrarsi alla chetichella, come fanno i ‘furfantelli’. Non gli resta che consolarsi con il fatto che possono esercitare una grande influenza su vaste aree di politica transatlantica. Non sarà molto, ma è pur sempre qualcosa.
 
Fonte originale: www.theguardian.com 


tratto da: http://www.altrainformazione.it/wp/2015/06/16/bilderberg-2015-ttip-e-la-parodia-della-trasparenza/

giovedì 11 giugno 2015

Bilderberg Group 2015 in Austria dall' 11 al 14 giugno. La lista dei partecipanti

Bilderberg 2015 Austria 

Il sito ufficiale del Bilderberg Group ha pubblicato la lista di tutti i partecipanti  e l'agenda delal conferenza di questo anno. Come semrpe, la lòsta degli argomenti  da discutere è cosi vaga da essere insignificante.
Infowars coprirà interamente i dettagli l'agenda  sia oggi che per il resto della settimana

La 63a conferenza Bilderbergavrà luogo dall' 11 al 14 giugno 2015 a Telfs-Buchen, Austria.
Un totale di circa 140 participanti da 22 paesi hanno confermato la loro presenza. Qui la lista dei partecipanti ufficiali:: www.bilderbergmeetings.org
Gli argomenti chiave di questo anno:
  • Intelligenza Artificiale
  • Sicurezza cibernetica
  • Minacce di armi chimiche
  • Questioni di economia corrente
  • Strategia euripea
  • Globalizzazione
  • Grecia
  • Iran
  • Medio Oriente
  • NATO
  • Russia
  • Terrorismo
  • Regno Unito
  • USA
  • Elezioni americane
I meeting avevngono sotto la regola di Chatham House, che afferma che i partecipanti sono liberi di usare le informazioni ricevute ma non possono rivelare nè l'identità, nè l'affiliazione dell'oratore nè di quell di altri partecipanti.

Telfs-Buchen, Austria 11 – 14 June 2015
Lista finale dei partecipanti

PRESIDENTE

Castries, Henri de Chairman and CEO, AXA Group FRA



Achleitner, Paul M. Chairman of the Supervisory Board, Deutsche Bank AG DEU
Agius, Marcus Non-Executive Chairman, PA Consulting Group GBR
Ahrenkiel, Thomas Director, Danish Intelligence Service (DDIS) DNK
Allen, John R. Special Presidential Envoy for the Global Coalition to Counter ISIL, US Department of State USA
Altman, Roger C. Executive Chairman, Evercore USA
Applebaum, Anne Director of Transitions Forum, Legatum Institute POL
Apunen, Matti Director, Finnish Business and Policy Forum EVA FIN
Baird, Zoë CEO and President, Markle Foundation USA
Balls, Edward M. Former Shadow Chancellor of the Exchequer GBR
Balsemão, Francisco Pinto Chairman, Impresa SGPS PRT
Barroso, José M. Durão Former President of the European Commission PRT
Baverez, Nicolas Partner, Gibson, Dunn & Crutcher LLP FRA
Benko, René Founder, SIGNA Holding GmbH AUT
Bernabè, Franco Chairman, FB Group SRL ITA
Beurden, Ben van CEO, Royal Dutch Shell plc NLD
Bigorgne, Laurent Director, Institut Montaigne FRA
Boone, Laurence Special Adviser on Financial and Economic Affairs to the President FRA
Botín, Ana P. Chairman, Banco Santander ESP
Brandtzæg, Svein Richard President and CEO, Norsk Hydro ASA NOR
Bronner, Oscar Publisher, Standard Verlagsgesellschaft AUT
Burns, William President, Carnegie Endowment for International Peace USA
Calvar, Patrick Director General, DGSI FRA
Castries, Henri de Chairman, Bilderberg Meetings; Chairman and CEO, AXA Group FRA
Cebrián, Juan Luis Executive Chairman, Grupo PRISA ESP
Clark, W. Edmund Retired Executive, TD Bank Group CAN
Coeuré, Benoît Member of the Executive Board, European Central Bank INT
Coyne, Andrew Editor, Editorials and Comment, National Post CAN
Damberg, Mikael L. Minister for Enterprise and Innovation SWE
De Gucht, Karel Former EU Trade Commissioner, State Minister BEL
Dijsselbloem, Jeroen Minister of Finance NLD
Donilon, Thomas E. Former U.S. National Security Advisor; Partner and Vice Chair, O’Melveny & Myers LLP USA
Döpfner, Mathias CEO, Axel Springer SE DEU
Dowling, Ann President, Royal Academy of Engineering GBR
Dugan, Regina Vice President for Engineering, Advanced Technology and Projects, Google USA
Eilertsen, Trine Political Editor, Aftenposten NOR
Eldrup, Merete CEO, TV 2 Danmark A/S DNK
Elkann, John Chairman and CEO, EXOR; Chairman, Fiat Chrysler Automobiles ITA
Enders, Thomas CEO, Airbus Group DEU
Erdoes, Mary CEO, JP Morgan Asset Management USA
Fairhead, Rona Chairman, BBC Trust GBR
Federspiel, Ulrik Executive Vice President, Haldor Topsøe A/S DNK
Feldstein, Martin S. President Emeritus, NBER; Professor of Economics, Harvard University USA
Ferguson, Niall Professor of History, Harvard University, Gunzberg Center for European Studies USA
Fischer, Heinz Federal President AUT
Flint, Douglas J. Group Chairman, HSBC Holdings plc GBR
Franz, Christoph Chairman of the Board, F. Hoffmann-La Roche Ltd CHE
Fresco, Louise O. President and Chairman Executive Board, Wageningen University and Research Centre NLD
Griffin, Kenneth Founder and CEO, Citadel Investment Group, LLC USA
Gruber, Lilli Executive Editor and Anchor “Otto e mezzo”, La7 TV ITA
Guriev, Sergei Professor of Economics, Sciences Po RUS
Gürkaynak, Gönenç Managing Partner, ELIG Law Firm TUR
Gusenbauer, Alfred Former Chancellor of the Republic of Austria AUT
Halberstadt, Victor Professor of Economics, Leiden University NLD
Hampel, Erich Chairman, UniCredit Bank Austria AG AUT
Hassabis, Demis Vice President of Engineering, Google DeepMind GBR
Hesoun, Wolfgang CEO, Siemens Austria AUT
Hildebrand, Philipp Vice Chairman, BlackRock Inc. CHE
Hoffman, Reid Co-Founder and Executive Chairman, LinkedIn USA
Ischinger, Wolfgang Chairman, Munich Security Conference INT
Jacobs, Kenneth M. Chairman and CEO, Lazard USA
Jäkel, Julia CEO, Gruner + Jahr DEU
Johnson, James A. Chairman, Johnson Capital Partners USA
Juppé, Alain Mayor of Bordeaux, Former Prime Minister FRA
Kaeser, Joe President and CEO, Siemens AG DEU
Karp, Alex CEO, Palantir Technologies USA
Kepel, Gilles University Professor, Sciences Po FRA
Kerr, John Deputy Chairman, Scottish Power GBR
Kesici, Ilhan MP, Turkish Parliament TUR
Kissinger, Henry A. Chairman, Kissinger Associates, Inc. USA
Kleinfeld, Klaus Chairman and CEO, Alcoa USA
Knot, Klaas H.W. President, De Nederlandsche Bank NLD
Koç, Mustafa V. Chairman, Koç Holding A.S. TUR
Kogler, Konrad Director General, Directorate General for Public Security AUT
Kravis, Henry R. Co-Chairman and Co-CEO, Kohlberg Kravis Roberts & Co. USA
Kravis, Marie-Josée Senior Fellow and Vice Chair, Hudson Institute USA
Kudelski, André Chairman and CEO, Kudelski Group CHE
Lauk, Kurt President, Globe Capital Partners DEU
Lemne, Carola CEO, The Confederation of Swedish Enterprise SWE
Levey, Stuart Chief Legal Officer, HSBC Holdings plc USA
Leyen, Ursula von der Minister of Defence DEU
Leysen, Thomas Chairman of the Board of Directors, KBC Group BEL
Maher, Shiraz Senior Research Fellow, ICSR, King’s College London GBR
Markus Lassen, Christina Head of Department, Ministry of Foreign Affairs, Security Policy and Stabilisation DNK
Mathews, Jessica T. Distinguished Fellow, Carnegie Endowment for International Peace USA
Mattis, James Distinguished Visiting Fellow, Hoover Institution, Stanford University USA
Maudet, Pierre Vice-President of the State Council, Department of Security, Police and the Economy of Geneva CHE
McKay, David I. President and CEO, Royal Bank of Canada CAN
Mert, Nuray Columnist, Professor of Political Science, Istanbul University TUR
Messina, Jim CEO, The Messina Group USA
Michel, Charles Prime Minister BEL
Micklethwait, John Editor-in-Chief, Bloomberg LP USA
Minton Beddoes, Zanny Editor-in-Chief, The Economist GBR
Monti, Mario Senator-for-life; President, Bocconi University ITA
Mörttinen, Leena Executive Director, The Finnish Family Firms Association FIN
Mundie, Craig J. Principal, Mundie & Associates USA
Munroe-Blum, Heather Chairperson, Canada Pension Plan Investment Board CAN
Netherlands, H.R.H. Princess Beatrix of the NLD
O’Leary, Michael CEO, Ryanair Plc IRL
Osborne, George First Secretary of State and Chancellor of the Exchequer GBR
Özel, Soli Columnist, Haberturk Newspaper; Senior Lecturer, Kadir Has University TUR
Papalexopoulos, Dimitri Group CEO, Titan Cement Co. GRC
Pégard, Catherine President, Public Establishment of the Palace, Museum and National Estate of Versailles FRA
Perle, Richard N. Resident Fellow, American Enterprise Institute USA
Petraeus, David H. Chairman, KKR Global Institute USA
Pikrammenos, Panagiotis Honorary President of The Hellenic Council of State GRC
Reisman, Heather M. Chair and CEO, Indigo Books & Music Inc. CAN
Rocca, Gianfelice Chairman, Techint Group ITA
Roiss, Gerhard CEO, OMV Austria AUT
Rubin, Robert E. Co Chair, Council on Foreign Relations; Former Secretary of the Treasury USA
Rutte, Mark Prime Minister NLD
Sadjadpour, Karim Senior Associate, Carnegie Endowment for International Peace USA
Sánchez Pérez-Castejón, Pedro Leader, Partido Socialista Obrero Español PSOE ESP
Sawers, John Chairman and Partner, Macro Advisory Partners GBR
Sayek Böke, Selin Vice President, Republican People’s Party TUR
Schmidt, Eric E. Executive Chairman, Google Inc. USA
Scholten, Rudolf CEO, Oesterreichische Kontrollbank AG AUT
Senard, Jean-Dominique CEO, Michelin Group FRA
Sevelda, Karl CEO, Raiffeisen Bank International AG AUT
Stoltenberg, Jens Secretary General, NATO INT
Stubb, Alexander Prime Minister FIN
Suder, Katrin Deputy Minister of Defense DEU
Sutherland, Peter D. UN Special Representative; Chairman, Goldman Sachs International IRL
Svanberg, Carl-Henric Chairman, BP plc; Chairman, AB Volvo SWE
Svarva, Olaug CEO, The Government Pension Fund Norway NOR
Thiel, Peter A. President, Thiel Capital USA
Tsoukalis, Loukas President, Hellenic Foundation for European and Foreign Policy GRC
Üzümcü, Ahmet Director-General, Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons INT
Vitorino, António M. Partner, Cuetrecasas, Concalves Pereira, RL PRT
Wallenberg, Jacob Chairman, Investor AB SWE
Weber, Vin Partner, Mercury LLC USA
Wolf, Martin H. Chief Economics Commentator, The Financial Times GBR
Wolfensohn, James D. Chairman and CEO, Wolfensohn and Company USA
Zoellick, Robert B. Chairman, Board of International Advisors, The Goldman Sachs Group USA