UN BLOG... PER TENERTI SVEGLIO

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"SE NON CAMBI DIREZIONE, E' PROBABILE TU FINISCA DOVE SEI DIRETTO" Lao Tsu

mercoledì 23 aprile 2014

GIGANTESCA PALLA DI FUOCO DALLO SPAZIO, ESPLODE SOPRA CITTA RUSSA



Si sospetta si sia trattato della esplosione di un meteorite, cio' che è stato registrato dai cittadini della città della Russia del Nord, Murmansk. Moltissimi gli autisti con le telecamere, sulla strada della città russa di 300.000 abitanti , alle  2.10am di sabato (19.4.14), che hanno notato  una scia  di blu brillante correre nel cielo notturno e poi esplodere ancora in aria.  

La piu' parte degli osservatori hanno identificato l'oggetto come un meteorite, sebbene i funzionari non abbiano nè confermato nè detto dove i frammenti è probabile siano caduti. Altri hanno fatto speculazioni sul fatto che l'oggetto fosse un detrito  rientrato nell'atmosfera, dallo spazio
 
Il meteorite piu' spettacolare  degli anni recenti,  è stato sopra gli Urali , nella città di Chelyabinsk, lo scorso anno, quando un corpo astrale  è esploso nel cielo con la forza di 40 bombe di Hiroshima, accecando e rendendo sorde temporaneamente  centinaia di persone che erano al di sotto del fenomeno .
 
fonte: http://rt.com/news/meteorite-murmansk-explosion-space-588/  

martedì 22 aprile 2014

CHI MENTE E STA USANDO SPIE PER PRENDERE POTERE A KIEV?

About three- quarters of what Russia is now doing in Ukraine is a bitter joke at the expense of the 'West', writes Peter Hitchens

Che pensereste se il capo delle spie russe  fosse stato scoperto la scorsa settimana a vagare per l'Ukraina? I media britannici [ma per cento anche quelli non britannici...] si sarebbero scatenati e avrebbero ululato contro l'ingerenza sinistra del Kremlino.

Beh, per quanto ne so, non c'è stata una simile visita. Ma qualcosa di shockante è tuttavia accaduto. John Brennan, direttore della CIA, la scorsa settimana era di fatto a Kiev e non credo fosse la per frequentare dei nightclub. 

Fuori dubbio, in ogni caso, è che è altamente interessante  che una simile persona fosse in Ukraina in un momento di cosi alta tensione. Ma l'informazione è stata sepolta dai media britannici

Cosi come non ho dubbi che i servizi segreti russi ed organizzazioni di prima linea abbiano dato una mano, abbiano incoraggiato ed equipaggiato le folle a Donetsk, altrettanto non ho dubbi  che le proteste di ‘Maidan’ a Kiev abbiano avuto quel che "cortesemente" definisco "un aiuto esterno".


Scrivo come ex rivoluzionario marxista  che ha organizzato manifestazioni  e sa come è difficile mobilizzarle e sostenerle.

Penso anche che entrambe le parti hanno tenuto fuori trasmissioni non gradite.



Dovremmo chiederci di cosa realmente si tratta in questo conflitto . Ve lo dico... E' uno scontro territoriale vecchio stile, su un territorio che ha parecchio valore, dove la EU, come era solita fare la Germania, cerca di espandere il suo potere ed influenza in aree  a lungo dominate da Mosca.

La soluzoine a questo puo' giungere solo attraverso il compromesso, ma al 100 anniversario dello scoppio della Grande Guerra che quasi mise fine alla civiltà, sono  sbalordito a vedere l'entusiasmo partigiano per un conflitto e confronto che ha infettato cosi tanti politici e giornalisti. 

Perchè attendere che gli storici futuri vi dicano che siete finiti dentro una guerra rovinosa e stupida  causa una rude propaganda a senso unico?

Dite ora a questa gente che non volete una cosa del genere.

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                        The Big War Is Coming And What To Do - Sheikh Imran Hosein




lunedì 21 aprile 2014

MAURO BIGLINO A BRESCIA E COSENZA. OLTRE LE IPOCRISIE E VERSO LA VERITA'

http://image1.frequency.com/uri/w234_h132_ctrim_ll_tt1397778855000/_/item/1/6/3/2/Notturno_Bresciano_intervista_a_Mauro_Bi_163258869_thumbnail.jpg 

"Secondo le dottrine spiritualiste monoteiste il cosiddetto Dio dell’Antico Testamento avrebbe assegnato i territori alle varie nazioni, ne avrebbe definito i confini e avrebbe poi autonomamente deciso di occuparsi di un solo popolo (Deuteronomio 32).
Peccato che ha passato poi i secoli successivi a utilizzare il Suo popolo per eliminare quelli che avevano la sola “colpa” di stare dove li aveva messi Lui e i cui territori erano nel frattempo entrati nella Sua sfera di interesse.
Ora, da ignorante, mi domando: essendo Lui il Dio unico e universale, non poteva semplicemente autoassegnarsi anche quelli – come aveva fatto con il popolo eletto – invece di tentare di sterminarli (Giosuè 10, Giosuè 13, Giudici 21, Numeri 31, ecc ecc…)?
Mistero della fede?
Forse, molto più semplicemente, si può provare ad affermare che:
La Bibbia non è un Libro Sacro

Un libro che contiene molte riflessioni “da ignoranti”, perché anche un ignorante alla settima fetta capisce che è polenta." (da: www.maurobiglino.it)

                                                            BIGLINO A COSENZA

domenica 20 aprile 2014

AVV. DALLA LUNA: IL PREOCCUPANTE PROGETTO DI RENZI SUL SENATO. E CHI LO VUOLE VERAMENTE

http://siamolagente.altervista.org/wp-content/uploads/2014/03/zzz15.jpg 

Qualcuno si stupisce che il governo Renzi, in una situazione economica drammatica, dia la priorità alla riforma del Senato e della legge elettorale. La spiegazione di questa apparente incongruità è chiara, purtroppo.

Renzi è stato scelto non certo per dimostrate capacità, ma per la sua immagine di bravo ragazzo a capo di un governo di giovani rassicuranti – un’immagine che lo rende idoneo, con l’aiuto di contentini demagogici su tasse e bollette, a far passare una riforma elettorale e del Senato estremamente pericolosa e aggressiva verso la democrazia e lo stesso impianto della Costituzione.  

Una riforma che prepara l’ambiente giuridico-costituzionale adatto in cui il successivo premier potrà esercitare una dittatura formalmente legittima per gestire un prevedibile e imminente periodo di peggioramento economico e di protesta sociale.

E quel premier non sarà un ragazzotto inoffensivo, ma un uomo degli interessi finanziari, dei poteri forti, un delegato della Trojka, che macellerà l’Italia come la Trojka ha macellato la Grecia, senza però che la Trojka debba metterci la faccia, quindi scaricando italiani la responsabilità di ciò che essa farà a loro.

Il peggioramento economico arriverà l’anno prossimo, col le decine di miliardi che annualmente l’Italia dovrà togliere ai contribuenti per l’abbattimento forzoso del debito pubblico (fiscal compact) in un trend già di avvitamento fiscale pluriennale. Prevedibilmente l’Italia dovrà allora invocare l’aiuto, il bail-out, della Trojka, accettare le sue “cure” e  reprimere un ampio scontento popolare. Servirà una mano dura, un governo autoritario con poteri forti. Ecco a che cosa servono la riforma elettorale e del Senato. Ecco perché per questo governo sono prioritarie e vengono prima dei problemi economici.

In una situazione siffatta, in cui l’Italia è indebitata sempre più in una moneta praticamente straniera e tutta sbilanciata su poteri esterni alla repubblica,  avevamo bisogno di una riforma che prevenisse da altre sospensioni della democrazia come quella imposta ben tre volte dai manovratori del rating e dello spread attraverso Napolitano, e invece… arriva esattamente l’opposto!

Riflettete bene: sotto la pelle d’agnello di Renzi e dei suoi ragazzi un po’ ingenui, con le loro riforme,  e con l’aiuto di un Berlusconi sempre più condizionabile giudiziariamente, stanno istituendo una nuova architettura costituzionale in cui
-il segretario del partito si sceglie i candidati che gli vanno bene
-col voto di meno di un terzo degli elettori si prende la maggioranza assoluta nell’unica camera legislativa
-si blinda a priori la fiducia al proprio governo
-nomina il presidente della repubblica (che a sua volta nomina buo9na parte del Senato!), il presidente dell’unica camera legislativa, i giudici costituzionali, i membri laici del CSM, e altre cariche di garanzia
-revoca i ministri
-lascia senza rappresentanza parlamentare partiti che raccolgono milioni di voti
-quindi si pone al di sopra di ogni controllo.

La giustificazione è che i tempi richiedono un premier forte e decisioni rapide.
E’ una giustificazione bugiarda perché queste esigenze di efficienza –rapidità e insieme di democraticità-legalità sarebbero molto facilmente soddisfatte senza rinunciare alle garanzie e alla rappresentatività vera del corpo elettorale. 

Basta mantenere, accanto a una Camera dei Deputati eletta con un sistema maggioritario e con sbarramenti,  un senato elettivo, riformato come segue, in modo che sia l’organo della rappresentanza fedele dell’elettorato e delle garanzie:
-il Senato è eletto con sistema proporzionale su base regionale ed è rinnovato per la metà ogni 3 anni;
-non può essere sciolto;
-non partecipa alla normale attività legislativa e non vota la fiducia (queste funzioni spettano alla sola Camera dei Deputati) salvo un diritto di veto che può esercitare con maggioranza dei 3/5 dei membri su proposta di 1/3 di essi;
-ha competenza legislativa esclusiva  per a)riforme costituzionali; b)leggi costituzionali; c)leggi sulla cittadinanza, leggi elettorali; d)ratifica di trattati limitanti la sovranità nazionale;
-ha competenza esclusiva per: a)messa in stato di accusa del presidente della repubblica;  b)decisioni su eleggibilità e decadenza di deputati e senatori; c)commissioni di inchiesta; d)nomina del presidente della repubblica, dei giudici costituzionali, dei membri lai del CSM, dei capi di tutte le istituzioni di garanzia.

Un tale sistema bicamerale è così semplice e chiaro e lineare ed efficace nell’assicurare tutte le funzioni, l’efficienza e le garanzie, che il fatto stesso che non sia nemmeno proposto prova  il pericoloso obiettivo del governo in carica e la corresponsabilità di chi lo sostiene in qualsiasi modo.

31.03.14  Marco Della Luna
 FONTE: http://marcodellaluna.info/sito/2014/03/31/1809/

venerdì 18 aprile 2014

DAVID ICKE: LA RIVOLUZIONE DEL PENSIERO UNICO E NON DEGLI SLOGAN DI PIAZZA, VOLUTI DA CHI CI RENDE SCHIAVI


Dall'Australia, dove era in tour, David Icke rilasciò questo VIDEO Essential Knowledge For A Wall Street Protester. Recorded & Filmed by Chris Williamson & Lucius Borich at K e y s o u n d s t u d i o s  Sydney Australia 20/10/2011. 
Nel ricordo E seguito sintetizzo alcuni punti:
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" Non sono i governi  o i singoli politici a gestire economie e finanze: ma un gruppo ristretto di banche (e banchieri) PRIVATE che ci impongono, e lo impongono agli stati, di acquistare - a priori-  moneta- debito generando "denaro" da aria fritta.  

Per Icke il vertice fisico della piramide si chiama famiglia Rothschild (e Rockefeller in USA).

Obbiettivo principale di questo ristretto pool che governa il mondo è il controllo globale - che conosciamo in tempi rmoderni con il nome di globalizzazione- (e quindi non la ricchezza in moneta fine a se stessa: questo il passaggio ulteriore nella comprensione delle cose, ndt)

Questo pool, vuole un governo globale che dettera' le regole a tutti sul pianeta, una banca centrale e mondiale che dettera' legge a tutti sulla finanza, un esercito globale (gia' in essere con la NATO)  per dettare le loro leggi.

Vogliono una unica moneta globale elettronica: non piu' contante ( e un microchip incorporato).


Ad ora possiamo andare in un negozio e pagare con una carta elettronica (es carta di credito) e se la macchinetta non la accetta abbiamo l'opzione di pagare con il contante. Ma se il contante non esistera' piu'?  Con la carta elettronica si decide anche se puoi/devi comprare o meno una determinata cosa: di nuovo tutto ruota intorno al controllo.

Per il progetto unica moneta mondiale, vediamo cosa succede ora in Europa: l'euro che non funziona perchè cosi è stato pensato che avvenisse. L'euro è solo un tassello, una prova generale per il progetto piu' grande.


PROBLEM-REACTION-SOLUTION: l'equazione di cui ha sempre parlato Icke in questi anni. Ovvero: "loro" creano il problema (es crisi economica), generano poi REAZIONI (proteste estreme e manipolate e violenze) e forniscono la SOLUZIONE (che tutti vogliono e chiedono perchè stremati), alias la soluzione globale , centralizzata, di controllo sull'individuo e sulle masse. Cosa che peggiorera' le cose e rendera' l'umanita' ancora piu' schiava.
 

Cosi funziona:

Livello 1: si crea il problema
e si incolpa qualcuno di esterno per mostrare di esserne completamente al di fuori (leggasi i vari "terrorismi" degli ultimi decenni per esempio). Si usano i media per dire alla gente le ragioni che si vuole essi credano.

Livello  2: quel che si vuole ora è la reazione della gente al problema causato, per cui - a richiesta esasperata- "qualcosa ora deve essere fatto" (e si protesta in piazza per questo...).

Livello 3: offrire ora soluzioni al problema causato occultamente . E tali soluzioni sono quelle di avanzare nel vero proposito dietro le quinte, ovvero in una dittattura globale e centralizzata. In questa ottica un collasso economico è qualcosa che si puo' creare volontariamente, come è stato  fatto nel 2008 e come costantemente viene  perpetrato ora.

Icke ricorda che dietro questi movimenti ("occupazione borse" et similia ) ci sono le trame di Mr SOROS,  che avanzera' la "filosofia" che per "risolvere tutti questi problemi" servira' una banca centrale mondiale.

Quindi in questa fase in cui vediamo che piu' persone diventano coscienti della schivitu' in cui sono, dobbiamo EVITARE di prestare il fianco al disegno che vuole portare al livello tre (=soluzioni) che sara' ancora piu' drammatico di quello che stiamo vivendo. 


Anche se in buona fede, queste persone  che protestano devono evitare di farsi manipolare.

Poiche' essenzialmente il fine ultimo è il CONTROLLO SULL' ESSERE UMANO, la forma che questo controllo prende non è determinante per queste "persone" e preferiscono percio' utilizzare la forma che porti il maggior controllo. Ad ora quest'ultimo è stato esercitato con il sistema bancario nelle mani di queste famiglie e con multinazionali controllate dalle stesse famiglie.

Nel loro piano questo:
un GOVERNO MONDIALE
una BANCA CENTRALE MONDIALE
una VALUTA-MONETA MONDIALE
un ESERCITO MONDIALE
dei MINISTRI DEL GOVERNO MONDIALE


... e i MINISTRI MONDIALI DEL PETROLIO che
prenderanno il sopravvento su tutte le multinazionali del petrolio, le infrastrutture e finanze petrolifere


... e UN MINISTRO MONDIALE DELLA SALUTE che prendera' il sopravento su tutte le aziende farmaceutiche (che include l' Organizzazione Mondiale della Sanita' OMS- per altro una creazione Rotschild-Rockfeller!)  

...e un MINISTRO MONDIALE DEL COMMERCIO  (vedasi l'attuale WTO= Organizzazione Mondiale del Commercio)

etc etc per il resto a seguire. Vogliono assorbire le multinazionali in questi Ministeri, per la dittatura globale finale. Quindi vogliono che le persone protestino contro le multinazionali  (banche incluse) per porre fine a questi multinazionali ed attuare il loro piano finale.

E' bene chiedere la fine delle banche, delle multinazionali etc.. ma per essere sostituite da cosa? NOI dobbiamo dettare i parametri ora, non loro. Ovvero volere la  DIVERSITA' dalla centralizzazione. Diversamente lasceremo ai nostri figli e nipoti un incubo di fascismo mondiale e globalista.

Importante, invece,  rivendicare potere DAL centro per le persone nelle loro comunita', cosicchè nessuna cabala centrale possa dettare le condizioni e le regole per la vita di ognuno in un Paese.

Come risolvere il problema? Riprendendoci la nostra mente che è  andata in tilt e smettendo di lasciare che siano loro a dettare le regole per la nostra vita.

Cosa è sta roba in queste manifestazioni, di ripetere tutti la frase che uno dice al microfono?? Liberta' questa?? E qualcuno mi dice che questo è dare il diritto a tutti di parlare"?? No no è solo ripetere quello che uno dice! Smettetela di dare voce a queste voci, a questi gruppi: la ragione per cui siamo finiti in questo casino.

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ricordati-chi-sei-dove-vivi-e-da-dove-provieni-libro.php?pn=1184 

Pensiero individuale, pensiero unico: quello che puo' farci uscire dai guai e rompere questi schemi collettivi di risposta-comportamento. 

Rivoluzione? Si ma di persone e non di organizzazioni collaboranti con coloro che li rendono schiavi. In modo idividuale ma  insieme collettivamente. Questa è una grande opportunita' per fare un cambiamento, abbiamo bisogno di toglierci dai piedi questi parassiti che hanno preso il sopravvento portando via l'energia genuina della gente,  perchè esse possano rispondere di NO al fatto di essere schiavi.

Il vero cambiamento avviene nelle vite reali , non nel pronunciare delle sillabe idiote. NOI dobbiamo farlo (non gli Obama di turno...): FORZA, andiamo!"

mercoledì 16 aprile 2014

BEPPE GRILLO IN CONFERENZA STAMPA PER PROPOSTA ABOLIZIONE EQUITALIA, MA...I GIORNALISTI RITORNANO SULLA POLEMICA SU LEVI

Beppe Grillo  qui il video


Dice di non aver offeso nessuno e che la sua è stata “una reinterpretazione” ai giorni nostri del testo di Primo Levi “Se questo è un uomo”. Il giorno dopo le polemiche che hanno investito Beppe Grillo per il suo post “Se questo è un Paese”, il leader si presenta alla stampa.

Si parla della proposta di legge M5S per l’abolizione di Equitalia, ma le domande sono tutte per le critiche delle ultime ore.”Hanno scritto”, ha risposto Grillo, “che io ho utilizzato la shoah a fine elettorali. Questa è una menzogna, che respingo. Anche la comunità ebraica deve cambiare il comunicatore, stupido e ignorante. Io non devo chiedere scusa a nessuno, perché è stata data un’interpretazione distorta delle mie parole“. 

Ha poi spiegato i motivi della pubblicazione dell’articolo : “Non ho preso le parole di Primo Levi per fare del sarcasmo. Ho rapportato la poesia ai giorni nostri, ho parlato dei poteri mafiosi e della P2. La Shoah è dietro l’angolo, e ne succede forse una al mese o una all’anno: dal Ruanda alla Siria, a un sistema bancario e finanziario che fa migliaia di morti all’anno. Abbiamo Shoah da tutte le parti, dobbiamo stare attenti a non abbassare la guardia. Questo mi ha insegnato Primo Levi e questo ho scritto. Non ho fatto battute o ironia. Ho usato la frase ‘Arbeit macht frei’ – il lavoro rende liberi – per dire che oggi il lavoro fa tante vittime e che la P2 rende liberi”.
Doveva essere la conferenza stampa per presentare il disegno di legge a 5 Stelle per l’abolizione di Equitalia, ma l’ospite Beppe Grillo ha tenuto un nuovo comizio dagli uffici di Montecitorio. E ha lanciato un allarme per quello che lui definisce “un Paese che crolla e di cui dovremo presto raccogliere le macerie”. La Boldrini? “Una dilettante allo sbaraglio”. Lo Stato? “Una democrazia che frana”. Renzi? “Un pagliaccetto che fa tutto entro il 25 maggio“. La legge sul voto di scambio? “Una vergogna”. Dell’Utri e Berlusconi? “Io sarei andato in galera”.

Oggetto dell’attacco del leader è stata ancora la presidente della Camera che ha appena deciso una nuova sospensione per i deputati M5S: “Non ci stiamo più a farci convocare da una dilettante allo sbaraglio: la prossima volta se ne andranno loro. Non ci stiamo più a farci convocare dalla Boldrini e farci far andar fuori dal Parlamento. Noi probabilmente non c’è ne andremo più fuori dal Parlamento. I prossimi ad andarsene saranno loro”. E non si è risparmiato nemmeno un attacco a Berlusconi e Dell’Utri: “Silvio Berlusconi fa mezzora di servizi sociali a settimana. Io sarei andato in galera. Io avrei fatto un discorso e mi sarei fatto arrestare. Questi non sono neanche uomini. Dell’Utri non tornerà mai. Lo sappiamo benissimo. È uno che ha traghettato la mafia con Publitalie e Forza Italia. Questa fine miserabile che farà non è da uomini, scappano”.

Tra gli obiettivi di Grillo anche Matteo Renzi. “Questo Parlamento è diventato una burla, abbiamo un pagliaccetto messo lì che fa tutto entrò il 25 di maggio. Gli 80 euro sono un voto di scambio“. E poi ancora: “L’ebetino di Firenze copia tutto il nostro programma. Ruba il tempo, come gli usurai”. I 5 Stelle di Grillo ora puntano tutto sulle Europee: “Quel giorno cambierà la storia di questo Paese. L’avversario del premier non sono io, ma sono la democrazia e l’onestà”. E la legge elettorale? “L’Italicum non si farà più perché hanno capito che al ballottaggio ci va il M5S”. E ha chiuso attaccando i giornalisti: “Avete i mesi contati, dovrete cercarvi un altro lavoro. Io vi chiedo di migliorare questo Paese con l’informazione. Abbiamo sbagliato? Bene, ma sempre in maniera onestà. Non ci avete mai dato credito. Non avete capito che abbiamo fatto una rivoluzione straordinaria. Io vi chiedo di non avallare più le menzogne”.

La proposta di legge per l’abolizione di EquitaliaL’abolizione di Equitalia secondo i 5 Stelle, sarebbe uno dei primi passi per cambiare il sistema. “Questo Paese”, ha detto Grillo, “sta franando ed Equitalia è il simbolo di un rapporto criminogeno che ha questo Stato, che non esiste più con i cittadini che non esistono più”. Il disegno di legge prevede l’abolizione, a decorrere dal 1° gennaio 2015, di Equitalia, e il passaggio delle relative funzioni all’Agenzia delle entrate. È quanto chiede la proposta grillina. Secondo i 5 stelle, “le modalità con cui Equitalia effettua la riscossione si sono rivelate strumenti vessatori nei confronti di imprese, artigiani, commercianti e famiglie. Equitalia infatti fa lievitare, considerevolmente, il livello effettivo di tassazione in quanto ai tributi pregressi sono aggiunti le spese di riscossione, le penali e gli interessi, che sommati arrivano a toccare il tasso d’usura. Il risultato è stato l’ulteriore inasprimento della pressione fiscale“.

I parlamentari puntano il dito contro una riscossione che definiscono “irrazionale”. Equitalia viene definita una “società per azioni che punta non a recuperare crediti, ma a garantirsi un guadagno. E che non serve nemmeno per la lotta all’evasione“. 

Il disegno di legge depositato alla Camera. All’articolo 1 si prevede, come detto, l’abolizione di Equitalia a decorrere dal 1° gennaio 2015 e il passaggio delle relative funzioni all’Agenzia delle entrate, “esercitate, concretamente, dalla Direzione centrale per la riscossione, la quale subentra integralmente nei diritti e negli oneri relativi all’esercizio delle funzioni di riscossione della società Equitalia S.p.a. e delle società pubbliche ad essa collegate”.

L’articolo 2 reca disposizioni in materia di riscossione prevedendo che “gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardo o mancato pagamento delle cartelle esattoriali maturati fino all’entrata in vigore della presente proposta di legge, fatta eccezione per le cartelle esattoriali in relazione alle quali sia stata pronunciata una sentenza passata in giudicato [...] sono annullati e sono sostituiti dal pagamento di un interesse pari alla quotazione dell’Euribor a 12 mesi da applicare sulla base delle modalità e criteri direttivi fissati da un provvedimento del direttore dell’Agenzia dell’entrate“. Invece, “a decorrere dall’entrata in vigore della presente proposta di legge, gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardo o mancato pagamento delle cartelle esattoriali non possono superare il limite del tasso di usura previsto dalla legge 7 marzo 1996, n.108″. L’articolo 3 parla di assunzioni alla Direzione centrale per la riscossione, prevedendo “una riserva pari al 50 per cento delle assunzioni, per il personale impiegato presso la società Equitalia SpA“. L’articolo 4, infine, reca disposizioni relative alla “rettifica dei residui attivi sia del bilancio dello Stato che del bilancio degli Enti locali” e precisa che “il capitale sociale della società Equitalia Spa e delle società ad essa collegate” confluirà “nel Fondo di ammortamento dei titoli di Stato istituito dalla legge 27 ottobre 1993, n. 432″.
Equitalia si difende: “Dal 2006 boom riscossioni”. Nonostante il calo del 5% delle riscossioni registrato nel 2013, scese da 7,5 a 7,1 miliardi di euro a causa alla crisi economica ma anche alle nuove norme in materia (che consentono ampie tutele per i beni dei contribuenti come la prima casa ad esempio), da quando è stata istituita nel 2006 Equitalia ha riscosso in media quasi 8 miliardi di euro all’anno. Una cifra che rappresenta un’impennata di ben il 175% rispetto a quanto raccolto dalle società private a cui precedentemente erano affidati i compiti di riscossione.
Per scrollarsi di dosso ogni immagine negativa, il gruppo sottolinea il potenziamento dei servizi online di informazione, assistenza e pagamento e la riorganizzazione della rete degli sportelli sul territorio, diventati veri e propri punti di consulenza a disposizione dei cittadini e delle imprese. Nel corso dell’anno sono stati sottoscritti anche accordi con associazioni di categoria e ordini professionali e ha assunto sempre più importanza la rateazioni delle cartelle. Le rateizzazioni concesse nel 2013 sono state 398 mila, per oltre 2,9 miliardi. Complessivamente le rateizzazioni attive sono ad oggi 2,2 milioni per un ammontare di 24,7 miliardi di euro e rappresentano più del 50% del valore del riscosso.
Malgrado la crisi, nel 2013 Equitalia è inoltre riuscita a mantenere l’equilibrio della gestione, chiudendo il bilancio 2013 con un risultato positivo di 2,67 milioni. Un risultato, spiega ancora il gruppo, determinato da una serie di interventi volti a garantire contemporaneamente una maggiore efficacia del sistema della riscossione e una significativa riduzione dei costi per la fiscalità generale, con una contrazione della spesa di oltre 200 milioni rispetto al 2010. Il solo risparmio conseguito nel 2013 sulle spese amministrative è stato pari a circa 77 milioni.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/15/grillo-su-levi-non-mi-scuso-la-comunita-ebraica-ha-comunicatore-stupido/952628/

IL DOLORE STA PRODUCENDO RISULTATI. PAROLA DI ECONOMISTA. ALIAS PIER CARLO PADOAN

Bambini e fame, emergenza umanitaria in Grecia Scritto il 17/3/14  


«Il dolore sta producendo risultati»: fa impressione, proprio ora che è divenuto ministro dell’economia, rileggere quel che Pier Carlo Padoan disse il 29 aprile 2013 al “Wall Street Journal”, quando era vice segretario generale dell’Ocse. Già allora i dati sull’economia reale smentivano una così impudente glorificazione dell’austerità – e addirittura dei patimenti sociali che infliggeva – ma l’ultimo numero di “Lancet”, dedicato alla sanità pubblica in Grecia dopo sei anni di Grande Depressione, va oltre la semplice smentita. Più che correggersi, il ministro farebbe bene a scusarsi di una frase atroce che irresistibilmente ricorda Pangloss, quando imperterrito rassicura Candide mentre Lisbona è inghiottita dal terremoto raccontato da Voltaire: «Queste cose sono il meglio che possa accadere. La caduta dell’uomo e la maledizione entrano necessariamente nel migliore dei mondi possibili».



“Lancet” non è un giornale di parte: è tra le prime cinque riviste mediche mondiali. Il suo giudizio sulla situazione ellenica, pubblicato sabato in un ampio dossier (lo ha ripreso Andrea Tarquini sul sito di “Repubblica”), è funesto: la smisurata contrazione dei redditi e i tagli ai servizi pubblici hanno squassato la salute dei cittadini greci, incrementando il numero di morti specialmente tra i bambini, tra gli anziani, nelle zone rurali. Nella provincia di Acaia, il 70 per cento degli abitanti non ha soldi per comprare le medicine prescritte. Emergency denuncia la catastrofe dal giugno 2012. Numerose le famiglie che vivono senza luce e acqua: perché o mangi, o paghi le bollette. Nel cuore d’Europa e della sua cultura, s’aggira la morte e la chiamano dolore produttivo. «Siamo di fronte a una tragedia della sanità pubblica», constata la rivista, «ma nonostante l’evidenza dei fatti le autorità responsabili insistono nella strategia negazionista». Qualcuno deve spiegare a chi agonizza come sia possibile che il dolore e la morte siano “efficaci”, e salvifiche per questo le riforme strutturali fin qui adottate.

PadoanNé è solo «questione di comunicazione» sbagliata, come sosteneva nell’intervista Padoan: sottolineare gli esiti promettenti del consolidamento fiscale, ammorbidendo magari qualche dettaglio tecnico, non toglie la vittoria al pungiglione della morte. Trasforma solo un’improvvida teoria economica in legge naturale, perfino divina. Moriremo, certo, ma in cambio il Paradiso ci aspetta. Soprattutto ci aspetta se non cadremo nel vizio disinvoltamente rinfacciato agli indebitati-impoveriti: la “fatica delle riforme” (reform fatigue), peccato sempre in agguato quando i governi «sono alle prese con resistenze sociali molto forti». 

Quando siamo ingrati, come Atene, alle iniezioni di liquidità che l’Unione offre a chi fa bancarotta: nel caso greco, due bailout tardivi, legati a pacchetti deflazionistici monitorati dalla trojka. I contribuenti tedeschi hanno già dato troppo, dicono in Germania. Non è vero, i contribuenti non hanno pagato alcunché perché di prestiti si tratta, anche se a tassi agevolati e destinati in primis alle banche.
Difficile dar torto alle “forti resistenze sociali”, se solo guardiamo le cifre fornite su “Lancet” dai ricercatori delle università britanniche di Cambridge, Oxford e Londra. A causa della malnutrizione, della riduzione dei redditi, della disoccupazione, della scarsità di medicine negli ospedali, dell’accesso sempre più arduo ai servizi sanitari (specie per le madri prima del parto) le morti bianche dei lattanti sono aumentate fra il 2008 e il 2010 del 43%. Il numero di bambini nati sottopeso è cresciuto del 19 %, quello dei nati morti del 20. Al tempo stesso muoiono i vecchi, più frequentemente. Fra il 2008 e il 2012, l’incremento è del 12,5 fra gli 80-84 anni e del 24,3 dopo gli 85.
E s’estende l’Aids, perché la distribuzione di siringhe monouso e profilattici è bloccata. Malattie rare o estinte ricompaiono, come la Tbc e la malaria (quest’ultima assente da 40 anni. Mancano soldi per debellare le zanzare infette).
La rivista inglese accusa governi e autorità europee, ed elogia i paesi come Islanda e Finlandia che hanno respinto i diktat del Fondo Monetario o dell’Unione. Dopo la crisi acuta del 2008, Reykjavik disse no alle misure che insidiavano sanità pubblica e servizi sociali, tagliando altre spese scelte col consenso popolare. Non solo: capì che la crisi minacciava la sovranità del popolo, e nel 2010-2011 ridiscusse la propria Costituzione mescolando alla democrazia rappresentativa una vasta sperimentazione di democrazia diretta. Non così in Grecia. L’Unione l’ha usata come cavia: sviluppi islandesi non li avrebbe tollerati. Proprio nel paese dove Europa nacque come mito, assistiamo a un’ecatombe senza pari: una macchia che resterà, se non cambiano radicalmente politiche e filosofie ma solo questo o quel parametro.

Alexander KentikelenisIl popolo sopravvive grazie all’eroismo di Ong e medici volontari (tra cui Médecins du Monde, fin qui attivi tra gli immigrati): i greci che cercano soccorso negli ospedali “di strada” son passati dal 3-4% al 30%. S’aggiungono poi i suicidi, in crescita come in Italia: fra il 2007 e il 2011 l’aumento è del 45%. In principio s’ammazzavano gli uomini. Dal 2011 anche le donne. “Lancet” non è ottimista sugli altri paesi in crisi. La Spagna, cui andrebbe assommata l’Italia, è vicina all’inferno greco. Alexander Kentikelenis, sociologo dell’università di Cambridge che con cinque esperti scrive per la rivista il rapporto più duro, spiega come il negazionismo sia diffuso, e non esiti a screditare le più serie ricerche scientifiche (un po’ come avviene per il clima). L’unica istituzione che si salva è il Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie, operativo dal 2005 a Stoccolma.

Barbara SpinelliLa Grecia prefigura il nostro futuro prossimo, se le politiche del debito non mutano; se scende ancora la spesa per i servizi sociali. Anche in Italia esistono ospedali di volontari, come Emergency. La luce in fondo al tunnel è menzogna impudente. Senza denunciarla, Renzi ha intronizzato ieri la banalità: «L’Europa non dà speranza se fatta solo di virgole e percentuali» – «l’Italia non va a prendere la linea per sapere che fare, ma dà un contributo fondamentale». Nessuno sa quale contributo. Scrive l’economista Emiliano Brancaccio che i nostri governi «interpretano il risanamento come fattore di disciplinamento sociale». Ma forse le cose stanno messe peggio: il risanamento riduce malthusianamente le popolazioni, cominciando da bambini e anziani.

Regna l’oblio storico di quel che è stata l’Europa, del perché s’è unita. Dimentica anche la Germania, che pure vive di memoria. Dopo il ‘14-18 fu trattata come oggi la Grecia: sconfitto, il paese doveva soffrire per redimersi. Solo Keynes insorse, indignato. Nel 1919 scrisse: «Se diamo per scontata la convinzione che la Germania debba esser tenuta in miseria, i suoi figli rimanere nella fame e nell’indigenza [...], se miriamo deliberatamente all’umiliazione dell’Europa centrale, oso farmi profeta, la vendetta non tarderà». La vendetta non tardò a farsi viva, ed è il motivo per cui ben diversa e più saggia fu la risposta nel secondo dopoguerra. Quella via andrebbe ripercorsa e potrebbe sfociare in una Conferenza europea sul debito, che condoni ai paesi in difficoltà parte dei debiti, connetta i rimborsi alla crescita, dia all’Unione poteri politici e risorse per lanciare un New Deal di ripresa collettiva e ecosostenibile. È già accaduto, in una conferenza a Londra che nel 1953 ridusse quasi a zero i debiti di guerra della Germania. I risultati non produssero morte, ma vita. Fecero rinascere la democrazia tedesca. Non c’era spazio, a quei tempi, per i Pangloss che oggi tornano ad affollare le scene.
(Barbara Spinelli, “Gli invisibili d’Europa”, da “La Repubblica” del 26 febbraio 2014, intervento ripreso da “Micromega”).

FONTE: http://www.libreidee.org/2014/03/padoan-il-dolore-utile-che-stermina-i-bambini-greci/

martedì 15 aprile 2014

SONDAGGIO DI THE INDEPENDENT IN UK: 82% SCEGLIE PUTIN COME LEADER PREFERITO



Qualche settimana fa Nigel Farage (fondatore dell'Independent Party UKIP,) si è "scontrato " in un dibattito con il vice-Primo Ministro Nick Clegg, sulla questione ucraina. Farage ha detto che la Russia è stata provocata dall’Europa, che gli eurocrati hanno fatto male a costringere gli ucraini fra Occidente e Russia e che Vladimir Putin è «obbiettivamente» (senza necessariamente prenderne le parti, ha aggiunto) uno stratega politico di prima grandezza. 
Il girono dopo i commmenti dei media ingflesi sono stati poco "inglesi" (per esempio qui Guardian ) e il The Independent, ha pensato di lanciare un sondaggio fra i suoi lettori. 

«Il leader mondiale preferito da Farage è Putin. Lo stesso Putin che sta aiutando Assad in Siria, che s’infischia del diritto internazionale per annettersi la Crimea. Questo, Farage lo trova ammirevole. Diteci: qual è il vostro leader preferito?».

 I risultati del sondaggio: Barak Obama 4%, David Cameron (il capo del Governo) 2%, Angela Merkel 8, Francois Hollande 1%.... e Vladimir Putin, 82%.

 
Il fenomeno, travolgente, pare proprio pan-europeo: in questi giorni il francese Le Figaro si è domandato: «Come mai ci sono tanti commenti favorevoli a Putin sul web?».

Forse che i media non asono piu' in grado di manipolare l’opinione pubblica cosi tanto? Pare anche di scorgere che l'opinione pubblica europea, non conosce piu' la legittimità del Sistema Occidentale. 

si evda anche: Amazing poll at The Independent

lunedì 14 aprile 2014

VICEPRESIDENTE CAMERA, DI MAIO, SMASCHERA LE BALLE SUI TAGLI DI BOLDRINI E RENZI

 
Con un messaggio dalla sua pagina Facebook il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha smentito tutte le balle di Matteo Renzi e Laura Boldrini sui tagli alla politica, sostenendo che si tratta soltanto di annunci a fini elettorali. Ecco le sue parole:

RENZI E BOLDRINI: FINO AD ORA IL NULLA.

Il Premier Renzi e la Presidente Boldrini, in una ridicola corrispondenza epistolare a mezzo stampa, in questi giorni stanno discutendo dei costi da tagliare alla Camera e alle amministrazioni pubbliche dello Stato, giocando a chi è più bravo.
Renzi che sostiene si debbano tagliare i maxi-stipendi dei dirigenti della Camera, non ha tagliato ancora un solo euro ai manager pubblici delle aziende partecipate italiane, nonostante ne parli da mesi. E non si è ridotto di un euro il suo stipendio.

La Presidente Boldrini che gli risponde, addirittura si vanta di aver già fatto tagli agli stipendi del personale della Camera (per inciso ha tagliato 2000 euro al mese a una persona che guadagna quasi 500.000 euro all’anno!!). Ovviamente nessun taglio agli stipendi dei parlamentari. 
 
Si vanta anche di essersi tagliata del 30% il suo stipendio. Balle! Si è tagliata del 30% l’indennità aggiuntiva. Quella a cui io è Roberto Fico rinunciamo interamente insieme alle spese di rappresentanza e all’auto blu. Inoltre ci dimezziamo lo stipendio da Deputato.

Siamo ormai al niente che risponde al nulla!

Ormai è un anno che il Movimento 5 Stelle sta chiedendo a questa maggioranza del Partito Democratico e alla Presidente Boldrini, di iniziare davvero tagli drastici alla Camera. Lo abbiamo ribadito con diverse richieste scritte e verbali negli organi competenti, che non sono mai state messe neanche all’ordine del giorno dell’ufficio di Presidenza, almeno avremmo gradito una risposta. Neanche quella.
Abbiamo chiesto le dimissioni dei Questori della Camera per evidenti incapacità nel tagliare gli stipendi dei parlamentari dei loro partiti.


I punti focali sono sempre quattro, da un anno:
- La dismissione di 9 auto blu su 10 del parco macchine della Camera. La Boldrini ci ha fatto sapere che non si può fare, perché c’è bisogno di “decoro istituzionale” (!!). Risposta “indecorosa”, visto che si potrebbe risparmiare un milione di euro all’anno.

- Il dimezzamento immediato degli stipendi dei parlamentari. Inoltre tutti i rimborsi devono essere rendicontati ai cittadini pubblicamente.
50 milioni di euro in meno subito;

- L’assimilazione dello status dei dirigenti camera a quello dei funzionari pubblici, con i tetti di stipendio previsti dalla Legge;
- L’abolizione dei vitalizi dei parlamentari. Ci costano oltre 200 milioni di euro all’anno.
Il Pd è un anno che ci riflette, la Boldrini è un anno che non risponde alle richieste del Movimento 5 Stelle. C’è bisogno di altro per spiegarvi che questi due ci stanno prendendo in giro?


Fingono di avere a cuore i costi della politica solo in campagna elettorale e poi si tengono il malloppo il giorno dopo. Ancora una volta si sta consumando una truffa politica ai danni dei cittadini. Con la complicità di tanti media.

FONTE: http://www.lafucina.it/2014/04/13/di-maio-sbugiarda-renzi-e-la-boldrini/

venerdì 11 aprile 2014

JEROME KERVIEL EX TRADER SOCIETE GENERALE, CONDANNATO A 3 ANNI, CI RICORDA COSA E' IL SISTEMA BANCARIO E IL SUO CINISMO SPECULATIVO

Kerviel
 QUI IL VIDEO DA NON PERDERE


La sua parabola personale da promessa dell’alta finanza a paria pluri inquisito, ma anche il rapporto di forza tra il sistema bancario e quello politico. E i meccanismi interni delle banche che alimentano la speculazione con i derivati, con tanto di previsione della prossima bolla che affliggerà i mercati. Poi l’apprezzamento per il Pontefice, “unico ‘dirigente’ al mondo che è passato dalle parole ai fatti” e il distacco verso i suoi ex responsabili che l’hanno scaricato (“ognuno ha la sua coscienza”). E’ ricca di parole dure pronunciate con toni pacati, la versione di Jerome Kerviel, il trader francese che nel 2008 è stato protagonista di uno dei più importanti scandali finanziari globali, quello che ha visto Société Générale incassare una perdita di 4,9 miliardi di euro per le sue operazioni sui derivati e lui condannato a tre anni di reclusione per falso e uso di falso, introduzione fraudolenta di dati e abuso di fiducia.
LO SANNO TUTTI: NULLA E’ CAMBIATO - “Non cerco certo di immolarmi, ma è molto più facile condannare un solo uomo che rimettere in discussione il sistema. Questo ha impedito di porsi le giuste domande. Se ho avuto una colpa è una colpa etica, ma non penale che giustifichi questa sentenza”, rivendica senza perdere la calma che dice di aver ritrovato grazie a un incontro con il Papa. E al cammino da Roma a Parigi che sta percorrendo in queste settimane lungo le antiche strade dei pellegrini medievali che corona un percorso sulla cui sincerità è ancora presto per esprimersi. Del resto, sostiene, glielo riconoscono anche gli ex colleghi.

Quando gli è capitato di incontrarne alcuni a Parigi, racconta, lo hanno avvicinato per comunicargli stima e sostegno con frasi come “non crediamo alla storia che la banca non sapeva quello tu facevi” o “facevamo la stessa cosa e ancora oggi continuiamo a fare la stessa cosa”. Quindi il grande scandalo degli investimenti folli sui derivati non ha cambiato niente? “Si sono calmati per qualche tempo e poi è ripartito tutto come prima. È nei geni di quelli che fanno questo mestiere, c’era anche nei miei ed è ancora in quelli delle persone che oggi stanno trattando i prodotti finanziari sui mercati”. Una delle prove? “I bonus sono ripartiti come prima e stanno crescendo anche in Europa. Nel vecchio continente hanno detto che è stato messo un tetto. In realtà quello che accade, ad esempio in Francia, è che vengono pagati all’estero”.

LA FINANZA ETICA E QUELLA SPECULATIVA - “La finanza non è necessariamente cattiva”, dice poi ricordando che può essere “a supporto dell’economia per progetti industriali e commerciali” o delle famiglie con l’erogazione dei mutui. D’altro canto, “la speculazione fine a se stessa è inutile, avvantaggia solo una piccola minoranza, mentre può produrre disastri per la maggioranza della popolazione. Per chi fa parte del sistema, però, c’è un solo diktat: “Correre dietro agli obiettivi semplicemente con lo scopo di restare nel sistema”. Perché altrimenti ti licenziano. E gli obiettivi si raggiungono con la speculazione: “Nel 2008 Société Générale aveva realizzato 15 miliardi di risultati su prodotti speculativi”, ricorda citando recenti dichiarazioni dell’esponente politico e magistrato francese Eva Joly.

Ma come come nasce uno “speculatore”? “Sono entrato in SocGen a 23 anni e ho fatto lì tutta la mia carriera. Speculavo ad oltranza tutti i giorni. Contro l’euro, contro la Grecia, sul petrolio, sugli uragani e quindi sulla gente che moriva o restava senza casa, secondo un meccanismo non molto diverso da quanto successo da voi quando c’è stato il terremoto a L’Aquila”, riconosce. “Ero incoraggiato a farlo. La prima posizione importante che ho preso è stata sugli attentati di Londra: ho fatto guadagnare alla banca 500mila euro lordi. Ero short: avevo venduto degli indici di Borsa, dopo gli attentati il mercato è andato a picco. E ho ricomprato più a buon mercato rispetto ai prezzi ai quali avevo venduto. Et voilà: ecco fatto il denaro sul malessere degli altri. La banca ci ha guadagnato e si è congratulata”. Ha ricevuto dei bonus per questo? “All’epoca ero trader junior, non erano previsti dei guadagni extra, ma i miei capi ci hanno guadagnato. Il mio stipendio era sui 3mila euro netti al mese obiettivi inclusi. Molto molto lontano dai milioni cui si può arrivare con questo tipo di mestiere. Ma il denaro non è mai stato il motore di quello che facevo: ero in una bolla con dei capi che mi incoraggiavano. Era il mio mestiere”.

NIENTE EMOZIONI, SOLO SOLDI - La richiesta del resto era molto chiara: “Fare soldi, indipendentemente dal modo in cui si fanno. Non ci sono altri obiettivi. All’inizio del lavoro quando ho visto le immagini degli attentati di Londra mi sono fatto delle domande. Il mio capo è venuto da me e mi ha detto ‘le tue emozioni le lasci fuori dal parterre. Sei qui per fare soldi’. E così a poco a poco ti disumanizzi, diventi un robot ed effettivamente finisci col lasciare le tue emozioni fuori dal lavoro”.

Rimpianti? “Essere stato attore in questo sistema, questo è un grosso rimpianto. Mi sono sbagliato: ero naif perché pensavo di fare qualcosa di utile perché lavoravo per una grande banca francese che era influente nell’industria finanziaria. Avevo l’impressione di fare qualcosa di giusto e ci incoraggiavano. Salvo che, all’epoca non me ne rendevo conto, questo sistema gioca solo a favore di alcuni e distrugge quelli che ci sono attorno: quando si specula su una piccola azienda, quelle che chiamiamo small cap, si vendono le sue azioni facendo abbassare violentemente il loro corso azionario. Dietro ci sono dei lavoratori che pagano il conto, ma per noi è una cosa molto virtuale dal momento che siamo in una sala operativa. C’è uno schermo, non vediamo i dipendenti e non ci rendiamo conto di quello che stiamo facendo”.

Poi il c’è stato il tracollo, la galera, il buio e, infine, quella che lui dipinge come una sorta di conversione con un racconto che ne fa una specie di Innominato manzoniano dei giorni nostri. In ogni caso le sue parole sono tutto tranne che equivoche. “Non so se avrei fatto questo stesso discorso se fossi ancora un trader”, ammette. Per poi rivendicare di aver ricevuto delle offerte da altre banche anche all’estero: “Ho rifiutato perché non mi interessa più, ne sono uscito e ne sono molto felice”, garantisce.

LA RIVOLUZIONE FRANCESCANA IN VATICANO E L’IMMOBILISMO GATTOPARDESCO DELLA POLITICA - Fondamentali in questo passaggio l’incontro con il Papa e la strada. “Da quando ho iniziato il mio cammino non mi sento più a mio agio a far parte di questo mondo e non voglio più entrarci. Da un anno incontro gli studenti per avere con loro degli scambi sui motivi per cui sto facendo questo percorso”. Nel passaggio non è stata secondaria la rivoluzione francescana della finanza in Vaticano. “E’ una delle ragioni per cui gli ho scritto: tutto quello che racconta e denuncia sulla tirannia dei mercati, sulla speculazione e sull’ingiustizia trova eco dentro di me perché sono stato attore e vittima di questo sistema. Mi ha salvato in un momento in cui rischiavo di perdermi. E’ l’unico dirigente, perché è un dirigente, ad essere passato dalle parole ai fatti sui temi finanziari”. Non può dire lo stesso dei suoi ex capi, tra i quali Jean Pierre Mustier, oggi ai vertici della divisione Corporate & investment banking di Unicredit: “Ognuno fa i conti con la sua coscienza”, taglia corto Kerviel pur continuando a sostenere che al suo processo “hanno mentito”.

LE “BOMBE A OROLOGERIA” CHE LA GENTE NON CONOSCE – Chi non sa è sicuramente la gente fuori dal sistema. “Mi ha fatto sorridere nel 2007 la gente che ha scoperto i subprime. A fine anni ’90 lavoravo per un fondo multigestione e alcuni gestori negoziavano questi subprime sui crediti. All’epoca ero in contatto con uno dei trader che li negoziava e mi disse questa frase: ‘non sappiamo cosa stiamo comprando, non sappiamo quanto vale, ma ci possiamo fare su dei soldi’ – spiega – ci sono dei prodotti che sono nelle banche che sfuggono completamente alla comprensione della gente e sono delle bombe a orologeria: i subprime 10 anni dopo hanno creato la crisi che conosciamo e oggi in banca ci sono nuovi prodotti molto complessi che chiamiamo strutturati. Come i derivati climatici fatti sulla temperatura (in pratica delle ‘scommesse’ sull’andamento del clima e della temperetura terrestre, ndr) che non sappiamo che cosa faranno tra 10 anni. Non è un caso isolato. Ce ne sono diversi. Oggi i bilanci delle banche non sono controllati, non sono leggibili, non sono comprensibili per i comuni mortali”.

Così a guidare il gioco dell’economia mondiale, a dispetto delle perdite monstre cumulate a partire dal 2008, sono sempre i signori della finanza. “Dopo il crac di Lehman Brothers (15 settembre 2008, ndr) si è aperta una finestra per i governi: senza gli Stati le banche sarebbero fallite e la politica aveva la possibilità di invertire il rapporto di forza a proprio favore. Non l’ha fatto e oggi è troppo tardi: è ancora la finanza che domina. La ragione è che sono sempre le banche che finanziano i debiti degli Stati. Quindi vista la situazione non si rompono le scatole al banchiere, lo si lascia fare e basta”. Il pericolo maggiore oggi? “Non aver emanato norme che dal 2010 avrebbero dovuto regolare questo sistema e continuare a non farlo”.

FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/10/speculazione-il-trader-pentito-kerviel-la-finanza-ci-domina-ancora-politica-ha-perso-occasione/943199/ 

da non perdere anche questa intervista in inglese di Al Jazeera anche a Max Kaiser 

Inside Story - Jerome Kerviel: Villain or victim?

giovedì 10 aprile 2014

IL VIETNAM CONDANNA A MORTE 2 BANCHIERI, NEL PIANO DI PULIZIA RADICALE DEL SETTORE FINANZIARIO...

firing
Il Global Post scrive:

Per fare una pulizia radicale nel suo settore finanziario, il Vietnam ha condannato a morte tre banchieri negli ultimi sei mesi.

Un paio di banchieri sono attualmente nel braccio della morte per aver sottratto circa 25 milioni di dollari dalla banca di stato Vietnam Agribank. Mentre i loro co-cospiratori si sono già presi parecchie decine di anni di carcere.

A marzo, un altro signore, di 57 anni, l'ex Capo Regionale della Vietnam Development Bank, altra banca gestita dal governo, è stato condannato a morte per una truffa da 93 milioni di dollari.

Secondo l'agenzia stampa vietamita Tuoi Tre, molti dei suoi collaboratori collusi sono stati condannati all'ergastolo dopo aver confessato di aver avallato prestiti fasulli per un  regaletto come un anello di diamanti o per una coupé BMW. E la settimana scorsa, in un caso non collegato ai precedenti, sono stati messi sotto accusa degli alti dirigenti della stessa banca per delle presunte dubbie perdite per 47 milioni di dollari imputate a crediti inesigibili.
Aspettiamo un momento : quindi se quelli mettono addirittura una sparachiodi alla nuca di qualcuno che ha rubato una miseria come 25 milioni di dollari, allora che cosa avremmo dovuto fare noi con le banche che hanno "ricevuto" migliaia di miliardi come regalo da contribuenti involontari ?

Ma queste sentenze di morte comunque costituiscono uno scandalo di alto profilo per il Vietnam.
Questo è il punto. I mastini dei Diritti Umani sostengono che questi processi teatrali tenuti in Vietnam sono stati atti politici eclatanti e che avevano un esito predeterminato da offrire al pubblico: una massa di vietnamita stanchi della corruzione di stato. Ma queste condanne suonano anche come forti campanelli d'allarme per tutti quei banchieri-ladri che attualmente continuano a lavorare truffando i clienti.
E' un messaggio per tutti quelli che hanno le mani in pasta con l'avvertimento che gli affari, come sono andati finora, gli stanno ormai sfuggendo di mano” ha detto Adam McCarty, Economista Capo, di base ad Hanoi per la Mekong Economics Consulting.
Il messaggio a chi è dentro il sistema è questo: Le possibilità che vi scopriamo stanno aumentando” ha detto McCarty. “Non contate più sulle vostre protezioni importanti. Perché c'era qualcuno [quelli condannati] che contava su protettori molto importanti, ma comunque non è servito a niente.”

Come la maggior parte delle nazioni che soffoca il dissenso e si  muove con il minimo della trasparenza, il Vietnam è un paese altamente corrotto.
Anche qui, proprio come gli Stati Uniti, i furti avvengono ad un livello tanto alto che solo pochissimi riescono a rendersene conto, escono fuori solo quando se ne devono occupare i giudici.

Secondo uno studio di una Banca Mondiale, metà negli affari stipulati con gli stati comunisti, ci si aspetta che venga fatto un regalo a chi segue la trattativa “per far concludere l'affare.” Transparency International, che pubblica la classifica sul livello della corruzione nel mondo, sostiene che il Vietnam sia più corrotto del Messico ma non quanto la Russia.
Differentemente che in America, dove i giudici non possono emettere una sentenza di morte per crimini dei colletti bianchi, il Vietnam può giustiziare i suoi cittadini per una serie di crimini imprenditoriali.
Amnesty International riferisce che sentenze di morte in Vietnam sono state inflitte a criminali per aver gestito schemi di investimento fraudolenti, denaro falso e perfino prestiti insoluti. Il fatto insolito è che i funzionari delle Nazioni Unite "hanno condannato" le condanne a morte per "crimini economici", ma il Vietnam continua con queste sentenze - come fanno i loro vicini cinesi.
Benché le statistiche sul poco trasparente sistema giuridico del Vietnam siano scarse, un portavoce dello stato ha ammesso che ci sono più di 675 persone nel braccio della morte per crimini più svariati - secondo la Associated Press.
Non è ancora stato stabilito come saranno ammazzati i banchieri. I mezzi di esecuzione tradizionali vietnamiti prevedono che i colpevoli siano legati a un palo di legno, con un limone in bocca e spediti di fronte al plotone di esecuzione. La nazione vorrebbe passare all'iniezione letale. Ma le nazioni europee si rifiutano di esportare i prodotti chimici che si usano nelle esecuzioni (tiopentale sodico) verso gli stati i cui governi praticano la pena capitale.
Ai banchieri disonesti vengono inflitte queste pesanti condanne in un momento in cui il Vietnam sta mettendo in atto delle importanti riforme finanziarie. 
E immaginate un pò ? Funziona! Perché non c'è niente di più deterrente per i criminali, anche per i sociopatici, che dover prendere atto che i loro trilioni di derivati messi a bilancio non servono per qualsiasi cosa. Almeno non servono ad evitare qualche inconveniente, non ancora messo in conto, come una benda sugli occhi e un sigaro.

Poi torniamo alla "democratica e incorrotta" America, dove questa soluzione non sarò mai possibile (non certo per motivi etici), per il semplice motivo che gli stessi banchieri che dovrebbero essere condannati, non sono solo quelli che stampano il denaro che usano tutti - e lo sanno bene i politici - ma sono anche gli stessi che gestiscono in proprio qualsiasi attività. E, dato che gestiscono in proprio qualsiasi attività : Che motivo avrebbero a farsi venire in mente proprio l'unica soluzione che potrebbe far finire la festa?
 

Fonte: http://www.zerohedge.com
TRATTO DA: http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=13204&utm_medium=referral&utm_source=pulsenews

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