UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

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martedì 23 maggio 2017

Trump su pace israelo-palestinese: "ho sentito che è uno dei trattati piu' ardui di tutti"

 

Donald Trump, nella sua prima visita presidenziale in Israele, ha affermato che ci sarà forse pace in Medio Oriente

"Ringrazio il Primo MInistro per il suo impegno a perseguire il processo di pace" ha detto Mr Trump al Primo Ministro B. Netanyahu, che stava accanto a lui in una conferenza stampa congiunta.
"Sta lavorando sodo in questo processo. Non è facile", ha continuato Trump. "Ho sentito che si tratta di uno dei piu' ardui trattati.Ma ho la sensazione che ci stiamo arrivando. Spero"

Le parole annacquate hanno segnato una dipartita  dai commenti piu' ampollosi occorsi nella visita di Mr Netanyahu alla Casa Bianca in febbraio"


>>> fonte: http://www.independent.co.uk/news/world/americas/trump-israel-palestine-peace-deal-one-of-toughest-latest-news-a7750181.html 
 

venerdì 19 maggio 2017

La Germania preoccupata della diffusione del Wahhabism in Kosovo


The undated photo shows Takfiri Daesh terrorists in an undisclosed location in Iraq.

Il governo tedesco ha espresso preoccupazione sulla diffusione del Wahhabismo, promossa dal regime saudita, 
in Kosovo ed altre aree della regione.
Il Wahhabismo, è  una ideologia radicale dominante in Arabia Saudita E liberamente predicata dal clero sostenuto dal regime di Riyadh. 
L'ideologia è stata fonte di ispirazione per terroristi in tutto il mondo.
Daesh e altri gruppi terroristi Takfiri si avvantaggiano del Wahhabismo, per dichiarare “infedeli” coloro che sono di altre fedi.
L'idea fornisce una giustificazione ai terroristi per ammazzare queste persone

giovedì 18 maggio 2017

Marcello Foa: Obiettivo finale: rovesciare Trump. Preparatevi

 https://media2.s-nbcnews.com/j/msnbc/components/video/201611/tdy_jackson_trump_161117.nbcnews-ux-1080-600.jpg

by Marcello Foa 
 
Ma cosa sta succedendo negli Usa? Per capirlo bisogna ripercorrere in rapida sequenza i primi 5 mesi della presidenza.

Trump inizia come un presidente di rottura, che nel suo discorso inaugurale traccia degli obiettivi e una visione del ruolo degli Stati Uniti nel mondo antitetici rispetto ai suoi predecessori.

Come prevedibile, la reazione dell’establishment è durissima:
manifestazioni di piazza, giudici che bloccano decisioni presidenziali, l’intelligence che soffia sul fuoco del Russiagate alimentando lo spettro che Mosca abbia interferito nelle elezioni mentre molti repubblicani si schierano con i democratici. Lo Stato Profondo (Deep State) è in rivolta e protagonista di ogni forma di boicottaggio.

Dopo appena tre settimane, uno dei suoi consiglieri più, quello alla Sicurezza Nazionale, Michael Flynn si dimette per aver nascosto alcune conversazioni con l’ambasciatore russo a Washington. In sé nulla di irrimediabile, anche il team di Hillary ha avuto contatti con l’ambasciata russa. Trump, che non conosce la potenza dell’apparato, commette un errore, si dimostra arrendevole e abbandona Flynn.

Trump e il suo vice Pence

Il 6 aprile nuovo cedimento: l’altro fedelissimo Steve Bannon, viene estromesso dal Consiglio nazionale della sicurezza, dove restano solo falchi, tra cui molti neoconservatori. Dopo poche ore Trump rinnega i capisaldi del suo discorso inaugurale e diventa improvvisamente interventista. Bombarda con i missili una base militare in Siria, lancia la Madre di tutte le bombe in Afghanistan, fa salire alle stelle le tensioni con la Corea del Nord. Intanto al Pentagono, si affinano i piani di guerra.

Trump appare normalizzato, inghiottito dall’establishment. E improvvisamente il Russiagate sparisce dalle prime pagine, perde di intensità e di importanza. Il presidente annuncia la revoca del Trattato di libero scambio Nafta ma dopo poche ore si rimangia tutto, a conferma del suo ammansimento. La revoca dell’Obamacare torna d’attualità con il convinto assenso del Partito repubblicano.

Poi, però, accade qualcosa. Trump ci ripensa o, almeno, dimostra di volersi riprendere qualche spazio, soprattutto diplomatico. Dopo aver incontrato da solo il leader cinese XI con cui stabilisce un ottimo rapporto personale, esautora di fatto il Dipartimento di Stato, decidendo da solo la visita dal Papa il 24 maggio e, soprattutto, avviando un dialogo con Mosca, parla al telefono con Putin e riceve alla Casa Bianca il ministro degli Esteri russo Lavrov.

L’establishment non gradisce e inizia ad agitarsi. Le polemiche interne riaffiorano, i giornali ricominciano a descrivere una Casa Bianca spaccata e caotica. Quando il presidente decide di licenziare il capo dell’Fbi Comey, il Deep State dichiara una nuova e verosimilmente definitiva, guerra al redivivo Trump. Seguendo i dettami illustrati dall’ex consigliere di Obama Kupchan che invitava ad “adoperare i media e l’opinione pubblica”, sulla stampa amica ovvero New York Times e Washington Post  fioccano indiscrezioni e rivelazioni pesantissime, insinuanti e, come sempre, anonime, ma di fonte sicura: servizi segreti, esponenti dell’Amministrazione. Gli altri media amplificano. E l’isteria monta.

Dennis Kucinich

Qualunque voce o ricostruzione contro Trump viene presentata dai media come sicura e provata, qualunque indizio a sua discolpa viene relativizzato o ignorato. La Washington Post annuncia che le informazioni passate a Lavrov durante l’incontro alla Casa Bianca sono segrete e che il presidente ha messo a repentaglio la sicurezza nazionale. Si scopre,tuttavia, che si tratta dell’allarme sulla possibilità che l’Isis compia attentati sugli aerei nascondendo bombe nei laptop, rischio noto da giorni, e lo stesso Putin smentisce di aver ricevuto informazioni segretissime e si dice pronto a dimostrarlo. Ma non basta a riportare la quiete. Mc Cain cita il watergate, i democratici incalzano, i media attaccano con toni scandalizzati.

E ora? Un esponente di lungo corso della politica Usa, insospettabile perché rappresenta la sinistra americana, Dennis Kucinich, legge con molta lucidità la situazione. Ricorda di non aver nulla in comune con Trump  ma in un’intervista a Fox News giudica pretestuosa questa campagna.

“Se l’informazione era così sensibile perché è stata passata al Washington Post?”

si chiede. E ancora:

“”Qualcosa è fuori controllo.C’è un tentativo di stravolgere la relazione con la Russia. (…) Dobbiamo chiederci: perché l’intelligence sta cercando di sovvertire il presidente degli Stati Uniti con questi leaks? (…) Guardi, io sono in disaccordo con Trump su molte questioni ma su questa ci può essere solo un presidente e qualcuno nel mondo dei servizi segreti sta cercando di rovesciare questo presidente al fine di perseguire una linea politica che ci mette in conflitto con la Russia. Il punto è: perché? E chi? Abbiamo bisogno di scoprirlo”.
 
Kucinich ha quasi certamente ragione. Qualunque pretesto è utile per perseguire lo scopo finale: ribaltare la volontà popolare, cacciare Trump e mantenere il potere nelle mani dell’establishment, al cui interno si annullano le differenze politiche tra destra e sinistra, e che governa gli Usa dai tempi di Kennedy.

Il successore è già pronto: è il vice Mike Pence, che non è mai stato un fedelissimo di Trump. E’ uomo del partito repubblicano. Di lui si fidano.


fonte: https://www.facebook.com/MarcelloFoa/photos/a.607695622673444.1073741828.592375790872094/1197138753729125/?type=3&theater

mercoledì 17 maggio 2017

John Pilger intervista Julian Assange



video del 2016, ma molto ... esplicativo. Sottotitolato in ITA

mercoledì 10 maggio 2017

The Duran: 4 ragioni per cui l'Arabia Saudita potrebbe cessare di esistere




Risultati immagini per arabia saudita

L'Arabia Saudita si considera nazione guida del mondo arabo e a volte dell'intero mondo Islamico. La piu' parte degli Arabi  e molti Musulmani non concordano su questo. L'Arabia Saudita in realtà è un paese che molti Arabi odiano e che molti Musulmani stanno respingendo a causa della sua estrema ed intollerante religione chiamata Wahhabismo, praticata nel Regno. Il Wahhabismo porta in sè ben poche memorie della religione fraterna e pacifica  che l'Islam mainstream è. 

Nonostante la sua ricchezza, l'Arabia Saudita potrebbe non essere intorno a noi a per sempre. 

Ecco perchè:

1. Dipendenza dal petrolio
I prezzi del petrolio continuano la loro spirale in discesa.  Solo alcuni giorni fa i prezzi Brent Crude   sono scesi al loro piu' basso livello da quenado l'OPEC concordò  di tagliare la produzione nel marzo 2017.

2. Crescente isolamento nel mondo arabo Sebbene profondamente compromesso, l'Iraq è politicamente dominato dagli Arabi Shi'a dell'Iran. Il sovvenzionamento dell'Arabia Saudita ai militanti ISIS e al-Qaeda che hanno devastato l'Iraq, ha fatto si che l'Arabia Saudita sia molto odiata in Iraq. Questo è particolarmente il caso nelle province iraquene  meridioanali di Shi'a in luoghi come Basra.

3. L'Iran distruggerebbe l'Arabia Saudita in una guerra 
Le recenti minacce della Arabia Saudita contro l'Iran, non sono solo stupide ma confinano con la follia. L'esercito Iraniano è ampiamente superiore a quello della Arabia Saudita

4. Problemi settari interni silenziosiSebbene difficilmente se ne parli in occidente, in Arabia Saudita ci sono ca 3 milioni di Musulmani Shia'a, che subiscono molta discriminazione per cio' che riguarda l'assegnazione di alloggi, scuola, lavoro, oltre a grave persecuzione religiosa.
Come vengono trattati è semplicemente disgustoso. E' un disastro di diritti umani su cui il mnod sta zitto, perchè il denaro saudita è piu' importante nelel chiacchiere. 
Los corso anno, l'Arabia Saudita ha decapitato  un ecclesiastico Shi'a riverito, Sheikh Nimr al-Nimr. Questa mossa ha creato grande discordia in tutto il mondo Islamico.


fonte: http://theduran.com/4-reasons-why-saudi-arabia-may-cease-to-exist/
sintesi e traduzione Cristina Bassi
 

martedì 9 maggio 2017

La Germania fa il primo passo per legalizzare lo stupro compiuto da uomini Musulmani



"Di recente un giudice tedesco ha dato assoluzione ad un trafficante di droga turco, anche capendo compeltamete che  aveva violato con forza  e innegabilmente una donna  per 4 ore fino la punto di interdizione. La ragione della mancanza di  condanna è stata che il colpevole si presume non abbia compreso culturalmente cosa fosse uno stupro.

Come descritto, a causa della "mentalità del circolo culturale turco" (si noti che la Turchia è musulmana  per piu' del 95%), il turco stava semplicemente partecipando, secondo sua opinione, a del "sesso selvaggio" .

Nelle parole del giudice "non è possibile una condanna perchè non è dimostrabile alcuna intenzione"

Il difensore ha sostenuto che non farebbe mai una simile cosa perchè lui stesso aveva parenti donne. Alla vittima stessa, che ha descritto il suo diretto rifiuto  e la susseguente brutalità , quando è stata posta la domanda  "Potrebbe essere che l'imputato pensasse che lei fosse d'accordo?", si è dichiarata concorde.
Riconosciuto dalla parte lesa come un "duro colpo", il sesso violento  non è stato considerato stupro  e l'accusa cosi è stata fatta cadere   

( ...) La Polizia preferisce insabbiare questi crimini, incluso lo stupro  delle loro donne, piuttosto che rischiare la carriera e i guadagni, per paura di essere etichettati come "islamofobici" in una società multiculturale. 
Uno studio nazionale ha mostrato che meno del 10% degli uomini accusati di stupro, vengono considerati colpevoli di un reato"

fonte:
http://www.returnofkings.com/120949/germany-takes-first-step-towards-legalizing-rape-when-committed-by-muslim-men

domenica 7 maggio 2017

Il mentore di Macron (Attali) ha previsto il fallimento dell’Italia, per salvare l’EU. Pessime notizie per il futuro

Ho riletto recentemente un libro importantissimo, il saggio “Come finirà ” di Jacques Attali: ebreo, estremamente influente, consigliere di svariati presidenti francesi senza distinzione partitica e soprattutto vero mentore di E. Macron, molto probabilmente il prossimo presidente d’oltralpe.
Oggi molti in Italia pensano erroneamente che avere un giovane come Presidente in Francia sia una buona notizia. Nulla di più errato, sarà il perfetto contrario per gli interessi italici. Visto che quanto verrà fatto da Macron ricalcherà le idee di Attali ben spiegate nel saggio in oggetto vale la pena di spiegarvi quale può essere la strategia eurofrancese del nuovo presidente in relazione all’Italia. Notasiil saggio citato è del 2010, ossia antecedente a tutti gli eventi più scottanti che hanno riguardato l’Italia, di fatto anticipati in modo addirittura imbarazzante.
In breve, i concetti fondamentali che emergono dallo splendido saggio sopra citato sono secondo chi scrive 4:
  1. La storia insegna che gli stati perdono la loro autonomia venendo fin anche smembrati principalmente a causa dell’eccesso di debito (normalmente in presenza di un debito eccessivo si diventa un protettorato alla mercè di chi detiene le tue obbligazioni).
  2. Appunto, la crisi del 2008 secondo l’autore non fu una semplice recessione ricorrente ma una vera crisi sistemica del modello capitalistico occidentale del primo mondo, a causa principalmente di un accumulo eccessivo di debito con corrispondente enorme creazione di credito bancario, per sostenere i consumi altrimenti asfittici.
  3. L’Italia – secondo Attali – era messa particolarmente male a causa dell’enorme debito pubblico, con inevitabili crisi prospettiche; nonostante questo lo stesso autore ammette che l’uscita dall’euro sarebbe stata utile all’Italia ma questo avrebbe disintegrato l’EU e quindi gli interessi di Francia e Germania soprattutto a causa delle conseguenze del subprime, positivissime per Roma in rapporto alle altre capitali ex-coloniali europee (le cui banche erano tecnicamente fallite* ed infatti vennero salvate in larga parte dallo Stato).
* Alcuni esempi di banche fallite in Europa/dove lo stato dovette intervenire con la segregazione dei debiti in “bad banks” o ricapitalizzazioni: UBS, ING, IKB, WestLB, Dexia, Lloyds, RBS, Northern Rock, HSH Nordbank, Santander, Bank of Ireland, Commerbank, Deutsche Postbank ecc. ecc. 
Il punto 4, l’ultimo, lo spiegherò di seguito. Prima una contestualizzazione importante, taciuta (ad arte) da Attali che – non dimentichiamolo mai – resta profondamente francese: nel 2009 l’Italia presentava il sistema bancario più sano dell’Occidente grazie ad una relativa arretratezza che aveva evitato agli istituti nazionali – a pena di rendimenti passati più bassi delle controparti estere – di prendere rischi che non si comprendevano. Ad esempio i debiti subprime nei portafogli delle banche italiane erano relativamente ridotti, idem i crediti concessi alla Grecia. E senza dimenticare che gli immobili in Italia salirono sì ad inizio millennio ma non raggiunsero mai i livelli folli di Irlanda, Spagna e fin anche Olanda. Ossia i debiti inesigibili italiani, a fronte di una economia che tutto sommato teneva, erano perfettamente sotto controllo. L’unica banca italiana che soffriva era Unicredit a causa delle sue partecipate tedesche ed austriache. Ma tale istituto venne di fatto salvato da Gheddafi, sempre vicino all’Italia nel momento del bisogno (sua madre era italiana). Molto probabilmente tale intervento a salvataggio di Unicredit rappresentò il giusto motivo per toglierlo di mezzo. 
  1. I paesi fortemente indebitati ed in crisi del 2009 – Italia esclusa, come abbiamo visto – rappresentavano il primo mondo; in tale contesto non potevano crollare e come sempre capita quando si parla di potenze coloniali fu necessario fare in modo che il debole pagasse per te (…).
Da qui la decisione dei grandi Europei di imputare colpe tutto sommato inesistenti all’Italia con il fine di impossessarsi dei suoi attivi, per salvarsi loro stessi. Forse ora si capisce la reiterata richiesta a Berlusconi di fare arrivare la Troika in Italia. Il Cavaliere giustamente rifiutò e sappiamo come è andata a finire. Poi l’austerità imposta dall’EU franco-tedesca via Mario Monti e continuata con Letta e Renzi (tutti e tre cooptati dall’EU francotedesca, il primo al limite del criminale per le conseguenze dei suoi provvedimenti) ha fatto il resto, indebolendo le imprese nazionali e quindi creando i famosi crediti inesigibili, NPL che vediamo oggi su tutti i giornali [dopo 6 anni di recessione imposta dall’austerità è un miiracolo non essere ancora falliti].
Ora, Attali scrisse in tempi non sospetti nel suo saggio che l’Italia non poteva ne può uscire dall’euro, altrimenti salta l’EU e dunque prima di tutto la Francia, oberata da privilegi statali enormi.
Dunque, Macron cosa farà quando sarà alla Presidenza francese? Semplice, seguirà le ricette economiche di Attali. Ossia per salvare la Francia supporterà il più possibile l’austerità a danno dell’Italia che dovrà accettare la Troika. Ossia spogliarsi dei propri beni anche con tassazione enorme verso i propri concittadini. Vedremo se a causa di ciò il Belpaese diventerà semplicemente povero o verrà anche fatto a pezzetti. Per inciso, di uscire dall’euro manco a parlarne (ed ora con Trump “normalizzato” anche l’ultima speranza è morta, ndr).
Ah, dimenticavo: in questi casi la storia insegna che il sangue per le strade è immancabile. E se pensate che – come “sempre” è accaduto – “qualcuno” difenderà il Belpaese da tale ignobile fine temo vi sbagliate: guardate solo chi è stato insignito della Legion D’Onore francese tra i notabili italiani per capire che una buona parte dell’intellighenzia italica tiferà estero, sono certo che per riffa o per raffa tutti sono stipendiati da fuori Italia. 
Ne cito solo alcuni: Carlo Debenedetti, Gilberto Benetton, Anna Maria Tarantola, Claudio Scajola, Enrico Letta (proposto per quest’anno), il gen. degli Alpini Massimo Panizzi (quello che dovrebbe presidiare il confine alpino con i vicini d’oltralpe). Poi l’immancabile Romano Prodi ed anche Giorgio Napolitano. Ecc. ecc. 
Fortunatamente ci sono anche soggetti veramente onorevoli che la Legion d’Onore l’hanno rifiutata: su tutti il generale Tricarico, che la rispedì al mittente in protesta per il di fatto attacco agli interessi italiani di Sarkozy in Libya del 2011 (tutti in piedi a salutare con orgoglio tale valoroso rappresentanze della Nazione, uno dei pochissimi).
Auguroni davvero.
MD

giovedì 4 maggio 2017

LETTERA APERTA alla signora Laura Boldrini del Prof. Augusto Sinagra


Gentile Signora, 
in occasione delle onoranze ai Caduti della RSI al Campo 10 del Cimitero Monumentale Musocco di Milano il suo antifascismo ha palesato una delle sue punte più acute. Le racconto una cosa: quando nel 1925 a seguito della morte di Giacomo Matteotti il non ancora “Regime” traballò, si racconta che Benito Mussolini chiese a Vittorio Emanuele Orlando di assumere la presidenza del Regio Senato. Questi rifiutò osservando che mai avrebbe assunto la presidenza del Senato se non vi era libertà per i cittadini di associarsi in qualsivoglia Partito politico. Mussolini replicò che se avesse assunto la presidenza del Senato egli avrebbe disciolto il PNF. Ma Orlando replicò che ancor meno avrebbe assunto la presidenza del Senato se fosse stato precluso a qualsivoglia cittadino di costituire ed associarsi anche nel Partito Nazionale Fascista.
Non so se lei ha capito cosa vuol dire questa narrazione. Penso che lei farà finta di non capire perché lei è un corpo estraneo alla democrazia; lei è espressione di un partito politico minimale non solo sul piano numerico ma soprattutto sul piano propositivo.
Lei è stata eletta Presidente della Camera (dico “Presidente” e non “Presidenta” per non storpiare la lingua italiana) all’esito di intese partitiche alle quali i cittadini e la democrazia sono rimasti estranei.
Lei non sa nulla di fascismo e il suo antifascismo è solo strumentale alla pur comprensibile sua esigenza di dare una giustificazione alla sua stessa esistenza. Se poi il fascismo viene dogmaticamente assunto come “violenza”, la invito a riflettere sul fatto che vi sono due tipi di violenza: quella fisica e quella morale. Alla prima si può resistere, alla seconda non si può e lei non si rende conto di esercitare una continua violenza morale. Non ne perde l’occasione anche quando, tra le altre cose, pretende di imporre il suo punto di vista a proposito delle invasioni migratorie che subisce il nostro Paese. Perché lei lo faccia, francamente non mi interessa. Evidentemente è uno dei suoi problemi, come quello della rimozione dell’Obelisco Mussolini al Foro Italico di Roma.
La storia non si cancella, egregia Signora, e al fondo vedo un’attitudine palesemente rivolta alla paura quando lei sollecita imperiosamente iniziative censorie di immagini ed opinioni su facebook rievocative del fascismo.
Mi fermo qui, egregia Signora. Discutere con lei non ha rilievo culturale. Voglio tuttavia colmare una delle sue molte lacune storiche: i responsabili del sequestro dell’On. Giacomo Matteotti furono condannati a 16 anni di reclusione dalla Corte di Assise di Chieti per omicidio preterintenzionale. Ma si sa, la Corte di Assise di Chieti era condizionata dal Regime. Pensi che i tre erano difesi dall’On. Roberto Farinacci!!! Dunque, il processo fu ricelebrato a Roma dinanzi alla Corte di Assise speciale nel 1948 e i tre, difesi dall’antifascista Vittori Ambrosini, ebbero la pena ridotta a 14 anni! Sempre per omicidio preterintenzionale. Si faccia spiegare dai suoi collaboratori alla Camera dei Deputati cosa significa omicidio preterintenzionale.
Le auguro le migliori cose per questo scorcio di legislatura perché lei non sarà più rieletta Presidente della Camera.
prof. Augusto Sinagra, uomo non allineato Professore ordinario di diritto delle Comunità europee presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”