UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

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Notizie dal mondo, soprattutto da fonti internazionali, che il mainstream non riporta.

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lunedì 25 maggio 2015

 

Resistere retrocedendo, mentre il fronte dei creditori mostra crepe impensabili fino a qualche ora prima. Il governo greco è – sì - “riformista”, ossia impegnato a mantenere Atene dentro l'unione Europea ma cercando di metter fine ale politiche di austerità, ma non ha molto a che vedere con i “riformisti” nostrani, che sarebbe forse meglio cominciare a definire “venduti”.

Vediamo cosa sta combinando.

Ieri ha rimborsato al Fmi la quota di 750 milioni dovuta entro il 12 maggio. Ma lo ha fatto in modo molto “creativo”. Ha cioè rinunciato alla proprietà dei “diritti di prelievo” (650 milioni di dollari) detenuti da Atene presso lo stesso Fmi;insomma, la sua quota di partecipazione.

Di fatto, ne ha versati soltanto 100. In teoria, la quota dovrebbe essere ricostituita entro un mese, di fatto segnala uno “sganciamento” ellenico rispetto al fondo di Washington. Se non rimette la quota, è fuori.

Il Fmi, da parte sua, ha acconsentito a malincuore: "L'Fmi era d'accordo sul loro utilizzo, viste le condizioni critiche di liquidità della Grecia; senza l'utilizzo di quelle riserve, il pagamento dovuto oggi non sarebbe stato possibile".

Ma ha fatto sapere agli altri due membri della Troika (Bce ed Unione Europea) di non voler partecipare a un terzo salvataggio della Grecia (si parla di 50 miliardi di ero da trovare tra creditori riluttanti); e anzi ha invitato i partner a essere realisti e considerare il debito greco come non restituibile. In pratica, ha aperto la strada alla “ristrutturazione del debito”, ossia a una sua sostanziosa riduzione.

La Bce, nel frattempo, ha aumentato a 80 miliardi la liquidità d'emergenza alle banche (Ela) elleniche, mentre ha rinviato ogni decisione sull'eventuale svalutazione dei titoli di stato portati da Atene come garanzia.

Tutto ciò dovrebbe servire a tenere la Grecia dentro la Ue, ma inteno si stanno preparando dei “piani B” nel caso, niente affatto teorico, che il default si verifichi molto presto, quando Atene dovrà restituire – questa estate – due diverse tranche a Fmi e Bce. Visto che la liquidità disponibile è stata calcolata nelle ultime ore pari a soltanto 600 milioni di euro, l'ipotesi appare decisamente peregrina.

Fine dei giochi, dunque?

No. Nelle stesse ore Sergei Storchak, vice ministro delle Finanze russo, ha fomalizzato nei confronti di Atene la proposta di entrare a far parte della banca dei Brics, formata da Russia, Cina, Brasile, India e Sudafrica, nata come alternativa alla Banca Mondiale e che può vantare riserve per oltre 100 miliardi e condizioni meno capestro.

Tsipras e Varoufakis hanno naturalmente colto al volo questo salvagente, cosi il premier greco andrà al forum economico di San Pietroburgo - dal 18 al 20 giugno – con la partecipazione dei leader dei cinque principali paesi in via di Sviluppo.

C'è vita, fuori dall'Unione Europea. Si può rompere la gabbia e evadere. Meglio se in tanti, no?


fonte: http://contropiano.org/internazionale/item/30723-grecia-vicina-al-default-ma-tratta-con-i-brics

sabato 23 maggio 2015

Ispettore Capo dii Polizia: denunciate gente, in massa. Non abbiate paura


Salvo Mandarà (salvo5puntozero.tv) intervista un ispettore Capo di Polizia, che con grande coraggio non si nasconde, ci mette la faccia e nome e cognome, e lancia un coraggioso e accorato appello alla popolazione.
Ecco le parole pronunciate dall’Ispettore Capo: abbiamo evidenziato in neretto alcune parti molto significative.
“non esistono banche oneste, ma persone oneste, e buone o cattive intenzioni. Come non esiste la “malagiustizia”, ma uomoni giusti, scelti per far rispettare la legge, e altri che la disonorano.Purtroppo il sistema ha messo in atto la politica del “divide et impera“. La pubblica amministrazione non è immune. Tra noi appartenenti alle forze dell’ordine, esiste lo stesso sistema. Ci dividono in settori, ci costringono ad affogare nella burocrazia, e così dimentichiamo il senso della nostra missione, Onorare il giuramento fatto sulla costituzione, far rispettare la legge, difendere i cittadini, i loro diritti, e garantire la loro sicurezza. Ci ritroviamo così ad eseguire ordini illegittimi, senza che ce ne accorgiamo. Allora, cosa e chi ci può “svegliare” da questo stato di cose? Voi cittadini! Le vostre armi?L’onestà, la condivisione, la non violenza, e fiumi di denunce. Denunciate gente, denunciate in massa. Non abbiate paura, non ora. Ora è il momento storico giusto per far capire ai poteri forti che noi non esitiamo, e che noi esistiamo. Che non ci arrendiamo. Che non ci suicidiamo. E che non ci fidiamo. Iniziate a denunciare le banche, ma con onore. Dobbiamo smantellare il sistema, non le persone. Loro sono come noi.”
Sul sito di salvo5puntozero.tv puoi visualizzare l’intervista integrale, della durata di un’ora, dove un ottimo Salvo Mandarà propone all’Ispettore Capo domande e riflessioni interessanti, ricevendo delle risposte sincere, che fanno capire quanto questo coraggioso e stimabile Ispettore Capo, la pensi esattamente come molti lettori di questo blog che fanno le più disparate professioni, studenti, disoccupati.
Ormai il “partito” di chi ha capito che siamo gestiti da poteri forti è ampio e trasversale, ma come dice l’ispettore, siamo divisi. Frammentati. Con il “divide et impera” su tutti i livelli, ci controllano e ci fogano gli uni contro gli altri…

fonte: http://veritanwo.altervista.org/messaggio-al-popolo-italiano-dellispettore-capo-di-polizia-ascoltate-e-divulgate/

venerdì 22 maggio 2015

Attenti a quei Trenta: ricattano il mondo truccando le regole.

Attenti a quei 30, sono loro che ricattano il mondo.

Attenti a quei Trenta: ricattano il mondo truccando le regole. E nessuno li può fermare, perché maneggiano 650.000 miliardi di dollari, cioè otto volte il Pil del pianeta. In dieci anni, hanno messo in ginocchio l’economia reale. E sono ancora lì, a dettar legge, a cominciare da uno dei loro specialisti, Mario Draghi.

Quella del famigerato “Group of 30”, creato alla fine degli anni ’70 da personaggi come David Rockefeller. Obiettivo: piegare le nazioni ai diktat della speculazione finanziaria. Missione compiuta: oggi l’intera Europa è nelle loro mani, e un paese come l’Italia – membro del G8 – è agli ordini della super-lobby che ha commissariato il governo affidandolo al fido oligarca Mario Monti, tecnocrate targato Goldman Sachs, veterano del Bilderberg, della Trilaterale e della micidiale Commissione Europea, quella che oggi dispone il suicidio sociale degli Stati mediante il pareggio di bilancio.

Un capolavoro, in sole tre mosse. Primo: attraverso la “superstizione o isteria del debito pubblico”, si distrugge la capacità dello Stato di creare e controllare qualsiasi ricchezza finanziaria significativa, che a quel punto resta unicamente nelle mani dei mercati di capitali, da cui gli Stati finiscono per dipendere in toto. Seconda mossa: i dominatori finanziari, che ora spadroneggiano, per ottimizzare la rapina globale incaricano la super-lobby dei tecnocrati di ridisegnare leggi e regole, con adeguata propaganda. Terzo: gli oligarchi impongono le loro condizioni-capestro ai governi, ormai privati della facoltà di creare ricchezza finanziaria e quindi dipendenti dal ricatto, pronti cioè a ingoiare qualsiasi aberrazione speculativa.

C’era un piano ben congegnato per mettere nel sacco l’Italia: occorreva creare una sofferenza finanziaria artificiosa per consentire alla super-lobby di prendere direttamente il timone. Peccato che i “salvatori”, fossero gli architetti stessi del piano: «Non ci vuole un genio a capire che il poliziotto iscritto al club dei ladri che gli pagano laute prebende finisce col tradire il suo mandato». Mario Draghi, per esempio: «Poteva fermare la loro mano semplicemente ordinando alla Bce di acquistare in massa i titoli di Stato italiani». Acquisto che avrebbe abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, la cui impennata stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli “investitori-golpisti”. Se Draghi avesse mosso un dito, i mercati si sarebbero fermati, «resi inermi di fronte al fatto che la Bce poteva senza problemi mantenere a un livello basso e costante i tassi sui nostri titoli di Stato». Ma Draghi, che pure siede sul trono della Banca Centrale Europea, si guarda bene dall’intervenire. Motivo? Non è solo l’ex governatore di Bankitalia: è anche, e soprattutto, un uomo di punta dei “terribili Trenta”.

Cosa ci fa un personaggio pubblico come Draghi dentro il club di coloro che hanno impedito al mondo di fermare la finanza criminale planetaria? Purtroppo, aggiunge Barnard, il presidente della Bce «dovrebbe vigilare proprio su coloro che condividono il suo club con intenti criminosi». Del resto, chi era il funzionario italiano che – da direttore generale del Tesoro – lungo tutti gli anni ’90 «supervisionò la svendita del nostro Paese alle privatizzazioni selvagge che non hanno sanato di nulla il debito pubblico ma che hanno sanato di certo imprenditori falliti come De Benedetti e fatto incassare miliardi in parcelle alle investment banks?» E chi era il funzionario italiano che «non ha detto una parola contro la micidiale separazione fra Banca d’Italia e Tesoro», divorzio «che ingrassò le medesime banche?». Sempre lui, l’ineffabile Draghi, «uomo “Group of 30”, uomo Bilderberg, uomo Goldman Sachs, e anche “bugiardo-Sachs”», visto che «ha sempre negato di essere stato in forza alla Goldman quando la banca di Wall Street organizzò la truffa per truccare i libri contabili greci in collusione col governo di Atene». E invece, dice Barnard, alla Goldman lui c’era, eccome: e ne dirigeva proprio gli affari europei.

E’ stato lui, Mario Draghi, a “inventarsi” un trilione di euro, in piena agonia dell’Eurozona, per regalarlo alle banche, praticamente senza condizioni. E tutto questo, dopo aver chiuso i rubinetti della Bce per far collassare il governo Berlusconi e consegnare l’Italia all’uomo del super-potere, Mario Monti. Manovra orchestrata dai maxi-speculatori, gli inventori della più spaventosa truffa planetaria, quella dei “derivati”, «astrusi prodotti finanziari del tutto comprensibili a non più di 200 individui nel mondo». Ma il “derivato dei derivati”,

è proprio la crisi finanziaria innescata dal virus dei titoli fasulli spacciati da Joseph Cassano, boss finanziario della City londinese. Il flagello dei “derivati” si è abbattuto su una situazione già catastrofica, provocata dalla bolla speculativa immobiliare americana dei mutui subprime, infettando quasi tutte le maggiori banche del mondo. Fino all’attuale “spirale della deflazione imposta”, la famigerata austerity, che ora i “golpisti” – sempre loro – usano per depredare a sangue interi Stati europei.

Per dare un’idea agli scettici del complottobasta ricordare che proprio la Iif è la lobby,, ha dato gli ordini nella trattativa suicida della povera Grecia verso la trappola del secondo “bailout”. E dire che l’occasione per capire e controllare la distruttività dei “derivati” Otc si era presentata già all’inizio degli anni ’90: ma il “Group of 30” fu il primario attore nell’annullamento di ogni tentativo di portare questi killer sotto il controllo pubblico, con le conseguenze che sappiamo: crimini globali. Utile riflettere, su «cosa questi mostri hanno fatto alla vita di centinaia di milioni di famiglie, a milioni di aziende e alle democrazie dei maggiori paesi occidentali, per non parlare degli orrori nel Terzo Mondo e sull’ambiente». Oggi, in pratica, «viviamo tutti su un ordigno termonucleare finanziario fuori controllo che si chiama 650.000 miliardi di “Frankenstein-Derivatives” in grado di far fallire il pianeta». Apriamo gli occhi: «Nessuna democrazia ha un senso, quando tutta la ricchezza è nelle mani di queste lobby senza pietà, a cui tutti i politici devono rispondere a bacchetta, invece che ai propri elettori».

E tanto per non far nomi, il “Gruppo dei 30” è fatto di persone in carne e ossa, ovviamente potentissime. Come gli americani Paul Volcker e Gerald Corrigan, passati dalla Fed a gruppi come Chase Manhattan Bank, Goldman Sachs, Morgan Stanley. Ci sono gli inglesi come lord Richardson of Duntisbourne (Banca Centrale d’Inghilterra, Lloyds Bank), l’ex ministro Geoffrey Bell, dirigente anche di Schroders, e lo stesso Mervyn King, governatore della Banca Centrale d’Inghilterra. Se dominano gli esponenti della finanza anglosassone come gli statunitensi William McDonough (Dipartimento di Stato e First National Bank of Chicago) e Lawrence Summers (Segretario del Tesoro Usa, fedele del Bilderberg) non manca il resto del mondo: l’israeliano Jacob Frenkel (Banca Centrale d’Israele e Merrill Lynch), il giapponese Toyoo Gyohten (Ministero delle Finanze del Giappone, dirigente della Banca di Tokyo), il brasiliano Arminio Fraga Neto (Banca Centrale del Brasile, Solomon Brothers Ny, Soros Management Fund), l’iberico Guillermo de la Dehesa (Banca Centrale di Axel e ministro delle finanze, nonché banchiere del Banco Santander Central Hispanico e di Goldman Sachs).

Questi, dice Barnard, sono gli uomini che hanno creato le leggi-capestro che oggi dissanguano la nostra economia e confiscano la nostra sovranità: «Stiamo parlando del sistema che ha messo in ginocchio l’economia del mondo in meno di un decennio». E’ il super-potere che, anche in Italia, ha minato il futuro dei nostri bambini, regalandoci le immense sofferenze di cui ormai sono pieni ogni giorno i titoli del giornali, con buona pace di qualsiasi residua democrazia reale. «Questo è il “Group of 30”, la lobby che ha aiutato in modo decisivo a causare questo allucinante scenario, questo livello di crimine internazionale», conclude Barnard: «Trenta individui a rotazione, ma solo trenta, col nostro Draghi in prima fila. Roba da far apparire Goldfinger un patetico principiante».

di Paolo Barnard
http://altrarealta.blogspot.it/

giovedì 21 maggio 2015

Columbia Univerity: Ovidio puo' scatenare paure negli studenti, bisogna metterlo all'indice...

METAMORFOSI OVIDIO

NB: non è una barzelletta, nè un pesce d'aprile, perchè siamo a maggio inoltrato...

Credevo che la nudità delle donne di Picasso oscurata dal canale televisivo Fox fosse la pensata intelligente della settimana quando mi sono trovata davanti a un articolo del Washington Post che conferma il fenomeno che da tempo tanti colleghi docenti universitari si trovano ad affrontare nelle loro aule. Studenti che hanno sempre più bisogno di assistenza (medica e emotiva) per poter completare il loro corso di studi. 

Ovviamente non mi riferisco a chi soffre di disturbi quali dislessie gravi e simili. Ho avuto modo di incontrare tantissimi studenti che a dispetto delle loro learning disabilities trovano il modo di andare avanti lavorando spesso il doppio degli studenti che invece non ne sono affetti. Mi riferisco a chi invece sta mettendo alla gogna millenni di cultura storico-letteraria perché colpevole di creare dei triggers. Il trigger è una causa scatenante di reazione per chi è stato turbato profondamente da un'esperienza violenta. Il termine sembra avere origine dall'esperienza post-traumatica dei soldati che hanno combattuto nella guerra del Vietnam. Per esempio, un film di guerra per chi sia stato veramente in battaglia potrebbe agire da detonatore e far rivivere la traumatica esperienza bellica.

Da qualche tempo sempre più spesso viene consigliato, in alcuni casi ordinato ai professori di indicare quali materiali di un corso possano scatenare dei trigger nei loro studenti. La pratica viene denominata trigger warning. Molti colleghi ormai indicano i triggers nel loro syllabus (il programma di un corso). Ma la notizia di un gruppo di studenti della Columbia University, un'istituzione ammirata da tanti per il corso sui Great Books (le grandi opere letterarie da Omero a oggi) che tutti gli studenti devono seguire, a prescindere dai loro interessi umanistici, scientifici, artistici, abbia dato origine a uno scandalo che ha al suo centro un capolavoro come le Metamorfosi di Ovidio supera ogni aspettativa. 

Le Metamorfosi hanno ispirato, fatto sognare e sì, anche impaurito generazioni per due millenni e dovrebbero continuare a farlo. Ma non tutti la pensano così: in una dichiarazione pubblicata nel giornale dell'università gli studenti si lamentano di essere costretti a leggere le descrizioni della violenza sessuale ai danni di Proserpina e Dafne, pagine troppo traumatiche per le vittime di violenze simili, per gli studenti di colore e per quelli di bassa estrazione sociale. 

A causa di Ovidio questi studenti non si sentono sicuri e protetti come invece dovrebbero sentirsi all'interno delle mura universitarie e quindi richiedono che un'opera come le Metamorfosi venga marchiata a fuoco con dei trigger warning, in modo che gli studenti troppo sensibili possano attenersi dal leggerla. Il professore che insegna tali temi (la lista degli autori incriminati si allunga quotidianamente) dovrebbe inoltre sottoporsi a un corso di sensibilizzazione. Abbiamo compiuto passi da gigante da quando la dislessia veniva considerata solo stupidità e mancanza di voglia di studiare, da quando ai mancini veniva legato il braccio dietro la schiena, da quando alle donne veniva preclusa la parola (se non l'accesso) nelle aule scolastiche e universitarie. Ho avuto modo di insegnare la Dafne di Ovidio nell'ambito di un corso sullo stupro e l'ho discussa in modo franco con i miei studenti. Non ho cercato di diminuire o trivializzare l'orrore descritto da Ovidio. Ho cercato di sensibilizzare i miei studenti alla situazione storica e culturale descritta. Sebbene si tratti di letture non sempre facili, perché dovremmo voltare la schiena a millenni di cultura da cui possiamo ancora imparare tanto?

Lontani sono i giorni in cui l'università rivoluzionava la vita di una persona con esperienze uniche. Ci stiamo riducendo a creare ambienti in cui gli studenti universitari possono lavorare con la plastilina e colorare uccellini e pesciolini mentre nell'aula a fianco un professore parla di un tema troppo violento, controverso, politico. Sì, amico lettore, hai letto bene: si veda il commento del New York Times a una di queste iniziative tenuta recentemente alla Brown University.

Dante, trema, fra poco sarà il turno della Commedia.

fonte: http://www.huffingtonpost.it/ombretta-frau/la-columbia-university-mette-allindice-ovidio-gli-studenti-sono-impauriti_b_7291164.html

mercoledì 20 maggio 2015

martedì 19 maggio 2015

L'Arabia Saudita assume altri 8 tagliatori di teste...



Arabia Saudita:
"Il Paese piu' malato tra i paesi armati dall'Occidente...
che assume altri boia per stare al passo con la richiesta"
www.davidicke.com



"L'Arabia Saudita ha iniziato a fare inserzioni alla ricerca di 8 nuovi boia per gestire il numero crescente di sentenze di morte emesse nel paese.

E' stata pubblicata una pubblicità sul portale cerca lavoro del servizio civile del Paese, che richiede "funzionari religiosi" senza qualifiche specifiche "per fare esecuzioni di chi è condannato a morte" , cosi ha riportato Sputnik lunedi u.s.  

Secondo un modulo per fare domanda per il lavoro publicizzato, modulo scaricabile in pdf, a parte eseguire le condanne a morte – che normalmente avvegono per taglio delal testa-  la posizione richiederebbe anche fare amputazioni su persone condannate per reati minori.

Domenica scorsa l'Arabia Saudita ha decapitato un pakistano, condannato per traffico di droga, portando cosi ad 84 il numero delle esecuzioni nel Regno Saudita, dall'inizio di questo anno.

L'anno scorso, nel Regno Saudita sono state decapitate 88 persone, cosi dice l'Osservatorio per i Diritti Umani"

fonte: 
http://www.presstv.ir/Detail/2015/05/18/411723/saudi-executions-beheading-hiring

domenica 17 maggio 2015

Olanda: possibile vendere energia elettrica tra privati, tramite internet

L’economia della condivisione permette di essere ospitati, di dividere la propria automobile, di comprare cibo locale ed ora anche di rifornirsi di energia rinnovabile, specie tra vicini.

Negozi, imprese e privati già da anni, grazie a speciali accordi con i gestori dell’energia, possono decidere diacquistare elettricità prodotto dal vento o dal sole. L’idea di una startup olandese è però quella di saltare intermediari e di muoversi nella direzione della Terza Rivoluzione Industriale auspicata da Jeremy Rikin, uno tra i suoi divulgatori più illustri.

E mettere in circolo l’energia prodotta da fonti rinnovabili un po’ come si fa ora con i dati e le informazioni,sfruttando il web come immensa rete di scambio planetaria. Il modello di economia che ne risulta non è più quello piramidale a cui siamo stati abituati per secoli, tipico anche del mondo dei mass media, dove ci sono pochi gestori di informazioni e di risorse, ma un sistema dove produttori e consumatori si scambiano conoscenza ed energia in modo paritario.

Vandebron (che significa “dalla fonte“) ha ideato una piattaforma che collega i privati che sono produttori di energia, prevalentemente eolica, la fonte più disponibile nei Paesi Bassi, con quelli che sono consumatori. Nel sito è possibile decidere il tipo di contratto più congeniale (annuale, triennale o anche bimensile) e di quanta energia si ha bisogno, dopo di che, visitando i profili di chi possiede turbine o pannelli solari, si decide chi contattare.

E’ un po’ come si fa ora con le piattaforme di ospitalità o di viaggio, tipo Airbnb o BlaBlaCar. Il progetto sta funzionando perché garantisce ai produttori maggiori introiti e ai consumatori prezzi più bassirispetto al sistema di distribuzione dell’elettricità con pochi gestori. Vendere energia elettrica tra vicini poteva sembrare un progetto eccentrico, ma in realtà l’idea sta ricevendo un ottimo feed-back, anche in termini di immagine e copertura mediatica.

Per ora i produttori nella piattaforma sono 12 con energia sufficiente a rifornire 20.000 famiglie, lastartup olandese sostiene però che tutti i produttori indipendenti dei Paesi Bassi possano soddisfare le esigenze di 1 milione di consumatori.

L’esempio olandese è solo un abbozzo di quello che potrebbe avvenire in tutti i paesi nel giro di pochi anni. Forse può apparire di poco valore, stiamo parlando per ora di sole 20.000 famiglie, ma di fatto è un primo passo verso un sistema energetico che funziona come una rete, in modo indipendente dalle grandi compagnie e dagli Enti governativi, un mattone verso una società meno centralizzata e più accessibile!

tratto da: http://www.informarexresistere.fr/2015/05/01/in-olanda-vendere-energia-elettrica-tra-vicini-e-una-realta/

Fonte: tuttogreen.it

sabato 16 maggio 2015

LE PRIME BOMBE ATOMICHE SCOPPIERANNO IN EUROPA

  

di Gianni Lannes - 

La catastrofe nucleare è alle porte, ma l’opinione pubblica è già pericolosamente assuefatta all’idea di un genocidio finale. D'altronde le masse di lobotomizzati dalla tv, dal tifo calcistico, dal gioco d'azzardo statale e dalla violenza dilagante non se ne curano proprio. Il vecchio continente è imbottito di ordigni nucleari, Italia compresa. E perfino nel Mediterraneo, le forze armate di Washington hanno disseminato mine atomiche “intelligenti”: un complesso reticolo comandabile via satellite. Non è fantascienza, ma l’ennesimo segreto di Stato succube della follia nordamericana.

Attenzione: nella repubblichetta delle banane solo qualcuno sarà salvato. C’è un rifugio antiatomico per pochi privilegiati. Non si tratta di cittadini qualsiasi, ma di una ristrettissima cerchia destinata a sopravvivere alla guerra atomica, mentre tutti gli altri 60 milioni saranno colpiti dalle radiazioni.

Se scoppia la preannunciata guerra nucleare (l'ultima del genere umano), Usa e Russia inizieranno a scontrarsi definitivamente sul nostro continente. Il destino dell’Italia dipenderà dal Pentagono. Quindi, siamo già considerati numeri spacciati, cavie sacrificabili dalla ragion di Stati stranieri.

Non è un mistero perfetto. Tutto previsto e preventivato già dalla direttiva presidenziale 59 del 24 luglio 1980, a firma del presidente Carter. La PD 59 ha aumentato la possibilità di una nuova guerra nucleare su scala limitata. Che c’è allora di nuovo? Mister Obama - da cui prendono ordini i governanti fantoccio dell’Europa - nell’ultimo summit della Nato ha scaldato i motori. Ovviamente, ogni mossa militare viene accompagnata da un lavoro di depistaggio e disinformazione pilotata.

Tecnologicamente il belpaese non è attrezzato per difendersi in un’eventualità di questo genere, tant’è che addirittura non sono noti alla popolazione i piani di emergenza atomica nei 12 porti dello Stivale, dove periodicamente attraccano unità a propulsione e armamento nucleare degli “alleati”. Non abbiamo neanche i rifugi adatti, se si eccettua il bunker costruito per ospitare, in caso d’emergenza, i quattrocento che contano, ovvero politicanti di vertice e militari scelti, e se pure si fa eccezione per iniziative spontanee di privati qua e là per l’Italia, l’emergenza antiatomica da noi è ancora affidata alle inefficaci cantine. Praticamente zero. In Olanda il 30 per cento della popolazione dispone di un rifugio; 60 per cento in Norvegia; 70 per cento in Russia; 90 per cento in Svizzera e 100 per cento in Israele.

In caso di esplosione atomica, è stato calcolato, durante le prime 48 ore servono tre litri di sangue a persona per trasfusioni urgenti, per almeno il 65 per cento dei colpiti. Oltre ai rifugi e alla banca del plasma occorrono centri di decontaminazione per persone e ambiente. Quasi nulla, allo stato attuale, dove basta un temporale per paralizzare l’ex giardino d’Europa. Figuriamo la pioggia telecomandata di atomiche.

Lo zio Sam ritiene possibile una guerra atomica almeno inizialmente limitata e selettiva. Inizierebbe con un attacco a obiettivi militari per culminare, in un secondo tempo contro bersagli civili. Non è un’atroce fantasia. Riguarda l’affollatissima Europa, succube di Washington, o meglio del complesso militar-industriale a stelle e strisce. Il vecchio continente è il primo teatro di una prova di forza tra le due superpotenze contrapposte. L’Italia, usata come una portaerei, non solo è una pedina chiave nel fianco sud dell’alleanza atlantica, ma soprattutto un obiettivo sensibile, in quanto ospita da nord a sud, isole comprese, un mastodontico arsenale nucleare segreto, targato United States of America. L’apparato difensivo italiano è superfluo, anche perché è tramontata la triade: i tre livelli un tempo possibili. La guerra fredda, inziata con il bombardamento di Hiroshima nel 1945, non è mai finita.

A proposito: chi ha deciso nella colonietta a strelle e strisce che a salvarsi saranno solo in 400, a fronte di una popolazione di 60 milioni di abitanti?



tratto da:
http://terrarealtime2.blogspot.it/2015/05/le-prime-bombe-atomiche-scoppieranno-in.html

riferimenti:
http://www.camera.it/_dati/leg01/lavori/stenografici/sed0699/sed0699.pdf
http://www.camera.it/_dati/leg03/lavori/stenografici/sed0535/sed0535.pdf
http://www.camera.it/_dati/leg05/lavori/stenografici/sed0348/sed0348.pdf
http://www.camera.it/_dati/leg08/lavori/stenografici/sed0264/sed0264.pdf
http://www.camera.it/_dati/leg09/lavori/stenografici/sed0420/sed0420.pdf
http://www.camera.it/_dati/leg08/lavori/stenografici/sed0140/sed0140.pdf
http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic5_02571_9

venerdì 15 maggio 2015

Il piano EU: attacchi militari in Libia per fermare i barconi dei migranti...



 

"La EU ha stilatio piani di attacchi militari  per cercare di frenare il flusso di migranti nel Mediterraneo, prendendo di mira i network del traffico umano. Lunedi u.s ha lanciato un invito per assicurarsi un mandato dell'ONU per una azione armata nelle acque territoriali libiche.   

La Gran Bretagna sta abbozzando la risoluzione del consiglio di sicurezza dell'ONU che autorizzerebbe la missione, han detto funzionari importanti a Bruxelles. Questo avrebbe comando italiano , con la partecipazione di ca 10 paesi EU, inclusi Gran Bretagna, Francia, Spagna, Italia e potrebbe anche coinvolgere la NATO sebbene non ci siano piani per un suo coinvolgimento iniziale.
 
Lunedi u.s Federica Mogherini, il coordinatore della politica estera e di sicurezza della EU, terrà una relazione al COnsiglio di Sicurezza ONU in New York, ovevro piani per un "capitolo 7", una risoluizone che autorizza l'uso della forza. 

Si pensa che la bozza britannica richiederà "l'uso di ogni mezzo per distruggere il modello di business dei trafficanti"

>>> tutto l'articolo:
http://www.theguardian.com/world/2015/may/10/eu-considers-military-attacks-on-targets-in-libya-to-stop-migrant-boats


vedi anche:

Legalizzare l'immigrazione: lo ordinano i Rothschild!

giovedì 14 maggio 2015

Nord Corea: Kim Jong-Un uccide Ministro Difesa davanti a centinaia di spettatori, poichè reo di essersi appisolato




‘Il Ministro della Corea del Nord è stato giustiziato pubblicamente con un fucile anti-aereo, perchè si era addormentato durante le adunate militari ed aveva risposto al leader Kim Jong-Un.

Hyon Yong-Chol, 66 anni, nominato capo dell'esercito della Corea del nord nel 2012, è stato ucciso di fronte a centinaia  di ufficiali assetati di sangue , in un campo militare nella capitale Pyongyang, il  30 Aprile.


Non è la prima volta che viene usato un fucile ZPU-4 antiaereo, per giustiziare qualcuno in Nord Corea che di recente  ha pubblicato immagini satellitari che mostrano un numero di persone imprecisato, che sono state uccise con con questo metodo brutale, nello stesso campo, nell'ottobre scorso. 

Quelle immagini hanno mostrato che le vittime erano a soli 100mt dai fucili, che hanno un range di azione di 26.000 piedi.’

>>> tutto l'articolo qui:
 http://www.dailymail.co.uk/news/article-3079172/North-Korean-defence-minister-executed-anti-aircraft-fire-disrespecting-leader-Kim-Jong-dozing-military-events-answering-back.html

La figuraccia di una eminenza grigia di archeologia. dr Hawass, con un ricercatore non mainstream, dr Hancock

gobekli tepe 
GOBLEKLI TEPE , vedi anche: http://www.nibiru2012.it/archeologia/gobekli-tepe-il-tempio-che-non-dovrebbe-esistere.html  

li Egittologi spesso riversano disprezzo  sui ricercatori alternativi chiamandoli "pseudoscienziati" e "piramidioti" ed altri insultanti  epiteti del genere . date un' occhiata a cio' che accade quando un egittologo di fama e' messo alla prova...
Il Dr Zahi Hawass, frequentemente promosso dai suoi colleghi  -- per i quali egli è una icona della visione mainstream -- come "il piu' famoso archeologo nel mondo", si era dichiarato d'accordo nel partecipare con me [G. Hancock] il 22 April 2015 a cio' che è stato pubblicizzato come "il primo dibattiuto aperto tra due rappresentanti  di due versioni della storia completamente diverse".
 
Ognuno di noi due avrebbe dovuto dare 1h30,min di presentazione, seguito da un dibattito in cui il pubblico si sarebbe unito con alcune domande. Ma nell'evento questo dibattito non è mai avvenuto. Zahi si è rifiutato di accettare "il salto della monetina"  per decidere sull'ordine chi dovesse parlare per primo ed ha insistito perchè io parlassi per primo. Ho accetttato la cosa, nonostante il fatto che  il primo oratore è leggermente svantaggiato in ogni dibattito, poichè non ha l'opportunità di ascoltare la presentazione degli altri oratori, prima di dare la sua.
Prima che arrivasse la piu' parte del pubblico, io stavo controllando la messa a fuoco delle diapositive nella mia presentazione con PowerPoint, prima di fare il mio intervento, cosi ho messo sullo schermo una immagine  che mostrava la correlazione delle piramidi con Orione  e quella del Leone/Sfinge a Giza nell'epoca risalente al 10,500 aC. Correttamente poi, poichè  la correlazione con Orione  è la scoperta  di Robert Bauval, nelle dia ho incluso una foto di questo ricercatore. 

Quando Zahi vede l'immagine di Robert, si infuria, si arrabbia moltissimo , mi urla contro, insultando e facendo degradanti  commenti su Robert e dicendomi che se avessi osato menzionare una sola parola su Robert nel mio intervento, lui se ne sarebbe andato  rifiutando il dibattito con me. 


Gli ho poi spiegato che la visione alternativa della storia che andavo a presentare, non poteva escludere la correlazione con Orione e quindi non poteva escludere  Robert Bauval. A questo punto, di nuovo urlando,  Zahi se n'è andato a gambe levate dalla sala.
Ci sono poi state negoziazioni agitate tra gli organizzatori della conferenza e  Zahi, che ad un certo punto e finalmente è stato d'accordo di rientrare in sala, fare il suo intervento e rispondere alle domande del pubblico. Ma si è assolutamente rifiutato di sentire o seguire il mio intervento ed entrare in dibattito con me.

>>> tutto l'articolo qui:
http://thelivingspirits.net/nuove-frontiere/l-egittologo-dr-hawass-si-infuria-con-g-hancock-su-versioni-non-maintream-di-archeologia-non-sa.html

 


mercoledì 13 maggio 2015

Perchè Tsipras ha sacrificato Varoufakis?





by CARLO CLERICETTI

Lo stesso giorno in cui a Riga, dopo l’ennesimo incontro finito con un nulla di fatto, i rappresentanti europei lanciavano bordate di insulti contro il ministro Yanis Varoufakis (“dilettante, perditempo, giocatore d’azzardo”, espressi naturalmente in via ufficiosa ma non off the record, perché si voleva che i media li riprendessero), l’economista greco ha pubblicato sul sito Social Europe un articolo, dal titolo A new deal for Greece, che con ogni probabilità riproduce pari pari quello che ha detto nella riunione e che ha provocato la reazione infuriata dei partner europei. 

Vale la pena di leggerlo, quell’articolo, scritto in maniera piana e semplice, perché spiega molto bene che cosa la Grecia vorrebbe e permette di giudicare se l’esplosione di rabbia degli interlocutori sia stata giustificata. Quello che si vuol far credere all’esterno è che i greci vogliono aiuti senza dare niente in cambio, rifiutano “le riforme”, insomma stanno provando a strappare delle concessioni che permettano loro di campare alle spalle degli altri europei senza correggere quel che non va nella loro economia. La realtà è molto diversa. Il fatto è che si vogliono imporre alla Grecia una serie di misure, alcune delle quali non hanno nulla a che fare né con l’aggiustamento dei conti né con il miglioramento dell’economia, che rispondono a due precise caratteristiche: segnano una perfetta continuità con la “cura” imposta fino ad ora, che ha ridotto il paese allo stremo e provocato un’impennata a livelli stratosferici del rapporto debito/Pil; e sono profondamente reazionarie, mirando a cancellare il ruolo dello Stato e a riportare indietro di un secolo i rapporti di lavoro. 

Il tono dell’articolo di Varoufakis è tutto l’opposto di quell’atteggiamento strafottente di cui più volte è stato accusato. E’ invece molto conciliante, e fin dall’inizio afferma che “tre mesi di negoziati hanno portato il governo greco e i partner europei e internazionali a molte convergenze sui passi che sono necessari per superare anni di crisi economica e ottenere una ripresa sostenibile”. Subito dopo ribadisce che  “noi e i nostri partner siamo già d’accordo su molte cose”, e ne elenca una serie: il sistema di tassazione da riformare e le autorità che lo gestiscono da sottrarre a influenze sia politiche che delle grandi corporation; la previdenza “malata”; il circuito del credito interrotto; il mercato del lavoro troppo segmentato e la produttività che non cresce; la pubblica amministrazione da modernizzare e un migliore utilizzo delle risorse pubbliche; gli ostacoli burocratici alla nascita di nuove imprese; la concorrenza nel mercato dei prodotti. E solo alla fine aggiunge una disuguaglianza “atroce”, cosa di cui presumibilmente i suoi interlocutori se ne impipano. 

Siamo anche d’accordo, prosegue Varoufakis, sul perseguire il consolidamento fiscale: quello su cui dissentiamo è il metodo. Quello seguito finora consisteva nel fissare un obiettivo futuro (il 120% di debito/Pil nel 2020) e in base a quello determinare l’avanzo primario di bilancio che dovrebbe permettere di raggiungerlo, in base a ipotesi arbitrarie su crescita, inflazione, ricavi delle privatizzazioni e così via. Ma perseguire quel livello di avanzo getta il paese in una “trappola dell’austerità”: abbatte la crescita e di conseguenza fa mancare gli obiettivi. E’ appunto per questo, conclude l’economista, che i precedenti piani di consolidamento fiscale hanno sbagliato le previsioni in modo così “spettacolare”. Chi può avere il coraggio di affermare che ha torto? 

Ma c’è un secondo ostacolo, prosegue il ministro: la “trappola delle riforme”. Il precedente programma che i nostri partner continuano a sostenere in modo inflessibile è basato sulla svalutazione interna, tagli di salari e pensioni, eliminazione delle protezioni per i lavoratori e massimi ricavi possibili dalla vendita di beni pubblici. Ma neanche questa ricetta ha funzionato: è vero, abbiamo raggiunto il pareggio della bilancia commerciale, ma nonostante la forte riduzione di salari e costi l’export non è aumentato, e il pareggio è stato raggiunto solo per un drammatico calo delle importazioni. Diminuire ancora i salari non risolverebbe nulla, così come è sbagliato pensare di risolvere il problema delle pensioni con altri tagli: quello che serve è aumentare gli occupati e combattere il lavoro nero. 

Le posizioni espresse da Varoufakis non costituiscono una novità clamorosa. Sono le stesse sostenute dalla maggior parte degli economisti e dei commentatori indipendenti e persino dalla più autorevole stampa di orientamento liberale come l’Economist o il Financial Times. Il più autorevole commentatore di quest’ultimo, Martin Wolf, qualche giorno fa ha anche ricapitolato alcune cifre che dimostrano quale pazzesca stretta abbia già subìto la Grecia: “Tra il 2009 e il 2014, il saldo di bilancio primario (esclusi gli interessi sul debito) si è ridotto del 12 per cento del prodotto interno lordo, il disavanzo di bilancio strutturale del 20 per cento del Pil e la bilancia delle partite correnti del 12 per cento del Pil. Fra il primo trimestre del 2008 e l’ultimo trimestre del 2013, la spesa in termini reali dell’economia greca è scesa del 35 per cento e il Pil del 27 per cento, mentre la disoccupazione ha toccato un livello record del 28 per cento della forza lavoro. Sono aggiustamenti di enormi proporzioni”. 

Perché, dunque, Varoufakis ha scatenato la rabbia degli interlocutori, che lo hanno anche accusato di voler fare loro una lezioncina accademica, comportandosi cioè da professore invece che da ministro?

Perché l’Europa di Schaeuble, Katainen, Dijsselbloem (uno che ha studiato dalle suore) e dell’inesistente Moscovici se ne infischia di cosa serva davvero a superare la crisi. Vuole imporre la sua politica reazionaria e non può permettere che la Grecia sfugga dalla morsa. Varoufakis è un “dilettante” perché dimostra di non voler accettare questa logica, si rifiuta di capire che la soluzione può essere una sola: cedere al ricatto. 


Ora Tsipras, di fronte all’inasprirsi dei toni e pressato dall’imminente disastro, ha di fatto sacrificato Varoufakis, pur senza sconfessarlo. Resta da capire se sia un atto di resa definitiva. Che avrebbe però pesanti ripercussioni interne: la sinistra di Syriza, che conta per almeno il 30% del partito, non accetterebbe questo sbocco, che aprirebbe la strada a scenari difficili da prevedere. Ma può anche darsi che questo sia un estremo tentativo di arrivare a un accordo che non ricalchi la strada disastrosa seguita nel passato. Vedremo nei prossimi giorni se il sacrificio di Varoufakis sarà servito a qualcosa.
 
tratto da:
http://www.altrainformazione.it/wp/2015/05/01/perche-tsipras-ha-sacrificato-varoufakis/

onte: http://clericetti.blogautore.repubblica.it

martedì 12 maggio 2015

UK: possibili multe di 60£ a migliaia di genitori se i figli arrivano ripetutamente tardi a scuola





...lo stato orwelliano avanza...


‘ Le scuole multeranno i genitori di  60 sterline se gli alunni arriveranno ripetutamente tardi a scuola. La multa duplicherà  se non pagata entro 21 giorni e i genitori che si rifiutano di pagare possono venire processati e anche incarcerati

Un comitato sta  imppiegando cosiddette pattuglie-di-chi-arriva-tardi per chiedere ai genitori lenti perchè i loro figli arrivano tardi.

Ma gruppi di genitori hanno criticato ieri questa mossa e hanno detto che le multe punirebbero alal fine i ragazzi e non i genitori.’

>>> tutto l'articolo qui:
http://www.dailymail.co.uk/news/article-3075419/Thousands-parents-hit-60-school-fines-children-repeatedly-late-class.html
 

lunedì 11 maggio 2015

Il grafene... e gli ologrammi

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Il famoso ologramma di Guerre Stellari, con la richiesta di aiuto della principessa Leila proietatta in tre dimensioni|Lucasfilm


La scena di Guerre Stellari è famosa: Luke Skywalker, non ancora Jedi, assiste alla richiesta di aiuto della principessa Leila proiettata dal fido R2-D2. Tanto famosa, che l'immagine tridimensionale della principessa è diventata sinonimo stesso di "ologramma" nell'immaginario collettivo. A breve però potrebbe uscire dall'ambito della fantascienza e diventare reale: i ricercatori dell'australiana Swinburn University of Technology stanno sviluppando una tecnologia olografica sfruttando le proprietà del grafene.

Il materiale magico. Il grafene, al centro di ricerche di ogni genere, è la pietra filosofale della moderna industria dei materiali. Composto da un singolo strato di atomi di carbonio, non solo è incredibilmente sottile, ma è anche resistente e flessibile e un eccellente conduttore elettrico e termico, e in prospettiva sarà possibile produrlo su larga scala con costi relativamente contenuti: caratteristiche che lo renderanno adatto ad applicazioni in innumerevoli campi.


La nuova frontiera: i nanopixel del grafene. Il sistema ideato dalla Swinburn University è estremamente complesso, ma può essere semplificato in questo modo: la luce, quando attraversa i pixel che compongono un display olografico digitale, viene piegata in base all'indice di rifrazione del materiale. Modificando l'indice di rifrazione, la luce viene deviata in modo da generare un'immagine a tre dimensioni che sembra fluttuare nello spazio sopra il display.

La tecnica sviluppata dai ricercatori permette, attraverso impulsi laser, di modificare e controllare con precisione l'indice di rifrazione di pixel microscopici (nell'ordine dei nanometri), composti di ossido di grafene. Si tratta di un materiale dalla struttura analoga al grafene ma con atomi di ossigeno aggiuntivi, che si presta fra le altre cose alla realizzazione di pellicole e rivestimenti trasparenti e flessibili, adatti appunto per gli schermi di smartphone, tablet e altri dispositivi elettronici.

Le nano-dimensioni dei pixel e la possibilità di cambiare l'indice di rifrazione come necessario consentono di riprodurre immagini 3D a colori vivide e naturali, con un ampio angolo di visione fino a 52°, molto superiore a quanto si ottiene ad esempio con gli attuali schermi olografici a cristalli liquidi.

Ologrammi per tutti. Per ora è stato realizzato solo un piccolo display dimostrativo, in grado di proiettare immagini di un centimetro. Ma Min Gu e Xiangping Li, i due ricercatori che guidano la ricerca, sostengono che la tecnologia potrà essere applicata senza limiti di scala. Secondo le loro stime, nel giro di cinque anni gli schermi 3D in grafene saranno pronti per un uso commerciale su gadget da portare in giro e da indossare.

E allora la fantascienza di Guerre Stellari diventerà cosa comune.

fonte: http://www.focus.it/tecnologia/innovazione/gli-ologrammi-diventano-realta-con-il-grafene

domenica 10 maggio 2015

Israele: parlamentare accusata di incitare il genocido palestinese, diventa Ministro della Giustizia




http://www.davidicke.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/get-attachment-186-587x402.jpg 

Israeli MP Accused of Inciting Palestinian Genocide Named Justice Minister
PARLA L'UNICA DEMOCRAZIA DEL MEDIO ORIENTE:
"AMMAZZATE LE MADRI PER EVITARE
CHE NASCANO ALTRI PICCOLI SERPENTI"
Parlamentare israeliana Ayelet Shaked

"NON LASCERETE VIVO NIENTE CHE RESPIRI
VOI LI DISTRUGGERETE". Il Dio del Vecchio Testamento 

www.davidicke.com

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‘Ci sono preoccupazioni dell'ultima ora  sul futuro delle relazioni Israelo-palestinesi  dopo che un membro ultranazionalista israeliano del Parlamento del Paese, accusata di incitare il genocidio del popolo palestinese, è stata nominata Ministro della Giustizia di Israele 

Ad Ayelet Shaked del partito di estrema destra HaBayit HaYehudi (Jewish Home) è stata dato il ruolo di Ministro della Giustizia come parte di un accordo che ha visto  il Primo Ministro Netanyahu raccogliere abbastanza supporto  da una coalizione e controllare il Parlamento israeliano, la Knesset.

La decisone ha già sollevato controversie  in Israele, particolarmente a sinistra ,  con il Laburista della Knesset (MK) Nachman Shai che ha condannato la mossa.’

>>> tutto l'articolo qui:
fonte:http://sputniknews.com/middleeast/20150506/1021790102.html