UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO
Notizie dal mondo, soprattutto da fonti internazionali, che il mainstream non riporta.

Translate

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

DAVID ICKE IN TOUR IN ITALIA, OTTOBRE 2016

DAVID ICKE IN TOUR IN ITALIA, OTTOBRE 2016
PREVENDITA DEL SUO WORLD WIDE WAKEUP TOUR

giovedì 30 giugno 2016

Gilad Atzmon: il Brexit e la oligarchia ebraica


BEAN BREXIT


By Gilad Atzmon
trad. Cristina Bassi

La Gran Bretagna ha votato per lasciare la EU.  Le cause di questo risultato sono note da un po’. Più della metà dei Britannici sono sgomenti per il livello di immigrazione, del multiculturalismo, della mancanza di opportunità lavorative, del capitalismo globale, del fatto che le loro industrie manifatturiere sono evaporate e della bolla immobiliare che lascia molti giovani britannici senza la prospettiva di un futuro decente.
IL Brexit, è stato uno sbocco per queste legittime frustrazioni. Tuttavia i sintomi dei problemi che sono stati elencati sopra, hanno poco a che fare con la EU e Bruxelles. La loro vera causa si trova altrove.
Immigrazione e multiculturalismo (ovvero l'ideologia programmata per sopprimere l’espressione di chauvinismo) sono parte integrante della ideologia culturale del marxismo.
La Gran Bretagna, come il resto dell’Occidente, è stata soggetta ad un paradigma brutale ed invasivo, progettato per corrompere la classe operaia. Inondare la Gran Bretagna di immigrazione,  è stato un atto politico conscio, spinto dalla sinistra ebraica e dalle lobby ebraiche.

Tutto ciò è spiegabile: gli Ebrei hanno una buona ragione per avere paura della classe operaia. Storicamente, è stata la classe operaia che si è rivoltata contro gli Ebrei.  Rompere la società in segmenti frammentati e diversi, è molto evidentemente un interesse della sinistra ebraica. Quando una società viene smembrata  in una miriade di tribù ed identitù, gli Ebrei diventano semplicemente una tribu' tra le tante.

Io stesso sono un immigrato e non faccio campagna contro l’anti l’immigrazione. Tuttavia, ad un certo punto agli inizi degli anni 2000, la mia Orient House Ensemble [è un jazzista oltre che essere uno scrittore, ndt] era composta da sette immigrati e un britannico indigeno.
Eravamo israeliani, un palestinese, un rumeno e un moldavo. A quel tempo la nostra ensemble, vinse ogni premio musicale britannico. Eravamo tra i favoriti della BBC e nell’album dell’anno del Guardian. Eravamo eroi di multiculturalismo e  il simbolo della nuova società britannica “tollerante”. Il British Council ci mandò intorno al mondo, per promuovere quegli ideali. Ma questo non durò a lungo. Presto misi mano all’agenda che stava dietro tutto questo. Come possono immaginare quelli che mi conoscono, non ho tenuto la bocca chiusa.

Ieri (articolo scritto il 24 giugno 2016, ndt) i Britannici hanno votato contro l’immigrazione. Ma lasciare la EU, potrebbe non essere la risposta al loro ginepraio. Osservare gli elementi e le ideologie che hanno impiantato le politiche pro immigrazione  e quelle del multiculturalismo, potrebbe essere la strada  definitiva da percorrere.

La demografia del referendum suggerisce che chi vuole abbandonare la EU, sono primariamente gli operai britannici. Negli ultimi quarant’anni hanno  visto morire l'industria manifatturiera. Hanno visto una bolla economica che ha lasciato molti di loro impoveriti e in basso alla scala sociale per ciò che concerne la proprietà.

>>> tutto l'articolo qui: 
http://www.thelivingspirits.net/societa-orwelliana/gilad-atzmon-ebreo-sul-brexit-non-e-la-soluzione-per-i-britannici-e-la-loro-oppressione.html

martedì 28 giugno 2016

Contro la “sinistra” elitaria.

Fra gli effetti positivi ed imprevisti del referendum sulla Brexit c’è un certo effetto di “cartina di tornasole” che ci rivela quel che pensa effettivamente una certa sinistra, che in Italia possiamo identificare nel  Pd e nei suoi alleati. 

Ha iniziato un alleato come Monti (quello che Renzi, in un momento di baruffa, si lasciò andare e definì “illuminato”, ecco… appunto) che ha rimproverato Cameron del delitto di lesa maestà per aver dato la parola al popolo con il referendum, un vero “abuso di democrazia” (parole testuali dell’illuminato uomo politico e statista).

Poi ci si è aggiunto anche Giorgio Napolitano, altro illuminato progressista, che ha sentenziato che su argomenti così complessi non si può interpellare il popolo che evidentemente non ha gli strumenti per capire. In effetti la stessa cosa si può dire della Costituzione, del nucleare, del codice penale o civile, della responsabilità dei magistrati, e, in fondo anche divorzio, aborto o, diciamola tutta, anche decidere fra Repubblica e Monarchia non sono temi semplici alla portata del popolo bue.  Magari questo lo pensò, nel giugno 1946, Umberto II di Savoia e, si sa, il sangue non è acqua.

Poi è giunto il verbo dell’eccelso storico e politologo Roberto Saviano che, dall’alto dei suoi studi, ha decretato che quelli che hanno votato Brexit sono tutti fascisti e nazisti! E Saviano è una delle teste più lucide dell’intellettualità di sinistra, anche se dovrebbe perdere ancora un po’ di capelli per giungere alla lucidità integrale.

Poi la Melandri ha ritwittato con simpatia la massima di un tale: “Ma perché anziché negare il voto nei primi 18 anni non lo togliamo negli ultimi 18 di vita?”. Giusto, solo che c’è un problema: fissare il termine a quo calcolare i 18 ultimi, visto che la gente si ostina a morire a casaccio nelle età più disparate. Certo, si potrebbe fissare per legge il “fine vita” (e l’evoluzione ideologica del Pd va in questa direzione “giovanilistica”), però non credo converrebbe tanto all’on Giovanna Melandri che, insomma, proprio una ragazzina non è più ma solo una ex bella donna. Potremmo proseguire con gli esempi.

Sta venendo fuori tutta l’anima ferocemente classista, elitaria, antipopolare di questa sinistra dei salotti.

Io appartengo ad un’altra sinistra, che sa perfettamente di dover affrontare le sfide del mondo della globalizzazione, ma che non dimentica il Psi che organizzava le scuole di alfabetizzazione per insegnare agli operai a legge e scrivere per conquistare quel diritto di voto che questi oggi vorrebbero togliere; che non dimentica il “cafone” Peppino Di Vittorio, che un titolo di studio non lo prese mai ma che insegnò ai braccianti a non togliersi il cappello davanti ai “signori” e che a questi intellettuali di “sinistra” avrebbe potuto insegnare molte cose; che non dimentica le scuole delle repubbliche partigiane come quella organizzata nell’Ossola da Gisella Floreanini; non dimentica intellettuali dome Umberto Terracini, Antonio Gramsci, Concetto Marchesi, Vittorio Foa, che erano veri grandi intellettuali (non come questi cialtroni della gauche caviar) che non nutrivano nessuna spocchia intellettuale e la vita l’hanno spesa per emancipare culturalmente, economicamente e politicamente le classi popolari.

La mia sinistra non ignora i problemi dell’oggi, ma non si piega all’idea che la migliore sinistra è … la destra elitaria e classista.

Lo confesso, questa sinistra al chachemire, la sinistra delle terrazze romane , ebbene si, mi fa schifo non solo politicamente, ma più ancora moralmente ed umanamente, perché la “sinistra” neoliberista ed elitaria non esiste: è solo una ignobile truffa. Il Pd? E’ più spregevole della Lega e dell’Ukip, credetemi.

Aldo Giannuli

lunedì 27 giugno 2016

Intervista al russo Alexander Dugin, esperto di geopolitica, sull'esito del Brexit



58085 

Brexit: l’Europa cade nel baratro
Intervista al noto geopolitico russo Aleksandr Dugin – Katehon, 25/06/2016

– La prima domanda è “il futuro”? Dugin (D): Il ritiro del Regno Unito dall’Unione europea è un evento d’importanza colossale. L’intera architettura del mondo cambia perché non si tratta solo di un Paese europeo, ma di uno dei poli della civiltà europea. E se il Regno Unito si dice fuori dall’Europa, fuori dall’UE, significa che il valore dell’UE cambia. La cosa più importante è che nessuno permetterà un’Europa senza la Gran Bretagna. Si può dire che sia la fine dello spazio di civiltà.
 
– Si tratta della rinascita dello sciovinismo inglese o solo dei vari problemi apparsi negli ultimi tempi?
D: Il Regno Unito non ha né le risorse, né la voglia, né la possibilità di giocare un vero ruolo importante. Il centro della civiltà occidentale è passato negli Stati Uniti dalla seconda guerra mondiale. Quello che si vide in Europa negli anni ’70-’80, quando iniziò il processo di unificazione europea, non era la volontà europea ma della civiltà atlantica incentrata negli Stati Uniti. Gli statunitensi decisero di porre l’Unione europea sotto controllo ed oggi, infatti, la respingono. E il Regno Unito è il polo più filo-statunitense nell’UE. Se il Regno Unito non sarà più nell’UE, non sarà necessaria l’Unione europea continentale franco-tedesca.

– E’ l’appello della Gran Bretagna a Unione europea e USA a voler seguire tali regole?
D: Le regole del mondo globale non possono essere violate da alcuno Stato sovrano, in particolare dal Regno Unito che non è più una grande potenza. In realtà, il controllo mondiale appartiene solo agli Stati Uniti. Il Regno Unito non sarà soddisfatto di certe cose, si tratta di atti propri, di un diritto sovrano. Ma se l’élite globale ha reso possibile la Brexit, significa che domani potrebbe vedere Francia, Germania o Italia ritirarsi dall’UE… Non credo che sia possibile tornare agli Stati nazionali, come l’Europa del sistema di Westfalia. Si parla di qualcos’altro. Nessuno consentirà che l’Europa torni nelle stesse condizioni precedenti l’avvio del processo d’integrazione. Penso che vedremo ulteriori processi molto inquietanti in Europa, una vera e propria guerra civile. Se gli inglesi sono fuori dall’UE, non lo sono dalla crisi politica migratoria che continuerà ad aggredire, e neanche dai valori ultraliberali. A mio parere, gli inglesi non hanno subito molto l’Europa. Sì, non gli piacciono certe cose. In effetti, l’Unione europea senza Regno Unito è un’Unione europea diversa. Se dovesse restare senza di essa, se cominciasse a volgersi verso i veri interessi europei continentali, avrebbe una possibilità. Ma semplicemente ciò non accadrà.

– E’ d’accordo che l’Italia, per esempio, non sia pronta a tali eventi?
D: Se lo si chiedesse oggi agli italiani, naturalmente, se ne andrebbero. E sappiamo che Lega Nord e Movimento Cinque Stelle lo chiedono. Va affrontata la verità: l’Unione europea va a pezzi; è la fine della Torre di Babele basata su geopolitica atlantica e sistema di valori liberali. Va notato quando si dovesse tenere un referendum. Se si dà alla gente troppo potere, voterà ciò che vuole. Così gli inglesi hanno potuto tenere questo referendum e andarsene. Se ora i cittadini europei avessero tale opportunità e italiani, tedeschi, francesi votassero per il ritiro dall’Unione europea, credo che avverrebbe il giorno dopo.

– A proposito del referendum in Scozia di due anni fa, si votò contro l’uscita dal Regno Unito, e la sua leadership fa capire chiaramente che un nuovo referendum per l’indipendenza non è lontano. È possibile?
D: Gli scozzesi hanno una certa ansia verso gli inglesi. Hanno subito molto il razzismo inglese, così come gli altri celti, gli irlandesi, che attualmente parlano di unificazione. Non ci sarà il ritorno al nazionalismo inglese. Gli scozzesi sono a favore dell’Europa come difesa contro gli inglesi, che infastidirono il mondo con la loro politica imperiale. La Gran Bretagna non solo lascia l’Unione europea, ma scompare dalla storia. Ma il Regno Unito, il destino di Cameron, il destino della Scozia e dell’Irlanda unita non sono la cosa più importante. Vediamo la fine dell’Europa, qualcosa che Spengler e i nostri slavofili predissero. L’Europa cade nel baratro per via della propria ideologia ultra-liberista e penso che la via morbida per uscire da tale situazione, sciogliere l’Unione europea, non funzionerà.

– La gente vede crollare tutto ma ancora biasima la Russia: ancora una volta vediamo chi ne sia responsabile.
D: E’ una vera sorpresa, ma hanno ragione, mentre c’è la Brexit a Tashkent si crea il centro alternativo della civiltà multipolare, la SCO. Si tratta di più della metà del mondo, della stragrande maggioranza della popolazione e delle potenze nucleari. India e Pakistan aderiscono alla SCO e l’Iran ha parzialmente accettato di farne parte. Cosa accade oggi: Brexit e SCO, che diventa una forza importante, sono spostamenti del centro di civiltà; il centro dell’ordine mondiale è totalmente nell’altra metà del mondo. È il passaggio da occidente al mondo eurasiatico. Infatti è la nostra celebrazione. I fondatori dell’Eurasiatismo dissero: “L’occidente e il resto”. La Brexit è il crollo dell’occidente e una vittoria per l’umanità che si oppone all’occidente e cerca la sua strada. E il fiore all’occhiello del genere umano è la SCO, la Russia, l’attuale libera sovrana multipolare Russia guidata da Putin e da chi è nel club eurasiatico. La gente comune comprende correttamente tutto. Non possono spiegarlo ma credo che ci sia qualche profonda asimmetria tra le élite politiche e gli interessi dei popoli nel mondo. Le élite impongono il loro ordine del giorno e i popoli vogliono qualcosa di completamente diverso. Il popolo intuitivamente capisce che oggi il Regno Unito s’è liberato dal diktat dell’Unione Europea, di Bruxelles, e domani altri Paesi europei seguiranno la sua strada, e non è lontano il giorno in cui i popoli seguiranno il proprio destino.

– C’è un proverbio: non c’è ‘Unione europea senza Gran Bretagna, come non c’è NATO senza la Germania. Vero?
D: La Germania è un caso molto più complesso, ha meno libertà democratiche e vi è maggiore influenza politica statunitense. E se il Regno Unito è alleato volontario degli Stati Uniti, la Germania fu costretta a diventarlo, quindi è pericoloso parlare del suo ritiro dall’UE. Tuttavia, ora vi sono diversi politici molto popolari e che lo saranno ancor più. Si tratta di Alternativa per la Germania, e Frauke Petry. leader del partito, si è rallegrata elogiando gli inglesi che hanno dato l’esempio. La NATO è la prossima. Alcuni lasceranno l’UE, altri la NATO, mentre l’occidente ha perso l’immagine di se stesso.

– E’ la fine?
D: Ora il ciclo dell’UE declina, iniziando a tramontare. Ciò non vuol dire che lo è già. Le persone che riconoscono la tendenza non sono per nulla calmate dalla rassicurazione che non accade niente di brutto, che si può ancora sistemare. Ma chi comprende la tendenza sa ciò che accade e ci ragiona sopra. Per gli analisti che leggono su scala globale, l’Unione europea è finita, in modo irreversibile. Gli inglesi non rivoteranno e il punto di non ritorno della decadenza dell’Europa è superato.

– Cosa aspettarsi?
D: Gli europei devono prepararsi a rivoluzioni colorate e disintegrazione dell’Unione europea. Dobbiamo essere pronti a difendere ripresa e rafforzamento del nostro polo alternativo globale. Non sarà facile. Deve essere chiaro che l’occidente è una bestia agonizzante, un drago ferito che può dare colpi di coda. Così ora dobbiamo essere calmi, sicuri e decisi a raggiungere il nostro obiettivo. Questa è una battaglia vinta, ma non è la guerra vinta. Dobbiamo seguire la strada per costruire un mondo multipolare e difendere i nostri interessi approfittando degli eventi.

fonte: https://aurorasito.wordpress.com/2016/06/26/brexit-leuropa-cade-nel-baratro/

domenica 26 giugno 2016

Come ha votato la Gran Bretagna : Gli immigrati i massimi oppositori al Brexit


LR by party 



"by Paolo Sensini

Se invece di fare chiacchiere in libertà consideriamo gli indici disaggregati sul voto della Brexit, alcuni dati emergono in maniera lampante: il 67% degli asiatici (pakistani e indiani) ha votato contro Brexit; il 73% dei neri ha votato contro Brexit; il 70% dei musulmani ha votato contro Brexit. Gruppi che, di fatto, si sono rivelati i migliori alleati dell'Establishment statal-finanziario della City. 

Esattamente l’opposto del voto dei cittadini "storici" inglesi, che nellaloro componente maggioritaria si sono espressi per l'abbandono dall'UE. Altro che "vecchi" contro "giovani" (che in realtà sono stati il 64% complessivo dei votanti), come ci hanno raccontato esperti da operetta per sviare l'attenzione dalle vere ragioni del contenzioso referendario. 


A questo punto risulta evidente come mai i governi locali e la cupola di Bruxelles siano così favorevoli per imbarcare in Europa quanti più "migranti" possibili. Le analisi sul voto del 23 giugno spiegano bene quali siano gli "orientamenti" politici dei nuovi e meno nuovi arrivati, e anche perché coloro che "vivono di Unione Europea" spingano in maniera così aperta per farne entrare sempre di più. 


Non ci voleva grande acume a capirlo, e ora la semplice analisi dei dati emersi dalle ultime votazioni chiarisce la situazione meglio di voluminosi trattati si sociologia. Più stranieri si stabiliscono in Europa e minore sarà il senso di coesione sociale all'interno di ogni singolo Paese. E' un fenomeno che vediamo all'opera un po' ovunque, anche nelle città italiane dove l'ondata migratoria è tutto sommato assai più recente se confrontata ad altri contesti europei. 


Ragione per cui, nei calcoli di lorsignori, gli unici a trarne profitto da questa situazione sono i burocrati incistati nei gangli apicali dell'Unione Europea. Siamo sempre lì: Divide et Impera"


fonte post: https://www.facebook.com/paolo.sensini.39?fref=nf

fonte immagine: 
 http://lordashcroftpolls.com/2016/06/how-the-united-kingdom-voted-and-why/

giovedì 23 giugno 2016

La Banca di Grecia: il sistema sanitario è al collasso, cala l’aspettativa di vita


Uno straziante articolo di Keep Talking Greece aggiorna la drammatica situazione sanitaria greca. Tra aumento della mortalità infantile, malati senza soldi per le cure, adulti e bambini malnutriti la dimostrazione che l’austerità uccide avviene sotto i nostri occhi. Interessante notare gli effetti di politiche che ora vengono attuate o sostenute anche qui da noi: l’accorpamento di ospedali rende inaccessibili le cure a interi paesi, l’utilizzo dei ticket provoca la rinuncia alle cure dei malati indigenti, ecc. All’interno dell’eurozona, l’Italia rischia seriamente di fare la fine della Grecia.

Da Keep Talking Greece, 16 giugno 2016

La crisi economica e la dura austerità associata agli aiuti del piano di salvataggio uccidono. Uccidono i greci. La banca di Grecia forse non lo scrive in modo melodrammatico nella sua relazione di politica monetaria del 2015-2016. Tuttavia, le conclusioni del capitolo su “Riforme della salute, crisi economica e impatto sulla salute della popolazione” sono scioccanti e confermano ciò che abbiamo udito e letto da parenti e amici negli ultimi anni: che la salute fisica e mentale dei greci si è deteriorata – in parte a causa dell’insicurezza economica, della disoccupazione, della precarietà del lavoro, della diminuzione del reddito della costante esposizione allo stress. In parte anche a causa dei problemi economici che impongono ai pazienti di interrompere le loro cure, in parte a causa degli incredibili tagli e delle carenze del sistema di sanità pubblica.

La relazione constata che “mentre ci vuole più tempo per registrare gli effetti esatti, le tendenze mostrano un peggioramento della salute dei greci durante gli anni degli accordi di prestiti e dei tagli dell’austerità.”

La Banca di Grecia dice che:
I suicidi sono aumentati. “il rischio di tendenze suicide aumenta quando si verificano i cosiddetti fattori di rischio primario (condizioni mediche psichiatriche), mentre i fattori secondari (la situazione economica) e terziari (età, sesso) hanno influenza sui suicidi, ma solo se i fattori primari sono già presenti.
La mortalità infantile è aumentata quasi del 50%, principalmente per l’aumento delle morti di bambini di meno di un anno, e la diminuzione delle nascite è stata del 22,1%. La mortalità infantile è aumentata: dal 2,65% nel 2008 al 3,75% nel 2014.
– Sono aumentati i casi di malattie mentali, specialmente la depressione. Gli aumenti: il 3,3% nel 2008, l’8,2% nel 2011, il 12,3% nel 2013. Nel 2014, il 4,7% della popolazione sopra i 15 anni ha dichiarato di soffrire di depressione: il dato era al 2,6% nel 2009.
-Aumento delle malattie croniche è aumentato di circa il 24%.
La Banca di Grecia osserva che “gli enormi tagli nella spesa pubblica non sono stati accompagnati da cambiamenti e miglioramenti del sistema sanitario al fine di limitare le conseguenze per i cittadini più deboli e vulnerabili della società.”
La relazione del governatore della banca di Grecia ricorda le indagini condotte dall’autorità statistica greca (ELSTAT) secondo le quali ci sono stati:
  1. Un significativo aumento del 24,2% delle persone con più di 15 anni che soffrono di problemi cronici di salute.
  2. Aumento di più del 15% delle persone che hanno limitato le proprie attività a causa di problemi di salute nel 2014.
  3. La percentuale di nascite sottopeso (sotto I 2,5 kg) è aumentata del 19% nel 2008-2010, e ciò è associato a effetti negativi a lungo termine sulla salute e lo sviluppo dei bambini.

Citando i dati dell’OCSE del 2013, la Banca di Grecia sottolinea che il 79% della popolazione in Grecia non è coperta da assicurazione e quindi riamane senza medici e medicine a causa della disoccupazione di lunga durata, mentre i lavoratori autonomi non possono permettersi di pagare i contributi sociali.

Un sondaggio condotto nel 2014 da ELSTAT ha mostrato che parte della popolazione sopra i 15 anni ha bisogno di aiuto medico ma non lo ha ricevuto a causa della mancanza di mezzi finanziari:
Il 13% della popolazione non ha rievuto cure mediche o trattamenti
Il 15,4% non ha ricevuto cure o trattamenti odontoiatrici
Il 4,3% non ha ricevuto cure o trattamenti mentali
L’11,2% non ha comprato le medicine prescritte dai medici.

La stessa indagine mostra una diminuzione dei ricoveri ospedalieri privati e un aumento di quelli negli ospedali pubblici, con l’effetto che gli ospedali pubblici non sono in grado di affrontare le richieste a causa dei tagli di austerità al bilancio e al personale. I ricoveri ospedalieri pubblici nel 2009 sono stati 1,6 milioni e 2,5 milioni nel 2014.
Secondo l’indagine, la percentuale della popolazione che doveva ricevere cure medico-infermieristiche e le ha ricevute in ritardo o non le ha ricevute del tutto era:
13,1% a causa delle lunghe liste di attesa

6,1% a causa della distanza eccessiva o di problemi di trasporto
9,4% a causa della mancanza di dottori specializzati e del personale sanitario.
La relazione della Banca di Grecia avverte che la crisi economica e la svalutazione del settore sanitario rischia di far precipitare l’aspettativa di vita.

Tuti quelli che vivono in Grecia conoscono molto bene le lunghe liste di attesa per ottenere un appuntamento per un esame medico o per i controlli diagnostici negli ospedali pubblici. In alcuni casi l’appuntamento per un semplice controllo può essere fissato a distanza di un anno. A causa dell’accorpamento degli ospedali e dei centri della salute primari, le persone devono percorrere fino a 120 km per trovare il medico di cui hanno bisogno. Solo un paio di giorni fa, Keep Talking Greece ha raccontato la situazione drammatica nella città di Ierapetra nel sud di Creta, e delle persone disperate che preferiscono cercare l’aiuto del veterinario locale a causa della mancanza di un dottore per esseri umani.

Tuttavia, la crisi non colpisce solo i pazienti. Colpisce anche il personale sanitario. Solo 2 giorni fa, un mio amico, un dottore specializzato in problemi vascolari, mi ha raccontato che mentre anni fa riusciva sempre a mantenere la corretta distanza dai pazienti, ha invece cominciato a risentire dei loro problemi, dal momento che le persone stanno soffrendo così tanto per la crisi economica. “La situazione è drammatica là fuori, e non posso far finta di non accorgermene” ha dichiarato.

Uno dei farmacisti di zona mi ha raccontato a volte del numero drammatico di pazienti che non possono permettersi di pagare il ticket per i medicinali che vengono loro prescritti. Molti dei suoi clienti dimezzano le dosi delle medicine – per esempio prendono le pillole per il colesterolo ogni due giorni anziché giornalmente – e alcuni hanno rinunciato completamente a curarsi. “Per alcuni la scelta è questa: o le medicine, o il cibo”.

Questo andazzo va avanti dal 2012, quando l’allora Ministro della Salute Greca ha adottato il modello tedesco dei “ticket per le medicine prescritte e per i test di laboratorio” e ha tagliato alcuni servizi primari per la salute ma ha dimenticato di adottare l’altro aspetto del modello tedesco, che prevede che i pazienti non debbano spendere più del 2% del loro reddito per i servizi medici e le cure.

Ma queste cose le ho già scritte molte volte, non è forse vero? Pensavo di poter lasciar perdere per un po’ il “dramma greco” ma la realtà è più forte della volontà e dei desideri di un blogger.

Fonte: relazione della Banca di Grecia, altri dettagli qui e qui.
PS L’aspettativa di vita diminuirà? Suppongo che i creditori ne saranno più che felici! Se le persone muoiono, non occorrerà pagargli le pensioni e i fondi assicurativi si salveranno.
 FONTE:  http://vocidallestero.it/2016/06/18/la-banca-di-grecia-il-sistema-sanitario-e-al-collasso-cala-laspettativa-di-vita/

mercoledì 22 giugno 2016

Manuale di Sopravvivenza Sociale

Manuale di sopravvivenza sociale



Chi sono i veri padroni della Terra

Esiste un noi ed esiste un loro. Inutile girarci intorno e inutile cadere dal pero. Il “loro” è costituito da quell’1% che possiede la metà della Terra. E badate bene che non parlo di ricchezza. Quella, oltre a un certo livello, diventa ininfluente. Come “avere il bagno in casa” per noi, oggi, non è il valore che fa la differenza. Parlo di potere. Il potere di influire pervasivamente sul governo dei popoli e influenzare i comportamenti sociali. Questo “loro” coincide con le grandi famiglie che hanno accumulato interessi stratosferici, con tutte le grandi attività commerciali che nel tempo hanno costruito e con il patrimonio di relazioni reciproche che hanno consolidato e che amministrano. Per avere un’idea di chi siano, si può partire dal famoso studio di alcuni scienziati svizzeri che nel 2011 hanno mostrato il vero volto del Dio Quattrino: le 147 banche che governano tutto, dal settore bellico, a quello energetico, passando per quello farmaceutico, alimentare, per quello delle telecomunicazioni e così via. Attraverso un gioco di partecipazioni e scatole cinesi, poche dinastie orientano, sviluppano o distruggono tutti, a seconda delle loro convenienze.

Dove si incontrano il vero Parlamento globale.

Queste persone (loro) hanno usato le loro immense risorse per costruire organi di controllo e amministrazione del potere, totalmente estranei alle istituzioni, blindati, ai quali “noi” non possiamo accedere. Questi organi sono le varie Commissioni Trilaterali, i vari Think-Tank, i Consigli per le relazioni reciproche, gli istituti come Aspen, i forum come Ambrosetti, i raduni come il Bilderberg e tutti quei posti dove i relatori parlano senza che ciò che dicono abbia l’obbligo di essere divulgato. In alcuni casi vige la regola della Chatham House Rule, che io ho ribattezzato “si dice il peccato ma non il peccatore“. Alcuni di questi incontri prevedono la presenza di selezionatissimi giornalisti, i quali più che per scrivere e riportare notizie (infatti non possono, e dunque non si capirebbe cosa ci vanno a fare), sembra che siano presenti per farsi consegnare veline. Recentemente è stata addirittura la volta di Monica Maggioni, presidente della Rai, che è stata chiamata per moderare un incontro blindato sul futuro dell’Italia in Europa. Un’oscenità: una giornalista pagata con soldi pubblici, dai contribuenti, per governare il servizio informativo degli italiani, che accetta di partecipare a un incontro a porte chiuse dove si dibatte sul futuro politico del Paese, consentendo a non relazionare a quel Paese che l’ha assunta e la paga proprio per essere informato (la petizione #MonicaRaccontaci, che ho lanciato come provocazione, ha già raggiunto le 2.500 firme: firma anche tu). 
Poi c’è Lilly Gruber che assicura la copertura su La7 e che ogni anno è invitata al Gruppo Bilderberg, senza che io abbia notizia di speciali di Otto e 1/2 dove la giornalista già conduttrice del TG1 relazioni al pubblico di Cairo cosa ha visto e sentito a quegli incontri (anche perché se lo facesse, non la inviterebbero più).
Questi luoghi sono “il loro Parlamento globale”. Le decisioni definitive (le votazioni) vengono assunte nei consigli di amministrazione delle holding.

Come viene amministrato il vero potere.

L’unico problema che hanno questi illuminatissimi signori (loro) è come continuare ad amministrare il potere e come difendere il privilegio di possedere metà delle ricchezze di questo pianeta, dovendo gestire la restante parte della popolazione in maniera che da un lato continui a lavorare per loro, dall’altro non rappresenti una minaccia al loro status. Se avete visto Z la Formica, capite al volo cosa intendo. Certo, nel farlo, hanno la benevolenza – o l’ipocrisia – di sostenere che sono mossi dalla filantropia, dall’ambientalismo, dalla necessità di assicurare un futuro possibile a 7 miliardi di persone. Tutto questo a patto che i loro asset, le loro immense fortune, il loro dominio (guardatevi: “Si dice’governance’, si legge autoritarismo“) e i loro affari non vengano intaccati. Se no son dolori. Come fanno?
Hanno una consapevolezza profonda, espressa a chiare lettere nel primo rapporto della Commissione Trilaterale voluta da Rockefeller, “Crisis of Democracy“: le uniche democrazie che funzionano sono quelle in cui la maggior parte della popolazione sta in apnea, ovvero ai margini del dibattito pubblico. Se lo leggete al contrario, significa che le uniche democrazie che funzionano sono quelle dove sono in pochi a prendere le decisioni. Questo perché sanno perfettamente che la maggior parte dei cittadini di ogni Paese ha una scolarità molto bassa o un’istruzione inadeguata. Da una recente indagine dell’Istat, è emerso che il 70% degli italiani sa leggere ma non comprende il significato di un testo scritto. Ed era lo stesso Berlusconi che affermava candidamente che l’italiano comune ha gli strumenti intellettuali di un ragazzino delle medie. Se aggiungiamo l’opera di distruzione della scuola pubblica e delle università, il quadro è tremendo: le masse sono ignoranti (pur non essendo tecnicamente analfabete) e quindi facilmente governabili. Dunque quale metodo migliore di controllo del popolo che permettergli di prendere decisioni in totale autonomia, per poi tuttavia influenzarlo fino a fargli credere di desiderare ciò che in realtà è nell’interesse dei suoi sfruttatori? Lo diceva già Aristotele migliaia di anni fa: ogni forma di governo ha il suo lato ombra, e il lato ombra della democrazia è la demagogia, ovvero la capacità di alcuni leader di convincere le masse, attraverso l’uso di una comunicazione spregiudicata, di slogan e dell’antica tecnica del divide et impera, a desiderare ciò che non è nei loro interessi. La grande conquista storica del suffragio universale, ovvero il diritto di voto esteso a tutti, diventa così all’improvviso il migliore alleato delle élite di potere: il principio per cui la massa vale più dei migliori assicura, attraverso l’esercizio della propaganda (che trova un suo micidiale alleato nella televisione e nei media di massa), che qualunque decisione venga presa dalle cosiddette democrazie potrà essere incanalata nella giusta direzione  Non importa quante voci contrarie tra il popolo escano dal coro: restano comunque minoritarie rispetto all’insieme dell’elettorato (e da qui nasce la reale preoccupazione dei cali nelle affluenze). Il Movimento 5 Stelle, alle politiche 2013, poteva contare su qualche decina di migliaia di iscritti al blog, ma prese 9 milioni di voti, e non erano di gente che faceva banchetti o prendeva decisioni in rete: la differenza (8 milioni e 900 mila e rotti di persone) era di gente che ha votato grazie ai “vaffa” urlati da un palco. Berlusconi non è stato votato dalle masse per fare gli interessi di Mediaset o per realizzare il piano della P2: è stato votato perché agitava lo spettro dei comunisti cattivi, della magistratura politicizzata e perché prometteva un milione di posti di lavoro, firmando contratti alla Totò nello studio di Bruno Vespa, senza che nessuno battesse ciglio. La Lega è stata votata perché “ce l’aveva duro” e perché “oh mamma li turchi!“. Il Partito Democratico prendeva i voti per mettere Berlusconi in galera (e poter continuare così a farsi gli affari propri con le Coop rosse e con il business dei centri di accoglienza). Garantire il diritto di voto alle masse che per tutta la restante parte dell’anno si occupano di tronisti, di calcio, di gossip, di gattini buffi e di sesso, è come avere a disposizione un utile idiota come amministratore delegato di una società che fa interessi di terzi, che firma qualunque scartoffia gli sottoponi, purché tu gli garantisca che è per il suo bene.

Di cosa hanno veramente paura

L’unico meccanismo che può rompere le uova nel paniere sono le rivoluzioni e le guerre, perché – almeno temporaneamente, finché non si assiste a una riorganizzazione del potere -, sono in grado di rompere gli equilibri, tagliare teste e confiscare ricchezze e proprietà. L’idea di realizzare una Unione Europea è nata proprio per questo. Quando dicono che “così abbiamo realizzato finalmente la pace a discapito dei nazionalismi” dicono il vero, ma omettono di far risaltare come questo tipo di pace non sia quel valore assoluto positivo che comunemente si intende, ma che non sia altro che la cristallizzazione dei rapporti di forza (anzi, di debolezza) tra il potere e la larga parte della popolazione, che in questo modo viene imbrigliata in una ragnatela istituzionale opaca, la quale sottraendo le sovranità nazionali e individuali impedisce anche l’ascensione di nuove forze che possano prendere decisioni sfavorevoli alla vera “casta”, che non si trova nei parlamenti (i quali sono solo miseri teatrini, caverne platoniche nelle quali danzano ombre che recitano spettacolini, perlopiù inconsapevolmente, a beneficio di schiavi involontari), ma nei luoghi che ho menzionato sopra, ovvero nel Vero Parlamento Globale.
La popolazione ha facoltà di autogoverno solo a livello locale, come avveniva nelle colonie romane, oppure a livello di stato, quando vengono formulate leggi che hanno poca rilevanza a livello macroeconomico (dalla riparazione delle buche nelle strade, a livello comunale, alla legge sulle unioni civili, che non incidono sul sistema di potere nel suo complesso ma sulla auto-amministrazione della società). Quando si levano voci ribelli, fuori dal coro, che si rendono realmente pericolose per il mantenimento dello status quo (un certo grado di dissenso è tollerato e perfino stimolato, al fine di rendere più realistica l’illusione dell’autodeterminazione dei popoli – da qui la libertà illusoria nel grande circo delle pulci dei social networks, amministrati dalle grandi multinazionali americane), si mettono in atto tre strategie diverse.
  1. Possono essere comprate, infiltrate o eterodirette (quando non nascono direttamente con la funzione di contenitori del dissenso o di gestione delle dinamiche di forza geopolitiche, come le varie rivoluzioni colorate finanziate dai grandi capitali o come i gate-keeper),
  2. oppure possono essere minacciate affinché desistano (è il caso di Tsipras e Varoufakis, nella notte che seguì il referendum sulle misure di austerity, il cui esito definitivo – il popolo votò no – venne completamente ignorato e anzi ribaltato con una faccia tosta priva di qualunque pudore, e senza che la popolazione si sollevasse),
  3. oppure vengono fatte fuori (è il caso di Enrico Mattei che ostinatamente cercava di riportare l’Italia alla ribalta dello scenario energetico internazionale, e che precipitò nei pressi di Pavia. Ma è anche il caso di John F. Kennedy, che rappresentava un problema per l’establishment finanziario, per non parlare di Aldo Moro, che stava tessendo ponti che avrebbero minato la regola aurea del divide et impera).
Il ruolo della televisione è quello di lente deformante della percezione individuale e collettiva, un micidiale organo di propaganda tale per cui nessuna rivoluzione (che come insegnano nelle Facoltà di Scienze Politiche sono sempre legittime, perché secondo le Costituzioni sono i popoli ad esercitare la sovranità, e non a caso Jp Morgan ha emanato una direttiva per rottamare le vecchie costituzioni socialiste e antifasciste in Europa) può essere possibile. Sarebbe come chiedere a un drogato, sotto l’effetto di psicofarmaci, di credere che quei palloncini colorati che lo stanno portando di qua e di là nel cielo azzurro non sono reali e deve farli scoppiare di sua volontà (Matrix docet).

Come cambiare le cose

La prima cosa da fare è sostituire il mezzo televisivo con uno libero e decentralizzato, che magari sfrutti la Blockchain (un enorme database distribuito, decentralizzato a quasi inattaccabile) per costruire una programmazione non manipolabile con un palinsesto deciso democraticamente (avere un canale sul digitale terrestre sul canale trecento-e-qualcosa non serve a niente). Questo è necessario per consentire alle coscienze di non essere più inquinate dalle allucinazioni quotidiane somministrate a dosi letali, che falsificano la percezione della realtà.

La seconda cosa da fare è costruire un’alleanza con i cittadini di altri stati che sentono la stessa esigenza di recuperare la propria dignità di individui e un ordine sociale più giusto. Le élite di potere agiscono trasversalmente, in maniera integrata, con un unico obiettivo, adattandolo ad ogni cultura ed ogni lingua diversa, in maniera che nessuno abbia la comprensione del disegno globale, ma possa vederne solo il frammento che ha in mano. Così i tedeschi se la prendono con gli italiani perché “li devono mantenere”, che se la prendono con i tedeschi perché “vogliono imporsi economicamente”. I britannici se la prendono con gli europei, tutti se la prendono con i rifugiati e così via. Se mettiamo insieme tutti i pezzi del puzzle sarà più facile vedere il disegno e contrastarlo, ognuno secondo quanto gli compete.

La terza cosa è costruire una rete di collegamenti che usi le infrastrutture esistenti (reti cablate) ma ci costruisca sopra un protocollo di comunicazione sul quale corrano applicazioni realmente decentralizzate, distribuite e non manipolabili, dove le informazioni possano correre senza censure (qualunque social network, attualmente tutti nelle mani dei grandi colossi americani – non a caso Putin si sta costruendo i suoi – non soltanto attua una politica di controllo, ma anche una politica di emersione o di oscuramento non percepibile dei contenuti, sulla base di algoritmi proprietari e delle interferenze governative) e dove si possano realizzare sistemi di decisione collettiva, o di votazione, davvero democratici e inattaccabili (e anche qui le tecnologie legate alla Blockchain possono dare una mano).

La quarta cosa è costruire un sistema economico finanziario parallelo grazie al quale svincolare la produzione di beni e servizi, e la loro commercializzazione, dai grandi capitali e dalle grandi organizzazioni multinazionali, un sistema che renda gli individui indipendenti dalle borse, dallo spread, dalle banche (penso al social lending, alla sharing economy, alle criptovalute).

La quinta cosa è costruirsi una rete di appoggio anche a livello istituzionale, in maniera da non restare soli di fronte all’eventuale reazione aggressiva del sistema, e costruire un modello di società alternativa ma complementare a quella esistente, in maniera che i vantaggi possano essere distribuiti e che lo shock per i grandi capitali possa essere assorbito gradatamente, senza grandi e repentine trasformazioni sociali, in maniera diluita, accompagnata e costituendosi come un’opportunità da sfruttare, piuttosto che come un nemico da abbattere. Diversamente, laddove si dovessero verificare perdite eccessive, distribuite in un lasso di tempo troppo breve, la reazione sarebbe violenta e catastrofica. Il principio della rana bollita, invece, è un’ottima metafora per illuminare il cammino che porta al vero cambiamento, verso un mondo che lentamente riduca le sperequazioni sociali e che normalizzi la curva “psicotica” della distribuzione della ricchezza, che attualmente vede persone che guadagnano miliardi di dollari al mese e persone che vivono con meno di un dollaro.

La sesta cosa è incrociare le dita e mettere in circolo un po’ di energie positive. Non possiamo salvare il mondo da soli e forse il mondo non vuole farsi salvare da noi. Però possiamo arricchirlo di un nuovo sogno e dare qualcosa da fare a tutti: il lavoro per costruirlo.

martedì 21 giugno 2016

David Icke e il Sè Fantasma, prima parte. Le religioni


tratto da Phantom Self, by David Icke
ed. David Icke www.davidicke.com
traduzione sintesi e adattamento  Cristina Bassi per www.thelivingspirtis.net
“Non consentirò a nessuno di camminare attraverso la mia mente, con i suoi piedi sporchi”, M.Ghandi
Il Sè Fantasma, è un costrutto subconscio della percezione, una risposta e comportamento programmati, che si basano sul credere, un atto in cui  “si accetta qualcosa come vero”. Ma un credo non deve essere vero e di solito non lo è, semplicemente si accetta che lo sia.
Senza un pensiero irremovibile non ci può essere un Sè Fantasma e senza un Sè Fantasma non può esserci un sistema di controllo arcontico.
Sin dalla nascita è in corso la gara per programmare ogni essere umano e fargli credere in qualcosa, basta che non sia vero. Strato dopo strato, vengono continuamente aggiunti vari credi che non sono veri,  fino a che si forma il  Sè Fantasma e viene consolidato e il suo programma si mette a dettare la percezione.
Questi programmi girano nel virus (il peccato originale), attraverso la Mente-Corpo, ma possono restare dormenti oppure la loro influenza può venire diluita accedendo alla consapevolezza oltre la Matrix. Un pensiero rigido porta in vita il virus ma in qualsiasi momento il suo impatto può venire dissipato risvegliandosi al Sè Infinito.
La propaganda di programmazione, che avviene dalla culla alla tomba, forma una bolla di credenze o Sè Fantasma, per bloccare questo risveglio. 
Mark Twain disse:
“ la fedeltà ad un'opinione pietrificata, non ha mai rotto una catena o liberato un’anima umana”
>>> tutto l'articolo qui: 
http://www.thelivingspirits.net/david-icke-in-ita/david-icke-e-il-se-fantasma-prima-parte-il-falso-sole-delle-religioni-ovvero-saturno.html


 


domenica 19 giugno 2016

Pianet X, Nibiru... in arrivo?


IL SISTEMA BINARIO DI PLANET X-NIBIRU È ENTRATO NELL’ORBITA DELLA TERRA. I GOVERNI SOPPRIMONO LE PROVE!


Il Sistema Binario di Planet X-Nibiru è entrato nell’orbita della Terra. I Governi sopprimono le prove!


Precipitazioni insolite, temperature invernali rigide e forti gelate sorprendenti da una parte del globo, mentre dall’altra parte della pianeta temperature estive anomale che oltrepassano i 30 gradi, riflettono gli effetti dei cambiamenti climatici che potrebbero influenzare gran parte del pianeta. Il concetto che tutti i fenomeni meteorologici attesi, che dovrebbero avvenire nella norma, non è più valido. Occorre ricordare che  conque anni fa le Nazioni Unite avevano avvertito che l’umanità stava entrando in “un’era di eventi meteorologici estremi”.
Nibiru solar system
Gli effetti dei cambiamenti climatici, stanno scatendando  eventi meteo estremi (anomali)  che si stanno verificando su scala mondiale, l’umanità si trova ad affrontare tempi difficili. Gli eventi che si stanno svolgendo sono i primi segni di tribolazione che si verificheranno su questo pianeta, come ad esempio il fatto che la Terra è entrata nell’orbita del Sistema Stellare Binario di Planet X.

I media mainstream e le  istituzioni scientifiche stanno lavorando duramente per evitare che il pubblico possa vedere il “grande quadro della situazione” tutto in una volta, stanno quindi costantemente sopprimendo dati scientifici preziosi e le prove per dimostrare l’esistenza di un sistema pianeta interstellare in orbita con il nostro sistema solare.

Gli scienziati militari e la NASA hanno già provveduto a calcolare l’allineamento successivo di Planet X, che con i suoi effetti gravitazionali, sta provocando una serie  di forti terremoti su scala globale, smuovendo la Ring Of Fire, ovvero l’anello di fuoco e spostando cosi le plaecche tettoniche. Questo non farà altro che causare altro sisma, cosi forte che sarà in grado di sconvolgere la California con i rischi di farla sprofondare nell’oceano. Ma speriamo che questo non accada.

landslide-road-santa-clarita
“Le cose non faranno che peggiorare da ora in poi” – commenmta  la ex esperta della Nasa Dr.ssa Brassard, “perchè sta arrivando un secondo Sole con i suoi sette pianeti orbitanti. Chiamatelo con il nome che vogliamo (Planet X, Nibiru, Hercólobus, Assenzio), è certo che è stato previsto il suo arrivo. Il secondo Sole è un decimo della dimensione del nostro Sole, ma uno dei pianeti che porta con se in orbita è quattro volte più grande di Giove (Blu Kachina previsto dagli indiani Hopi). 

Secondo la signora Brassard, vediamo che le cose peggiorano sensibilmente da qualche anno a questa parte.  “I pianeti hanno orbite che vanno a disturbare la rotazione terrestre – commenta Brassard – tale da far diminuire il campo magnetico e in un periodo va da Novembre 2016 in poi, ci  saranno momenti peggiori rispetto a quelli odierni. Oggi stiamo assitendo a centinaia di terremoti, inondazioni e caduta di meteoriti! Le scie chimiche (chemtrails) spruzzati da aerei commerciali e militari, le cui sostanze chimiche ci stanno avvelenando ogni giorno, è un disperato tentativo di coprire questo “secondo sistema solare,” che causerà ( e gia lo sta facendo) grossi problemi al nostro pianeta.

L’influenza del Grande Perturbatore
Per anni, gli esperti hanno avvertito che con l’approccio del Pianeta X (Nibiru), che alcuni chiamano anche “il grande Perturbatore”, proprio perchè con i suoi effetti gravitazionai, crea anomalie ad altri pianeti,  ma spinge anche detriti spaziali, comete, asteroidi e meterore verso i pianeti interni del sistema solare. Non a caso tutto ciò sta accadendo, come l’aumento del numero di bolidi di fuoco che continuamente bombardano la superficie della Terra, per non parlare dei disturbi elettromagnetici casuali e come abbiamo detto sopra, di eventi meteo estremi..

Meteor Chelyabinsk
Anche se la comunità scientifica ripete costantemente lo stesso messaggio “tutto è sotto controllo, non vi preoccupate e… siate felici” , la realtà è ben altra. L’orbita altamente irregolare del Pianeta X ritorna periodicamente verso il sistema solare, ma ciclicamente ogni 3657 anni, dove attraversa l’orbita della Terra, scatenando il caos e distruzione. E nonostante gli sforzi per screditare chi sostiene questa realtà riguardo il grande perturbatore,  la realtà è che Planet X è conosciuto dalla “elite globale” o coloro che occupano posizioni di potere.  

Purtroppo, al momento, tutto quello che riguarda Nibiru-Planet X – è un segreto ben custodito e “proibito” per il resto dell’umanità, che è caduto nel buio e nell’ignoranza creata dal sistema di Potere CABAL-Illuminati, che hanno fino ad oggi (e continuano a farlo) ad applicare il programma di manipolazione sociale, facendo rimanere questa Umanità, ancorata al medioevo. Ma ora il Tempo è scaduto!

l Dr. Marshall Masters è stato intervistato tempo fa da George Noory su Coast to Coast molto tempo fa, dove condivide il suo credo e le prove che mostrano indizi che il Pianeta X Nibiru sta continuando il suo percorso in entrata nel nostro sistema solare, quindi sempre più vicino alla Terra, dove sta cominciando ad avere i suoi effetti a livello meteorologico e geologico. Marshall Masters è un ex giornalista scientifico della CNN, produttore, scrittore freelance e analista televisivo.

“Qualcosa di grosso si sta avvicinando – commenta Marshall Masters- e non è solo un pianeta, ma credo che quello che si tratti di un mini-sistema solare con un Sole, una nana bruna al centro, che è circa due volte più grande di Giove e si trova appena fuori dal nostro sistema solare e ma in fase di avvicinamento. Uno degli oggetti più esterni orbitanti, Dark Star e Nibiru è stato osservato e soprannominato ” Lupino blu ” o Bluebonnet. Nibiru presto sarà visibile sul piano dell’eclittica del Sole e non all’orizzonte della Terra”.
Di seguito un video sul rapporto dettagliato degli eventi della Terra e del clima attuale in corso (eventi naturali e artificiali), che si verificano su scala globale.

fonte: https://sadefenza.wordpress.com/2016/05/02/il-sistema-binario-di-planet-x-nibiru-e-entrato-nellorbita-della-terra-i-governi-sopprimono-le-prove/