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mercoledì 28 gennaio 2015

Luci e Ombre...sulla vittoria greca

crisi greciaPapandreou saltò per il referendum antiEuro. Tsipras che poteri ha dietro per resistere?




di GIOVANNI POLLI

E così, Alexis Tsipras ha giurato. Il trionfatore atteso delle elezioni greche, leader “della sinistra radicale”, il presunto “terrore dei mercati”, l’euroeversivo se non descamisado almeno scravattato, è al lavoro per varare un esecutivo che mantenga le promesse di rinegoziare il debito e di ricacciare la troika Ue-Bce e Fmi fuori dalla terra che vide nascere il concetto stesso di Democrazia. Con la lettera maiuscola.

C’erano ancora gli exit poll in corso, la sera delle elezioni in Grecia, e l’ingegnere civile la cui estetica ha da tempo commosso i salotti chic de noantri, dato ormai per trionfatore, incalzava: “Oggi il popolo greco ha fatto storia. La troika è finita, abbiamo mostrato la strada del cambiamento all’Europa. Il voto contro l’austerità è stato forte e chiaro”.


Poche ore prima del voto, gli italici saltatori sul carro del vincitore annunciato, sul Messaggero gli facevano fare una figura quantomeno azzardata: “Io, come Renzi, voglio cambiare verso all’Europa” titolava il quotidiano romano, attribuendogli una frase ed un’intervista ripresa poco dopo anche dalla Stampa di Torino. Letta al contrario, sarebbe stata tutta un (non) programma: “Voglio cambiare verso all’Europa come Renzi”, sarebbe suonata. Ovvero: sono qui per raccogliere le vostre speranze e regalarle in un cesto agli eurocrati che le useranno contro di voi.


Un dubbio sulla sua politica
Un dubbio che soltanto la politica reale condotta da Tsipras quando governerà effettivamente la Grecia potrà confermare o smentire. A suo carico, l’aver escluso di voler mettere in discussione l’euro, ma solo il debito. Un po’ come voler escludere di curare una grave malattia, concentrandosi invece sul sintomo. Il punto cruciale è quindi chiarire se si tratti di una strategia per non apparire davvero troppo eversivo oppure una manfrina già vista, già sentita, utile per ingannare un bel po’ di persone non scontentando però le alte sfere dove comunque tutto si confonde e tutto si decide.


La stampa e l’establishment tedeschi, se di manfrina si tratta, ci hanno messo del loro per stare comunque al gioco. “Euroterrore”, titolava il tabloid Bild, che ha poi parlato di “una sciagura per l’euro”, mentre era già di ben più di un anno fa la definizione appioppata a Tsipras di “Nemico pubblico numero uno” da parte dello Spiegel. E se la cancelliera Angela Merkel ha detto quel che ci si sarebbe aspettati, vale a dire “mi auguro che rispetti i patti”, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha messo le mani avanti, con un avvertimento che già suona minaccioso: il nuovo governo non dovrà fare “promesse che la Grecia non può permettersi”. In caso contrario, appare evidente, rubinetti degli aiuti chiusi.


Il piano per 4 anni?
Da parte del neopremier ellenico le dichiarazioni verso la Ue sono sempre state caute, anche dopo il risultato: «Troveremo con l’Europa una nuova soluzione per far uscire la Grecia dal circolo vizioso dell’austerità e per far tornare a crescere l’Europa. La Grecia presenterà ora nuove proposte, un nuovo piano radicale per i prossimi 4 anni».


Né aiuta a comprendere quanto possa accadere in Grecia l’inevitabile propaganda piddina al seguito. Profetico, almeno per una volta, Pippo Civati della minoranza interna, che alla convention di Sel aveva pronosticato: “se vince Tsipras, Renzi si scriverà Rentsi, con il ts”. Se Rentsi, pardon Renzi, per ora tace, la posizione del partito è però proprio questa, ed è affidata al vicesegretario Debora Serracchiani. La quale non ha trovato di meglio che riprendere l’imbarazzante presunta affinità di scopi con il premier italico: «Siamo convinti che Tsipras saprà sfruttare al meglio il risultato elettorale raggiunto, per il bene della Grecia e per consolidare in Europa il percorso per la crescita cui ha lavorato il governo Renzi in questi mesi».


Ma non è come Renzi, almeno speriamo
Non ha scherzato nemmeno il sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega agli Affari europei Sandro Gozi: «In Italia credo che nessuno incarni la volontà di cambiamento come fa Tsipras in Grecia. Anzi, uno c’è: si chiama Matteo Renzi». Fosse davvero così, non ci sarebbe scampo: il destino dei greci sarebbe scritto e nulla cambierebbe, se non in peggio.

A scompaginare qualunque teorema astratto sulla vera natura di Tsipras e del suo movimento Syriza è però giunto l’accordo a sorpresa con un altro movimento euroscettico greco, i “Greci indipendenti” che con i loro tredici seggi al Parlamento offrono al nuovo esecutivo una maggioranza assoluta praticamente blindata


Piccolo particolare non da poco: i “Greci indipendenti” sono euroscettici “di destra”, nati da una costola del conservatore Nuova Democrazia. Forse è proprio questo il particolare più interessante, e più straniante per chi ancora ragiona in modo ideologico. Se Tsipras facesse davvero sul serio, non certo come i suoi autoproclamati emuli d’Italia, dai salottieri chic Vendola a Barbara Spinelli o i neofiti piddini “che ci provano”, avrebbe con questa mossa inaugurato quella sorta di larghe intese euroscettiche postideologiche che potrebbero rappresentare l’unica vera novità, esportabile in prospettiva anche nel resto d’Europa.

La novità: unione ipotetica dei cittadini a loro tutela
Mentre dalle nostre parti e non solo (si pensi in Francia) si tenta ancora di spacciare per vivente la vecchia ed ormai farlocca dialettica destra-sinistra, la vera novità di Tsipras sarebbe proprio l’unione ipotetica – la cui efficacia, si ripete a costo di essere noiosi è tutta da vagliare – dei “cittadini” a tutela dei loro interessi contro i banchieri e gli oligarchi, i cui interessi sono oggi molto ben rappresentati dai partiti storici, Pd su tutti, o post-storici, come Forza Italia, affini o derivati.


Occhio a storia Papademos
E non è un caso se la galassia euroscettica o eurocontraria di tutte le tendenze, da Marine Le Pen a Nigel Farage e financo a Matteo Salvini, che ha parlato di “un bello schiaffone all’Unione Sovietica Europea dell’euro, della disoccupazione e delle banche”, ha esultato ed applaudito per il voto di Atene.
Resta il grande interrogativo, alla luce del ricordo del “golpe” Papademos, il banchiere già Goldman-Sachs che, nel 2011, al pari del collega Monti in Italia con Berlusconi, spodestò in modo ancora troppo poco chiaro il governo Papandreou dopo che quest’ultimo aveva già deciso di sottoporre a referendum il memorandum Ue sull’austerità.


Ora Tsipras promette di restituire davvero il memorandum a Bruxelles. Se fosse davvero intenzionato a farlo, come evitare un nuovo “pronunciamento” della troika? Oppure, in cambio della permanenza al potere, potrebbe anche avvenire la sua auto-trasformazione in qualcosa davvero di simile all’italico teatrante e sostanzialmente deleterio Renzi. A meno che non si reciti un copione già tutto scritto, solo pochi giorni di pazienza e le prime risposte inizieranno ad arrivare.

fonte: http://www.lindipendenzanuova.com/papandreou-salto-per-il-referendum-antieuro-tsipras-che-poteri-ha-dietro-per-resistere/

Sulla vittoria elettorale in Grecia e coincidenze. A Israele non piace la vittoria di Syriza







OPERAZIONE GLADIO. UN AVVISO A SYRIZA E ALLA GRECIA?

‘Non è stato un primo facile giorno in carica, per il partito greco neoeletto, contro l'auterità, Syriza. Due Greci e 8 francesi uccisi, quando un “caccia greco F16 si è schiantato alla base aerea di Albacete nella Spagna centrale”. Il jet stava prendendo parte  ad un training NATO: “Tactical Leadership Programme" (Programma di Leadership Tattica).aa

L'elezione di Syriza rappresenta un attacco diretto agli scopi mondiali Anglo-Americani e alla NATO, dato che le loro politiche antiausterità rifiutano la oligarchia finanziaria del FMI. Una ultima analisi è stata prodotta, dettagliano quanto Hollande abbia recentemente cambiato la retorica; rifiutarsi di demonizzare Putin  in particolare potrebbe aver posto un forte motivo per il recente attacco a Parigi.’

>>> tutto l'articolo qui
http://21stcenturywire.com/2015/01/26/operation-gladio-a-warning-to-syriza-and-greece/




QUEL CHE E' BENE PER LA GRECIA...NON LO E' PER ISRAELE

‘Mentre la piu' parte del mondo (almeno il 99 % di questa percentuale) si stanno congratulando coi Greci all'alba della loro nuova era di dignità, il Jerusalem Post mette in guardia che la vittoria di Syriza non è una buona notizia per Israele. Quando ho letto l'articolo, ho capito perchè sono preoccupati:
“I colleghi di partito di Alexis Tsipras e il suo cerchio interno,  hanno ripetutamente attaccato Israele e i "sionisti" affermando che non sono anti-semititi, ma anti-sionisti.” 

L'ex capo di Syriza, Nikos Konstandopoulos, ha offerto la sua difesa e servizi come avvocato difensore per dei terroristi arabi accusati di terrorismo, arrestati in Grecia. Lo scorso anno, Tsipras ha affermato che "il mondo dovrebbe fare tutit gli sforzi possibili perchè Israele smetta il suo attacco criminale  e brutalità contro i Palestinesi"

>>> tutto l'articolo qui:
http://shareverything.com/2015/01/26/whats-good-for-greece-is-bad-for-israel/


martedì 27 gennaio 2015

Altro passo verso la svendita dell'Italia. Renzi e le Popolari

Renzi-Merkel1

 Non se ne sentiva proprio il bisogno, ma con il decreto sulle Popolari il governo Renzi ha dato l’ennesima conferma di seguire una agenda che non fa gli interessi degli italiani (neanche lo avessero eletto, poi!) ma “altri” interessi, internazionali, europei, globalizzanti. Con l‘abolizione del voto capitario, cioè del principio che ogni azionista ha diritto ad un voto, indipendentemente dalla quantità di azioni possedute, si apre la porta di fatto ad acquisizioni di pacchetti di maggioranza che permettano il controllo completo di tali istituti. Analogamente a quanto già fatto per le municipalizzate, in cui l’obbligo di quotazione espone tali società a scalate e spostamento (verosimilmente all’estero) del pacchetto di controllo.

stanlioollio

Per le popolari, infatti, bastava che i dipendenti, di solito anche soci detentori di quote azionarie, partecipassero alle assempblee per rendere impossibile l’acquisizione del controllo, anche a fronte di forti esborsi di capitali. Infatti, all’annuncio del decreto (ma perchè un decreto poi? Il governo aveva paura di un sano e – perlomeno di facciata – democratico confronto in parlamento? Il potere legislativo non dovrebbe stare in parlamento? Mi sono perso qualcosa? Che urgenza c’era?) i mercati hanno reagito con forti acquisti su questi titoli: ad esempio il titolo della Banca Popolare di Milano ha “guadagnato” in una settimana il 15%, arrivando a superare il 20% immediatamente dopo l’annuncio del decreto.

Come già detto, Renzi sta osando molto più in là di Berlusconi, e chi ancora ragiona con gli schemi vecchi della “destra” e della “sinistra non ha gli strumenti per comprendere l’attuale panorama politico. 

PS: perchè non siamo d’accordo con queste cessioni di potere al di fuori dell’Italia? Non soltanto perchè, come sritto nel libro “Risvegliàti – E adesso cosa facciamo? con Monia Benini siamo convinti che solo un ritorno ad un potere locale, in periferia, vicino alla gente possa cambiare la situazione; ma anche perchè il modello bancario attuale, quello delle concentrazioni sempre maggiori (“too big to fail” – troppo grosso per fallire) va assolutamente contro gli interessi dell’economia reale e a favore della finanza pescecane.

Come ben spiegato anche nel documentario Inside Jobs, che cita il caso delle steeple banks, un esperimento di banche di credito cooperativo svedesi che, fin dal loro inizio, permettevano di avere come soci solo i cittadini la cui casa fosse visibile dal campanile (steeple) della città. Un criterio di facile applicazione che troverebbe una sua ragione d’essere anche ai nostri giorni, dove ormai si è perso ogni valore del rapporto personale fra chi deposita, che gestisce e chi necessita del prestito, permettendo speculazioni e operazioni (vedi MPS, tanto per restare in Italia) che, col servizio di intermediazione bancaria, non hanno più niente a che vedere

 fonte: http://www.losai.eu/renzi-e-le-popolari-ulteriore-passo-verso-la-svendita-dellitalia/#sthash.o0l7alEa.dpuf

I Rothschild padroni di Charlie Hebdo?



‘Secondo alcune notizie, la rivista di business olandese   “Quote” fa intendere che la famiglia di banchieri Rothschild avesse rilevato la rivista satirica francese  Charlie Hebdo. I redattori della rivista sono stati attaccati il 7.1.2015 da alcuni bombaroli islamici. In questo caso sono morte 13 persone, incluso il capo redattore della rivista.  Secondo  “Quote”  ci sono state discussioni sulla acquisizione della casa editrice e alla fine si optò perché venisse acquisita.
“C'era alcune serie obiezioni per l'acquisizione da parte di mio zio il Barone  Edouard de Rothschild. Alcuni parenti volevano bloccare l'acquisto, perchè ci avrebbe reso una forza politica nei media, cosa che vogliamo evitare ad ogni costo. Non abbiamo niente a che fare con i politici.
L'intervista riguardava l'acquisto del quotidiano francese  “Liberation”, che ora ha pubblicato con la rivista satirica  Charlie Hebdo. Si spese un milione per questo. 

lunedì 26 gennaio 2015

Club dei Milionari, sì ma di Santa Madre Chiesa: prelati super-ricchi. Un libro li racconta

VATICASH: IN UN LIBRO LA MAPPA DELLE PROPRIETÀ (PRIVATE) DEI SIGNORI DELLA FEDE

VATICASH, PREGA E INCASSA! - GLI ALTI PRELATI ITALIANI SONO TUTTI CASE (E TERRENI, FATTORIE, CAPANNONI) E CHIESA: IN UN LIBRO LA MAPPA DELLE PROPRIETÀ (PRIVATE) DEI SIGNORI DELLA FEDE


Mario Guarino con “Vaticash” racconta gli immensi possedimenti di cardinali, vescovi e prelati italiani: dalle centinaia di ettari e palazzi di Monsignor Andreatta (38 fogli di visure immobiliari) a Bertone, che si dichiara nullatenente. In mezzo, Balestrero, Ruini, Romeo - Lo strano caso del parroco mafioso a cui sequestrarono beni che però passarono agli eredi...


Estratti dall’articolo di Paolo Biondani per “l’Espresso

Beati i poveri, perché di essi è il regno dei cieli, insegnava Gesù di Nazareth nel Discorso della Montagna. Dopo duemila anni di predicazioni nel nome di Cristo, però, sulla terra continuano a passarsela meglio i ricchi. Non solo i laici, agnostici o miscredenti. Anche tra i cattolici più devoti c'è chi ostenta patrimoni invidiabili. E perfino tra gli alti prelati di Santa Romana Chiesa ora spunta una specie di club dei milionari: cardinali e vescovi che sono proprietari di grandi fortune private. Palazzi, appartamenti, monolocali, fabbricati rurali, capannoni, cantine, fattorie, agrumeti, uliveti, frutteti, boschi e pascoli sterminati. 
(...)

MONSIGNOR ANDREATTA Monsignor Andreatta (foto)  infatti possiede a titolo personale svariate centinaia di ettari di terreni, coltivati a uliveti, frutteti, boschi da taglio e castagneti, sparsi tra la Maremma e le campagne di Treviso. Nella provincia natia, precisamente a Crespano del Grappa, possiede anche un edificio di 1432 metri quadrati e, insieme ad alcuni parenti, ha altri tre immobili in usufrutto. Stando ai registri catastali, ha accresciuto il suo patrimonio anche in tempi recenti, acquistando tra il 2008 e il 2011 altre centinaia di ettari di uliveti in Maremma.

Paolo Romeo Paolo Romeo
(...)


Grande possidente, specializzato però nell'edilizia residenziale, è anche l'attuale arcivescovo di Palermo, il cardinale Paolo Romeo, nato nel 1938 ad Acireale: nella sua cittadina d'origine risulta aver acquistato, dal 1995 al 2013, otto appartamenti e quattro monolocali in via Felice Paradiso, oltre ad alcune abitazioni per complessivi 22 vani e altri due monolocali in corso Italia.

CARDINALE CAMILLO RUINI Più diversificato il patrimonio personale del cardinale Camillo Ruini: l'ex presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), nato a Sassuolo nel 1931, è proprietario di tre appartamenti e tre monolocali a Modena, in via Fratelli Rosselli. A Reggio Emilia possiede un ulteriore appartamento, più un monolocale e un seminterrato. Insieme a una sorella, inoltre, è cointestatario di un'abitazione (con pertinenze immobiliari) nella natia Sassuolo. Il catasto infine attribuisce all'ex rappresentante dei vescovi italiani la proprietà di altri tre appartamenti e un monolocale a Verona.

Molto meglio se la passano alcuni prelati che hanno assunto cariche importanti negli ultimi anni. L'arcivescovo ciellino Ettore Balestrero, nato a Genova nel 1966, che si schierò al fianco del cardinale Tarcisio Bertone nella contesa sullo Ior, è un poliglotta che ha girato il mondo e ora è nunzio apostolico in Colombia. Eppure conserva numerose proprietà in Italia, tra cui una residenza di dieci vani a Roma, in via Lucio Afranio, alle spalle dell'Hotel Hilton Cavalieri, altre quattro unità immobiliari a Genova tra le vie Tassorelli e Pirandello (la più grande è di 9,5 vani) e un appartamento in nuda proprietà a Stazzano, nell'Alessandrino, dove però possiede anche molti terreni agricoli e boschi da taglio.

terreni agricoli sono un bene-rifugio molto apprezzato anche da altri prelati. L'arcivescovo Michele Castoro, presidente dal 2010 della fondazione che controlla tra l'altro il grande ospedale di San Giovanni Rotondo, possiede 43 ettari di terreni a Gravina di Puglia, oltre a vari fabbricati rurali e a due appartamenti (il più grande di 12,5 vani). Ad Altamura, dove è nato nel 1952, risulta inoltre comproprietario, con cinque familiari, di altri 63 ettari di vigneti. Mentre l'ex decano dei cerimonieri pontificali, monsignor Paolo Camaldo, possiede insieme a due parenti nella natia Basilicata, tra Lagonegro e Rivello, un totale di 281 ettari di campi e vigneti.

Il libro di Guarino riporta correttamente che decine di cardinali italiani anche con ruoli di prim'ordine, come Angelo Bagnasco, Pio Laghi, Giovan Battista Re o Angelo Sodano, non hanno alcuna proprietà immobiliare. Nullatenente risulta, come molti altri, anche l'ex segretario di Stato, Tarcisio Bertone, criticato però per la scelta di una lussuosa abitazione intestata al Vaticano: un attico di circa 700 metri quadrati a Palazzo San Carlo, ricavato dall'accorpamento di due residenze (la prima di un monsignore morto nel 2013, l'altra di una vedova convinta a sgomberare).

Un vero mistero (errore della burocrazia o qualcosa di peggio?) riguarda don Agostino Coppola, l'ex parroco di Carini che fu arrestato e condannato come complice dei mafiosi corleonesi di Luciano Liggio nella sanguinosa stagione dei sequestri di persona. Gettata la tonaca e sposatosi, si era visto sequestrare tutti i beni scoperti dai giudici di Palermo e Milano, tra cui una villa da un miliardo di lire, prima di morire nel 1995. Eppure l'ex sacerdote, che celebrò le nozze in latitanza di Totò Riina, compare tuttora come proprietario di 83 ettari di uliveti e 14 di agrumeti a Carini.

A nome del defunto e dei suoi familiari è registrato pure il possesso perpetuo (con l'antico sistema dell'enfiteusi) di altri 49 ettari di campagne e due fabbricati a Partinico. Terreni concessi al prete mafioso, stando ai dati del catasto siciliano, da due proprietari istituzionali: il Demanio statale e l'Amministrazione del fondo per il culto. 

 fonte: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/vaticash-prega-incassa-alti-prelati-italiani-sono-tutti-case-81049.htm

domenica 25 gennaio 2015

La NOTTE DELL'ONESTÀ. Grillo: Basta sperare! Dobbiamo volere.

 
Testo di satira politica di Andrea Tosatto
ideato con Simone Pennino su una canzone di Lucio Dalla


Grillo dal Palco della Notte dell'Onestà


Di Battista e la lettera a Renzi

vedi anche:

Whistelblower dell'esercito Israeliano a Russian TV. Testimonianza durissima da ascoltare!


intervista shocking e dura , ma da vedere e sentire
svela il razzismo e il massacro di massa israeliano
www.davidicke.com


Abby Martin - RT- parla con Eran Efrati, un ex soldato delle forze di difesa israeliane (ID) e rende conto della sua esperienza e del fatto di avere subito ostracismo per aver tentato di esporre i crimini [comemssi dall'esercito Israeliano]che ha visto come soldato.


Quest'uomo racconta dei suoi ricordi d'infanzia con una sua nonna che, ex prigioneira nei campi di concentramento nazisti, di notte spesso urlava e piangeva per gli incubi di cui ancora soffriva...le stesse, lacrime di orrore, dolore e disperazione  -dice Eran- che ha sentito e visto nelle donne e madri  palestinesi, quando i soldati uccidono e ...peggio, i loro figli e mariti.



sabato 24 gennaio 2015

E' morto il Re Saudita Abdullah...


Il Re saudita è morto. Che ne sarà ora di uno dei
piu' grotteschi regimi? www.davidicke.com


Mentre era sotto trattamento per polmonite,  il re saudita Abdullah bin Abdulaziz è morto. Il Principe in successione Salman è stato nominato come nuovo Re
Questo evento giunge in un tempo difficile per l'Arabia Saudita. I prezzi del greggio sono in picchiata e si comprende molto bene  che il Regno puo' sostenere questi bassi tassi solo per un certo periodo di tempo,  prima che si avvicini la catastrofe economica. 

L'Arabia Saudita è nota per essere uno‘Stato oscillante‘, intendendo con questo che ha la capacità di far oscillare il prezzo del greggio, letteralmente dalla notte al giorno, sia tagliando o aumentando la produzione di circa 2 milioni di barili di greggio al giorno .
Si crede che la pressione degli USA, de facto cio' che guida la politica estera dell' Arabia Saudita, stia facendo oscilalre il prezzo verso il basso, nel tentativo, di conseguenza,  di attaccare l'economia russa dipendente  dal petrolio, dopo che non è riuscita a farlo su tutti gli altri fronti.’

>>> tutto l'articolo: http://21stcenturywire.com/2015/01/22/saudi-arabia-king-abdullah-dead-time-for-revolution/

venerdì 23 gennaio 2015

Venezuelani in lunghe file per acquistare cibo e beni che scarseggiano. La crisi peggiora

food shortage

Mentre si insedia sempre piu' profondamente il governo socialista in Venezuela, le condizioni economiche continuano a peggiorare per i venezuelani  e i leader politici  continuano a negare che di questo abbiano colpa le loro politiche

La situazione si è cosi aggravata che il governo ha impiegato i militari, si proprio loro, per assicurarsi che i cittadini ansiosi, affamati, arrabbiati  e nel bisogno non si intrattengano troppo nei grandi magazzini (quando questi hanno prodotti e cibo, che è cosa assai rara...)

Bloomberg News di recente ha riportato che i consumatori hanno assaltato negozi che vendono cibo, nella capitale Caracas, dato che le condizioni peggiorano: cibo e beni scarseggiano e questo ha indotto il governo a mettere sotto controllo militare la distribuzione del cibo.

(...) Manca praticamente tutto,  dalle batterie per l'auto, alla carta igienica e persino le patatine fritte di McDonald. L'inflazione annuale è cresciuta del 64% a novembre.

Luis Vicente Leon, direttore della agenzia  demoscopica a Caracas, la Datanalisis, ha detto a Bloomberg News, in una intervista telefonica, che lunghe file e scarse forniture di beni continueranno in futuro, fintanto che il governo continuerà a mantenere controlli sui prezzi imposti



(...) Il presidente venezuelano Nicolas Maduro, che è successo a Hugo Chavez, "padre" dell'attuale rivoluzione socialista,  ha promessso di implementare una contro-offensiva economica per portare la nazione fuori da questa profonda recessione, includendo in questo anche un miglioramento  del sistema di cambio, ma fino ad ora non ha fornito dettagli per questo. Cosi ha detto Bloomberg News. Il cambio di valuta controllato dal governo è di 6.3 bolivars per dollaro USA, ma al mercato nero è a 187 per dollaro.

>>> tutto l'articolo qui:
http://www.naturalnews.com/048369_Venezuela_food_shortage_socialism.html 

RAINEWS di qualche mese fa: Human Rights Watch dice il governo USA ha sviluppato falsi complotti terroristici


l rapporto della Ong USA Human Rights Watch denuncia: "Fbi pagava musulmani per attentati" Secondo un'indagine su 27 processi e 215 interviste, l'agenzia di intelligence interna americana "ha creato dei terroristi sollecitando i loro obiettivi ad agire e compiere atti di terrorismo'" -
 
22 luglio 2014
 Musulmani incoraggiati per compiere atti di terrorismo. A volte anche retribuiti. A denunciare l'operato dell'Fbi, la polizia federale americana è una ong statunitense, Human Rights Watch. In un rapporto pubblicato in rete, l'organizzazione accusa l'Fbi di aver violato la legge e di non aver perseguito le reali minacce (qui la versione pdf scaricabile, in inglese). 
 
 Con la collaborazione dell'Istituto per i diritti umani dell'Università della Colombia, Human Rights Watch ha esaminato 27 casi di indagini che sono passate attraverso un processo, intervistando 215 persone, incluse quelle accusate o condannate per atti di terrorismo. 
 
'"In molti casi il governo, usando i suoi informatori, ha sviluppato falsi complotti terroristici, persuadendo e in alcuni casi facendo pressione su individui, per farli partecipare e fornire risorse per attentati", scrive Hrw. Per l'organizzazione, metà dei casi esaminati fa parte di operazioni portate avanti con l'inganno e nel 30% dei casi un agente sotto copertura ha giocato un ruolo attivo nel complotto. -
 
 ''Agli americani è stato detto che il loro governo veglia sulla loro sicurezza prevenendo e perseguendo il terrorismo all'interno degli Stati Uniti'', ha detto Andrea Prasow, vice direttore di HRW a Washington. ''Ma se si osserva da vicino si scopre che molte di queste persone non avrebbero mai commesso crimini se non fossero stati incoraggiati da agenti federali, a volte anche pagati''. 
 
Secondo Hrw, l'FBI spesso individua soggetti vulnerabili, con problemi mentali o dalla scarsa intelligenza, come Rezwan Ferdaus, un 27enne condannato a 17 anni di carcere perché accusato di voler attaccare il Pentagono e il Congresso con piccoli drono carichi di esplosivo, in un falso complotto organizzato dagli stessi agenti americani. Il ministro della Giustizia, Eric Holder, cui l'Fbi risponde, ha difeso l'operato dei 'federali' e delle loro "operazioni sotto copertura". -
 

giovedì 22 gennaio 2015

Claudio Messora: I Lobbisti di Bruxelles. Persino Walt Disney e l'industria del sesso...


... e DA Bruxelles partono le direttive per i governi "nazionali" d'Europa...
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by C. Messora


La maggioranza delle leggi che il parlamento italiano vota, derivano dalle direttive dell’Unione Europea. Tutto quello che conta avviene qui, a Bruxelles. Ma di Bruxelles nessuno vi racconta niente. Curioso, no? E le lobby, nel buio dei media, fanno festa. O pensavate forse che i cattivoni stessero tutti a Montecitorio e a Palazzo Madama? Quelli più pericolosi si aggirano qui, in Belgio

Prendono sotto braccio i parlamentari, sono gentili, li lusingano, fanno gli amiconi, qualche volta fanno cadeaux travestiti da articoli promozionali. Sono come squali che infestano una vasca di tonni freschi, appena arrivati.  E non fanno i vostri interessi, ma i loro. Volete un esempio? Eccolo!

L’unica pirata [Piratenpartei] tedesca eletta al Parlamento Europeo si chiama Julia Reda. Ha 29 anni. Il 10 novembre 2014 è stata incaricata di stilare un rapporto sulla vecchia direttiva europea del copyright, datata 2001. Da allora è stata letteralmente tempestata di richieste di incontro da parte dei rappresentanti dei vari gruppi di interesse. Almeno 86! E lei, ligia a un ideale di trasparenza raro come un diamante prezioso, le ha minuziosamente appuntate tutte, pubblicando poi tutti i dati. Per darmi un’idea, ecco i picchi delle pressioni delle lobby in concomitanza con l’assegnazione del rapporto.

Julia Reda - Request Lobbies 480px

La maggior parte delle pressioni sono arrivate dagli editori, dai distributori, dai gestori dei diritti, dai fornitori di servizi e dagli intermediari, mentre la categoria meno presente, paradossalmente, è proprio quella degli autori. Ecco il grafico a torta (torta è la parola giusta).

JuliaReda - Richieste Lobby Per Gruppi Di Interesse 480

L’elenco delle lobby che hanno cercato di influenzare il rapporto di Reda (consultabile qui) è disponibile in un foglio di lavoro pubblicato in rete: clicca qui per leggerlo.
Saltano all’occhio molti dei maggiori player globali, come Google, Apple, Intel, Vivendi, Canal+, Samsung, perfino la Federazione Internazionale dell’Industria della Pornografia e la Walt Disney!.
A ben vedere ne manca una: la lobby dei cittadini. E anche se Julia ha fatto un ottimo lavoro, dando corpo a una richiesta di Transparecy International sull’adozione della legislative footprint (una proposta di documento dove ogni politico dovrebbe annotare il giorno, il luogo, l’interlocutore e l’oggetto della conversazione avuta con ogni lobbista), dobbiamo spingere perché il suo esempio sia adottato da tutti i parlamentari eletti al parlamento nazionale e specialmente al Parlamento Europeo. Infatti, se questi sono i dati relativi a un solo eurodeputato nell’arco di pochi mesi, riuscite ad immaginare quale sabba mefistofelico si scateni intorno ai 751 eurodeputati per un’intera legislatura?
Combattere questo sistema opaco, portandolo alla luce del sole, deve essere un nostro obiettivo primario nell’immediato futuro.

fonte: http://www.byoblu.com/post/2015/01/21/lobby-al-parlamento-europeo-anche-paperino-e-il-porno-fanno-pressioni.aspx

martedì 20 gennaio 2015

Arabia Saudita: donna decapitata per strada per punizione. Filmato postato in internet


ARABIA SAUDITA: 
il regime piu' malato al mondo? Se non lo è ci è vicino
Donna decapitata in strada, mentre implora di essere risparmiata
e protesta per la sua innocenz
a. www.davidicke.com

Una matrigna urla la sua innocenza prima di venire decapitata con l'accusa di aver ucciso e di aver abusato sessualmente di una figlia di 6 anni; è stato fatto girare un filmato in internet , che ha indignato l'Arabia Saudita

"Haram. Haram. Haram. Haram. Non ho ucciso. Non ti perdono. Questa è ingiustizia"

Le ultime parole della vittima accusata di omicidio Layla bint Abdul Mutaleb Bassim
" Un esecutore alla Mecca, la città santa, con due fendenti ha tagliato la testa di
Layla bint Abdul Mutaleb Bassim, dopo che era stata trovata colpevole di aver picchiato una ragazizna e di averla stuprata con un manico di scopa. L'incidente ha diffuso indignazione nel paese, ma non per la punizione brutale, ma perchè l'esecuzione è stata filmata e postata online, dove la famiglia della donna potrebbe vederla".

qui l'articolo:

UN PICCOLO DETTAGLIO:
durante la recente "marcia della Pace" a Parigi, tra i grandi della politica anche :


"Ambasciatore in Francia dell'Arabia Saudita, Mohammed Ismail Al-Sheikh
E' offensivo il fatto che un funzionario dell'Arabia Saudita oggi mostri il volto fuori dall'ambasciata. Come sappiamo le donne non hanno il diritto di guidare in Arabia Saudita e i giornalisti sono costantemente tracciati e incarcerati per scrivere di questo. Potete immaginarvi che tipo di punizione viene data ad uno scrittore se insulta l'Islam. Nello stesso giorno, i funzionari dell'Arabia Saudita che hanno condannato l'attacco terroristico a Charlie Hebdo, hanno trascinato fuori dalla sua cella il blogger saudita Raif Badawi, che deve scontare una pena di 7 anni, e lo hanno frustato sulla pubblica piazza. Si è trattato della prima serie di 12 frustate  che riceverà per aver criticato le dure leggi musulmane del paese. In uno dei suoi ultimi post dal blog, Badawi ha scritto: "Che ci piaccia o no, noi come parte della umanità , abbiamo gli stessi doveri e diritti che hanno gli altri... Che tutti noi si possa vivere sotto il tetto di una civiltà umana."
 tratto da: http://www.jewishjournal.com/hella_tel_aviv/item/the_10_biggest_hypocrites_marching_in_paris

vedi anche:
http://thelivingspirits.net/societa-orwelliana/attentato-parigi-le-altre-news-quelle-che-il-mainstream-non-considera.html  

Il governo Lituano stampa manuale di sopravvivenza per i cittadini. Pare dare per scontata una invasione russa.

Military
 UN MANUALE CONTRO " L'INVASIONE RUSSA"
La Lituania, un pò come i paesi vicini, si sta preparando ad una full-invasion da parte delle forze russe e il governo sta stampando un manuale di sopravvivenza per la cittadinanza.   
Anche se molti dettagli non sono ancora stati divulgati, il manuale, tra le altre cose, consiglia ai cittadini di "mantenere i nervi saldi, non farsi prendere dal panico e non perdere lucidità." 
Martedì scorso a Vilnius il Ministro della Difensa Lituano, Juozas Olekas, ha presentato un libretto di cento pagine, dandone informazione con una conferenza stampa. Il libercolo,  “Come agire nelle situazioni estreme o in stato di guerra” vuole istruire la cittadinanza del paese su cosa fare in caso di invasione. 
Il manuale istruisce i Lituani su come  “agire durante l' organizzazione della resistenza civile, ma anche su come comportarsi se ci si trovasse sul campo di battaglia” oltre a dare informazioni sui cambiamenti che il governo deciderà dopo una dichiarazione di guerra e alle procedure per evacuare un edificio, secondo Olekas. 
Il libro consiglia di reagire con dimostrazioni e scioperi o  “almeno di fare il proprio lavoro peggio del solito” come strumento di resistenza alla occupazione straniera. Avverte anche i cittadini ad usare i social media per organizzare la resistenza e per promuovere stage per attacchi cybernetici contro il nemico.
In uno stile tipico del governoil manuale sembra dare per scontata la possibilità che un invasione russa significhi tutti gli orrori che spesso vengono associati alla guerraconsigliando i cittadini di non preoccuparsi perché  qualche "sparo che sibila vicino alle finestre non sarà certo la fine del mondo".
Naturalmente, se gli spari dovessero arrivare fino alla finestra durante un attacco massiccio con carri armati, blindati e fanteria, allora  si, per definizione, si comincerebbe a comprendere cosa significa fine del mondo.

Il ‘Manuale di sopravvivenza’ sembra mettere meglio a fuoco le dimostrazioni pacifiche  e la guerra cibernetica, piuttosto che l'ovvio, e scontato scambio di colpi di armi da fuoco automatiche, di artiglieria  e dei famosi lanciarazzi Katyusha  che usavano i russi durante la seconda guerra mondiale, quelli che sparavano ognuno una tonnellata dimunizioni ogni 7-10 secondi.
Ma non fatevi prendere dal panico, perché questa non è la fine del mondo, se sta accadendo nel vostro quartiere.
La Lituania non è l'unico paese che è preoccupato per un invasione russa imminente. A marzo dello scorso annopoco dopo l'inizio della crisi ucrainala Polonia ha richiamatole truppe dei riservisti militari per le prima volta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale
Secondo un articolo su The Week i riservisti richiamati erano almeno 7000 e non per assistere la popolazione impreparata, ma per un vero e proprio confronto militare con la Russia.
( .... omissis)  perchè secondo il PM  "il mondo si trova sull'orlo di un conflittole cui conseguenze non sono prevedibili ... Non tutti in Europa, sono a conoscenza di questa situazione."
Ci si sta preparando ad un conflitto e lo sanno tutti. (... omissis)  Osservando le azioni della Russia, degli europeie degli Stati Uniti nel corso dell'ultimo anno dovrebbe esserevidente quello che sta succedendo.

Le Superpotenze del mondo si stanno preparando per un confronto globale.

*  *  *
Il ministro della Difesa lituano Juozas Olekas ha chiesto la collaborazione dei Vigili del Fuoco della Lituania per proteggere il paese dalle "aggressioni ricorrenti che la Russia compie contro i suoi vicini -Attualmente contro l' Ucraina". 
Copie del pamphlet saranno disponibili  presso le biblioteche, le scuole secondarie e le organizzazioni non governative, oltre alla versione-on-line sul sito web del ministero della Difesa. Tutti gli edifici ancora in costruzione potranno costruire appositi bunker antibomba.
La minoranza russa in Lituania secondo l'ultimo censimento arrivava al 6% nel 2011, differentemente dalle altre due enclavi Baltiche, Estonia e Lettonia, dove i russofoni sono circa un quarto della popolazione.
Recentemente, il Presidente Dalia Grybauskaite, critica dichiarata della Russia, ha deciso di ridurre le ore di emissioni in lingua russa sulle onde radio-televisive lituane.


traduzione: Bosque Primario.

Le profezie di Netanyahu. Si sono avverate...


La profezia di Netanyahu solo pochi mesi fa: "se non siete solidali con Israele, allora conoscerete anche voi queste tirannie. Il terrorismo verrà da voi! [in Francia]".

“Non è la guerra di Israele è la vostra guerra è la guerra della Francia, perchè è la stessa guerra. Perché se riescono qui, ed è Israele ad essere criticata e non i terroristi, e se non siamo solidali allora questa peste di terrorismo verrà da voi. E’ una questione di tempo: verrà in Francia!”
“Spero che avremo la pace per il nostro popolo e per quello di Gaza e spero che la comunità internazionale sarà solidale con tutti quelli che si difendono contro queste nuove tirranie terroriste. E se non sarà il caso, se non siete solidali con Israele adesso, allora queste tirranie le conoscerete pure voi!Così Benjamin Netanyahu in un’intervista rilasciata a Canal+, a Gerusalemme, nello scorso agosto.

fonte:http://www.byoblu.com/post/2015/01/17/la-profezia-di-netanyahu-se-non-siete-solidali-con-israele-allora-il-terrorismo-arrivera-francia.aspx

lunedì 19 gennaio 2015

‘JE SUIS HYPOCRITE’: i nemici della libertà di stampa, dirottano "Charlie" a Parigi


davidicke.com
 


Hollande aveva chiesto a Netanyhau di stare lontano 
dalla marcia ma lui è arrivato lo stesso. Perchè una
nuova buona crisi, non va mai sprecata...
davidicke.com
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L'impressionante manifestazione "anti-terrore” di domenica (u.s.), elogiata dai media globali come una "dimostrazione di solidarietà senza precedenti" non aveva l'intenzione di essere imbarazzante, ma lo è stata. La folla di milioni ha colpito, come ha colpito la varietà delle persone che l' hanno composta. Purtroppo, le nostre televisioni, quotidiani  e siti web sono stati piu' interessati ad intonacare l'immagine sinistra e contratta dei nostri 50 ‘leader mondiali’, con le braccia strette "in un atto di solidarietà”, in supporto ai “caduti” della rivista francese  fumettistico-politica Charlie Hebdon.
Quel che era stato pensato per essere un # momento kumbaya di "sindacato-globale" [nel senso di "unione" globale"] ha invece emanato l'odore distinto di opportunismo politico senza vergogna, in ciò che appare come "la foto delle visite ufficiali", del piu' grande evento del mondo e che puo' essere descritto come ..."alcuni dei leader mondiali piu' famosi, tutti appuntiti in abiti da 5000 $, cappotti in cammello e occhiali alla moda". La sola unica consolazione è che Tony Blair non si è invitato all'evento… 

Eccoli in marcia. I leader dei mondi liberi...non-cosi-liberi. Normalmente questi imbroglioni astuti li riuniti, potrebbero anche fare un certo effetto, non fosse per il fatto che la piu' parte di questi partecipanti, dirigenti esecutivi  dinastici, seguiranno tutti il proprio personale Progrom  una volta tornati a casa.

(...) Il fatto che nè il Presidente nè il Segretario di Stato Americano fossero presenti alla parata domenicale, è stranamente appropriato, considerando come gli USA sono certamente tra i peggiori criminali, sopratutto in quei casi di alto profilo. Ad eccezione del caso del  whistleblower della NSA, Ed Snowden (i commenti del giornalista Glenn Greenwald qui valgono certamente la lettura) che è stato costretto all'esilio sotto la minaccia di incarcerazione (o peggio) e di Bradley-Chelsea Manning (che attualmente si sta consumando in una prigione federale per aver agito nell'ampio interesse pubblico), il governo federale senza vergogna è veramente ostinato nell'estirpare qualsiasi notizia che riveli  la sua corruzione fuggitiva.

Ci sono un paio di altri buoni esempi che mostrano quanto ipocrita sia tutta l'orgia politica parigina . La guerra del Presidente Obama contro l'azione di "spifferare" i segreti, lo ha visto usare, piu' di ogni altro leader nella storia USA,  l' Espionage Act del 1917 .
Il whistleblower della CIAJohn Kiriakou descrisse la situazione come uno scioglimento completo di libertà mantenute da tempo  in USA. Costui spiega: 
“ E' una vergogna questo presidente che perseguita i whistleblower con un relitto legale, mentre i funzionari della amministrazione fanno acqua da tutte le parti con la loro impunità”.
“E' stata la mia punizione per aver spifferato sul programma di tortura della  CIA e per aver confermato alla stampa, nonostante le proteste del governo perchè fosse il contrario, che il governo USA era veramente in affari con la tortura.”
  >>> tutto l'articolo tradotto qui:
 http://thelivingspirits.net/societa-orwelliana/attentato-parigi-le-altre-news-quelle-che-il-mainstream-non-considera.html

originale:
http://21stcenturywire.com/2015/01/12/je-suis-hypocrite-enemies-of-press-freedom-march-for-charlie-in-paris/


domenica 18 gennaio 2015

Ucraina e aereo abbattuto... riflessioni sull' MH17, in un video.


omicidio di massa compiuto dall'Ucraina.
Un MUST vedere questo video...
davidicke.com
 

Marcello Foa: la verità su Isis


venerdì 16 gennaio 2015

Arabia Saudita: Raif Badawi – il blogger frustato. Come mai nessuno si indigna?


Come mai Obama e la Casa Bianca tacciono sullo scandalo di un blogger saudita condannato a mille frustate e a 266mila dollari di multa, solo per avere aperto un sito dove veniva ospitato un libero dibattito sulla religione musulmana? Raif Badawi, questo è il suo nome, rischiava anche di essere ucciso, impiaccato con l’accusa di apostasia, cioè l’abbandono formale e volontario della propria religione, di solito in seguito a una critica. Poi, per un gioco di rimbalzo di corti giuridiche di vario livello, è stato condannato in prima istanza, nel 2013, a 7 anni e 600 frustate (e alla chiusura del blog). E in sede d’appello, tanto per non smentirsi mai, la pena è stata inasprita: 10 anni di prigione e 1000 frustate, da somministrarsi in comode rate da 50 frustate a settimana per 20 settimane. Taeg e Tan a norma di legge. L’accusa? Avere aperto un internet forum che “viola i valori musulmani e propaga un pensiero liberale”.
Eppure l’articolo 18 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo recita: «Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti». Perché l’Arabia Saudita può tranquillamente fottersene, senza che noi esportatori di democrazia alziamo un solo sopracciglio? Non sarà forse perché sono i maggiori produttori di petrolio, con circa 270 miliardi di barili di riserve ancora disponibili? Sarà per questo che “Gli interessi strategici degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita restano “allineati””, come ha assicurato Barack Obama al re saudita Abdullah, subito dopo il loro incontro del 28 marzo scorso?

Raif Badawi è sposato con Ansaf Haidar ed è padre di tre bambine. Nelle immediatezze della prima condanna, la sua famiglia è emigrata nel Quebec, in Canada. Sapete com’è, quando papà critica il potente clero del regno, che segue una stretta interpretazione conservativa dell’Islam conosciuta come “Wahhabismo“, e viene accusato di ridicolizzare la morale di regime, forse è meglio andare a scuola a qualche isolato di distanza. Anche perché da quelle parti le donne già non se la passano bene di loro: non solo non possono guidare una macchina, ma adesso il regno vorrebbe impedire loro perfino di postare su Twitter.

La moglie e i tre figli di Raif Badawi

E mentre in Europa si sono moltiplicate le manifestazioni a sostegno della liberazione di Raif Badawi, dalla Norvegia all’Austria, dalla Spagna alla Germania e così via (sulla sua pagina Facebook trovate notizie più o meno aggiornate, ma perché non c’è l’Italia?), due giorni fa Raif è stato portato nella pubblica piazza per l’inflizione della prima rata di 50 frustate, davanti a una folla di curiosi che si scambiavano frasi come “Parlava di Dio e del suo profeta (Maometto)“, “Avrebbe dovuto essere decapitato!“, “Sì, avrebbe dovuto!“, “La maledizione di Dio su di lui!“, mentre la polizia, con i megafoni, continuava a ripetere che era vietato riprendere con i telefoni cellulari. Ma perché lo fustigano in una piazza pubblica, quindi per mostrare a tutti cosa succede a sfidare il regno, ma poi non ti lasciano riprendere? Di cosa hanno paura? Ma qualcosa, su internet, è trapelato. Potete vederlo nel video in cima al post.

In America non tutti però se ne stanno zitti. Il Washington Post chiede una commissione di inchiesta internazionale. Suggerisco a senatori e deputati del Movimento 5 Stelle di creare un gruppo di pressione sul Governo italiano affinchè prenda una posizione chiara ed eserciti tutte le possibili forme di pressione sull’Arabia Saudita per uscire da questa barbarie medioevale e dare un’occhiata al calendario. Se la rete non la difendono loro, non so davvero chi mai potrebbe occuparsene.

fonte: http://www.byoblu.com/post/2015/01/11/raif-badawi-il-blogger-frustato-come-mai-nessuno-si-indigna.aspx#more-33788

VEDI ANCHE:

Attentati di Parigi: la marcia delle ipocrisie politiche e cio' che il mainstream non racconta

giovedì 15 gennaio 2015

L'accusa del Presidente turco: l'Occidente dietro gli attacchi a Charlie Hebdo


Il Presidente turco accusa "l'Occidente" di essere dietro gli attacchi a Charlie Hebdo  e di aver deliberatamente incolpato i Musulmani

‘Il Presidente della Turchia, ha suggerito che siano le forze di sicurezza francesi a dover essere incolpati per i mortali attacchi terroristici di Parigi, la scorsa settimana,m dato che i colpevoli sono stati in prigione

Recep Tayyip Erdoğan ha acccusato l'Occidente di "giocare con il mondo islamico", mettendo in guardia i compagni musulmani ad essere "attenti" .
Erdogan ha detto che i Musulmani "stanno pagando il prezzo degli attacchi alla rivista satirica Charlie Hebdo e al supermercato ebreo kosher di Parigi.’

 QUI Il disorso di Erdogan con l'accusa

fonte: http://www.dailymail.co.uk/news/article-2908358/Turkish-president-accuses-West-Charlie-Hebdo-attacks-deliberately-blaming-Muslims-conspiracy-theories-sweep-Internet-accusing-Israel-orchestrating-it.html