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"SE NON CAMBI DIREZIONE, E' PROBABILE TU FINISCA DOVE SEI DIRETTO" Lao Tsu

domenica 8 novembre 2009

NO AL NICHILISMO ARCHITETTONICO, SI ALL'ARCHITETTURA CHE FA STAR BENE!


da: http://www.cesar-eur.it/:
Dicono di lui: è uno “dei 50 visionari che stanno cambiando il mondo”. E’ Nikos Salingaros, “nemico dichiarato dei decostruttivisti” e convinto assertore della possibilità di costruire “su scala umana” grazie a un’architettura “che fa star bene”.

In questo momento è necessario opporsi contro la “religione del nichilismo” o, per essere precisi, ci dobbiamo sforzare di proteggere la nostra società e l’eredità della cultura umana dall’invasione del “nichilismo architettonico”. Non è affatto facile. Soprattutto quando i nemici dell’architettura e dell’urbanistica a scala umana fanno un uso disinvolto e cinico dei mezzi d’informazione e, devo ammettere, anche in modo molto raffinato. Non è d’altronde un segreto che vi sono archistar che utilizzano almeno un’agenzia di relazioni pubbliche, quando non due, anche se non siamo in grado di sapere chi siano i veri autori di alcuni articoli firmati dalle archistar.

Siamo certamente di fronte a persone dall’intelligenza sottile, abili a circondarsi di collaboratori che sanno propagandare le loro idee cercando di manipolare l’opinione pubblica. La tecnica utilizzata per convincere le persone della bontà dei loro progetti è quella di fare affermazioni paradossali, scritte sotto forma di argomentazioni plausibili, ma impossibili da contestare con argomenti logici, tanto sono prive di logica. Fortunatamente, però, le affermazioni scritte sono contraddette chiaramente dalle loro opere.

(...)Le archistar rispondono con promesse di un futuro luminoso, splendido, utopico, che supera il passato provinciale mentre ci dichiarano un grande amore per il passato culturale. Le immagini si mostrano bellissime, sono così scintillanti e attraenti: una visione convincente di un futuro tecnologico puro… Contraddizione? Non fa niente: la propaganda non deve essere né sostanziale né logica, ma soltanto efficace nel suscitare emozioni.

Il metodo atemporale per proteggersi. E allora, come fare a scoprire la verità e a decidere serenamente? La risposta è facile ed è dentro ognuno di noi: affidatevi al vostro corpo e alle vostre emozioni, all’intelligenza, ai sistemi percettivi biologici di cui tutti gli esseri umani sono dotati; affidatevi al sentimento di vita, al sentimento d’amore; affidatevi all’esperienza quasi religiosa che comunica la presenza della vita in un luogo, la presenza o l’assenza della natura, la presenza o l’assenza di Dio. Sappiamo come farlo con la natura, quando vediamo, per esempio, dove crescono una pianta, un arbusto o un albero: nascono dalla terra sacra, non in un cristallo o in una lama di titanio. Le immagini mediatiche e ipertecnologiche delle archistar si basano su una concentrazione innaturale di materiali estratti con violenza dalla terra, con un dispendio enorme d’energia. Non sono affatto naturali.

(...) Per fare un esempio paradigmatico basta pensare alla sensazione che proviamo entrando in una Chiesa antica, dove si avverte la sacralità del luogo, la presenza di Dio, grazie all’ordine spaziale, alla luce che viene dall’alto, ma anche grazie all’imperfezione e all’umiltà delle forme e dei materiali: l’ordine architettonico è l’immagine terrestre della perfezione divina, i materiali naturali sono l’immagine della nostra corporeità.

Al contrario, le archistar ci offrono un’eccitazione innaturale: l’emozione di piaceri proibiti mascherata dalla trasparenza e dalla purezza geometrica; l’abuso delle tecnoscienze con l’obiettivo di negare la natura stessa, la nostra natura biologica. Abbiamo paura di tagliarci le dita su una lama d’acciaio: ma suscitare questo sentimento è lo scopo di alcuni architetti contemporanei. La stessa eccitazione viene amplificata secondo la scala mostruosa dell’edificio intero. L’immagine futuristica inganna le persone, agisce come una droga per il cervello producendo un delirio di piacere masochista e intorpidisce i sensi di fronte alla realtà. Come una droga, crea paradisi artificiali.

Le archistar disprezzano i materiali utilizzati dall’uomo per secoli fino al 1900. Uno degli artifici per far apprezzare l’architettura delle archistar è quello di presentare alcune immagini piccole e attraenti nelle riviste specializzate e nei giornali. L’immagine è ingannevole in quanto si può presentare come piacevole anche il disegno più mostruoso. Immagini lucenti, geometriche, razionali… Immagini associate al futuro immaginario visto nei film di fantascienza. Per questo, se non vogliamo essere ingannati, il modo migliore è quello di vedere con i propri occhi la realtà e fare esperienza diretta di quelle forme e di quegli spazi con il nostro corpo. Dobbiamo usare l’anima, la parte di noi più vicina a Dio, per capire la minaccia della forma storta e percepire la morte nel calcestruzzo grezzo e nelle pareti lisce, per accorgerci della mancanza d’anima nell’acciaio lucido e nelle pareti di vetro. Dove la vita è assente non c’è Dio. Dobbiamo conservare un legame con la realtà che le archistar vogliono sostituire con il loro universo tanto irreale quanto attraente, ma inaspettatamente morto se costruito con materiali terrestri.

Qui è messo in gioco il futuro della razza umana, se accettiamo di sostituire la nostra natura biologica, la nostra anima e il nostro Dio con i totem di un’arroganza stupefacente. Totem adorati solo da alcuni, che neutralizzano tutta la nostra storia e la nostra cultura. Nonostante le previsioni (a volte sincere e a volte no) di un futuro ottimista, esiste un abisso tra l’architettura a scala umana e gli incubi di un’utopia fatta d’immagini mostruose. Non ascoltate le opinioni di quanti si definiscono esperti. Un altro messaggio, più calmo e più intimo, viene dal vostro cuore, dalla terra e dalla natura. È molto facile che questo messaggio venga offuscato dal clamore dei mass media. Ma se siete in grado di mettere a tacere il clamore incessante della propaganda, allora potete ascoltare l’evidenza del lavoro di Dio.

(...)Le loro costruzioni sono auto-referenziali, e ciò significa che le menti e le vite delle persone sono orientate verso l’adorazione di quelle costruzioni e, implicitamente, di quegli architetti che si pongono davanti a loro come idoli. Anche se le loro opere, a volte, possono essere assurde, il loro scopo è deliberato.
 
(...) Le nostre istituzioni sostengono questa malvagità, mentre la stampa se ne lava le mani, giocando il suo ruolo nel sistema democratico. E’ il mezzo di comunicazione che permette alla propaganda intelligente di cambiare la geometria edilizia, senza che le persone si rendano conto di ciò che stanno perdendo

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