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domenica 4 aprile 2010

IL NUOVO CAPITALISMO E LA DEMOCRAZIA IN PERICOLO...

Da:
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=17736

"Nel costruire il “Nuovo Ordine Mondiale”, il sistema capitalista si trova sottoposto ad intensa riforma. Dai suoi primordi, il capitalismo ha sempre cambiato la sua natura e le sue forme. Nel mezzo dell’attuale crisi economica globale, la costruzione del “Nuovo Capitalismo” si basa sul “Modello Cinese”, cioè sul “Capitalismo Totalitario”.

I governi non sono più dietro le “relazioni pubbliche”, ovvero l’illusione propagandata di “proteggere la gente”. Quando una economia crolla, i governi gettano via i loro obblighi pubblici ed agiscono negli interessi dei loro proprietari privati. I “governanti” vanno così in aiuto delle potenti banche e corporations (le grandi imprese) non della gente: “La borghesia ricorre al fascismo non tanto in risposta ai disordini della piazza ma invece in risposta ai disordini nel suo sistema economico” (86).

Durante una vasta crisi economica: “(Lo Stato) salva le imprese sull’orlo della bancarotta, costringendo le masse a pagare tutto il conto. Tali imprese vengono mantenute vive grazie a sussidi, esenzioni fiscali, commesse per opere pubbliche e per il settore bellico. In breve, lo stato si getta nella breccia lasciata dai consumatori privati che spariscono (...). Tali manovre sono difficili in un regime democratico perchè la gente ha ancora dei mezzi di difesa ed è ancora in grado di mettere un limite alle richieste insaziabili del potere del denaro. In alcuni Paesi e a certe condizioni, la borghesia butta a mare la sua tradizionale democrazia (87).

Quelli che chiamano “socialiste” le azioni dei governi occidentali sono fuori strada, poichè le “soluzioni” sono di natura diversa. Daniel Guerin, in “Fascism and Big Business” (Fascismo e Grande Business) ha scritto sulla natura delle economie fasciste di Italia e Germania, nella preparazione alla Seconda Guerra Mondiale ed ha scritto sulle azioni dei governi italiano e tedesco volte a salvare i grandi affari e le banche in una crisi economica.

“Sarebbe un errore interpretare questo stato di intervento come avente carattere “socialista”.

Questo intervento viene eseguito non nell’interesse della comunità, ma nell’esclusivo interesse dei capitalisti (88)”

La politica economica fascista:

“emette moneta e rovina la valuta nazionale a spese delle persone che vivono di entrate fisse da investimenti, risparmi, pensioni, stipendi statali, ecc. ed anche la classe lavoratrice, i cui salari rimangono stabili o ampiamente al di sotto dell’aumento del costo della vita (...). Le spese gigantesche dello Stato fascista non compaiono nel bilancio ufficiale, (e nascondono così l’inflazione) (89).

(...) L’inflazione nascosta produce gli stessi effetti dell’inflazione manifesta: diminuisce il potere di acquisto del denaro (90).

La burocrazia dello Stato fascista diventa molto più potente nel dirigere l’economia, ed è consigliata dai “magnati del capitalismo” i quali “diventano il comando supremo dello stato - non più nascosto come in precedenza, ma ora ufficiale. Si stabilisce ora un contatto permanente fra loro e l’apparato burocratico.

I magnati dettano legge ed i burocrati eseguono” (91). “Questo è esattamente la natura del Dipartimento del Tesoro e della Federal Reserve, soprattutto da quando si è insediata l’amministrazione Obama”.

Nel novembre del 2008, il National Intelligence Council (NIC) ha emesso un rapporto in collaborazione con tutti i sedici enti di intelligence USA e le maggiori fondazioni internazionali e think tanks (centri di formazione pensiero), in cui venivano individuate ed analizzate le tendenze generali a livello mondiale fino all’anno 2025. Relativamente alla tendenza “democratizzazione”, discutendo della diffusione e natura della democrazia nel mondo, il rapporto mette in guardia come segue:

“I progressi nella democrazia è probabile che rallentino e la globalizzazione costringerà molte nazioni, diventate democratiche solo di recente, ad aumentare quelle pressioni sociali ed economiche che possono minare le istituzioni liberali (...). La migliore prestazione economica di molti governi autoritari

potrebbe seminare tra alcuni dei dubbi, in merito alla democrazia come miglior forma di governo.

(...) Anche in molte democrazie ben consolidate (per esempio quelle occidentali), l’indagine mostra una crescente frustrazione per come funziona attualmente il governo democratico e solleva questioni tra le elites sulla abilità dei governi democratici d’ intraprendere coraggiose azioni necessarie per gestire rapidamente e con efficacia il crescente numero di difficoltà transnazionali” (92)

L’avvertimento di Daniel Guerin è vitale al fine di comprendere questa tendenza: “La borghesia ricorre al fascismo non tanto in risposta alle agitazioni di piazza, quanto in risposta al proprio sistema economico” (93).

Il totalitarismo è in risalita, come ha scritto David Lyon:
“ La caratteristica finale della dominazione totalitaria è la mancanza di una via d’uscita, che può essere temporaneamente conseguita con la chiusura delle frontiere, ma in modo permanente su scala veramente globale, cosa che renderebbe priva di significato la nozione stessa di “uscita”. Questo in sé

giustifica gli interrogativi sul potenziale totalitario della globalizzazione. (...). L’abolizione delle frontiere è intrinsecamente (moralmente) una cosa buona, perchè esse simbolizzano delle barriere che separano inutilmente ed escludono le persone , oppure sono potenziali linee di resistenza, rifugio e sono la differenza che può salvarci dall’abisso totalitario?

Se la globalizzazione minaccia i modelli di democrazia basati sullo stato e sperimentati, il mondo può

essere vulnerabile ad una statalizzazione globale e totalitaristica, (per esempio, alla centralizzazione ed al controllo) (94).

Nel 2007, il ministero della Difesa britannico diffuse una relazione nella quale venivano analizzate le tendenze future nel mondo. Essa affermava, per quanto riguarda i problemi sociali, che : “la classe media (la borghesia) potrebbe diventare una classe rivoluzionaria, assumendo il ruolo che Marx aveva prefigurato per il proletariato”.

Degno di nota:
“La tesi si basa su di un crescente divario tra la classe borghese e quella dei super ricchi da un lato, ed una sottoclasse urbana che minaccia l’ordine sociale: “le borghesie del mondo potrebbero unirsi, usando l’accesso alla conoscenza, le risorse e le capacità per dar forma a processi transnazionali nel loro stesso interesse di classe”. Il Marxismo potrebbe cosi ritornare in auge, vien detto, a causa della disuguaglianza globale. Un aumento di tendenza verso il relativismo morale ed i valori pragmatici, potrebbe incoraggiare la gente a ricercare i “santuari offerti da credi (sistemi di pensiero) più rigidi, incluse l’ortodossia religiosa e le dottrine politiche ideologiche, come il populismo e il marxismo” (95).

La tendenza generale è dunque diventata la riforma del sistema capitalistico in un sistema basato sul “modello cinese” di “capitalismo totalitario'”. La classe capitalista teme sentimenti potenzialmente rivoluzionari tra la borghesia e le classi inferiori nel mondo. Obama è stato un prodotto di Wall Street ben confezionato, venduto agli Americani e alle persone del mondo sulla promessa di “Speranza” e di “Cambiamento”. Obama fu messo a quel posto per pacificare la resistenza.

Prima che Obama diventasse presidente, il popolo americano stava unendosi nell’opposizione contro non solo l’Amministrazione Bush, ma il Congresso e l’intero governo in generale. Sia il presidente che il Congresso erano ugualmente odiati; le persone si stavano unendo. Da quando Obama è diventato Presidente, le persone si sono rivoltate le une contro le altre: i “conservatori” accusano i “liberali” ed i “socialisti” per tutti i problemi, additando Obama (che non è altro che un figurante), mentre quelli a sinistra accusano i Repubblicani ed i “conservatori” e Bush e gettano l’accusa su tutti loro. La destra difende i Repubblicani, la sinistra difende Obama. La gente è stata divisa e similmente molto di più di quanto fosse mai accaduto nella storia (americana ndt) recente.
Dividendo le persone e mettendole le une contro le altre, quelli che hanno il potere sono stati in grado di soffocare la resistenza contro di loro ed hanno continuato a saccheggiare e depredare la nazione e le persone; il suo scopo (d Obama ndt) fu di creare l’illusione di “cambiamento” e dare “speranza” alle elites nel prevenire una opposizione potente e mirata o una ribellione tra le persone.

Nel frattempo, il governo si è preparato alla potenzialità che grandi sommosse sociali e civili seguano ad un collasso o crisi future. Anziché andare in soccorso alle persone, il governo si sta preparando a controllarle e ad opprimerle.

Di Andrew Gavin Marshall;
traduzione Cristina Bassi
________

NOTE:

[86] Daniel Guerin, Fascism and Big Business. Monad Press, 1973: page 22
[87] Daniel Guerin, Fascism and Big Business. Monad Press, 1973: page 23
[88] Daniel Guerin, Fascism and Big Business. Monad Press, 1973: page 215
[89] Daniel Guerin, Fascism and Big Business. Monad Press, 1973: page 224
[90] Daniel Guerin, Fascism and Big Business. Monad Press, 1973: page 230
[91] Daniel Guerin, Fascism and Big Business. Monad Press, 1973: page 239
[92] NIC, Global Trends 2025: A Transformed World. The National Intelligence Council’s 2025 Project: November, 2008: pages 87: http://www.dni.gov/nic/NIC_2025_project.html
[93] Daniel Guerin, Fascism and Big Business. Monad Press, 1973: page 22
[94] David Lyon, Theorizing surveillance: the panopticon and beyond. Willan Publishing, 2006: page 71
[95] Richard Norton-Taylor, Revolution, flashmobs, and brain chips. A grim vision of the future. The Guardian: April 9, 2007: http://www.guardian.co.uk/science/2007/apr/09/frontpagenews.news

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