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martedì 26 ottobre 2010

DIETRO IL MITO DEL FAMOSO SCRITTORE ROBERTO SAVIANO...

"Giovedì 7 ottobre a Roma e' andata in scena una manifestazione in solidarietà a Israele. Sì, avete letto bene, non in solidarietà ai palestinesi dei territori occupati, ai quali distruggono le case coi bulldozer e che non possono nemmeno ricevere aiuti umanitari perché l'esercito israeliano attacca con violenza inaudita persino chi si azzarda a fornire beni indispensabili agli arabi confinati nei ghetti israeliani. No, una manifestazione in solidarietà ad Israele.

Di norma non ci occuperemmo di un simile evento dato che siamo tristemente abituati alla maniera in cui il potere usa la neolingua orwelliana (in questo caso si tratta della creazione di un nuovo ossimoro: "la solidarietà agli oppressori") ed alla maniera in cui esso cerca di nascondere i propri misfatti con azioni di propaganda.

Il fatto rilevante è che fra i ferventi sostenitori di questa manifestazione troviamo:
Lucio Dalla, Massimo Ranieri (forse adesso qualcuno comprende bene com'è che si diventa famosi nel mondo della canzone), Raiz, Walter Veltroni, Piero Fassino, Furio Colombo, Francesco Rutelli, Giovanna Melandri, Rita Levi-Montalcini (figura di spicco del CICAP, nota bene), Umberto Veronesi (e meno male che é vegetariano!), Paolo Mieli, Pierluigi Battista, Giorgio Albertazzi (un elenco più preciso in fondo all'articolo)
.

Ma dulcis in fundo ecco il nome che proprio nessuno si immaginava di trovare fra i partecipanti a questa evento dal titolo altisonante Per la verità, Per Israele: Roberto Saviano.

E cosa ha detto? Che Israele è una democrazia sotto assedio (mamma mia come l'ha sparata grossa, e questo sarebbe il serio ricercatore che studia la mafia campana e poi scrive un libro-inchiesta di grande successo?), che in Israele i gay hanno libertà di manifestare le proprie tendenze sessuali e che addirittura ci sono organizzazioni israeliane che accolgono arabi gay che sfuggono al carcere o addirittura alla pena di morte nel loro stato. Non posso negare questo fatto (al momento non ho indagato, è un dettaglio ben poco rilevante), ma non è certo questo particolare positivo che può cancellare le violenze sistematiche del governo di Israele (non certo degli israeliani in quanto nazione o degli ebrei in quanto gruppo religioso) sui Palestinesi. Vedi ad esempio quanto denunciato dal seguente video Microonde e fosforo bianco: le armi che ufficialmente non esistono. ( SI VEDA NEL TESTO ORIGINALE: http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/10/alcuni-tristi-verita-sul-famoso.html

A pochi mesi dai tremendi fatti del convoglio di aiuti umanitari fermato con la violenza delle armi dall'esercito israeliano il fatto che Saviano non abbia fatto nemmeno un cenno ai crimini dello stato d'Israele è veramente scandaloso, né si può pensare che egli non sappia o non possa informarsi sulla realtà dei fatti; semplicemente ha fatto una selezione dei fatti da presentare nel suo intervento, cassando tutte le peggiori azioni dello stato d'Israele e presentando i suoi aspetti migliori. Pura demagogia insomma.

E, diciamolo pure, il fatto che sia di origini ebraiche non vuol dire niente, altrimenti io dovrei difendere a spada tratta tutto quello che si fa in Sicilia solo perché vi sono nato, magari fino al punto di ignorare o negare il fenomeno mafioso.

Ma allora perché Saviano prima denuncia coraggiosamente la camorra e poi non ha il coraggio di difendere i diritti dei palestinesi oppressi? Solo per una sorta di pregiudizio ideologico instillatogli dal nonno? Faccio fatica a crederci e forse la verità sta altrove.

Siamo sicuri ad esempio che il suo romanzo Gomorra sia davvero una coraggiosa e veritiera inchiesta sulla camorra napoletana? Senza necessariamente arrivare all'estremo affermando che quel libro sia tutto inventato (tante cose sappiamo benissimo purtroppo che sono vere, e ce lo confermano non solo i dati raccolti dagli inquirenti, ma persino gli articoli dei giornali) possiamo pensare che sia un po' troppo romanzato, e spesso impreciso. Piccoli peccati veniali, ai quali spesso si perdona quando si legge un libro scritto così bene, in così bello stile (dobbiamo proprio ammetterlo, Saviano è un abile e sapiente narratore) specie se chi legge il libro è di sinistra ed ha sempre denunciato il fatto che le istituzioni fin troppo spesso sono venute a patti con la mafia.

Ma leggetevi l'analisi del libro Gomorra scritta da Sebastiano Gulisano, una persona che all'inizio ha difeso Saviano, ma poi leggendo attentamente il libro ha notato diverse "stranezze" che lo hanno lasciato perplesso, e che devo dire, hanno lasciato perplesso anche me quando di recente ho letto quel libro. Dall'articolo di S. Gulisano riporto qui sotto alcune note particolarmente significative:

Il mito dei Casalesi.
Non intendo star qui a raccontarvi e a confutare in maniera puntuale tutte le fesserie che Roberto Saviano scrive a proposito del presunto rapporto di «soggezione» (pag. 209) di Cosa Nostra nei confronti della camorra in generale e dei Casalesi in particolare, ché mi ci vorrebbe un libro grande almeno quanto il suo: e, comunque, chiunque può agevolmente rendersi conto di tali falsità leggendo qualche relazione della Commissione Antimafia, qualche libro di Isaia Sales e/o di Francesco Barbagallo (i massimi studiosi italiani della camorra), che inquadrano, documenti alla mano, l'evoluzione storica dei fenomeni camorristi e il loro relazionarsi con le altre mafie (e con la politica), specie con Cosa Nostra siciliana a cui il gotha delle organizzazioni criminali campane è stato affiliato (leggasi: subordinato) fin dagli anni 70, incluso il capostipite dei Casalesi, Antonio Bardellino.
Ed è questo il motivo, ad esempio, per cui la struttura organizzativa piramidale dei Casalesi è simile a quella della mafia siciliana.


Che pensare a questo punto di Saviano? Innanzitutto che egli come Marco Travaglio (altro noto filo-sionista), non si cura né di signoraggio, né di massoneria, né di scie chimiche. Bisogna dire che Travaglio arriva a negare apertamente l'esistenza del signoraggio e delle scie chimiche, nonostante le prove evidenti, mentre Saviano non arriva a tanto, ma possibile che egli viva davvero così isolato dal mondo, che sappia guardare il cielo, non sappia utilizzare internet?

Certo, potrebbe essere in fondo che egli sia in buona fede, che abbia scritto un'inchiesta sulla camorra un po' troppo romanzata e imprecisa, che si sia inimicato alcuni boss mafiosi, e che i suoi pregiudizi non gli fanno vedere con obiettività quale sia la realtà sullo stato d'Israele e sulla sua politica. Ma potrebbe benissimo essere che egli sia lo strumento delle élite criminali che ci governano, alle quali sta bene che si parli di questioni tutto sommato note - chi non conosce la mafia? - evitando che il discorso vada troppo in profondità e che si denuncino i veri artefici del connubio tra stato e criminalità organizzata. In fondo cosa ha rivelato di nuovo Saviano nel suo libro? Ben poco, o forse niente, come chiunque può notare ad un'attenta lettura, e quel poco di nuovo che c'è sembrerebbe persino esserselo inventato".

estratto da: http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/10/alcuni-tristi-verita-sul-famoso.html
ALL'ORIGINALE POTETE VEDERE ALCUNI VIDEO DI GRANDE INTERESSE

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