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mercoledì 15 dicembre 2010

QUANDO UNA CIVILTA' ABBANDONA LA SUA MORALITA'...

"Numerosi critici di economisti classici, negli ultimi due secoli, hanno discusso sul fatto se sia immorale essere giudicati da uno dei codici morali riconosciuti. Ci sono degli aspetti principali che chiaramente violano la Regola D’Oro, cosi come molti, forse tutti, i 10 Comandamenti; tale codice entra in conflitto con molti insegnamenti di Gesù. (…) Esso viola l’imperativo categorico kantiano e l’utilitarismo di Mill.

Alcuni dei suoi sostenitori, continuano anche a discutere sul fatto se “La ricchezza delle Nazioni” (di Smith, ndt) non sia inconsistente di principi morali.

(…) Smith nei circoli filosofici non è mai stato riconosciuto come un grande pensatore. Di fatto non lo si riconosce come tale. Un importante economista, altamente rispettato (il cui nome lascio intuire ai lettori) ha detto di Smith:
“(…) non gli piaceva quello che andava oltre il semplice senso comune. Non si è mai mosso oltre le teste del più pigro lettore”

(…) I teorici classici come Smith affermano che i prodotti derivano il loro valore dal lavoro impiegato per produrli e che il lavoro, in sé, è comprato e venduto. I salari, che sono il prezzo del lavoro, hanno un prezzo naturale che è quello necessario per consentire al lavoro di sussistere e di perpetuarsi senza aumentare nè decrescere.

Questi dogmi sono noti come la teoria del lavoro del valore e conseguentemente teoria della sussistenza dei salari.

(..) Notiamo la prima stranezza: il lavoro produce prodotti e la quantità di lavoro che si espande determina il loro valore. Ma è il lavoro ad esser pagato, semplicemente un salario di sussistenza e non il valore dei prodotti che produce. Sfido chiunque, economista o meno, a giustificare questo principio su una base morale.

Secondo (…) trattare (nel lavoro, ndt) un essere umano come un animale da fattoria può essere moralmente giustificato? Dove è qui la solidarietà? I lavoratori, il lavoro coloro che creano tutta la ricchezza della cultura, non sono che fabbrica, fattoria e quando serve carne da macello.

(…) Gli USA e molti dei paesi del cosiddetto mondo occidentale sono dentro il pantano di una crisi di sovranità e di debiti e l’elite finanziaria mondiale sta costringendo molti paesi europei a programmi di severa austerità con grande mortificazione dei popoli europei.

Alcune di queste nazioni sono state definite con l’acronimo di PIGS (=maiali in inglese ndt dai nomi di Portogallo Irlanda, Grecia, Spagna) che è appunto adatto.. poiché i maiali sono una specie di bestiame.

Quel che abbiamo qui è che è la mandria suina che sacrifica il suo bestiame a beneficio della comunità finanziaria internazionale a cui non importa nulla delle persone né tantomeno delle nazioni in cui risiedono.

Questo conferma la filosofia di Jefferson per la quale i mercanti non hanno Paese. E non hanno nemmeno moralità. Come non l’hanno gli economisti che promuovono questa economia.

(…) Ora la cosa più difficile da capire è che scopo abbia questa economia per gli economisti che la sostengono. Quale l’obiettivo di tutta questa distruzione, sofferenza uccisione?

Tutto questo da loro un qualche matto orgoglio? Un banchiere veramente si sente bene quando viene a sapere che la sua banca ha sfrattato centinaia di famiglie la scorsa settimana?

Un generale si rallegra quando gli dicono che dozzine del nemico e delle sue truppe sono state uccise nella battaglia appena combattuta?

Un legislatore fa un brindisi al progresso quando nel suo distretto centinaia di bambini vanno a letto affamati ogni sera?

Se è cosi: che genere di esseri umani sono questi? Se non è cosi: a che cosa stanno pensando?

Tutti i codici morali a cui mi sono riferito in questo pezzo sono di origine occidentale. Tuttavia nessuno di questi codici svolge un ruolo nel come le persone di questa civiltà si comportano.

Quando una civiltà abbandona la sua moralità, non si può concepire una razionalizzazione per giustificare la sua continua esistenza. E’ probabile che molte ragioni possano essere addotte per questo abbandono, sebbene sia convinto che una predomina: l’espansione della legge.

Un tempo la legge governava tipi di comportamento. Ora ha invaso molti tipi di discorso ed è persino applicata al regno del credo.

Se c’è un singolo aspetto della vita umana che ora non sia circostanziato dalla legge, io non lo conosco. Cosi quando qualcuno è accusato di aver fatto qualcosa di sbagliato, la risposta che viene offerta di solito è qualcosa del tipo: “ Ciò che è stato fatto è conforme ai requisiti legali”

Ma il “giusto” non è mai stato definito come “conforme alla legge”, perché persone riflessive da tempo hanno notato che la legge in sé può essere un grande crimine e i peggiori criminali in una cultura possono essere i suoi legislatori, come stanno scoprendo ora le persone in Irlanda, Portogallo, Francia, Spagna, Grecia, Gran Bretagna. Anche gli Americani presto lo scopriranno.

by John Kozy
traduzione e sintesi Cristina Bassi

fonte: www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=22379

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