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sabato 16 luglio 2011

LIBIA: QUEL CHE NON SI VEDE E NON SI DICE

"I giornalisti occidentali hanno molto distorto, deliberatamente, ciò che sta avvenendo dentro la Libia. Hanno sostenuto la NATO come uno strumento di pace e democratizzazione.Sono strumenti della propaganda USA-NATO "

Il reportage del collaboratore di Global Research, Mahdi Darius Nazemroaya, da Tripoli confuta il consenso dei media che sostengono il mandato umanitario della NATO. Ci fornisce un commento sulle manifestazioni dirette contro la NATO con estesa evidenza fotografica.

Michel Chossudovsky, Global Research, July 15, 2011
 
Venerdi, 1 luglio 2011: come molti altri venerdi ci sono state grandi manifestazioni nella Green Square di Tripoli (Piazza Verde) .
 
Difficile avere un numero preciso della massa di persone che hanno partecipato a queste manifestazioni. Alcune stime hanno detto, per questa manifestazione, 1 milione di persone.

Le manifestazioni sono avvenute quasi ogni settimana a Tripoli ed altre citta' della Libia, incluso Sabha l-8 luglio 2011.

Gli Europei e i Nordamericani NON sanno che sono avvenute queste manifestazioni.
Queste manifestazioni esprimono la ferma opposizione delle genti libiche, all'intervento "umanitario" della NATO.

La grande maggioranza della popolazione si oppone al Consiglio di Transizione, che si trova a Bengazi.

Le manifestazioni indicano anche un significativo sostegno popolare al Colonnello Gheddafi in contrasto alle solite descrizioni stereotipate dei media occidentali.

Le immagini ( a questo link tutte) indicano anche che i media convenzionali sono presenti a queste manifestazioni. Dunque: cosa impedisce loro di dire la verità?

Le immagini sono state prese durante lo svolgimento dell'evento.



fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=25630

LA LIBIA CHIUDE IL RUBINETTO ALL'ENI

"Con l'Eni è finita per davvero": lo ha detto il primo ministro libico davanti alla stampa, annunciando l'interruzione di ogni collaborazione con l'italiana Eni. Il premier ha deplorato la circostanza che Roma abbia "violato" un accordo di non aggressione siglato tre anni fa con la Libia, partecipando ai raid della Nato contro il regime di Muammar Gheddafi.

"Noi non avremo più un partenariato con l'Eni e l'Italia non otterrà, per il futuro, nessuna partecipazione nei contratti petroliferi in Libia", ha continuato il premier libico Al Bagdadi al-Mahmoudi.

Il primo ministro ha stimato gli investimenti dell'Eni nel settore petrolifero, in Libia, in 30 miliardi di dollari. Il
responsabile del governo è tuttavia rimasto prudente rispetto a Francia e Stati Uniti, affermando che Tripoli tende "la mano" a questi due paesi, e si è detta "pronta" a negoziare con loro nei contratti petroliferi, dal momento che questi Paesi "iniziano a rivedere la loro posizione sull'aggressione atlantica".

Secca la replica del ministro degli Esteri Franco Frattini: "Siamo noi che non vogliamo e non possiamo fare contratti" con Tripoli, "sono sotto embargo".

E in serata è tornato a farsi sentire Gheddafi. In un messaggio trasmesso alla radio, ha invitato le sue truppe a "marciare su Bengasi", roccaforte degli insorti"
 
Fonte: http://www.avvenire.it/Mondo/gheddafi+eni_201107141752112570000.htm

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