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venerdì 4 novembre 2011

LA SPERANZA VA CERCATE NELLE CONVINZIONI PERSONALI...

Mauro Biglino
Mauro Biglino
La speranza non va cercata nell’Antico Testamento perché quel testo non si occupa dell’aldilà. Gli Elohìm della Bibbia (termine che la religione traduce erroneamente con “Dio”) di tutto si occupavano meno che della spiritualità, della trascendenza, della vita eterna. Essi stessi morivano come dice il testo biblico che riporto nel libro e molti ebrei praticanti amici miei affermano “Noi dell’aldilà non sappiamo nulla perché il nostro Dio non ne ha mai parlato”. Questa è una profonda verità che appare chiara da una lettura attenta dell’Antico Testamento.

Le religioni hanno avuto una funzione importante: hanno avuto il merito di ipotizzare risposte alle domande essenziali dell’uomo: chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo.
Dico anche che la loro funzione ha prodotto risultati indipendentemente dal fatto che i contenuti da esse veicolati fossero veri o meno.
L’attuale Dalai Lama ebbe a dire che ogni religione è stata prodotta per aiutare l’uomo a superare le sue angosce ed io ne sono profondamente convinto.
La speranza va però cercata nelle convinzioni personali, nel credo di ciascuno, senza pensare di trovare conferme nei testi biblici.
Parlando di elementi che possono stravolgere in modo radicale la concezione religiosa devo innanzitutto dire che la componente extraterrestre è presente ovunque nei racconti antichi ed è in attesa di conferme e dimostrazioni.
Se si riuscisse a dimostrare che sono veri i racconti che ci narrano di presenze aliene accadrebbe in tempi brevi ciò che io penso accadrà comunque, anche se in tempi più lunghi: le religioni scomparirebbero nella forma in cui si sono evolute fino ad oggi.
Direi che il rapporto dei credenti con il loro Dio (ipotetico o reale che sia, questo non lo so) potrebbe anche non cambiare, ma cambierebbe certamente, e forse cadrebbe, il rapporto con i sistemi di potere che le varie chiese o gerarchie hanno costruito sulla base del pensiero religioso che esse stesse hanno formulato e presentato come indiscutibilmente vero.
l progresso del genere umano è stato influenzato dall’esistenza di una primordiale “Civiltà Madre”
Ciò che deve essere determinato è la natura di questa civiltà: era terrestre? Era di origine aliena? Si tratta di una civiltà presente in origine sul pianeta che poi ha abbandonati per farvi ritorno, una sorta di ex-terrestri? Era una civiltà diffusa sul pianeta o concentrata geograficamente in un territorio poi scomparso
Dalla Bibbia ricavo che si trattava di una cultura dotata di conoscenze e tecnologie inarrivabili per l’uomo e al quale sono state trasmesse in parte. Una civiltà rappresentata da una gerarchia di individui di cui la Bibbia ci dà conto quando distingue Elohìm, Malachìm, Nefilìm, Anakìm, Refaìm, Emìm, Zamzummìm…  Individui che si sono divisi il controllo del pianeta, come ci narrano il libro della Genesi ed il Deuteronomio, combattendo tra di loro per affermare ed incrementare il loro potere utilizzando i popoli sottomessi.
Io credo che il Vaticano stia celando ma che contemporaneamente si stia preparando al momento in cui il nascondimento non sarà più possibile.
Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli incontri di studio sulla vita aliena organizzati dalla Specola Vaticana e questo ha sicuramente un significato, perché tanto interesse non può essere casuale.
Il motivo del nascondimento va ricercato proprio in quanto ho detto poco sopra: se e quando la verità sarà conosciuta cambierà il rapporto gerarchico tra Chiesa e fedeli in quanto questi ultimi si porranno domande su quanto fino ad oggi è stato raccontato loro dai cosiddetti rappresentati di Dio sulla terra.
Tra le varie possibilità di nascondimento spero vivamente che nella immensa biblioteca romana sia conservato un testo che la Bibbia cita nel libro dei Numeri e che è ufficialmente scomparso: “Il libro delle guerre di Yahwèh”. Sono convinto che contenga descrizioni potenzialmente sconvolgenti sui modi che quell’individuo utilizzava per combattere e che sarebbero sorprendenti.

Ciò che già si ricava infatti dalla Bibbia in nostro possesso contiene elementi che fanno pensare a modalità inattese per quei tempi; a tecnologie non compatibili con l’epoca; a conoscenze che non ci si attenderebbe di trovare nel 2000 o nel 1000 a.C. Di questo e di altri aspetti torno ad occuparmi nel libro che uscirà a settembre e che si intitola “Il dio alieno della Bibbia”: circa 400 pagine di sviluppo di temi decisamente fuori dall’ordinario.

Va detto che nella Bibbia gli Elohìm non venivano considerati ‘dèi’ nel senso che noi diamo a questo termine e tanto meno erano visti come un ‘dio’ unico, spirituale, trascendente ed universale. Nel nuovo libro dedico un intero capitolo a spiegare come nell’Antico Testamento, contrariamente a ciò che si pensa, non esistesse il concetto del monoteismo.

I profeti erano i portavoce, i rappresentanti di questi individui presso i popoli: era un compito prima affidato ai Malachìm, erroneamente descritti come angeli dalla tradizione religiosa. Il nostro mondo attuale è stracolmo di profeti che si pongono come detentori della verità e come rappresentanti delle nuove forme di “divinità” che l’uomo continuamente si crea per cercare risposte alle sue angosce, prima fra tutte quella della morte. Mi viene da dire che quelli antichi erano decisamente più seri perché quanto meno parlavano in nome e per conto di “individui” realmente esistenti. 

Per la figura di Gesù avrei necessità di spazi ben più ampi perché richiede una analisi complessa. Provo a sintetizzare essendo ben consapevole del rischio che ciò comporta e chiedendo scusa in anticipo agli amici che leggeranno. Era uno dei tanti rabbi ebrei del tempo, un predicatore che si riteneva il messia davidico (come altri prima e dopo di lui tra il 150 a.C. ed il 170 d.C.) e che, come gli altri, è stato sconfitto.

  1. La rilettura e lo studio filologico delle parole a lui attribuite sulla croce danno conto di questa sua consapevolezza, ma sarebbe lungo qui farne l’analisi: da alcuni mesi ne parlo nelle conferenze che faccio in giro per l’Italia. Paolo di Tarso ne ha ripreso la figura, l’ha completamente stravolta, ne ha cancellato gli elementi tipicamente giudaici rendendola così accettabile da parte del mondo greco-romano pervaso di pensiero ellenistico e soteriologico.
    Gesù è divenuto per l’occidente il Messia più conosciuto e le trasformazioni che la sua figura ha subito stupirebbero per primo lui stesso: penso che se tornasse sulla terra avrebbe spesso molte difficoltà a capire che i suoi seguaci stanno parlando proprio di lui.

    by Mauro Biglino
  • I due racconti della creazione dell’uomo contengono riferimenti al DNA alieno e umano?
  • Che cosa è veramente successo nell’Eden?
  • Da dove sono giunti i Nefilìm (i giganti)?
  • Cosa era il [ruàch] degli Elohìm?
  • Chi erano veramente gli angeli?
  • I Cherubini erano angeli o macchine volanti chiaramente descritte?
  • Satana e Lucifero sono veramente esisti o sono una invenzione teologica?
  • Yahwèh comunicava con Mosè attraverso un sistema radio?


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