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martedì 8 novembre 2011

NUOVA FLOTTILLA VERSO GAZA... E SOLITE MINACCE DI ISRAELE


04/11/2011 - MEDIO ORIENTE
La mini-flottiglia si avvicina a Gaza- Israele: "Siamo pronti a intervenire" 
Torna la tensione al largo della Striscia di Gaza: la marina militare israeliana ha contattato via radio le due navi della mini-flottiglia che si stanno dirigendo verso il territorio palestinese, nel tentativo di forzare il blocco imposto da Israele e portare medicinali. Gli attivisti a bordo, alla richiesta dei militari di conoscere la destinazione, hanno risposto scandendo due slogan, «verso il miglioramento dell'umanità» e «fine dell'occupazione di Gaza».

Le due imbarcazioni, l'irlandese Saoirse e la canadese Tahrir, si trovano a circa 100 chilometri dalla costa e, secondo quanto riferito da un giornalista di Al Jazeera a bordo, sono seguite da tre navi israeliane. Secondo informazioni rilanciate su Twitter, la marina dello Stato ebraico avrebbero intimato agli attivisti di tornare indietro o dirigersi verso l'Egitto. Mantenendo la velocità di crociera di 10 miglia nautiche all'ora, Le navi dovrebbero raggiungere nel tardo pomeriggio la Striscia, dove è stata organizzata una manifestazione di benvenuto. A bordo ci sono 27 persone, tra cui alcuni giornalisti, provenienti da Canada, Stati Uniti, Australia e Irlanda.

Il primo tentativo della Freedom Flotilla risale al 2010 quando un gruppo di navi tentarono di portare aiuti umanitari a Gaza, forzando il blocco. Le forze israeliane intervennero con un raid, in cui rimasero uccisi nove attivisti turchi della nave Mavi Marmara, suscitando una crisi internazionale ancora aperta con Ankara. Intanto Gran Bretagna, Francia e Colombia hanno annunciato davanti al Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite che si asterranno sul voto per l'ammissione della Palestina come membro a pieno titolo dell'Onu. A riferirlo sono state fonti diplomatiche. «Da quello che abbiamo sentito, i palestinesi non riusciranno ad ottenere i nove voti necessari affinchè la loro richiesta sia approvata», ha spiegato una fonte. La richiesta era stata presentata il 23 settembre scorso dal presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen.
Per avere successo, necessita del voto favorevole di 9 dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza; occorre inoltre che nessuno dei membri permanenti ponga il veto, mossa già annunciata dagli Usa. Finora solo sei dei Paesi che siedono nel Consiglio di Sicurezza - Brasile, Cina, India, Libano, Russia e Sudafrica - si sono espressi ufficialmente per il sì all'ammissione della Palestina come Stato membro. Parigi, attraverso il portavoce del Quai d'Orsay, Romain Nadal, ha rilanciato la proposta di attribuire «alla Palestina, in questa fase, lo status di Paese osservatoere non membro all'Assemblea generale» ma h avvertito sui rischi di «uno scontro» su questo tema nella comunità internazionale.

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