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lunedì 5 dicembre 2011

LE AZIENDE INGLESI SI PREPARANO PER IL COLLASSO DELL'EURO...

GlaxoSmithKline House in west London

Le maggiori aziende inglesi stanno pensando l'impensabile e programmandosi per il collasso dell' euro. Multinazioanli come la Diageo, GlaxoSmithKline, Unilever e Vodafone stanno guardando a misure per la contingenza nel caso la moneta singola crollasse.

Il gigante farmaceutico  GSK dice: "Come parte della nostra pratica di gestione rischio standard
la GSK ha intrapreso una programmazione per ottimizzare le operazioni nel caso un paese abbandonasse l'eurozona. Questo include delle preparazioni per assicurare un flusso ininterrotto dei fondi che sono necessari per continuare le operazioni del nostro business."

Un portavoce della Vodafone diche che l'aziendaguardando ad ogni mercato individualmente durante lo sviluppo degli eventi. Ha già tagliato le tariffen in Spagna per tener conto della debole economia e delle ristrettezze  nelle spese del consumatore. Quando gli hanno chiesto cosa farebbe l'azienda se l'euro crollasse, il portavoce ha detto: "siamo pronti per implementare piani di contingenza se la situazione dovesse cambiare significativamente".

Le aziende sono riluttanti nell'entrare in dettaglio su ciò che farebebro se dovessero affrontare cio' che gli analisti concordano sarebbe una catastrofe finanziaria.

(...) La Diageo, i cui marchi includono Johnnie Walker e Smirnoff, pare abbia fatto elaborare dei modelli a computer sul come il business sarebbe se l'euro implodesse, sebbene questo non significa che sia presagio di un totale disfacimento. Andrew Morgan, Presidente della Diageo Europe, ha detto al Financial Times:
"abbiamo cominciato a  pensare  a cosa sarebbe un crollo. (...) Se ci fossero paesi che escono dall'euro, ci sarebbe una massiccia svalutazione che renderebbe le marche importate molto molto costose"


Unilever, i cui marchi includono  il gelato Ben & Jerry e il sapone  Dove, è apaprentemente ben piazata perchè genera piu' delal metà delel sue vendite fuori dall'Europa, nei paesi emergenti.. "Ma ovviamente ua falla nell'euro non sarebbe per nulal una buona notizia per la  Diageo o per chiunque altro," ha detto Graham Jones della Panmure Gordon.

Graham Leach, economista a capo dell' Institute of Directors, dice  che se  "I Paesi del Club Med"  uscissero dall'euro, le loro monete nazionali andrebebro incontro ad una "enorme svalutazione di circa il 40%"; detto in altro modo, i profitti fatti dalle aziende UK in quesi paesi andrebbero a piombo se convertiti in sterline".

 (...) "Non c'è un precedente per ciò che potrebbe capitare percio' anche una  minima pianificazione anticipata è difficile," ha detto Leach. E' daccordo sul fatto che le piccole aziende sarebbero colpite in modo sproporzionale se dipendono dall'export al continente ed alcune inevitabilmente andrebbero a fondo.


(...) Hector Sants, direttore generale del Financial Services Authority, ha ordinato alle banche inglesi di accellerare la loro programmazione per la contingenza ed il suo messaggio è stato rafforzato giovedi, quando cil governatore della Bank of England, Sir Mervyn King ha detto alle banche inglesi che dovrebbero prepararsi a resistere alal situazione economica  "seria straordinaria e minacciosa".


La Bank of America Merrill Lynch ha detto che un crollo parziale  della unione monetaria, con solo alcuni Paesi che escono dall'euro, è los cenario piu' probabile, tuttavia pensa che un crollo è inverosimile".

traduzione e sintesi: Cristina Bassi
fonte: http://www.guardian.co.uk/business/2011/dec/03/eurozone-crisis-uk-companies-plan-breakup

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