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lunedì 27 febbraio 2012

GNOSTICISMO: GLI ARCONTI CHE TENGONO IMPRIGIONATI GLI UOMINI



Ella (Sophia) li getterà giù nell'abisso. Gli arconti saranno perduti a causa della loro cattiveria. Diverranno come vulcani e si consumeranno l'un l'altro finché non periranno per mano del primo genitore. Ed i loro cieli precipiteranno uno sull'altro e le loro schiere saranno consumate dal fuoco. Anche i loro reami eterni saranno rovesciati. Ed il suo cielo precipiterà e si spezzerà in due. [...] essi precipiteranno nell'abisso e l'abisso sarà rovesciato. La luce vincerà sull'oscurità e sarà come qualcosa che mai fu prima. 
(...) per secoli si credette che la donazione di Costantino, con cui lo scaltro e feroce imperatore lasciò alla Chiesa di Roma la parte occidentale dell'impero, fosse un documento autentico. Fu Lorenzo Valla, nel De falso credita ed ementita Constantini donatione a dimostrare che quel testo era un falso medievale redatto dalla cancelleria vaticana nel IX secolo, nello stesso periodo, in cui la Chiesa di Roma, attraverso pazienti trame, riuscì ad usurpare il trono dei Merovingi per consegnarlo ai maggiordomi Pipinidi, docili esecutori della volontà papale. 

E' oggi assodato quindi che la donazione di Costantino fu un atto spurio che, però, influì in modo determinante su molti eventi, concezioni e convinzioni del Medioevo.

Se desideriamo capire qualcosa della almeno bimillenaria cospirazione, naturalmente dopo aver fatto tabula rasa di pregiudizi, schemi, luoghi comuni, approcci canonici, dobbiamo, a mio parere, concentrare l'attenzione su quel corpus di testi gnostici che furono prodotti nei primi secoli dopo Cristo, in un'età feconda e contraddittoria, in cui per una singolare convergenza di fattori culturali e sociali, sbocciò il fiore del pensiero gnostico, tanto ingiustamente esecrato e così poco compreso.

Sebbene la Gnosi mostri qualche punto di contatto col Giudaismo, si deve considerare un orientamento polimorfo e sfaccettato, generatosi all'interno del mondo pagano, in cui confluirono dottrine egizie, babilonesi, ellenistiche..., con contributi dell'astrologia, della magia, della filosofia ermetica ... Vero catalizzatore per il pensiero gnostico fu l'insegnamento del Messia. Tralasciamo pure i guazzabugli sulle emanazioni gnostiche da Abisso alla materia e le concezioni etiche talora paradossali.

Focalizziamoci su alcuni punti ed avremo delle belle sorprese. In primo luogo, ricorderei che Paolo di Tarso (che sia veramente esistito, che sia da identificare con Apollonio di Tiana o con altri, poco importa nell'economia di questo discorso) è considerato quasi unanimemente il primo pensatore gnostico. Non a torto: infatti nel Tarsiota sono introdotti alcuni dei concetti destinati ad essere approfonditi nella Gnosi: ad esempio, la mediazione salvifica del Cristo e gli Arconti.

L'Arconte, (ossia "governante", "colui che domina"), di questo mondo è citato anche nel Quarto vangelo, il più vicino alla Gnosi dei quattro libretti canonici. Nel testo, di solito, l'espressione greca è resa con Principe. Lo si identifica in genere con Satana, ma potrebbe coincidere con il Demiurgo, un dio inferiore artefice del mondo materiale caduco.

Gli Arconti sono concepiti come esseri invisibili che tengono imprigionati gli uomini, impedendo loro di conoscere la verità, di riconoscere in loro la scintilla divina che li accomuna a Dio. E' quindi questa la conoscenza, la consapevolezza di cui gli uomini sono defraudati: essi sono ridotti in uno stato di schiavitù psichica dagli Arconti. E’ questo un quadro molto simile a quello delineato dai ricercatori che evocano l'esistenza di creature interdimensionali che, oltre a soggiogare la Terra ed i suoi abitanti, si alimentano, un po' come nel film Matrix, delle energie degli uomini, simili a formiche che si nutrono del liquido zuccherino secreto dagli afidi.

La situazione ricorda i voladores descritti da Don Juan, l'enigmatico sciamano protagonista dei testi scritti da Castaneda. I voladores, infatti, sono esseri intenti a suggere le energie vitali di uomini tenuti in uno stato di completa sottomissione.

Paolo o chi per lui ci avverte: "La nostra lotta non è contro la carne ed il sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male sparsi nell’aria". Lettera agli Efesini 6:12.

Singolare che Principati e Potestà diventarono nel Medioevo, gerarchie angeliche, laddove nell'apostolo sono additati come oscuri dominatori.

Se consideriamo alcune concezioni gnostiche non i cascami di una bizzarra teologia, ma frammenti di una rivelazione in seguito occultata, distorta e censurata da chi non voleva che certe verità scomode affiorassero, possiamo enuclearne alcuni interessanti capisaldi: il mondo materiale è stato creato da un dio inferiore; la Terra è dominata da forze non visibili ma gagliardissime che diffondono e fomentano, per perpetuare il loro ignobile potere, sofferenze, guerre, divisioni e bugie; la liberazione può avvenire valorizzando la propria natura divina che non alberga, però, in tutti gli uomini. (Vedi Gli uomini secondo la Gnosi). Credo che la traduzione del sopra riportato passo paolino dei termini greci Principati e Potestà con governi ed autorità, oltre a stridere con altre affermazioni del Tarsiota, non renda l'idea di un dominio che non è terreno, ma preternaturale, sebbene i capi del pianeta siano coinvolti nella turpe egemonia, ma come coadiutori.

Si potrà anche pensare che queste speculazioni gnostiche siano fantasie, anzi deliri, ma la storia umana culminata nella realtà attuale, in cui la giustizia è conculcata, la scienza è sfigurata, la natura è stuprata, la verità negata del tutto e l'umanità ridotta ad un gregge buono ormai non per essere tosato, ma sgozzato, dovrebbe indurre a riflettere su una congiura di forze del Male che dura da moltissimo tempo.

Gli gnostici ancora una volta, a mio avviso, avevano qualche ragione. 


fonte: http://zret.blogspot.com/2008/02/racconti-sugli-arconti.html

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