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giovedì 3 maggio 2012

BEPPE GRILLO: ECCO PERCHE' E' VINCENTE E PERCHE' E' STATO RIFIUTATO AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO...


"Personalmente penso che Beppe Grillo, in questo specifico momento, sia vincente. E’ per questo che fa paura.
Aggiungo che non sono né un suo militante né un suo tifoso. Osservo ciò che fa, seguo la vicenda e cerco di comprendere e capire.

Il suo vantaggio consiste nel fatto che essendo un uomo di spettacolo conosce a menadito la grammatica della comunicazione inter-personale, è caratterialmente simpatico, ma ha tre giganteschi vantaggi dalla sua, anzi quattro. Davvero imbattibili. 

1). E’ ricco di suo. Non è un piccolo-borghese che aspira a una carica pubblica per sistemare se stesso, la famiglia e gli amici. Il danaro posseduto non è frutto di investimenti speculativi, non ha aziende né società che necessitano di leggi e appoggi politici per poter rimanere a galla. Perchè i soldi che ha se li è guadagnati per competenza acquisita. Se li merita. E’ tra i pochi e rari soggetti italiani che può dire di essersi conquistato un posto sul palcoscenico perché è bravo, non perché è raccomandato. E’ il frutto del suo lavoro a teatro, con i suoi libri pieni di sberleffi, con i suoi shows, attraverso l’esercizio di una professionalità che pochi hanno. E questo, la gente lo sa, ed è una garanzia. I bravi, in Italia, mettono paura. PDL PD Udc sono pieni di somari incompetenti; per loro, i bravi sono nemici, loro vivono sulle raccomandazioni e appoggi. 

2). E’ finito sulla lista nera durante la prima repubblica per aver “osato” denunciare la deriva di corruttela del modello sociale del craxismo quando la stragrande maggioranza di “firme” che oggi vivono di antagonismo, contestazione e opposizione, si guadagnavano un posto al sole genuflettendosi in maniera servile. Ricordo al pubblico dei più giovani, che allora non erano neppure nati, l’episodio che lo spinse fuori dal sistema, ai margini. Eravamo a metà degli anni’80 e Grillo lavorava come comico in Rai. Era il corrispondente, allora, di ciò che oggi è Maurizio Crozza. Faceva una copertina di satira in prima serata su rai1 che durava dieci minuti. Era lo stesso anno in cui (davvero indimenticabile) sulla televisione privata GBR, era andata in onda una intervista a Bettino Craxi condotta da un esordiente, Giuliano Ferrara, il quale, per l’occasione, si inginocchiò davanti all’allora premier comportandosi come un nord-coreano. Craxi era andato in missione ufficiale in Cina. Era partito con l’aereo di stato. La gente mormorava scandalizzata perché al seguito c’erano andate 84 persone, tra cui c’era perfino il massaggiatore personale di Sandra Milo, la sorella di Walter Ladolcevitola, e l’aereo pullulava di faccendieri, belle donne, gente inutile. Tutti i media italiani seguirono la vicenda con un’enfasi accanita. Tre giorni dopo andava in onda lo show, al sabato. E compare Beppe Grillo che conia il termine “nani e ballerine” (proprio così: quell’espressione è datata 26 anni fa). E conclude lo show con la seguente barzelletta: “Hai visto che bello i nostri in Cina? Martelli era entusiasta, addirittura commosso. Pensa che a un certo punto, Craxi e Martelli erano seduti al pranzo ufficiale, con le ballerine a fare il maquillage in un albergo a sei stelle, e Craxi commosso esclama: “Claudio! Non è bellissimo? Pensa dove siamo! Qui, sono tutti, ma proprio tutti socialisti, pensa te…più di un miliardo di socialisti”. Martelli ci pensa un po’ e dice: “Capo, ma se questi sono tutti socialisti, a chi rubano?”. Sei giorni dopo, Craxi ritorna a Roma. Grillo viene licenziato in tronco, il suo nome bandito dalla Rai. Finisce sulla lista nera anche in tutte le case editrici. Un suo libro che doveva uscire di lì a tre mesi viene protestato e il contratto annullato. Non gli pagano neppure la penale. Non gli saldano neppure la liquidazione, deve pagare la querela per diffamazione a capo di governo. Rimane disoccupato. Invece che prostrarsi, manda tutti a quel paese e diventa indipendente. Comincia a fare show in piccoli teatrini sconosciuti d’avanguardia tanto per guadagnarsi il pane e si conquista poco a poco una platea sulla base del passaparola. Dieci anni dopo riemerge per il grande successo dei suoi spettacoli, Berlusconi (tre anni prima che fondi Forza Italia) lo chiama e gli offre mari e monti per andare su canale 5 con contratti miliardari. Grillo risponde in pubblico “Di nani l’Italia ne ha avuti abbastanza, se è per questo anche di ballerine scollacciate. Ho voglia di cambiare tipo di ballo. Ne hanno voglia gli italiani. Certo che, io, non vado a ballare per uno come Silvio Berlusconi”. Finisce di nuovo sulla lista nera. Nessun media si occupa più di lui per almeno dieci anni e lui comincia a politicizzare i suoi show clandestini: si occupa di energie rinnovabili, di finanza globale, di ecologia. Beppe Grillo –che piaccia o non piaccia- è l’unica personalità pubblica italiana attiva in politica che non potrà mai essere accusato da chicchessia di aver praticato mai il trasformismo né tantomeno il servilismo. Parla, recita, comizia, si comporta e scrive, esattamente nello stesso identico modo in cui lo faceva nel 1992 e nel 1982. Questa esistenzialità è un capitale investito inattaccabile. La gente, questo, lo sa anche se non lo sa. Lo capisce da sola. 

3). Invece di usare vecchie tecniche obsolete della comunicazione pubblicitaria, stantìe e ritrite, tanto care al PD e al PDL, in questo momento Beppe Grillo usa la “tecnica Mario Monti” ovverossia: parla di cifre, fornisce date e dati, mostra grafici, dà notizie. Usa i suoi stessi sistemi: gli fa da specchio. E’ una modalità nota nella comunicazione. La differenza consiste nel fatto che Mario Monti dice il falso e fornisce notizie e numeri falsi; la gente comincia a capirlo anche se non lo sa. Beppe Grillo spiega le cose come stanno, con linguaggio elementare. E la realtà è dalla sua parte. Basti pensare alle tre notizie della giornata di oggi 27 aprile 2012, non a caso tutte e tre divenute questa mattina materiale dei comizi dei militanti grillini. IL PD non può usare queste argomentazioni perché appoggia il governo:

A). In Italia esistono 64.524 auto blu che costano al contribuente soltanto di assicurazione la cifra di 122 milioni di euro all’anno. Grillo ci spiega (e fornisce anche le prove) che grazie a una convenzione contrattata cinque anni fa a gestire e guadagnare su questa assicurazione sia stata la Allianz proprietaria della Generali Venezia e della Lloyd adriatico, attraverso Intesa San Paolo. L’ex direttore generale di Allianz è stato nominato presidente di Intesa da Corrado Passera quattro mesi fa. Il ragionier Monti ha comunicato questa mattina il bando per acquistare altre 4.350 auto blu per un valore di 84 milioni di euro. Aveva detto che le avrebbe decurtate, e invece le aumenta, nel momento più difficile della nazione.

B). Alle 8 del mattino, il giornalista di Sole 24 ore, Sebastiano Barisoni, nella sua trasmissione Focus Economia sul canale radiofonico Radio24 (seguitissimo da tutti i pendolari automobilisti) ci ha raccontato che
ieri in Parlamento i nostri "bravi" parlamentari (TUTTI QUANTI, maggioranza 100%) hanno approvato un emendamento, (TENUTO BEN NASCOSTO TRA ALTRE LEGGI IN APPROVAZIONE) sulla cosiddetta "Legge mancia", portando da € 50.000.000,00 a €180.000.000,00 ...il benefit relativo alla parte dell'indennità spettante ad ogni singolo parlamentare eletto nel proprio territorio di competenza.

Monti, sostenuto da PDL PD e UDC avrebbe dovuto tagliare i costi della politica, invece li alza e allarga la spesa con l’appoggio dei partiti che se ne avvantaggiano pur di lucrare. Bersani annuncia la rivoluzionaria proposta di decurtare al 50% il rimborso elettorale e il giorno dopo vota un emendamento per riprendersi i soldi da un’altra parte. La gente queste cose le sa anche se non le sa. Grillo glie le racconta.
C). Mario Monti ha dichiarato questa mattina che “l’Italia sta dimostrando una formidabile coesione e compattezza mentre i mercati stanno promovendo le nostre scelte e manovre in termini economici”. Questa argomentazione è smaccatamente falsa. I dati di oggi rivelano che (informazione ufficiale del Ministero del Tesoro) Il Tesoro ha collocato Btp a 5 e 10 anni per complessivi 4,9 miliardi, poco meno dell'importo massimo prefissato di 5 miliardi, ma ha dovuto offrire tassi piu' alti. Sulla scadenza settembre 2022, il rendimento medio e' salito al 5,84% dal 5,24% dell'asta di marzo e per il maggio 2017 il tasso e' cresciuto al 4,86% dal 4,18% precedente. Tradotto in cifre vuol dire che questo pomeriggio le casse dello stato si trovano 6 miliardi di euro di meno rispetto alle previsioni il che farà aumentare la spesa pubblica nel mese di aprile e l’Italia non potrà rientrare nei parametri del pareggio di bilancio: arriveranno nuove tasse. 

4).  Questa è la più ignobile, ed è il motivo che mi ha indignato spingendomi a fare questo post. L’hanno rimesso sulla lista nera. Il salone del libro di Torino, la più importante kermesse marketing del libro italiano, ha deciso per bocca del suo organizzatore Ferrero di non presentare il nuovo libro di Grillo “Siamo in guerra” editore Chiarelettere per via del linguaggio usato da Grillo. La notizia non è stata data da nessun media italiano. L’ha data, per l’appunto, lo stesso Grillo con le seguenti parole ufficiali: Il 13 maggio avrei dovuto presentare il mio libro "Siamo in guerra" al Salone del Libro di Torino a cui ero stato invitato. Il direttore artistico Ernesto Ferrero ha dichiarato ieri alla Stampa che l'invito non è "ufficiale" e ha puntualizzato che "Siamo per il confronto libero e rispettoso. Mi piacerebbe che Grillo parlasse di cose concrete, abbandonando l'insulto e l'invettiva, che non ci appartengono". Ne prendo atto e non andrò al Salone come ospite indesiderato. 

Beppe Grillo è un classico tribuno del popolo. Ma non è un leader, nonostante le apparenze. E la gente, questo, lo sa anche se non lo sa. E’ un megafono, il che è diverso. Grillo è un outsider. Beppe Grillo è un lupo solitario, lo è sempre stato, è un animale fatto così. Quando i grillini avranno vinto le elezioni, allora inizierà il confronto politico, e capiremo, ma Beppe Grillo (lo vedrete) si defilerà. Lui non ama direzioni generali, assistenti, delegati, consiglieri, quadri di partito, mediazioni, compromessi, tutto ciò di cui è composta la grammatica della vita politica. A lui davvero piace starsene da solo dentro a un camper. Vince perché intorno a lui c’è il vuoto e lui va a occupare con enorme facilità l’insipienza e la corruttela consociativa nella quale è affondata la sinistra, sia quella democratica che quella cosiddetta d’opposizione sempre pronta ad abbassare testa e coda quando c’è da incassare dei soldi di rimborsi, sovvenzioni, assistenza, contributi. 

Beppe Grillo è un italiano che ha voluto fare a modo suo.

Mentre tutti gli altri, insieme e appassionatamente, fanno nel modo consueto, in quel modo italiota, marcio e criminale che tanto ma proprio tanto piace a tutte le nostre mafie. Non a caso si chiama “cosa nostra”. Il messaggio che l’attuale classe politica sta offrendo al paese –attraverso le ignobili e squallide vicende dei tesorieri- è che i soldi delle nostre tasse sono “cosa loro”. Beppe Grillo li prende a pesci in faccia.  

tratto da:  http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/04/leffetto-beppe-grillo-perche-vince-oggi.html

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grande