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venerdì 4 maggio 2012

FISCAL COMPACT : NEL SILENZIO DEI MEDIA ALTRO PASSO NELLE FAUCI DEL "NUOVO ORDINE"

Di Italo Romano

Lo scorso 2 Marzo, a Bruxelles , 25 capi di Stato e di Governo dell’Unione europea hanno firmato FISCAL COMPACT, ovvero il patto sui bilanci, fortemente voluto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.

Nel silenzio pressoché totale della stampa e delle televisioni, nell’omertà bipartisan di politologi e politici, il governo italiano ha ratificato e recepito l’imposizione europea, inserendo in Costituzione il principio del pareggio di bilancio.

 Il Senato, in data 17 Aprile, ha approvato con 235 “si”e 11 “no” e 24 astenuti il ddl di riforma dell’ art.81 della Costituzione che e’ legge con questa quarta e ultima lettura, prevista per le riforme costituzionali. Si è espresso a favore più dei due terzi dei componenti, evitando così il referendum confermativo.

Voi direte, come mai nessuna ci ha detto niente? Cosa c’è di più importante? Ad oggi in Italia è in atto una crociata a mezzo stampa contro Beppe Grillo e il “suo” Movimento Cinque Stelle. Il nemico numero uno è il famigerato “populismo”, che secondo i dotti politici italiani starebbe rovinando il paese, spingendolo verso una antipolitica estrema.

Ecco, queste omissioni fanno precipitare la fiducia nelle istituzioni e nei valletti mediatici che ubbidiscono ai dettami del potere, non certo un comico. L’antipolitica oggi è rappresentata dalla politica stessa. Da tangentopoli in poi, le ideologie sono state sostituite dal piazzismo più becero, trasformando i pochi che si interessano alla cosa pubblica in veri e propri tifosi, convinti credenti, senza alcuna capacità di pensiero critico. Stuoli di giovani, e meno giovani, burocrati, personaggi stereotipati e partitizzati senza alcuno slancio di cambiamento, di ribellione. Prendersela con Grillo è troppo facile! Se poi si necessita di un capro espiatorio è un altro paio di maniche. A mio avviso, Grillo o non Grillo, questa classe politica, entro un anno, verrà spazzata via.

Torniamo al nostro “pareggio di bilancio”, di cui vi invito a leggerne i contenuti. Tutti i partiti in Parlamento hanno votato a favore del ddl, Lega e Idv inclusi. E’ questo il grado di servaggio dei politici nostrani. E’ questo il modo in cui difendono e tutelano il nostro presente e il futuro delle generazioni a venire. Questi signori ci hanno messo un cappio al collo, ci hanno reso schiavi della Bce, del Fmi e dell’Unione europea.

Vi spiego. In sintesi, le nuove regole prevedono che i paesi Ue s’impegnino ad avere il deficit sostanzialmente in equilibrio, con un valore massimo dello 0,5% rispetto al Pil.
Quel che i più dimenticano di dire è che con questo regime monetario, il pareggio di bilancio per uno Stato, e l’estinzione del debito, sono impossibili da realizzare.

Ecco come avviene la creazione del denaro: le banconote sono emesse dalla BCE, ente privato, e sono utilizzate per acquistare Titoli di Stato, che però sono gravati da interessi ; ovvio che per pagare questi interessi è emesso altro denaro. E’ un cane che si morde la coda.

L’unico modo per uscire da questa spirale, sarebbe quello di generare nel bilancio pubblico avanzi primari talmente consistenti da superare la spesa per gli interessi.  L’avanzo primario è il risultato della differenza tra il totale delle entrate, tributarie ed extra tributarie, ed il totale delle spese di uno Stato, risultato ottenuto prima di pagare gli interessi passivi sul debito pubblico, cioè sui buoni del tesoro e certificati di credito emessi.

In particolare, se il totale delle entrate dello Stato eccede il totale delle sue spese, avremo l’avanzo primario, contrariamente avremo il disavanzo primario.
Per far fronte al livello attuale del debito pubblico, bisognerebbe chiudere il bilancio con avanzi nettamente fuori dalla portata degli attuali governi.  Inoltre praticare una politica del genere comporterebbe un sacrificio lacrime e sangue da parte dei cittadini, con taglio dei servizi e inasprimento della pressione tributaria. Una assurda ingiustizia, che nei fatti andrebbe ad imporre politiche pubbliche per ripianare un debito contratto dai privati.

Il debito pubblico non è ripianabile, è in continua e costante crescita. Difatti si parla sempre non di estinzione del debito, ma di rifinanziamento. Un finanziamento che passa sempre attraverso l’acquisto di nuovi Titoli di Stato, totalmente indipendenti dalle manovre finanziare attuate dai vari governi appartenenti a diversi schieramenti politici, sempre e comunque asservite ai cartelli bancari internazionali.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’Italia non raggiungerà il pareggio di bilancio almeno fino al 2017. Io mi sento di dire con certezza, che se l’Italia non interrompe quel circolo vizioso di cui vi ho scritto, mai e poi mai riuscirà a raggiungere un equilibrio di deficit. Dovremo pagare multe salatissime (pari allo 0,1% del Pil) ogniqualvolta non rispetteremo gli impegni presi firmando il Fiscal Compact. Saremo ancora più dipendenti e ricattabili, al pari di una colonia, e verremo spogliati delle nostre ricchezze reali e saremo trattati alla stregua di schiavi.

I prossimi governi saranno “costretti” a mantenere la linea di austerity tracciata dalla bancocrazia Monti. Il Parlamento italiano diventa ufficialmente un organo dei mercati, a cui si dovrà dare conto di ogni decisione e di cui si dovranno rispettare le “agende” prescritte.

In pratica abbiamo perso la sovranità nazionale in materia di scelte economiche. Privati oramai da tempo della facoltà di battere moneta, ci siamo chinati al volere globalista del super stato europeo.
E’ un domino: persa la sovranità monetaria, e ora quella economica, a breve dovremo rinunciare alla sovranità politica che cadrà in mano, come auspicato su Repubblica da Curzio Maltese, a una casta ristretta di tecnici illuminati che guideranno il sopito ricordo degli stati nazione verso le porte del nuovo ordine mondiale, aprendo la strada a un regime sinarchico scientifico mondialista.
Ma in Italia abbiamo ben altro a cui pensare, vero?

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