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sabato 28 luglio 2012

QUEI 16 TRILIONI CHE LA ELITE GLOBALE SUPER-RICCA NASCONDE ALLE TASSE...

Aerial view of the Cayman Islands
Le Isole Cyman: un paradiso fiscale preferit dalla elite globale.
Photograph: David Doubilet/National Geographic/Getty Images
Una elite di super ricchi ha "traghettato" 13 TRILIONI di sterline offshore (ovvero equivalente al paradiso fiscale): una somma che equivale al PIL USA e Giappone messi insieme. Questo quanto afferma la ricerca commissionata dal gruppo Tax Justice Network.

In un nuovo resonto The Price of Offshore Revisited, pubblicato con esclusiva dall' Observer. James Henry, ex capo economista alla società di consulenza McKinsey ed esperto sui paradisi fiscali, ha fatto le stime piu' complete in tema di economia "offshore".

Egli mostra che almeno 13 trilioni di sterline - fino a 20!-  sono scivolate fuori dai Paesi in giurisdizioni segrete  come la Svizzera e le Cayman Islands e questo con l'aiuto di banche private. 

La loro ricchezza, come la definisce Henry, " è protetta da un gruppo industrioso e altamente remunerato di compiacenti professionisti nel private banking, tra i legali, i contabili e le industrie di investimento che si avvantaggiano della global economy sempre piu' senza frontiere nè impedimenti"

Secondo la ricerca di Henry, le 10 banche al top includono la UBS e il Credit Suisse in Svizzera,
la banca di investimento americana Goldman Sachs, che ha gestito piu' di  4 trilioni nel 2010, mentre negli anni precedenti si era trattato di 1,5 trilioni

La sua analisi dettagliata, che è stata stilata usando dati da una serie di fonti inclusa la Bank of International Settlements e l' International Monetary Fund (Fondo Monetario Internazionale) , suggerisce che per molti Paesi in via di sviluppo il valore cumulato del capitale che è "uscito" dalle loro economie dagli anni '70, sarebbe piu' che sufficiente per ripagare i loro debiti nei confronti del resto del mondo.

Gli stati ricchi di petrolio con una elite internazionale estremamente mobile sono stati particolarmente inclini a vedere sparire la loro ricchezza  in conti correnti bancari offshore anzichè essere investita
a casa loro, come suggerisce la ricerca.

Circa 500miliardi (di sterline, la fonte giornalistica è inglese ndt) hanno lasciato la Russia dai primi anni '90, quando la sua economia si stava aprendo.

L'Arabia Saudita  ha visto "uscire" 197miliardi di sterline alla metà degli anni '70 e la Nigeria 196miliardi.

"Il problema qui è che i beni di questi Paesi sono tenuti in mano da una stretta cerchia di ricchi mentre i debiti sono a carico della gente comune di questi paesi, attraverso i loro governi" dice il rapporto in questione.


(...) Secondo i calcoli di Henry 6.3trilioni di sterline di beni è di proprietà  di solo 92.000 persone, o lo 0.001% della popolazione mondiale: una minuscola classe di megaricchi  che hanno piu' in comune tra loro che coloro che sono sul fondo della scala di reddito nelle loro stesse società


"Queste stime rivelano un shockante fallimento: la disuguaglianza è molto molto peggiore di quanto mostrino le statistiche ufficiali, ma i politici si stanno ancora affidando all'effetto cascata per trasferire la ricchezza ai poveri"  ha detto John Christensen del Tax Justice Network. "Le persone comuni, non si fanno piu' illusioni su quanto  la situaizone sia diventata iniqua"


"Dare un taglio alle scappatoie  usate dalle multinazionali  e dai super-ricchi per evitare di pagare il loro giusto contributo, ridurrebbe il deficit  E' questa la via su cui il governo potrebbe concentrarsi per stimolare l'economia , piuttosto che strizzarle via la vita con tagli e aumenti di tasse per il 99% della gente che non è ricca abbastanza  per evitare di pagare le tasse."

sintesi e traduzione Cristina Bassi
fonte: http://www.guardian.co.uk/business/2012/jul/21/global-elite-tax-offshore-economy

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