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martedì 11 settembre 2012

M.BLONDET: SIAMO IN UNA CONDIZIONE PRE-RIVOLUZIONARIA



Se c’è un provvedimento la cui urgenza è evidente per la salvezza del Paese, è l’eliminazione dell’attuale Parlamento. Non solo: è necessario sancire la ineleggibilità delle inqualificabili persone che lo compongono, per loro osceno, spudorato tradimento del mandato. Questa è gente che ormai non ha che uno scopo: tenersi i soldi e i posti, perpetuarli contro la volontà popolare.

(...) Sono lì da 20, da 30 anni. Sono irriformabili, perchè sono essi stessi il risultato e la risultante della corruzione che hanno creato; la creano attorno a sè come una secrezione naturale, la creano anche solo respirando. È fin troppo chiaro che questi non solo non faranno mai alcuna riforma, ma che finchè resteranno lì ostacoleranno e renderanno impossibile qualunque riforma dello Stato, delle burocrazie, della giustizia, della spesa pubblica.

È evidente che la più necessaria riforma è – concettualmente – di una chiarezza abbagliante. Consiste nei seguenti atti.
a – Sciogliere le due attuali Camere.
b – Dichiarare la non-eleggibilità dei membri delle attuali assemblee.
c – Andare a nuove elezioni per rinnovare le camere con un sistema elettorale adottato di sana pianta dall’estero, per esempio il doppio turno alla francese.

(...) Basta questa enunciazione per capire che questa riforma è impossibile. Lo scioglimento delle Camere può farlo il presidente della repubblica. Ma nemmeno uno come Napolitano, che ha – diciamo – forzato non poco il quadro istituzionale (perchè protetto dai poteri forti transnazionali, per cui ha eseguito gli ordini) non potrebbe sancire l’ineleggibilità, nè tantomento indicare un metodo elettorale. È il Parlamento stesso che dovrebbe farlo.


Questi turpi elementi occupano la legalità. L’hanno sequestrata a loro esclusivo vantaggio, contro l’interesse della collettività. Per spazzarli via, occorrerebbe dunque un potere esterno alle leggi, extra-legale per definizione (e loro sarebbero lesti a gridare, gli infami, che questo potere è «illegale»). Un potere che, come minimo, li obbligasse a votare la propria ineleggibilità alle prossime elezioni; per legge, adottare il doppio turno alla francese. Ciò per salvare la forma della «democrazia parlamentare», infrangendone la sostanza per il bene supremo della nazione. Qualche forza dall’alto, come una dittatura, o dal basso, come una rivoluzione. Qualche cosa che superasse di forza il rituale e il concetto steso di voto. E magari (qui ha ragione Beppe Grillo) smascherasse la illegittimità radicale della loro «legalità» sottoponendoli a un processo tipo Norimberega.

Non mi illudo nemmeno per un attimo che nulla di simile avverrà. Troppi, qui in Italia, godono di pasti gratis del sistema marcio e corrotto, troppi sgavazzano nella «legalità» per pensare anche solo di coagulare, nelle forze che contano (tipo la polizia) o nell’opinione pubblica, un sentimento favorevole a scavalcare la legalità.
 

Il mio scopo era semplicemente di rendere chiaro ede esplicito il problema. Quando individui che hanno perso la legittimità continuano a sequestrare la legittimità, si descrive una condizione pre-rivoluzionaria. Una situazione che richiede il ricorso a ben altro che il voto, ben altro che la speranza in «riforme»; piaccia o non piaccia, richiede il ricorso di altro, di cui non dico il nome perchè è illegale. Se gli italiani non la vogliono, si tengano questa oscena classe. Ma non sperino nè in ripresa, nè in crescita, nè in un futuro migliore quale che sia per i loro figli.
 Maurizio Blondet
(articolo pubblicato il 7 agosto 2012)

TUTTO L'ARTICOLO QUI:  http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=97144:come-eliminare-il-parlamento-infame-&catid=83:free&Itemid=100021

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