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sabato 6 ottobre 2012

CRISTINA KIRCHNER, PRESIDENTE DELL'ARGENTINA, PARLA CON L'IRAN...

Argentina's President Cristina Fernandez de Kirchner (Reuters/Enrique Marcarian)
Argentina's President Cristina Fernandez de Kirchner (Reuters/Enrique Marcarian)

Cristina Kirchner ha annunciato di desiderare colloqui con l'Iran, un Paese che accusa di aver architettato il peggior attacco terroristico in Argentina, 18 anni fa.
­Immediatamente,  Il Ministro degli Esteri Argentino, Héctor Timerman si è inocntrato con la sua controparte iraniana Ali Akbar Salehi, con l'obbiettivo esplicito di “raggiungere la verità"

Verità pericolose…


Si sono subito alzate le proteste sioniste contro le decisioni dell'Argentina. A partire dalla Assistente della Segreteria di Stato USA, Roberta Jackson, che ha ammonito: “le relazioni ocn l'Iran non sono mai benigne”; al Presidente del DAIA (Argentine Delegation of Israeli Associations) locale, Aldo Donzis, e dell' AMIA (Argentine Israeli Mutual Association) Guillermo Bolger, che hanno detto che le "proposte di dialogo con l?iran sono irrispettose e offendono il sistema giudiziario argentino", poichè
"non ci si puo' fidare dell'Iran", al governo israeliano che ha condannato il meeting dei ministri degli esteri  ancor prima che avvenisse.

La verità è che ancora 18 anni dopo che una bomba  distrusse i quartieri generali dell'AMIA, il 18 luglio 1994 - 86 morti, piu' di 200 feriti-  il caso resta insoluto e i colpevoli non sono statii assicuratoi alla giustizia.

Dal giorno stesso dell'attacco, l' “AMIA Case” ha subito enorme interferenza dai governi  USA e di Israele .  Il Presidente argentino di allora, Carlos Menem – che una voltà se ne uscì dicendo che "l'Argentina e gli USA godono di relazioni carnali" diede accesso illimitato alle Intelligence di USA e Israele, ossia FBI e Mossad che presero il sopravvento nelle investigazioni sull'attacco.

Infatti fu un funzionario dell'intelligence militare israeliana che scoprì dei detriti  al ground zero di AMIA, ovvero un piccolo pezzo di metallo appartenente al motore di un furgone che “fortunatamente” (per gli Israeliani) portava un numero di fabbricazione seriale e che quin di potè servire come mezzo per rintracciare una supopsta "autobomba", sebben nessun altro pezzo di questo veicolo  fu mai trovato, nè vi furono testimoni credibili  che avessero visto il furgone.

Col passare degli anni, l'AMIA Casefu sottoposto a 7 corti federali in Argentina e si inzuppo' di bugie, corruzioni e insabbiamenti..

Dopo essere andati erraticamente in varie direzioni, ora il governo argentino della Kirchner ha accusato la Repubblica Islamica dell'Iran  di aver orchestrato l'attacco.

Ovviamente USA e Israele hanno grande interesse nel far prosperare questa accusa, dato che aggiungerebbe "ulteriore evidenza"  sul fatto che l'Iran sia uno sttao mascalzone pronto per un attacco militare occidentale unilaterale. Specialmente in un tempo in cui la credibilità di  USA e Israele e la crisi crescente sul nucleare in Iran, hanno raggiunto nuovi minimi, " una prova  della colpa iraniana" nella bomba all'AMIA sarebbe inviata da Dio...

Dunque abbiamo due scenari plausibili, sebbene uno sia sistematicamente ignorato dai media ufficiali:

Scenario 1 – una supposta "connessione iraniana"

L'AMIA Case è tormentato da corruzione diplomatica e giudiziale. Si veda  per esempio l'impeachment del giudice federale Jorge Galeano che autorizzò il pagamento di una bustarella di 400,000  dollari a Carlos Telleldín, un commerciante di auto rubate in galera, che avrebbe fornito prova di un "link iraniano"  all'attacco.

La bustarella fu finanziata dal banchiere locale Rubén Beraja, all'epoca presidente della DAIA e proprietario del Banco Mayo locale che successivamente fallì, facendo andare in galera Mr Beraja per molti anni.  Negli anni 90, tuttavia, Mr Beraja fu una figura prestigiosa nei circoli sionisti internazionali e fu invitato dall'ex governatore della FED, Paul Volcker, ad unirsi alla sua “Commissione di Notabili"
che investigavano su contisti ebraici dormenti in svizzera, che portaro al fatto che le banche svizzere sborsassero 1.25 miliardi di dollari alle organizzazioni sioniste globali.

Altra pietra miliare poi il 21 settembre 2006 quando il Presidente Néstor Kirchner con il suo Ministro degli Esteri Jorge Taiana e first lady e l'allora senatore Cristina Kirchner, tenenro un meeting a porte chuise  all' Hotel Waldorf-Astoria di New York con 8 8 organizzazioni sioniste internazionali, ovvero
l'American Jewish Congress, il World Jewish Congress, la loggia  B’Nai B’Rith, la Anti-Defamation League e altri.

Non si sa esattamente che fu discusso, ma  in meno di un mese dopo, il  Presidente Kirchner mando'  il Pubblico Ministero Speciale Alberto Nisman ad incontrare dei contatti CIA e Mossad a Washington.
Ritornando in Argentina, Mr. Nisman – un sionista militante – accuso' formalmente il presidente iraniano Ali Rafsanjani e 7 memebri del suo cabinetto, incluso Ahmad Vahidi che in seguito diventerà
il Ministro della Difesa del Presidente Mahmoud Ahmadinejad, di aver pianificato e finanziato l'attacco all'AMIA delegandolo agli Hezbollah

Questo fece grandi titoli sui giornali ed ispiro'il Rabbino Israel Singer, direttore politico del World Jewish Congress a “congratularsi con il Governo argentino” per aver reso pubblica l'accusa contro
l'Iran”.

Le accuse della Argentina, fondate solo  sull' “intelligence” fornita da CIA e Mossad e la loro teopria della "auto-bomba" , furono respinte pronmtamente dall'Iran.

(...) dunque se Iraniani e Siriani  non hanno cospirato con gli Hezbollah e Hamas per portare avanti questo attacco, chi lo ha fatto?

Scenario 2 – lotta interna sionista: un link con Israele?

Il caso AMIA assume tutt'altra dimensione se messo in relazione a cio' che stava accadendo allora - inizia anni 90- in Israele.

Nel 1991, fu creata la Conferenza di Madrid sulla pace israelo-palestinese, che inizio' ad avanzare velocemente dopo che il generale Isaac Rabin vinse le elezioni nel giugno 1992, che lo resero Primo Ministro di Israele.

La strategia di pace di Rabin prevedeva che Israele smettesse  e smantellasse gli insediamenti illegali
del movimento dei coloni armati dell''ultra destra, che rivendicano che rinunciare persino ad un centimetro della "sacra terra di Israele" sia tradimento oltraggioso.

Nonostante questo Rabin fece decollare il processo di pace e nel Settembre 1993, come noto strinse la mano a Yasser Arafat alla Casa Bianca, nel Rose Garden, con le benedizioni di Bill Clinton. Poco dopo,  Rabin raggiunge accordi iniziali  con la Siria, sulle Alture del Golan e con la Giordania.

All'inizio del luglio 1994, Rabin permise ad Arafat di tornare in Palestina dopo 27 anni di esilio.
Il Movimento dei coloni sionisti di ultra destra si infuriò letteralmente . Alcuni mesi prima, nel febbraio 1994, un Baruch Goldstein – un militante sionista di New York appartenente al gruppo fondamentalista di Kach– fece irruzione nella moschea di Hebron , aprendo il fuoco su Musulmani in preghiera, uccidendone 40. Nessuno spiegò mai come Goldstein potè intrufolarsi oltre i forti controlli di sucurezza di Israele , portando con sè un fucile.


Goldstein fu ucciso nell'attacco, ma la sua tomba successivament edivenne luogo di pellegrinaggio per il Movimento Sionista dei Coloni.

E' in quetso tempo che avvenne l'attentato con la bomba all'AMIA in Argentina, il 18 luglio 1994: in un momento cruciale di lotta interna tra grup rivali di israele e Sionisti.

A quel tempo i capi di AMIA in Buenos Aires sostenevano il processo di pace di Rabin, ecco perchè moti in Argentina pensano che l'attentato possa essere ben stato un "avviso" dai Sionistoi armati dell'ultra destra a Rabin, per costringerlo ad abbandonare la sua  politica di "pace per il territorio"  con i Palestinesi

Ma Rabin “non colse il messaggio”.  E quindi arriviamo al terribile apice degli eventi di questa triste storia, quando il 4 novembre 1995 – appena poco dopo un anno dall'attentato all'AMIA in Argentina –  Rabin fu assassinato nello stile "Kennedy"  sulle strade di Tel-Aviv e non da un fondamentalista islamico, non da un terrorista palestinese, non da un fanatico noenazista, ma da un Ygal Amir: un giovane studente israeliano di ultra destra, membro del Movimento Sionista dei Coloni e collegato allo Shin-Beth, servizo interno di sicurezza israeliana, che a quel tempo era stato riorganizzato da Mr Rabin

Con Isaac Rabin fuori dal gioco per assassinio, Shimon Peres rimase Primo Ministro per 7 mesi fino alle elezioni  del 1996, che portarono al potere Benjamín Netanyahu e il partito del Likud  e i Laburisti furono quasi del tutto spazzati via dalla politica israeliana.

Quindi venenro Ehud Barack, Ariel Sharon, Ehud Olmert, e di nuovo oggi Netanyahu, che mostrano quanto il Sonismo militante sia l'elmo di Israele.

Oggi, mentre gli USA, Israele e UK minacciano costantemente l'Iran con un attacco miloitare unilaterale, appare il Presidentet Cristina Kirchner – chissà se ispirata da prudenza o estremo panico- che decide "di mettersi a tavolino e dialogare con l'Iran”.

Ci si chiede....di che parleranno? Il dubbio è scarso: le accuse irrazionali e arbitrarie dell'Argentina sono vergognosamente insostenibili.

Che faranno con questo le organizzazioni internazionali sioniste che detengono cosi tanto potere in Argentina e in USa e altrove?

Che faranno “le Ambasciate” a Buenos Aires (di USA e Israele ovviamente) per intimorire
l'Argentina?

Queste solo alcune delle questioni che il caso AMIA pone sulal scacchiera globale sempre piu' complessa, in cui l'Argentina ripetutamente e costantemente ha mal gestito dal 1994 e tutto questo non fa prevedere un luminoso futuro per l'Argentina.


­by Adrian Salbuchi for RT

fonte: http://rt.com/news/president-iran-amia-zionist-728/
traduzione Cristina Bassi

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