UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO

UN BLOG PER TENERTI SVEGLIO
Notizie dal mondo, soprattutto da fonti internazionali, che il mainstream non riporta.

Translate

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

domenica 7 ottobre 2012

PADRE ERNETTI E IL CRONOVISORE: LA MACCHINA DEL TEMPO. UN ALTRO SEGRETO DEL VATICANO?


Nel seguito estartti da un lungo articolo che trovato per intero QUI:
http://www.dionidream.com/il-crovisore-la-macchina-del-tempo-esiste-in-vaticano/


DAL LIBRO “Le NOUVEAU MYSTERE du VATICANdi Padre Francois Brune

Una macchina in grado di osservare gli eventi del passato che appaiono in forma olografica in un piccolo spazio cubico. Questa la scoperta attribuita al monaco benedettino Padre Pellegrino Ernetti insieme a 12 scienziati, fra cui Enrico Fermi e Padre Agostino Gemelli fondatore dell’Università cattolica di Milano, nei primi anni ’50 del secolo scorso. 

Una notizia che era entrata nell’oblio se non fosse per un libro di Peter Krassa nel marzo del 2000 e di Padre Francois Brune nel febbraio di quest’anno che accendono i riflettori su una vicenda ancora avvolta nel mistero e che coinvolgerebbe anche il Vaticano.

(..:) Intorno al 1997, con altri ricercatori, stavo raccogliendo informazioni su persone dotate della capacità di visione a distanza e della visione temporale.
Naturalmente eravamo interessati anche alle apparecchiature che avrebbero potuto rendere possibile osservare e registrare eventi di luoghi lontani nel tempo e nello spazio.
 
In questo contesto, mi ero anche documentato sulle ricerche molto particolari di Giuseppe Calligaris (13). Il Prof. Calligaris aveva scoperto che, sollecitando alcuni precisi punti del corpo umano, si potevano rivivere non solo eventi del passato personale, ma anche eventi storici non direttamente riconducibili alle esperienze personali.
 
Fra i ricercatori, in questo campo di frontiera, ero venuto a conoscenza delle ricerche di Padre Pellegrino Ernetti. Il monaco benedettino, nei decenni trascorsi, era stato trascinato al pesante onore della cronaca perché ritenuto ideatore e costruttore, con altri scienziati, di un apparecchio che sarebbe stato in grado di osservare e registrare eventi del passato. Feci ricerche su di lui per poterlo incontrare.
Seppi che, essendo monaco Benedettino, viveva presso il monastero benedettino dell’isola di San Giorgio maggiore a Venezia, dove era morto nell’aprile del 1994. Nominato dal Ministero della Pubblica Istruzione, era stato anche insegnante di Prepolifonia, unica cattedra in Italia istituita nel 1955, presso il conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.

  (...) cosa diceva quest’articolo pubblicato nel 1972 per scatenare l’interesse generale, oltre che il nostro, a quasi trent’anni di distanza. Diceva, attraverso un non nominato signor X, che la macchina inventata da padre Ernetti, insieme ad un gruppo di 12 fisici, sarebbe stata in grado di fotografare il volto di Cristo mentre era ancora vivo sulla croce. Non solo ma, creando il massimo di rimbombo giornalistico, presentava un’immagine di Cristo, in molti punti combaciante, si dichiarava, con la Sacra Sindone. Un’immagine che il Signor X, e non Padre Ernetti, dichiarava proveniente da questa macchina del tempo che dunque esisteva e funzionava.

Ma com’era fatta questa macchina, come funzionava e con quali principi ?
Dalla lettura dell’intervista della Domenica del Corriere n. 18 del 2 maggio 1972, che chi vuole può leggersi integralmente fra i documenti presenti in appendice (1), estraggo le seguenti risposte direttamente provenienti da Padre Ernetti:
 
- la macchina è formata da una serie di antenne per permettere la sintonizzazione delle singole voci ed immagini.
- la procedura di funzionamento della macchina è la stessa utilizzata dagli astronomi che, calcolando gli anni-luce, riescono a ricostruire l’aspetto di una stella spentasi da migliaia di anni.
- il sistema di funzionamento si basa sul principio di fisica, comunemente accettato, secondo il quale le onde sonore e visive, una volta emesse, non si distruggono, ma si trasformano e restano eterne ed onnipresenti intorno alla terra; quindi possono essere ricostruite, come ogni energia, in quanto esse sono energia.
- il suono e la luce sono energie
- la luce può trasformarsi in suono e viceversa.
- Il suono, una volta emesso, inizia un processo di disgregazione in altri tipi di onde sonore che l’orecchio umano non è in grado di udire.
- Dal suono disgregato si può tornare al suono originario, così come dalla materia disgregata si può ricostruire la sua forma originaria, secondo i principi della teoria atomica.
Tutto parte dallo studio dei suoni attraverso l’analisi dell’oscillografia elettronica.

Ogni essere umano lascia dietro di sé una doppia scia, una sonora e una visiva, esse sono uniche, come sono uniche le impronte digitali.

(...) Tutte queste dichiarazioni sono attribuite, dal Giornalista Vincenzo Maddaloni, sempre al Signor X e non a Padre Ernetti che, sia pure sollecitato, non risponde. Inoltre, Padre Ernetti, nell’intervista, considera la sua invenzione pericolosa perché potrebbe mettere in pericolo la libertà di parola, di azione e di pensiero. Infatti, dichiara che, con la sua macchina, si può captare anche il pensiero, essendo il pensiero stesso un’emissione di energia. Sarebbe quindi possibile, e questo viene considerato pericolosissimo, conoscere sia il pensiero del vicino di casa che il pensiero di un avversario.

Padre Ernetti, però, precisa che i suoi studi non hanno nulla a che vedere con la parapsicologia o con la metapsichica e, tanto meno, possono essere equiparati con gli studi che cercano di dare una spiegazione a tutto ciò che è voce, suoni o figure provenienti dall’aldilà.

Nel primo capitolo del libro di Padre Brune intitolato “Papà aiutami” Padre Ernetti racconta delle prime esperienze registrate nel laboratorio fisica sperimentale di Padre Gemelli, presso l’Università Cattolica di Milano, riguardanti le voci provenienti dal cosiddetto aldilà, ma anche della costruzione del cronovisore.
Padre Gemelli aveva l’abitudine di fronte a qualche difficoltà di dire “Ah! Papà aiutami”. Un giorno, era il 17 settembre 1952, dopo l’ennesima esclamazione di Padre gemelli, sul magnetofono si registrò la voce del papà di Padre Gemelli che diceva: “Ma certo che ti aiuto, io sono sempre con te”.
Il primo istinto di Padre Gemelli fu di spegnere l’apparecchio ma Padre Ernetti lo convinse a riaccenderlo per verificare quanto avevano ascoltato. Riudirono la voce che Padre Gemelli riconosceva come quella di suo padre che aggiungeva: “Ma si, zuccone, non vedi che sono proprio io?”.
Il termine “Zuccone” era proprio il termine usato dal padre di Gemelli mentre era in vita nel rivolgersi in alcune occasioni al figlio ancora bambino. Da questo episodio Padre Gemelli, che era anche specialista in fisica quantica, iniziò, con Padre Ernetti, una serie di ricerche nel campo della fisica applicata per andare a fondo delle possibilità che si aprivano. 

Padre Ernetti, utilizzando la sua cattedra presso il conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, inizia a lavorare sul progetto del visore temporale, avvalendosi della collaborazione di una dozzina di scienziati fra cui Fermi e Werner Von Braun. Il visore viene, alla fine, messo a punto e appaiono le immagini ed i suoni dell’evento del passato al centro di un piccolo spazio; appaiono in bianco e nero e come ologrammi, tridimensionali. Tutte le esperienze vengono filmate. Attraverso un regolatore di onde, per tentativi, si cercava di prendere contatto con le onde specifiche del personaggio su cui si voleva sviluppare la ricerca.

(...)
Sulla rivista Arcani n. 25 del giugno 1974 appare un articolo di Teresa Pavese. E’ un articolo-intervista dal titolo “Cronovisore – la materia racconta” nel quale viene presentata la ricerca di Don Luigi Borello nel campo della fisica neutrinica. (3)L’articolo si propone di rendere note le ricerche di Don Luigi Borello. Ricerche, anche quelle di Don Borello, tendenti a recuperare e rendere visibili e udibili gli eventi del passato. Nello stesso articolo viene comunicato che lo stesso Don Borello sta preparando un libro sui risultati delle sue ricerche. 

Sempre nel 1974, sul n. 24 della rivista Arcani, Don Luigi Borello, che vi tiene una rubrica nella sua qualità di sacerdote, sollecitato da un lettore, ci tiene a rimarcare la differenza tra la sua ricerca e quella di Padre Ernetti (4). Padre Ernetti ritiene di poter pescare gli eventi intorno alla terra, Don Borello ritiene invece che gli eventi si fissino sulla materia. Don Borello, in un’altra risposta, pubblicata nel numero con il quale cessa di tenere la rubrica per la rivista Arcani (5), sintetizza gli elementi teorici della sua ricerca nel campo della “cronovisione”. Egli dichiara di basare le sue teorie su quelle di Renato Palmieri sulla fisica del campo antigravitazionale.  Le teorie di Palmieri tendono ad inquadrare tutti i fenomeni dell’universo fisico in una precisa “geometria di campo”. Cosa possibile solo se esiste un “plenum continuum” alternativo alla teoria dello spazio vuoto; che è, invece, una teoria che accomuna molti dei moderni cosmologi.

(...) sul Giornale dei Misteri n. 114 del 1980 (6), lo stesso giornalista Sergio Conti (...) entra in dura polemica con un difensore di Padre Ernetti: il signor Annunziato Gandi. Il Signor Gandi è Presidente della Fondazione Giorgio Gandi Museo del Grammophon del Disco e delle voci celebri, ex Oratorio Della Fava che si trova a Venezia (dal 1991 il museo è stato chiuso), Il Gandi scrive una lettera dal titolo “Perché il Padre Pellegrino Ernetti non ha partecipato al Congresso di Fermo (ottobre 1979).
In questa lettera, il Signor Annunziato Gandi cerca di spiegare la mancata presenza di Padre Ernetti, suo amico carissimo, al Congresso di Fermo. Il Gandi afferma che l’organizzazione del congresso di Fermo era più opera sua che del Conte Mancini. Il Gandi afferma che fu appunto lui a convincere Padre Ernetti a partecipare al congresso di Fermo.In questa lettera, si aggiunge che Padre Ernetti è il depositario delle idee segrete di Marconi, di Severi e di padre Gemelli, di cui fu allievo e collaboratore. Nella sua lettera aggiunge la seguente nota:
P.S. – P. Pellegrino non fa alcun mistero dei suoi segreti: ne ha dato pubblicamente delle prove, ultima è stata la conferenza del 17 febbraio u.s. nell’aula magna dell’Università di S. Tommaso a Roma ove parlò sul tema «Nessuno muore» presenti fisici e scienziati (cito anche un amico di Mancini, il Prof. Marasca), nella quale egli svelò chiaramente il principio di fisica sia per le Voci dell’aldilà sia per la «cronovisione».

La Macchina del Tempo
PER ACQUISTO QUI
 
(...) Ma torniamo a Don Borello il quale, nell’intervista sopra menzionata (9), dichiara di essersi incontrato con Padre Ernetti e di aver da lui ricevuto l’informazione che la macchina era stata smontata e portata in una sala del Viminale (il Ministero degli Interni italiano). (Non, quindi, come affermato allo stesso Padre Brune e ad altri, in Vaticano).  Va da sé, che rimane non credibile che una macchina simile sia stata consegnata al vaticano dal Ministero degli Interni italiano; ma rimane altrettanto incredibile che il Vaticano l’abbia consegnata al Viminale.
 
Nel marzo del 2000, esce negli Stati Uniti un libro su Padre Ernetti scritto da Peter Krassa, dal titolo “Il cronovisore di Padre Ernetti – la costruzione e la scomparsa della prima macchina del tempo del mondo”. In questo libro è contenuta una testimonianza del Prof. Giuseppe Marasca
(...) Padre Brune si rende conto che l’edizione americana ha un allegato esplosivo. Un italiano che, venuto a conoscenza della nuova edizione in inglese, aveva inviato una lettera nella quale si dichiarava come una sorta di “figlio spirituale” di Padre Ernetti. L’italiano voleva assolutamente rimanere anonimo e chiedeva formali garanzie a questo scopo, prima di permettere la pubblicazione della sua lettera.
Naturalmente il direttore della “New Paradigm Books” [l'editore del libro in questione]  conduce una sua piccola inchiesta, al termine della quale, ritiene di avere buone ragioni per considerare il documento pervenuto autentico.
La lettera, pubblicata nel libro di Padre Brune, nel capitolo “Il bugiardo crolla alla fine”, contiene, o vorrebbe contenere, una vera bomba; la confessione di Padre Ernetti che racconta la verità circa il cronovisore, il volto di Cristo, il Thyeste. (un’opera teatrale attribuita a Quinto Ennio di cui Padre Ernetti avrebbe recuperato con il suo cronovisore la rappresentazione tenuta a Roma nel 169 a.c.) (10).
(...) Padre Brune rilascia al settimanale “Chi” una lunga intervista che viene pubblicata il 29 luglio 2002 nella quale parla appunto del suo ultimo libro (12). “Ho la certezza che quella macchina sia stata veramente inventata da Padre Ernetti e che si trovi ora nascosta in Vaticano”.
Una certezza che si basa:
«Su un’amicizia con Padre Ernetti che è durata trent’anni, dal 1964 alla sua morte, avvenuta nel 1994. Durante tutto questo tempo ci siamo incontrati spesso e abbiamo trascorso insieme decine di ore a parlare del cronovisore. In alcune occasioni sono andato a trovare Padre Ernetti anche con degli amici scienziati e anche loro hanno ascoltato le sue confidenze. Non ho alcun elemento per ritenere che Padre Ernetti fosse bugiardo o fosse un mitomane, per cui io credo ciecamente a quanto mi ha riferito».
Questo libro è la difesa appassionata di una amico che prende le difese dell’amico scomparso, mentre su di lui aleggiano, postume, accuse di frode.
 
(...) Don Borello, nell’intervista rilasciata al settimanale “Chi” (9), parlando della lettera che gli aveva scritto il monaco benedettino, in diversi punti dell’intervista dice: «E se invece, attraverso quella macchina, si scoprirà che i fatti prodigiosi riguardanti la vita di Gesù sono stati inventati dai suoi discepoli ? ».
 
«Se le scoperte di padre Emetti fossero state autentiche, potevano diventare una “bomba” devastante. Avrebbero potuto portare alla dimostrazione che eventi fondamentali per la storia e per le religioni non sono mai esistiti con inimmaginabili conseguenze sociali»

«È chiaro che una invenzione del genere “sconvolge” il mondo. Se si riesce a ricostruire quanto è accaduto, è possibile risolvere tutti i dubbi, tutti i delitti, tutte le congiure. Non ci sarebbero segreti, vita privata. Ogni azione, per il fatto che diventa energia, vagherebbe nello spazio e potrebbe essere captata da chiunque abbia un “cronovisore”».


 By Alberto Roccatano – Milano, 14 ottobre 2002

  PER ACQUISTO    Favole consolatorie o realtà?

Nessun commento: