(Orazio)
DAGOANALISI
Sul "Corriere della Sera" di martedì scorso, a firma di Massimo Fracaro e Nicola Saldutti, con grande perizia e senza sussulti demagogici è documentata (e spiegata) la somma intera di empietà (e imperizia) contenute nel nuovo Redditometro partorito da Equitalia (si fa per dire) per combattere la lotta all'evasione fiscale.
AGENZIA DELLE ENTRATE
I due eccellenti cronisti puntano l'indice anche sul paradosso di un
controllo fiscale destinato, alla fine, a penalizzare i contribuenti
virtuosi. Tra le tante assurdità dell'ennesimo Porcellum normativo
mandato a pascolare sui prati istituzionali, c'è anche un ribaltamento
di ogni principio giuridico civile: l'onere della prova della propria
onestà è tutta a carico del contribuente. A pensare che quell'eversore
del barone John Maynard Keynes, da buon economista liberal sosteneva che
"sfuggire alle tasse è l'unica impresa che offra ancora un premio".
ATTILIO BEFERA
Così, nei prossimi mesi se non sarà cancellato dai nuovi governanti
un Tassametro (taroccato) spacciato per Redditometro (imparziale),
milioni di cittadini-sudditi finiranno nel tritacarne dell'Agenzia delle
Entrate. E toccherà soltanto a loro, davanti al giudizio del
funzionario-sovrano, ricordare perché nel 2009 hanno acquistato un
televisore nuovo, ho acquistato l'apparecchio correttivo per i denti
della figlia.Sul nocciolo (duro) del problema che riguarda la civiltà fiscale, ben poco ha aggiunto il battibecco pseudo ideologico, sviluppatosi sulle pagine del "Corriere della Sera", tra il direttore di Equitalia, l'impenitente Attilio Befera, e l'opinionista col blà blà weberiano, Piero (e/o) Ostellino. Ai quali si è aggregato, con una posizione "terzista", il solito Salvatore Bragantini, che ancora non si è avveduto che nell'anno del governo Monti il debito pubblico ha raggiunto la cifra-record di oltre duemila miliardi. Riguardo ai buchi di bilancio (pubblico) l'agenda del manager-analista è ancora ferma agli anni Ottanta. Mai aggiornarla!
SALVATORE BRAGANTINI
Il che dimostra come spesso le opinioni separate dai fatti sono
soltanto "fuffa" accademica. Pensieri e convincimenti (radicati) a mezzo
stampa sul rapporto cittadino-tasse che, però, non affrontano mai la
vera emergenza istituzionale che da almeno una ventina di anni di
ministri "tecnici" (da Visco 1999 a Grilli 2012) stiamo drammaticamente
vivendo: la politica fiscale è compito precipuo (missione) del governo e
del Parlamento e non può essere delegata a Equitalia o a qualsiasi
altra agenzia.Come recita lo stesso dettato costituzionale, i ministri, nominati dal capo dello Stato su proposta del presidente del Consiglio "sono responsabili, individualmente, degli atti adottati dai dicasteri loro affidati e, collegialmente, delle deliberazioni del Consiglio dei Ministri".
Fa un certo effetto, allora, che nel pieno di una campagna elettorale difficile e ricca di colpi di scena, con i cittadini alle prese con povertà e disoccupazione crescente, nessuno dei leader in gara - da Bersani a Berlusconi passando per Casini -, abbia finora preso posizione sul'iniquo Redditometro messo a punto da Equitalia.
BERSANI, BERLUSCONI
Il Grande Inquisitore dostoevskijano del terzo millennio che con il
suo modello organizzativo sofisticato vuol far credere alle sue vittime
(i contribuenti) di agire per il suo bene: far pagare le tasse a tutti. Dopo le esperienze del passato ("cartelle pazze" e tanto altro) si può continuare a credere ancora alla Befana, ma non a Befera!
casini berlusconi
Chissà, forse dimentichi i nostri politici, che nella scorsa
primavera c'è stata una forte mobilitazione contro l'agire persecutorio
dell'Agenzia con assalti agli uffici, attentati e suicidi. Una società
per azioni a capitale pubblico (una multiutility che deve macinare
profitti) che è stata accusata pure di praticare lo "strozzinaggio",
esigendo, a torto o a ragione, comunque un agio del 9% per ogni tassa
non pagata. Una situazione insostenibile fino al punto che la Cgil aveva
minacciato uno sciopero generale contro l'Agenzia delle entrate.
VITTORIO GRILLI
Tutti silenti, invece, i futuri candidati premier nonostante che nel
tritacarne di Equitalia finirà soprattutto il lavoro autonomo e
d'impresa. E qualche pensionato che non appartiene, come Salvatore
Bragantini, al ristretto club dei contribuenti mezzi-milionari, ma che
per una volta si è permessa una follia: spendendo in sola volta i suoi
mille euro (mensili) per una vacanza-premio sul lago insieme ai cari
nipotini.Per non dire del premier-pesce Rigor Montis e del suo ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, che ancora non si sono resi conto della bomba sociale lanciatagli sotto la poltrona (a loro insaputa?) da Attila Befera proprio alla vigilia della consultazione elettorale. Ma spesso, accade anche i bocconiani, non si possono prendere impegni superiori alle proprie debolezze.
FONTE: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-si-puo-credere-alla-befana-ma-non-a-befera-con-liniquo-redditometro-in-49241.htm




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