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venerdì 10 gennaio 2014

UNA PROBABILE TERZA GUERRA MONDIALE?

La Grande MenzognaTratto dall'articolo piu' esteso di Don Curzio Nitoglia su EffediEffe.com

Il giudice Ferdinando Imposimato ha scritto un interessantissimo libro (La grande menzogna. Il ruolo del Mossad, l’enigma del Niger-gate, la minaccia atomica dell’Iran, Roma, Koinè Nuove Edizioni, 2006). In esso, con documenti alla mano, spiega la genesi degli attentati dell’11 settembre 2001, la guerra all’Iraq del 20 marzo 2003 e la probabilmente futura guerra (nucleare) all’Iran, che scatenerà una catena di ritorsioni nucleari, capaci di sconvolgere la faccia della Terra.

 
 Il magistrato parte da un recente attacco verbale contro l’Onu (Firenze, 12 novembre 2005) da parte di Michael Ledeen (personaggio legato alla Loggia massonica P2 e al Sismi) e Richard Perle, entrambi neoconservatori americani, che dietro imput di Cheney e Rumsfeld,vogliono lanciare l’attacco atomico contro l’Iran, mettendo prima a tacere le resistenze delle Nazioni Unite. Richard Perle è «un ebreo legato al Likud, partito di estrema destra israeliana» (p. 20) e specialmente con Benjamin Netanyahu ha scavalcato a destra anche Ariel Sharon, troppo moderato verso i palestinesi. Assieme a Michael Ledeen, egli dirige l’American Enterprise Institute «noto anche in Italia per i contatti con la P2 e i servizi segreti italiani» (p. 22).

Imposimato, citando Albert Einstein, si chiede: «esiste il rischio di un conflitto nucleare di portata apocalittica, che porterebbe alla fine 2/3 dell’umanità?» (p. 25). Egli risponde affermativamente, asserendo inoltre che l’Iran e la Siria sono i prossimi obiettivi dell’America. Quanto alla 2a guerra contro l’Iraq, essa non fu la conseguenza dell’11 settembre 2001, ma «fu decisa molto tempo prima dell’attacco alle Torri gemelle» (p. 26), verso il 1999/2000. Tale guerra fu fatta «per conquistare le risorse petrolifere del medio oriente ed allargare il dominio degli Usa, offrendo protezione ad Israele, esposta al rischio di un nuovo olocausto» (p. 27). 


Inoltre, prosegue Imposimato, è falso che «tutto sia cominciato con l’11 settembre 2001». Infatti già nel febbraio del 1993 «un camioncino con 700 chili di semtex esplose nel parcheggio del WTC» (p. 99). Il 7 agosto 1998 «alcuni camion di esplosivo con kamikaze devastarono le ambasciate americane di Nairobi in Kenia e Dar Es Salam in Tanzania» (p. 100). Infine ci fu l’informazione ricevuta dall’Fbi nell’agosto 2001 di «attacchi terroristici imminenti, su larga scala, contro obiettivi altamente visibili» (p. 103). Dunque, conclude il giudice, si conosceva, e si era già costatato sin dal 1993, la capacità operativa del terrorismo anche in terra americana; ma si è voluto lasciar fare, per attaccare guerra in medio oriente, come a Pearl Halbour nel XX secolo contro il Giappone, e sulle coste di Cuba nel XIX secolo contro la Spagna. Secondo Imposimato (che dimostra sempre quel che scrive), «un governo mondiale invisibile muove le fila dei governi nazionali (…). Tutto ciò con l’avallo dell’estrema destra ebraica, il Likud…, dietro gli eventi del terzo millennio vi è un gigantesco complotto ordito per giustificare la guerra all’Iraq e preparare quella all’Iran» (p. 27).

Dopo lo smacco subito in Iraq, l’America penserebbe di impiegare «armi nucleari di tipo nuovo, piccole bombe atomiche ad effetto territoriale limitato» (p. 32). George W. Bush «si avvale di consiglieri preziosi, come Karl Rove, ebreo legato al Likud, e come Dick Cheney, che ha al suo fianco Lewis Libby, anche lui ebreo vicino a Bibi Netanyahu, capo del Likud. A decidere non è solo Bush, ma lui e il suo staff, che serve anche altri padroni (…). Bush, manovrato da Cheney e Rove, pedine di Netanyahu, intende dominare il mondo con la forza e a furia di guerre preventive può coinvolgere anche l’Europa, a partire all’Iran» (p. 35).

Imposimato scrive che «Bin Laden e al-Qa’ida avevano preparato e organizzato…, la sfida militare agli Usa» (p.40). Ma ammette anche che «del piano sapevano in molti, e primo tra tutti il Mossad, con infiltrati ovunque, e non fecero nulla per impedire l’evento… Dall’11 settembre, il sostegno dell’America a Israele fu automatico» (p. 40). Inoltre lo scandalo dell’uranio che Saddam avrebbe voluto comprare in Niger, per prepararsi la bomba atomica, risulta essere un falso, preparato nel 2000, da un ex agente dei servizi segreti italiani e poi rilanciato dall’Inghilterra. Esso ha costituito la famosa «canna fumante» per scatenare la guerra all’Iraq che non poteva esser tirato dentro l’11 settembre, poiché estraneo alla mentalità di al-Qa’ida (cfr. pp. 41-54).

Tuttavia, questa volta, la forza militare e nucleare iraniana è reale e «non può essere sottovalutata» (p. 82). Infatti «il potenziale militare dell’Iran è notevole. Teheran è in possesso di più di 500 missili balistici Sheab-1 e Sheab-2 con una gittata da 300 a 500 km; e di un numero indeterminato di Sheab-3 che hanno una portata di 3000 km ed una carica esplosiva di 700 kg e sono in grado di raggiungere le città e le basi israeliane» (pp. 152-153).

«Manca la certezza della vittoria» (p. 83) ed è solo per questo che non è ancora stata ingaggiata guerra. Inoltre, con Ahmadinajead al potere in Iran, la vittoria di Hamas in Palestina, gli Hezbollah in Libano diretti dalla Siria, si corre verso uno scontro frontale con Israele, alimentato da sionisti, neoconservatori americani e per contrapposizione da al-Qa’ida e Bin Laden. Penso - data anche l’attuale situazione creatasi in Siria, Libano e Turchia - che sia certa la guerra, resta incerto solo chi attaccherà per primo: il blocco arabo anti-israeliano oppure il sionismo-americanista? Purtroppo, uno dei due lo farà sicuramente, scatenando la reazione dell’altro, che porterà alla catastrofe nucleare mondiale. Imposimato ci ricorda che «l’Italia, secondo le dichiarazioni del generale James Jones al New York Times, sarebbe immediatamente coinvolta nel conflitto nucleare più di altri Paesi. Essa, infatti, ospita da Aviano e Ghedi, per conto della Nato, 90 armi atomiche di cui 50 in dotazione di aerei statunitensi e 40 di aerei italiani… L’Italia rappresenta, dunque, un obiettivo nucleare dei nemici dell’America» (p. 135).

Il magistrato conclude così il suo libro: «E’ prevedibile una serie di reazioni a catena dopo l’attacco all’Iran… Sarebbe l’apocalisse più volte evocata da Einstein» (p. 151).


fonte: http://www.effedieffe.com/index.php/images/stories/foto2009/images/stories/foto2009/images/stories/foto2009/images/stories/foto2009/images/stories/foto2009/images/stories/foto2009/index.php?option=com_content&view=article&id=277898:il-mondialismo-ebraico-americano-da-pearl-harbor-a-damasco&catid=83:free&Itemid=100021

altri libri di  Ferdinando Imposimato:
Doveva Morire  Corruzione ad Alta Velocità

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sicuramente comprerò il libro. Ferdinando Imposimato è una delle poche voci ancora libere nel nostro paese. Dice, e dimostra di dire, sempre la verità.

Bisogna aggiungere che l'Iran, però, sta fattivamente collaborando a livello internazionale per dimostrare la sua buona fede, cosa che, conoscendo Ahmadinajead ed i paesi arabi, non era assolutamente prevedibile da chi contava su un rifiuto iraniano alle ispezioni per giustificare un attacco. Sicuramente i piani, a questo punto, sono sostanzialmente saltati: cosa si inventeranno adesso?