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giovedì 21 agosto 2014

AVVOLTOI SUGLI STATI SOVRANI E... LORO BANCAROTTE

Come abbiamo sostenuto nei giorni precedenti, la decisione della Corte Suprema americana di dare ragione agli hedge funds statunitensi NML Capital di Paul Singer e Elliott Management causando il default dell’Argentina crea un precedente pericolosissimo. Tuttavia a nostro avviso si è parlato poco degli effetti che questa decisione potrebbe avere in Europa e in Italia. 
Pochi sanno che questi stessi fondi (che hanno avuto il via libera dalla Corte Suprema USA per pignorare i beni dell'Argentina) si sono mossi negli ultimi diciotto mesi per acquistare in tutta Europa miliardi di sofferenze bancarie al prezzo di 3 centesimi per euro di valore nominale, con l'intenzione di poi di riscuotere l’intero valore nominale
Nel corso del 2013 il fondo speculativo NML Capital e il suo associato Elliott Management (il fondo protagonista dell'attacco all'Argentina) hanno acquistato almeno 1,3 miliardi di euro crediti deteriorati dal Banco Santander, la più grande banca europea, e di altri istituti in difficoltà come Bankia. Il costo totale dell'operazione per Elliott è stato di circa 50 milioni di euro, meno del 4% del valore nominale dei crediti. Elliott ha anche acquistato l'agenzia di riscossione Gesif alla fine del 2013, per farne la propria base operativa in Spagna in vista del previsto boom degli "affari".

Oltre che alla Spagna i fondi si sono rivolti anche all'Italia. L'anno scorso Unicredit ha venduto crediti deteriorati per quasi un miliardo di euro di valore nominale al fondo Cerberus, a un prezzo di 80 milioni di euro. Unicredit poi sta vendendo l’intera divisione dove ha raggruppato i crediti deteriorati, Unicredit Credit Management Bank, con un portafoglio di 40 miliardi di euro di crediti in sofferenza (1/3 del mercato italiano dei crediti deteriorati). L'incarico sarebbe stato affidato ad Andrea Orcel, banchiere d’affari di UBS (ex Goldman Sachs e Merrill Lynch)
Per la cronaca Orcel è colui che ha assistito Monte dei Paschi nell'acquisto di Antonveneta da Santander. In fila per l'acquisto pare ci siano i doversi fondi speculativi: Apollo, Fortress, Lone Star, Cerberus e un gruppo partecipato da Goldman Sachs, Deutsche Bank e TPG Capital. 

Se da una parte queste operazioni aiutano le banche a superare lo stress test della BCE, scaricando sui fondi le sofferenze e ripulendo i bilanci, dall’altra i fondi speculativi avrebbero in mano un potere enorme: immaginatevi i risvolti se qualche corte di giustizia europea prendesse una decisione simile a quella della corte suprema americana sull’Argentina? 
Se venisse riconosciuto ai fondi speculativi il diritto di essere rimborsati per il valore nominale dei crediti acquisiti per pochi spiccioli e il diritto a pignorare i beni dei debitori, quali sarebbero le conseguenze dal punto di vista economico-sociale?

Per impedire il perpetrarsi di queste speculazioni sulla vita dei cittadini si rende necessario discutere non solo a livello europeo, ma anche globale, di una legge sulla bancarotta degli Stati. Infatti oggi non esiste una legislazione precisa che regoli i default degli Stati (e quindi del debito sovrano), come invece accade per le aziende e privati (ad esempio il "chapter 11" statunitense). 
In Europa chiederemo di sederci ad un tavolo per discutere di una legge o un meccanismo con norme chiare e precise che regoli la bancarotta degli Stati, così come oggi accade per individui e aziende.
WWW.BEPPEGRILLO.IT

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