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sabato 4 ottobre 2014

DRAGHI A NAPOLI, ESPLODE LA RABBIA. SCONTRI CON LA POLIZIA

Il presidente della Bce Mario Draghi. Il prossimo meeting dell'Eurotower si terrà domani a Napoli, nelle sale della Reggia Borbonica di Capodimonte.

NAPOLI (WSI)- La rabbia è contro i banchieri della Bce, contro il mondo dell'alta finanza, contro il rigore e quelle politiche di austerity che continuano a mettere in ginocchio l'economia italiana e di tutta l'Europa. Per non parlare dell'economia di Napoli, teatro oggi della riunione del Consiglio direttivo della Bce, ma anche della disperazione e delle proteste di migliaia di persone.

Clima di alta tensione a Napoli, la manifestazione Block Bce, iniziata sottotono, si traduce dopo qualche ora in scontri tra i manifestanti e le forze dell'ordine, che cercano di disperdere la folla con gas lacrimogeni e gli idranti. Su Twitter spopolano gli hashtag #bce, #Napoli, #mariodraghi. Ma la delusione degli organizzatori, dei gruppi antagonisti, sembra palese: molta poca gente ha partecipato al corteo.
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NAPOLI (WSI) - Faccia a faccia e scontri tra le forze dell'ordine in assetto antisommossa e un gruppo di manifestanti che a volto coperto e alcuni con i caschi si sono posizionati a pochi metri dal blocco e formando una forte di catena umana. E' scattato l'idrante della polizia.

A pochi metri dal termine consentito del corteo contro il vertice della Bce, il gruppo di testa del corteo sta indossando caschi e molti stanno coprendo il volto. Si stanno sparando anche diversi fumogeni.

Un imponente spiegamento di sicurezza delle forze dell'ordine circonda il Museo e il Parco di Capodimonte. Per arrivarci occorre superare diversi posti di blocco e sbarramenti costituiti anche da blindati e agenti in tenuta anti sommossa. Nella zona il traffico veicolare è stato deviato o interrotto mentre la situazione è sorvegliata dall'alto da un elicottero. Anche all'interno del parco è nutrita la presenza di uomini della sicurezza.

I manifestanti in corteo all'altezza degli uffici del Tribunale minorile hanno fatto esplodere alcuni grossi petardi e lanciato all'interno della struttura chiusa alcuni fumogeni: uno di questi ha raggiunto un balcone al primo piano degli uffici. Il personale che si trova all'interno della struttura ha subito provveduto a spegnerli. Nel corteo c'è un gruppetto di manifestanti con il volto coperto.

Rivolgono un appello alle forze dell'ordine i manifestanti del corteo contro il vertice della Bce: "levatevi i caschi e manifestate con noi". "Fate venire anche i vostri figli - dicono i manifestanti - stiamo uniti per riconquistare il nostro futuro".

Malgrado la pioggia che sta cominciando a cadere su Napoli, prosegue senza defezioni il corteo Block Bce.

Un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo diretto verso Capodimonte e ha lanciato bottiglie e fumogeni sulle vetrine di un'agenzia del Banco di Napoli di via Colli Aminei che hanno retto al colpo. Un giovane con una bomboletta spray ha scritto sulla vetrina della banca ''Ostility for austerity, ladri assassini fuck austerity'' con vernice nera, rossa e blu. Dal corteo qualcuno li ha invitati a desistere e i giovani sono rientrati nel corteo.

Incassa anche gli applausi del personale medico dell'ospedale Cto (Centro traumatologico Ortopedico) il corteo contro il vertice della Bce. Gli applausi sono partiti mentre un attivista, Alfonso De Vita, descriveva lo stato 'pietoso della sanità campana" e i "diritti dei cittadini negati". I medici erano tutti con il camice bianco da lavoro.

Negozi chiusi ma applausi e cittadini in strada

Negozi chiusi ma continui applausi della gente lungo viale Colli Aminei al passaggio del corteo contro il vertice Bce. "E' stato fatto terrorismo mediatico - dice al microfono Alfonso De Vita, attivista del corteo - non dovete avere paura di noi, ma di Draghi e di chi è rinchiuso alla Reggia di Capodimonte". Ogni tanto un gruppetto di ragazzi si stacca dal corteo per affiggere sui muri manifesti con la scritta "Napoli Antifascista". Nelle retrovie si sono sistemati, con uno striscione, un gruppo di aderenti al movimento di lotta per il lavoro e alcuni cittadini ucraini con cartelli con la scritta "Unione europea vergogna" e la bandiera del loro paese macchiata di sangue. A circa trecento metri dalla coda del corteo i poliziotti in assetto antisommossa seguono lo svolgimento della manifestazione.

I manifestanti, circa 4.000 secondo gli organizzatori, si sono radunati nel piazzale antistante la stazione Colli Aminei della linea 1 della metropolitana. L'Istituto scolastico Salvemini, che si trova nei pressi del luogo dove i manifestanti si sono radunati, oggi è chiuso. Tantissime le persone affacciate ai balconi che seguono il passaggio dei manifestanti. Alcuni negozi hanno le saracinesche abbassate. In piazza sono scesi studenti, disoccupati ma anche mamme e semplici cittadini che - spiegano - non riescono ad arrivare a fine mese. Tanti anche i cartelli esposti. Su alcuni si legge "Più case per tutti ma i banchieri nelle cantine", "Block Bce perché la spesa dei governi la decidiamo noi". "No Bce, no austerità, case e reddito per tutti".

"I black bloc siamo noi, siamo noi che paghiamo la crisi". Urla questo da un furgone che apre il corteo, uno speaker-attivista. Tra gli striscioni anche lo slogan di questi giorni: "No Bce, no austerità".

Anche maschere di Pulcinella in apertura del corteo. Un gruppo di attivisti le ha indossate e apre il corteo con lo slogan "precarietà, povertà, disoccupazione, speculazione, liberiamoci dalla Bce".

Al corteo c'è anche la protesta ucraina. Un gruppo di donne espone la bandiera rovesciata del loro Paese macchiata di sangue. "Siamo qui per esprimere la nostra solidarietà a chi lotta contro le banche mondiali - spiega Olena, da 14 anni a Napoli - le banche mondiali sostengono la guerra. La gente deve capire che in Ucraina è ormai tutto rovesciato, come la bandiera che esponiamo noi oggi". Tra gli slogan esposti anche 'America hands off of Ucraina' e foto che ricordano la strage di Odessa.

Visco: errori sulla crisi, trascurata economia reale

"Una moneta senza stato non è una fase finale del processo. Tanto è vero che abbiamo avuto una grave crisi per molti errori e ritardi". Lo dice il governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco, intervistato dal Mattino, spiegando di fronte alla crisi si è cominciato "dai test sulle banche", poi "siamo intervenuti in Grecia con un'azione sulla ristrutturazione del debito, invece di risolvere i problemi di economia reale. Il punto è che sono usciti i capitali dall'Europa e questo ha creato la crisi dei debiti sovrani". Parlando del ruolo della Bce e della strategia monetaria, Visco sottolinea che "noi siamo un organo tecnico, non eletto, che non rappresenta nessuno e che ha il compito della stabilità monetaria". La Banca centrale, aggiunge, "non può provare a far sviluppare una regione rispetto a un'altra". In Europa, secondo Visco, "come italiani, dobbiamo essere più umili", se "c'è una posizione intelligente bisogna portarla alla Commissione europea. Oggi c'è la presunzione che quando si va lì si punta a ottenere qualcosa a spese di altri, come per fare i furbi". "L'Italia ha avuto una storia di aiuti europei straordinaria", nel senso che, afferma, "noi non li spendiamo", c'è "un problema amministrativo di veti, di incapacità di prendere decisioni, di dire chi è responsabile di cosa...". Il governatore ha proposto Napoli, sua città natale, come sede del vertice Bce: "Abbiamo un problema di istruzione, rispetto delle regole, criminalità. Difficoltà ambientali. E tutto questo insieme non è che si risolve con la politica monetaria". A un giovane che oggi sta valutando se partecipare alla protesta contro la Bce, come riportato anche in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno, Visco direbbe che "è molto importante investire in se stessi e studiare". I ragazzi devono chiedere rispetto della legge e "una forte azione contro la criminalità organizzata, contro i veleni della Terra dei Fuochi". E la lotta alla burocrazia: se uno vuole "aprire un'impresa in Italia non è che ha un foglio con tantissime cose da fare: non ha neanche il foglio!". (ANSA)

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NAPOLI (WSI) - Un vero e proprio 'proclamà contro gli esponenti della Bce che domani, nelle sale della Reggia Borbonica di Capodimonte (oggi Museo) terranno un vertice. A redigerlo la Rete dei movimenti campani, autobattezzatasi Block Bce, che da giorni si preparano a manifestare contro 'Draghi & company'.

La prospettiva tracciata sembra richiamare quella della settecentesca rivoluzione francese, con tanto di riferimento alla scelta del luogo dove si tiene il vertice, un ex palazzo reale, quindi: "Chiaramente simbolica della volontà di riferirsi alla memoria di un potere assoluto e incontrastabile".

In una nota redatta dalla Rete dei movimenti (studenti, precari, disoccupati, famiglie), i banchieri vengono descritti come "un violento gruppo di 20-30 persone" che domani intende "occupare e blindare la reggia di Capodimonte, uno dei palazzi monumentali più belli e storici della città di Napoli negandolo al godimento dei cittadini".

Persone che hanno "l'incredibile pretesa di decidere della vita di milioni di persone che mai si sono sognate di delegarli in tal senso. Adoratori fanatici del potere e del denaro" nei cui curricula "figurerebbe un reiterato crimine di devastazione e saccheggio: devastazione delle nostre vite e saccheggio delle nostre città, con la svendita del patrimonio pubblico, la distruzione del welfare e di ogni garanzia sulle condizioni di lavoro".

La Rete conferma la manifestazione (corteo dalla metro dei Colli Aminei a Capodimonte, circa 4 chilometri di percorso) tesa a "rivendicare più diritti, più libertà e più futuro".

"Non possiamo credere che questi provocatori vogliano davvero sequestrare un luogo simbolo della città con blindati e militari minacciando in rappresaglia di condannare i manifestanti, tutti i loro amici e conoscenti e una gran massa di sconosciuti e incolpevoli a una condizione di eterna precarietà! - l'auspicio - Speriamo che alla fine la ragione prevalga, che queste persone rinsaviscano dai propri folli propositi, si spoglino delle loro divise e tornino a vivere uomini tra gli uomini".

"In ogni caso - concludono - è un dovere di tutta l'umanità fermarli!". (Tmnews)



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