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venerdì 3 ottobre 2014

ELEMOSINA DI 80 EURO, MA STENOGRAFI A MONTECITORIO A 172.000 EURO /ANNO


buvette_montecitorioCi sono dipendenti di Montecitorio, oramai è stranoto, che guadagnano più del capo dello Stato. Nonostante i tagli agli stipendi, grazie a virtuosi meccanismi sulle indennità, non perdono una lira.

Sono ampiamente rappresentati da sindacati che a loro volta ampiamente rappresentano la triplice e il fronte del sindacalismo autonomo. Quali sono i diritti da difendere? Fuori il mondo brucia, ma nel palazzo si sta benone. E allora leggete questa semplice e modesta lettera inviata a linkiesta da un professionista ospedaliero.
Io medico chiedo lo stesso rispetto che si riserva ai commessi del Parlamento
“Sono un medico ospedaliero di 43 anni, chirurgo vascolare.


 Per uno stipendio di circa 2700 euro netti mensili, trascorro le mie giornate cercando di eseguire interventi chirurgici al meglio delle mie possibilità e conoscenze, risolvere problemi clinici di varia rilevanza e, qualche volta, salvare la vita a pazienti giunti in ospedale in condizioni disperate. Ho lo stipendio bloccato, così come la carriera, grazie ai noti provvedimenti di spending review e blocco del turn-over adottati dai vari governi negli ultimi anni.

Leggo oggi che un commesso dei due rami del Parlamento, grazie ai tagli dei due uffici di presidenza, guadagnerà solo 99.000 euro annui, così come saranno tagliati gli stipendi degli stenografi del Senato a 172.000 euro annui. Per cercare di addolcire la situazione l’articolo 5 introdurrà degli «incentivi di produttività destinati ad incoraggiare e premiare i più volenterosi». Mi chiedo e vi chiedo: esiste un limite alla decenza? Quale livello di responsabilità giustifica tale retribuzione per uno stenografo od un commesso?

 Quale premier, partito, movimento o lobby può spiegarmi perché alcuni diritti, una volta acquisiti, rimangono immodificabili mentre altri possono essere calpestati arbitrariamente? So di non poter chiedere soldi a questo Stato ma esigo rispetto, per la mia persona, per il mio ruolo sociale”.

Enrico Leo, Lecco

FONTE: http://www.lindipendenzanuova.com/ai-pezzenti-80-euro-al-mese-alla-casta-di-renzi-172mila-lanno/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=ai-pezzenti-80-euro-al-mese-alla-casta-di-renzi-172mila-lanno

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