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martedì 11 novembre 2014

INDIPENDENZA CATALOGNA: A MILANO AFFLUENZA RECORD PER IL VOTO DEL 9 NOVEMBRE

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dal sito dell’Assemblea nazionale catalana in Italia
La straordinaria affluenza di catalani a Milano obbliga il governo catalano ad aprire una seconda postazione di voto

Posted on 9 novembre 2014
L’ufficio del governo catalano raddoppia le urne visto il fiume di catalani provenienti di tutta Italia, Svizzera, Austria, Germania e Austria; c’era anche una signora uscita dall’ospedale Niguarda solo per votare­

Catalani di mezza Europa si sono dati appuntamento oggi a Milano per partecipare alla consultazione sull’indipendenza della Catalogna promossa dal governo catalano e dalla società civile. Nella città lombarda il voto si è svolto nell’ufficio commerciale del governo catalano in Italia, in via Montebello, 27.

Un fiume di persone, due urne
Già dalle 9 del mattino, orario di apertura del seggio, sulla strada si è concentrato un fiume di persone che non si è più fermato,costringendo i volontari convocati dal governo catalano addirittura ad abilitare una seconda urna.
Alle due del pomeriggio avevano votato 300 persone di tutte l’età, arrivavano spesso famiglie con bambini, pure di poche settimane di vita. Ma per strada c’era ancora gente che ha aspettato a lungo il proprio turno, ragion per cui si è deciso di raddoppiare le urne poco prima delle due.

In arrivo da Italia ed Europa
I votanti arrivavano da tutta l’Italia, ma anche dalla Svizzera, dalla Germania, dall’Austria, dalla Francia e altri paesi ancora.
La domanda sulle schede, negoziata più di un anno fa tra i partiti politici catalani, è doppia: si chiede dapprima “Volete voi che la Catalogna diventi uno Stato?”. E in caso di risposta affermativa, si passa a un secondo quesito: “Volete voi che questo Stato sia indipendente?”.
Nella coda, l’ambiente era tranquillo, allegro e disteso: alcune bandiere gialle con le barre rosse della Catalogna, e la stella che simbolizza la voglia d’indipendenza.

Ricoverata al Niguarda, va a votare
Tra i votanti, pure la signora Rosa, 55 anni, che era ricoverata nell’ospedale Niguarda di Milano ed ha chiesto permesso di uscire per votare malgrado i suoi gravi problemi di salute. “Sono tanto emozionata”, ha detto sulla sedia a rotelle malgrado la maschera che le copriva il viso.
“Noi veniamo da Monaco in Germania perché vogliamo che la Catalogna diventi uno stato indipendente, dato che la Spagna non ci ha mai rispettato e penso che faremo meglio da soli”, spiegava Jordina, di 29 anni, nata a Barcellona.

“Ho percorso i 477 km che separano Milano da Roma in treno e trasferendomi dalla stazione in taxi, dato che sono incinta di otto mesi”, spiegava Sandra Buxaderas, giornalista quarentenne. “Il sogno della mia vita è poter decidere sul futuro della Catalogna: lo faccio per tutti quei catalani che lungo 3 secoli di repressione hanno tenuto vive la lingua e la cultura, ma anche per il futuro di mia figlia di tre anni e di quella che sta per nascere”, diceva.

Milano era uno dei 20 seggi internazionali dove i catalani potevano votare; ce n’erano anche a Mexico, Parigi, Berlino, Londra, Bruxelles, Tokyo, Sidney e Hong Kong.

FONTE: http://www.lindipendenzanuova.com/voto-catalano-milano-due-seggi-votanti-tutta-europa/ 

foto 1Catalogna al voto, i magistrati con gli indipendentisti

di BENEDETTA BAIOCCHI
Ordinati, in fila. In gruppo. Con passeggini. Con i cani. A Milano in via Montebello nel seggio allestito per l’occasione presso il consolato spagnolo, tutto si è svolto con determinazione. I catalani hanno votato. E con tanta voglia di non tornare indietro. A due passi, c’era il presidio indipendentista con gli esponenti di Terre Libere, Collettivo Avanti, Indipendenza Lombarda, Brescia Patria, Color44, ProLombardia Indipendenza, Obiettivo Indipendenza. La gente, nei locali aperti, chiedeva al vicino: cosa fanno? E il vicino rispondeva: è per lo Stato di Catalogna. Vai poi tu a dire che la gente non sa…

Stato di Catalogna
Lo Stato di Catalogna, appunto. Quello che arriverà, domani o al più tardi dopodomani. Ieri i magistrati di turno in Catalogna non hanno sequestrato le urne, giudicando la misura sproporzionata. Non hanno dato retta alla richiesta  di alcuni partiti politici unitaristi, tra cui UPyD (socialisti dissidenti) e Plataforma per Catalunya (estrema destra). La Le Pen di Spagna, per intenderci. Secondo fonti giudiziarie, pur avendo recepito i ricorsi le procure non hanno disposto misure cautelari, come il sequestro delle urne o l’arresto dei responsabili dei seggi, ritenendole appunto “sproporzionate”. Martedì la Corte costituzionale, come si ricorderà, aveva anche decretato la sospensione cautelare della consultazione sull’indipendenza, alternativa al referendum, già bocciata il 29 settembre dall’Alta corte.

Avanti lo stesso
L’esecutivo di Artur Mas aveva deciso di svolgere comunque il ‘processo partecipativo’, affidato nell’esecuzione a 40.000 volontari. Secondo gli oppositori alla linea difesa da Mas e dai suoi alleati, il voto, di nessun valore giuridico, non offrirebbe garanzie in quanto controllato esclusivamente dagli indipendentisti e non da un organismo neutro od indipendente.  Il governo spagnolo ha persino bollato la consultazione popolare come “un esercizio antidemocratico e inutile”. Sembra di sentire la stessa musica italiana.

                                             Volete voi…
foto 2I  5,4 milioni di catalani, ma anche i residenti stranieri con piu’ di 16 anni, aventi diritto al voto, avevano questa scheda: “Volete che la Catalogna sia uno Stato?”; e, in caso affermativo': “Volete che lo Stato sia indipendente?”. Ai cittadini si è anche offerta anche la possibilità di sottoscrivere una denuncia dell’attitudine del governo nei confronti del “diritto a decidere” dei catalani, denuncia che sarà trasmessa ad organismi internazionali. Il governo regionale attende i risultati per lunedì. E Mas ha già annunciato che subito dopo chiederà un incontro a Rajoy.

foto 4
Denunciato per disobbedienza

Intanto il partito spagnolo Union Progreso y Democracia (UPyD) ha presentato  una denuncia in un Tribunale di Barcellona contro il presidente della Generalitat, Artur Mas, ipotizzando i reati di disobbedienza e abuso di potere nella convocazione della consultazione sull’indipendenza, simbolica e alternativa al referendum, nonostante la sospensione cautelare decretata martedi’ dalla Corte costituzionale. Lo si apprende da fonti giudiziarie. La denuncia è stata estesa anche all’assessore all’istruzione del governo catalano, Irene Rigau, e a quello degli interni, Ramon Espadaler, in quanto “cooperatori necessari e co-autori” dei presunti reati.

                                            “Sgomberate con la polizia”
Nell’esposto si sollecita il pubblico ministero a sospendere il “processo partecipativo” e a ordinare alle forze di sicurezza di procedere “allo sgombero e alla chiusura” dei centri di votazione, “con l’uso proporzionato della forza, se fosse necessario, in caso di resistenza” e di procedere all’arresto dei “cooperatori necessari” allo svolgimento della consultazione. Una seconda denuncia all’autorita’ giudiziaria contro gli organizzatori del “processo partecipativo” è stata presentata  dal partito di estrema destra Plataforma per Catalunya, in cui si sollecita l’identificazione dei volontari che partecipano ai seggi di votazione.

 fonte: http://www.lindipendenzanuova.com/catalogna-al-voto-i-magistrati-con-gli-indipendentisti/

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