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venerdì 28 novembre 2014

JOBS ACT E JUNCKER: SCOPRI CHI TI FOTTE DI PIU'

junckerJ come Jobs act e come Juncker: scopri chi ti fotte di più. A proposito, No euro dove siete?

di CASSANDRA
Non vorrei rompere anche oggi i cosiddetti maroni, ma la cronaca è talmente prodiga di notizie che c’è l’imbarazzo della scelta. Su quale andiamo a schiantarci? Vediamo: la sinistra alla Camera si spacca e arriva la pattuglia di dissidenti in dissenso dal jobs act. Tranquilli, non succede niente. Prima di pensare di rompere davvero col partito e con Renzi, ci penseranno mille volte, tante quante il rischio di sparire in caso di elezioni anticipate. Dunque, perché rischiare? Per il popolo? Per i lavoratori? Poi che dire della riforma del lavoro? Porterà frotte di nuovi disoccupati ad abbandonare le statistiche Istat? Secondo voi?

Ma l’altra questione, che come lunedì non è stata passata di striscio dalla cronaca e dalla politica antieuro nostranotta, impegnata a dire di aver vinto le elezioni, cioè la dichiarazione di voto sulla sfiducia a Juncker, riguarda ancora una volta il commissario europeo. Perché, vedete, ieri la Commissione ha annunciato un piano da 21 miliardi di euro di risorse comunitarie da far fruttare fino a 315 miliardi, con un effetto moltiplicatore complessivo di 15 volte la posta messa sul piatto dall’Ue.

Avete capito bene: da 21 a 315. Fatte le debite proporzioni, un po’ come gli 80 euro di Renzi che avrebbero dovuto rilanciare il Pil. Un effetto moltiplicatore, appunto.
E Juncker invece come arriva a 315? Leggete la favola:  l’esecutivo comunitario intende creare un nuovo fondo specifico chiamato Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis o Efsi, secondo acronimo inglese), gestito dalla Banca europea per gli investimenti (Bei).

 Il fondo avrà un capitale complessivo di 21 miliardi, cinque dei quali della Bei. I sedici miliardi dell’Ue non saranno tutti ‘cash': ci sarà un cuscinetto da otto miliardi costituito da risorse già esistenti da riallocare (2,7 miliardi verranno presi dal programma per la ricerca Horizon 2020, altri 3 miliardi dal programma Cef per il finanziamento delle reti di trasporto) e da risorse da reperire nei prossimi esercizi finanziari (2 miliardi provenienti dai “margini di bilancio”, vale a dire quanto ancora non messo in bilancio per il 2015, il 2016 e il 2017).

Se non vi siete annoiati, attenti bene a cosa prevedono i maghi di Bruxellers: con questi 21 miliardi la Bei emetterà obbligazioni per reperire sul mercato fondi per 60 miliardi (effetto moltiplicatore di 3), fondi usati per finanziare i singoli progetti infrastrutturali (rete energetiche, di telecomunicazione e trasporto) con capacità di effetto leva sugli investitori di cinque volte il valore e arrivare a 315 miliardi di euro.

Ridete o piangete sull’effetto leva in piena recessione?
E ora attenti bene alla gabola:  oltre ai fondi pubblici di garanzia e a quelli della Bei, gli Stati potranno versare volontariamente nuovi fondi, per i quali si applica il principio di non computo ai fini del calcolo del deficit, con lo stesso meccanismo previsto dall’Esm. In altre parole, volete spendere? Fate pure, aggiungete ma di tasca vostra. Dove li pescate sono affari vostri. E che cavolo, ma che genio questo Juncker.

Se gli Stati vorranno metterci del denaro fresco, potranno farlo e la Commissione terra’ ‘favorevolmente’ in conto lo sforzo quando esaminerà i conti pubblici. E cosa sono gli stati nazionali in recessione, Babbo Natale?

Nessuno dei no euro ha nulla da eccepire?

FONTE: http://www.lindipendenzanuova.com/j-come-jobs-act-e-come-juncker-scopri-chi-ti-fotte-di-piu-a-proposito-no-euro-dove-siete/

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