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giovedì 18 dicembre 2014

PROPAGANDA E GUERRA MEDIATICA: E' ORA CHE LA GENTE SAPPIA

    

by John Pilger, giornalsta free lance: " serve un giornalismo che monitori, smonti e controbatta la propaganda e che insegni ai giovani ad essere agenti per la gente, non per il potere".

Perché così tanto giornalismo si è arreso alla propaganda? Perché censura e distorsione sono diventate una pratica standard? Perché la BBC è cosi spesso portavoce di un potere rapace? Perché il New York Times e il Washington Post ingannano i loro lettori? Perché ai giovani giornalisti non viene insegnato a comprendere le finalità dei media e a sfidare le affermazioni eclatanti e le basse intenzioni di una oggettività fasulla?
E perché a loro non si insegna che l’essenza di gran parte di ciò che definiamo media mainstream non è informazione, ma potere?

Queste sono domande urgenti. Il mondo si trova di fronte all'eventualità di una grande guerra, forse addirittura nucleare - con gli Stati Uniti chiaramente determinati ad isolare e provocare la Russia e poi la Cina. Questa verità viene capovolta e messa sottosopra dai giornalisti, inclusi quelli che promossero le menzogne che portarono al bagno di sangue in Iraq nel 2003.
I tempi in cui viviamo sono così pericolosi e distorti nella pubblica percezione, che la propaganda non è più, come Edward Bernays la definì, un "governo invisibile", ma è il governo stesso, che governa direttamente senza timore di essere contraddetto; il suo scopo principale è conquistare noi, il nostro senso del mondo, la nostra capacità di separare la verità dalle menzogne.

L'era dell'informazione è in realtà un'era mediatica. Abbiamo guerre mediatiche; censura mediatica; demonizzazione mediatica; punizione mediatica; deviazioni mediatiche: una surreale linea di assemblaggio di obbedienti luoghi comuni e false supposizioni.

Questo potere di creare una nuova "realtà" è in corso da lungo tempo. Quarantacinque anni fa, un libro intitolato “The Greening of America” fece scalpore. La copertina riportava queste parole: "E’ in arrivo una rivoluzione. Non sarà come le rivoluzioni del passato. Avrà origine dall'individuo..."

In quel periodo facevo il corrispondente negli Stati Uniti, e mi ricordo che l’autore, da un giorno all'altro, divenne un guru. Era un giovane accademico dell'Università di Yale: Charles Reich. Il suo messaggio era che il dire la verità e l'azione politica avevano fallito e che solo "cultura" e introspezione avrebbero potuto cambiare il mondo.

Spinto dalle forze del profitto, nel giro di pochi anni l’ideologia del "me-stesso" (me-ismo) avrebbe sopraffatto il nostro senso di azione comune, di giustizia sociale e di internazionalismo. Si separarono classe, genere e razza. Il personale divenne politico e i media divennero il messaggio. Sulla scia della guerra fredda, l’invezione di nuove "minacce" completò il disorientamento politico di coloro che, 20 anni prima, avrebbero formato una veemente opposizione.


(...) La soppressione della verità sui fatti in Ucraina è uno dei piu’ completi blackout di notizie che io ricordi. Il più grande  potenziamento militare occidentale nel Caucaso e in Europa orientale, dalla seconda guerra mondiale, è stato occultato. Gli aiuti segreti di Washington a Kiev e alle sue brigate neonaziste responsabili di crimini di guerra contro la popolazione dell'Ucraina orientale, è occultato. Le prove che contraddicono la propaganda che sia la Russia ad essere responsabile per l'abbattimento di un aereo di linea della Malesia, sono tenute nascoste.

E, per di più, sono proprio i media che si presumono liberali, ad essere i censori. Senza citare alcun fatto, senza alcuna prova, un giornalista ha individuato un leader filo-russo in Ucraina, come l'uomo che ha abbattuto l'aereo di linea. Quest'uomo, scrive il giornalista, era conosciuto come The Demon. Era un uomo spaventoso che impauriva il giornalista: ecco, questa era la prova.

(...) Sono trascorsi 100 anni dalla prima guerra mondiale. A quei tempi i reporter vennero premiati e fatti cavalieri per il loro silenzio e la loro collusione. Al culmine della strage, il primo ministro britannico David Lloyd George confidò a C.P. Scott, direttore del Manchester Guardian: "Se la gente sapesse [la verità] la guerra verrebbe interrotta domani, ma ovviamente non sa, e non può sapere."

È ora che la sappiano.

by John Pilger

tutto l'articolo tradotto qui: http://thelivingspirits.net/una-nuova-cultura/giornalisti-propaganda-e-guerra-mediatica-e-ora-che-la-gente-sappia-la-verita.html 
Fonte originale: http://johnpilger.com/articles/war-by-media-and-the-triumph-of-propaganda

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