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lunedì 8 dicembre 2014

SINDACO DI CANTU': LARIO, BRIANZA E VALTELLINA AUTONOME!


roma capitale

Se il sindaco di Cantù dice… Via da Roma, via da Milano subito!

di CLAUDIO BIZZOZERO, sindaco di Cantù


Lario, Brianza e Valtellina autonome. Poichè è un sindaco a fare un’affermazione di questo genere, non mancherà certo chi griderà allo scandalo e alla lesa maestà.
Domando: quale scandalo di fronte a quel che leggiamo oggi sui giornali? quale lesa maestà, dal momento che la Costituzione della Repubblica Italiana afferma che sovrano è il popolo?
 

“VIA DA ROMA” è una metafora che vuol significare questo: Roma è una città bellissima, che in molti amiamo, ma che da millenni (piacciano o non piacciano, i fatti storici restano tali) rappresenta, nell’immaginario e nella realtà, non solo il centro della cristianità ma anche il centro del privilegio, della corruzione, del parassitismo, del potere autoritario ed illiberale.
“VIA DA ROMA” significa dunque: via da tutto ciò che è privilegio, autorità illiberale, corruzione morale, parassitismo economico.


E’ allora domando: cosa c’è di scandaloso nell’affermare che io non c’entro nulla con l’immonda schifezza che sta emergendo in questi giorni grazie alle indagini della Procura Capitolina?

Ma un’altra domanda, assai più importante, occorre porsi: via da Roma per andare dove?
La risposta è semplice: per entrare nella libertà. Meglio: per far emergere la libertà.

In effetti la libertà dimora in ognuno di noi. “Io sono un uomo libero!” è il grido orgoglioso di ogni essere umano degno di esserlo. “IO” e “LIBERO”.

“VIA DA ROMA”, dunque, è il grido dell’uomo e della donna che affermano, con orgoglio, la loro dignità e la loro libertà.


E poichè, come ci ha insegnato Carlo Cattaneo, esiste un legame inscindibile fra libertà ed autogoverno, allora dobbiamo riconoscere che la libertà non può esistere senza l’autogoverno.
 

Ci spiega più precisamente Giovanni Sartori (“Democrazia – Cos’è” – Rizzoli 1993 – p.51): “l’intensità di un autogoverno sta in relazione inversa all’estensione alla quale si applica. La regola dice, in sostanza, che l’intensità del governarsi da sè è massima quando l’estensione è minima e che diminuisce man mano che l’estensione aumenta”.
 

Dunque al grido “VIA DA ROMA SUBITO!” deve seguire il grido “VIA DA MILANO SUBITO!”, perchè se poniamo la libertà alla base della nostra esistenza associata, non possiamo non pretendere un autogoverno il più vicino possibile alla nostra personale individualità.
Nella storia istituzionale della penisola italiana, “più vicino possibile” fa rima con “Comune”.
Il naturale complemento del grido “VIA DA ROMA, VIA DA MILANO” è infine il grido: “TUTTO IL POTERE AI COMUNI!”, il cui contrario è: alle province, alle regioni ed allo stato, solo quei poteri che il Comune liberamente ritenga di non riuscire ad esercitare direttamente in proprio od indirettamente in consorzio con altri Comuni.


E sia chiaro: poichè non c’è potere senza risorse, ne deriva necessariamente che “TUTTO IL POTERE AI COMUNI” fa rima con “TUTTE LE RISORSE PUBBLICHE AI COMUNI”. Eccetto, naturalmente, quelle che il Comune stesso liberamente destina al “delegato” per gestire gli affari delegati.


Comuni liberi organizzati in province autonome; regioni come semplici strutture (leggerissime) di coordinamento interprovinciale; stato minimo. C’è un’alternativa a questo? Sì, una sola: il baratro finale.

Claudio Bizzozero
Sindaco orgogliosamente libero del Libero Comune di Cantù


FONTE: http://www.lindipendenzanuova.com/se-il-sindaco-di-cantu-dice-via-da-roma-subito-potere-ai-comuni/
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Caro Bizzozero, via da Milano è stupendo! Tanto in Regione si parla calabrese

 residuo fiscaledi ROBERTO BERNARDELLI

Vorremmo sentire da tutti i sindaci in quota Lega o quelli che si sono dichiarati ferventi autonimisti le stesse parole del primo cittadino di Cantù: via da Roma e via da Milano. Sì, perché è la prima volta che un borgomastro lo dice a chiare lettere, dopo le tante parole al vento dei “sindaci eroi”, “coraggiosi” o “guerrieri” come li chiamava Maroni, ricordate? Guerrieri di che? Guerrieri come lui? O guerrieri come Salvini, gladiatore a torso nudo per le signorine?

Insomma, se devo dirla tutta, via da Milano è però il grido più bello che ho sentito. Perché, effetivamente, la metropoli è il simbolo del governo opaco e scaduto dell’Expo arraffone indagato, delle tasse che non sono calate, della macroregione diventata la conquista del Sud serbatoio di nuovi voti. Persi quelli del Nord scornacchiato, si scende a gettare altre reti. Eh già, ma per cosa? Il residuo fiscale è sempre lo stesso, Salvini, Roma mangia a a tavola con la mafia, il Sud esporta la ‘Ndrangheta a tutti i livelli. E che fa il Nord? Dice: siamo la stessa cosa, abbiamo gli stessi problemi, fratelli, salviamoci insieme. Insieme un paio di palle.

Ho girato, caro Salvini, in Campania in questi ultimi mesi. Per lavoro, siccome faccio l’imprenditore e non sono uno col sedere messo su un consiglio di amministrazione perché trombato o amico di qualcuno, ebbene, per lavoro giro proprio dove un tempo qualcuno cantava “Napoli colera”. E ho visto un altro pianeta. Sulle bancarelle trovi tutto a 1 euro. Il sindaco del Comune di Pinco Pallo me lo trovo in albergo a ricevere…. i suoi clienti. Il caffè che era così buono e che pensavo di acquistare per le strutture del Nord, era in un cartello di persone poco socievoli. Se solo mi fossi avventurato nel comperarlo, innocentemente, il giorno dopo sarebbe uscito a otto colonne: Bernardelli porta il caffè della camorra sotto il Duomo. E via discorrendo. Perchè lì, dove ti muovi, ti sbagli. Perché è il sistema Italia che vige come legge, dove non c’è legge.

Siamo fratelli, sì, ma abbiamo problemi molto, molto diversi. Le nostre imprese, nonostante tutto, sono quelle che riescono ad avere meno problemi nel credito. Nonostante tutto. Le banche del Ticino sono interessate a capire come fare finanziamento all’economia che per ancora un po’ tiene botta. Siamo fratelli, ma siamo diversi. Il Pil procapite della Lombardia è il primo tra le regioni d’Europa….

Siamo fratelli, ma siamo diversi. Milano non è Catania. Servono velocità diverse, abbiamo velocità diverse. Anche se tra Expo, ‘Ndrangheta in Svizzera e Comasco, viene da dire che poco ci manca. In Regione, si parla calabrese… e la procura di Reggio Calabria un occhio pare ce lo abbia buttato su chi vi ronza attorno e dentro. Insomma, via da Milano, caro sindaco Bizzozero, mi pare un’idea geniale. 

Ma che ne pensa la Lega che siede in consiglio comunale con lei? Cari saluti.

Presidente Indipendenza Lombarda
http://www.lindipendenzanuova.com/caro-bizzozero-via-da-milano-e-stupendo-tanto-in-regione-si-parla-calabrese/
 

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