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giovedì 21 maggio 2015

Columbia Univerity: Ovidio puo' scatenare paure negli studenti, bisogna metterlo all'indice...

METAMORFOSI OVIDIO

NB: non è una barzelletta, nè un pesce d'aprile, perchè siamo a maggio inoltrato...

Credevo che la nudità delle donne di Picasso oscurata dal canale televisivo Fox fosse la pensata intelligente della settimana quando mi sono trovata davanti a un articolo del Washington Post che conferma il fenomeno che da tempo tanti colleghi docenti universitari si trovano ad affrontare nelle loro aule. Studenti che hanno sempre più bisogno di assistenza (medica e emotiva) per poter completare il loro corso di studi. 

Ovviamente non mi riferisco a chi soffre di disturbi quali dislessie gravi e simili. Ho avuto modo di incontrare tantissimi studenti che a dispetto delle loro learning disabilities trovano il modo di andare avanti lavorando spesso il doppio degli studenti che invece non ne sono affetti. Mi riferisco a chi invece sta mettendo alla gogna millenni di cultura storico-letteraria perché colpevole di creare dei triggers. Il trigger è una causa scatenante di reazione per chi è stato turbato profondamente da un'esperienza violenta. Il termine sembra avere origine dall'esperienza post-traumatica dei soldati che hanno combattuto nella guerra del Vietnam. Per esempio, un film di guerra per chi sia stato veramente in battaglia potrebbe agire da detonatore e far rivivere la traumatica esperienza bellica.

Da qualche tempo sempre più spesso viene consigliato, in alcuni casi ordinato ai professori di indicare quali materiali di un corso possano scatenare dei trigger nei loro studenti. La pratica viene denominata trigger warning. Molti colleghi ormai indicano i triggers nel loro syllabus (il programma di un corso). Ma la notizia di un gruppo di studenti della Columbia University, un'istituzione ammirata da tanti per il corso sui Great Books (le grandi opere letterarie da Omero a oggi) che tutti gli studenti devono seguire, a prescindere dai loro interessi umanistici, scientifici, artistici, abbia dato origine a uno scandalo che ha al suo centro un capolavoro come le Metamorfosi di Ovidio supera ogni aspettativa. 

Le Metamorfosi hanno ispirato, fatto sognare e sì, anche impaurito generazioni per due millenni e dovrebbero continuare a farlo. Ma non tutti la pensano così: in una dichiarazione pubblicata nel giornale dell'università gli studenti si lamentano di essere costretti a leggere le descrizioni della violenza sessuale ai danni di Proserpina e Dafne, pagine troppo traumatiche per le vittime di violenze simili, per gli studenti di colore e per quelli di bassa estrazione sociale. 

A causa di Ovidio questi studenti non si sentono sicuri e protetti come invece dovrebbero sentirsi all'interno delle mura universitarie e quindi richiedono che un'opera come le Metamorfosi venga marchiata a fuoco con dei trigger warning, in modo che gli studenti troppo sensibili possano attenersi dal leggerla. Il professore che insegna tali temi (la lista degli autori incriminati si allunga quotidianamente) dovrebbe inoltre sottoporsi a un corso di sensibilizzazione. Abbiamo compiuto passi da gigante da quando la dislessia veniva considerata solo stupidità e mancanza di voglia di studiare, da quando ai mancini veniva legato il braccio dietro la schiena, da quando alle donne veniva preclusa la parola (se non l'accesso) nelle aule scolastiche e universitarie. Ho avuto modo di insegnare la Dafne di Ovidio nell'ambito di un corso sullo stupro e l'ho discussa in modo franco con i miei studenti. Non ho cercato di diminuire o trivializzare l'orrore descritto da Ovidio. Ho cercato di sensibilizzare i miei studenti alla situazione storica e culturale descritta. Sebbene si tratti di letture non sempre facili, perché dovremmo voltare la schiena a millenni di cultura da cui possiamo ancora imparare tanto?

Lontani sono i giorni in cui l'università rivoluzionava la vita di una persona con esperienze uniche. Ci stiamo riducendo a creare ambienti in cui gli studenti universitari possono lavorare con la plastilina e colorare uccellini e pesciolini mentre nell'aula a fianco un professore parla di un tema troppo violento, controverso, politico. Sì, amico lettore, hai letto bene: si veda il commento del New York Times a una di queste iniziative tenuta recentemente alla Brown University.

Dante, trema, fra poco sarà il turno della Commedia.

fonte: http://www.huffingtonpost.it/ombretta-frau/la-columbia-university-mette-allindice-ovidio-gli-studenti-sono-impauriti_b_7291164.html

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