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sabato 9 maggio 2015

Quanti Rothschild sono morti nell'Olocausto? Risponde Gilad Atzmon

Gilad-AtzmonThe-Wandering-Who


by  THE SAKER
Intevista a Gilad Atzmon
Sono già trascorsi 6 anni da quando ho intervistato per la prima volta Gilad e quando un amico mi ha recentemente suggerito che sarebbe stata ora di intavolare una nuova conversazione, ho subito acconsentito, come ha fatto Gilad che, nonostante la sua agenda fittissima e lo stile di vita frenetico ha trovato il tempo di rispondere alle mie domande. Gilad è, a mio avviso, non solo il più originale e talentuoso musicista jazz attualmente in circolazione come compositore e musicista (assicuratevi il suo ultimo CD " The Whistle Blower "), egli è anche un filosofo estremamente profondo che ha l'incredibile coraggio non solo di chiedere una risposta alle questioni fondamentali, ma anche di fornirla.
Il suo libro "The Wandering Who" è, ne sono fermamente convinto, un testo indispensabile per chiunque voglia vedere attraverso la "nebbia" del moderno "antisionismo ebraico ". Avendo anch'io ricevuto la mia dose di lettere cariche d'odio, posso solo immaginare il tipo di veleno traboccante di rancore con cui Gilad ha dovuto fare i conti per il suo coraggio e sebbene nulla uscirà dalla sua bocca sull'argomento, posso dire che occorre eccezionale coraggio e forza morale per fare ciò che Gilad ha fatto e sta facendo.  Così, senza alcuna esagerazione, ma semmai alla lettera, posso dire che Gilad Atzmon è un eroe dei tempi moderni il cui coraggio e intelligenza fenomenale, ne sono certo, alla fine saranno riconosciuti come uno dei più fulgidi del nostro tempo.  Sono profondamente onorato che egli mi consideri un amico.
The Saker:  Dopo la nostra ultima intervista nel 2009 il mondo è cambiato molto e in molti modi. A tuo parere, la resistenza globale all'impero è diventata più forte o più debole in questi anni e perché? Che cosa ne pensi del regime attuale in Israele, ti sembra che s'indebolisca o no?
Gilad Atzmon: Tutto dipende da cosa s'intende per "Impero". S'intendono le forze di mercato che guidano il capitalismo globale? S'intendono i Neocon che ci spingono alle guerre sioniste, una dopo l'altra? O forse è la tirannia del "politically correct" che sopprime la nostra capacità di pensare autenticamente?  È possibile che questi tre siano semplicemente i sintomi di un oscuro impulso che dobbiamo ancora definire o anche solo afferrare?
Nel mio recente scritto ho sostenuto che il potere ebraico consiste nella capacità di mettere a tacere le critiche al potere ebraico. Questa osservazione ci consente di adottare un taglio trascendentale sui temi dell'Impero e delle potenze negative che dominano la nostra vita. Invece di parlare di impero, dobbiamo prima identificare le forze che ci impediscono di parlare dell'Impero. Siamo vicini a infilare il dito in quella piaga. Un numero crescente di commentatori ora sono disposti a mettere in discussione apertamente il potere ebraico. Presumo che il crescente timore degli Ebrei verso l'"antisemitismo" si riferisca al fatto che molti Ebrei sono anche preoccupati dell'elevato potere che è detenuto da altri Ebrei e che è strettamente legato all'Impero. Questo ci porta a Israele e alle lobby ebraiche. Credo che negli ultimi due anni abbiamo assistito ad una trasformazione lampante. La leadership occidentale dice no ai guerrafondai sionisti. Credo che ne abbiano abbastanza di queste disastrose guerre futili.
The Saker:  Hai recentemente scritto un sorprendente libro dal titolo " The Wondering Who " in cui hai fatto un'analisi delle basi della politica dell'identità ebraica. Hai spiegato chiaramente che tu distingui tra Ebrei (il popolo), Ebraismo (la religione) e l'Ebraicità (ideologia) e che ti sei interessato solo a quest'ultima, alla politica dell'identità ebraica. Posso capire perché non vuoi trattare degli Ebrei come popolo, tanto più dal momento che affermi che essi non formano "alcun genere di continuità razziale", ma per me mettere da parte il Giudaismo è più problematico. Sì, Neturei Karta è anti-Sionista, ma anche loro fanno ancora parte di un movimento religioso che si può associare al "Giudaismo rabbinico talmudico" o "Giudaismo talmudico" e, come ben sai, il razzismo ebraico ha le sue radici direttamente nell'interpretazione rabbinica/talmudica del Tanakh (La Versione masoretica dell'Antico Testamento).Non sono forse famosi intellettuali ebrei come Maimonide, Karo , Luria ad aver contribuito notevolmente allo sviluppo del particolarismo e del razzismo ebraico? Non è vero che gli attuali rabbini in Israele giustificano l'uccisione in massa di Palestinesi proprio facendo appello ai numerosi e ben noti esempi di odio xenofobo nel Talmud? Infine, poiché la religione è una scelta, non una condizione, non la si deve considerare un obiettivo legittimo di analisi e di critica? E allora perché hai fatto la scelta di non guardare nelle radici giudaiche della moderna identità ebraica e della sua ideologia?
Gilad Atzmon: Mi sono imbattuto in questa domanda molte volte e mi pare di capire il punto in questione. Non c'è dubbio che l'Ebraismo, il Talmud e la Torah contengano alcuni versi e insegnamenti raccapriccianti e anche inumani. E tuttavia, tradizionalmente il Giudaismo rabbinico è stato molto efficace nel sopprimere ogni manifestazione di odio collettivo ebraico xenofobo. Se gli Ebrei rabbinici erano convinti della loro superiorità, come qualcuno potrebbe sostenere con forza, essi erano anche timidi. Essi si isolarono volontariamente e in gran parte mantennero il loro atteggiamento anti Goy (xenofobo) tra sé e sé.
Questa situazione cambiò radicalmente con la laicizzazione giudaica. L'Ebreo ateo ha trasformato l'idea del popolo eletto in una forma di privilegio tribale, legato alla razza. Yuri Slezkine nel suo prezioso libro, "Il Secolo degli ebrei", conferma che gli Ebrei erano "i zelanti carnefici di Stalin", a Holodomor, la sistematica politica di uccisione per fame di milioni di Ucraini all'inizio degli anni Trenta. Anche la demografia della Brigata internazionale Spagnola è rivelatrice. Il 25% dei combattenti della Brigata erano Ebrei. Yiddish era la lingua franca della Brigata. Dobbiamo chiederci: che cosa animava questi giovani rivoluzionari a lottare contro la Spagna cattolica?  Era davvero una battaglia contro il fascismo? Franco era un fascista? Perché bruciarono così tante chiese? Dopo tutto, è lecito aspettarsi che questi rivoluzionari ebrei combattessero innanzi tutto la tirannia rabbinica, le sinagoghe. Appena qualche anno più tardi, nel 1948, vedremo la Nakba - ancora una volta, un collettivo di laici sionisti socialisti - impegnata in una sistematica pulizia etnica in Palestina giustificata razzialmente. Gli ebrei che perpetrarono questi colossali crimini contro l'umanità non erano rabbinici o religiosi; erano atei e succubi dell'ideologia di sinistra.
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L'ERRANTE CHI?
Traduzione per www.comedonchiscotte.org  a cura di DELIO GUIDATO

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