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domenica 19 luglio 2015

Norma in approvazione: chi ha partita iva dovrà spiegare all'Agenzia Entrate, come ha speso i prelievi Bancomat.

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Non bastava lo Spesometro, sta per essere varato un provvedimento anti-evasione fiscale per cui i titolari di “partita” saranno obbligati a spiegare all’Agenzia delle entrate come hanno speso i soldi prelevati col Bancomat. Multe salate per chi non ricorda o non riuscirà a documentare  
 
di A. Yari Siporso
 
Il grande fratello fiscale allarga il proprio raggio d’azione. Con il provvedimento in approvazione con la delega fiscale, i titolari di partite Iva saranno tenuti a dimostrare, in caso di accertamento, in che modo hanno speso i contanti prelevati agli sportelli automatici degli istituti bancari.
 
Professionisti e lavoratori autonomi dovranno – stando a quanto fatto trapelare dal quotidiano “Il Giornale” e sempre che questa norma dovesse essere approvata – prendere nota delle proprie spese ed essere pronti a giustificarle all’Agenzia delle Entrate, pena una sanzione che potrà variare dal 10 al 50% dell’importo prelevato.
 
Un sistema ideato per combattere l’evasione che rischia di incidere sui consumi e sulle abitudini di molti italiani titolari di partite Iva, i cui acquisti finiranno sotto la lente degli investigatori del Fisco.
 
Questa categoria di contribuenti, al di là dell’eventuale approvazione della norma sui bancomat, è  già alle prese con le preoccupazioni derivanti dal cosiddetto “spesometro”.
 
Se il reddito presentato nell’ultima dichiarazione è più basso delle spese sostenute, tenuto conto dei costi di gestione dei beni di proprietà, potrebbe infatti  arrivare un avviso dall’Agenzia delle Entrate per constatare, e quindi contestare, l’anomalia.
Sono proprio questi i giorni in cui il sistema funziona al più alto regime per individuare incongruenze tra reddito e tenore di vita per l’anno 2011 e permettere, spontaneamente, di sanare eventuali posizioni irregolari.
 
Le informazioni prese in considerazione sui “soggetti passivi Iva” sono quelle emergenti dai dati comunicati all’Agenzia delle Entrate dai loro clienti da cui risulterebbe l’omessa dichiarazione di ricavi e le informazioni riguardanti possibili anomalie, presenti nelle dichiarazioni dei redditi, relative alla corretta indicazione dei compensi certificati dai sostituti d’imposta nei modelli 770.
 
Le comunicazioni di eventuali irregolarità dall’Agenzia delle Entrate arrivano ai contribuenti dotati di Pec tramite posta elettronica certificata o, in alternativa, tramite semplice raccomandata. Dal momento che le informazioni vengono messe a disposizione della Guardia di Finanza è bene che il contribuente a cui vengano notificate anomalie si metta in contatto con l’Agenzia per richiedere ulteriori chiarimenti e, qualora riconosca l’irregolarità, provveda a sanarla spontaneamente ottenendo una riduzione della sanzione.
 

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