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domenica 12 luglio 2015

Varoufakis scrive sul The Guardian: la Germania ha un interesse nel farci a pezzi.



Varoufakis Shaeuible 

Yanis Varoufakis, ex Ministro delle Finanze greco
10 July 2015


Il dramma finanziario della Grecia  domina le prime pagine da  cinque anni, per una ragione: il cocciuto rifiuto dei nostri creditori ad offrire un essenziale sgravio sul debito. Perché, contro il buon senso, contro il verdetto del FMI e contro le pratiche quotidiane dei banchieri che devono affrontare debitori stressati, perché resistono alla ristrutturazione del debito?
La risposta non si può trovare nell’economia, perché risiede invece nei profondi labirinti delle politiche europee.

Nel 2010, lo stato greco divenne insolvente. Ci trovammo dinnanzi a due opzioni, conseguenza del fatto di essere membri dell’eurozona : una ragionevole, che ogni banchiere rispettabile raccomanderebbe, era quella di ristrutturare il debito e riformare l’economia. La seconda opzione tossica, che era quella di estendere nuovi prestiti ad un'entità in bancarotta facendo finta che restasse solvente.

L'Europa ufficiale scelse la seconda opzione, facendo si che il bail out (soccorso dall’esterno alle banche) di banche francesi e tedesche , venisse esposto sul debito pubblico greco , ben oltre la fattibilità socio-economica della Grecia.
Una ristrutturazione del debito avrebbe implicato delle perdite per i banchieri sulle loro holdings di debito greco . 

Volendo evitare di confessare ai parlamenti, che i contribuenti avrebbero dovuto pagare di nuovo per le banche, attraverso nuovi prestiti insostenibili, i funzionari della EU presentarono l’insolvenza dello stato greco, come un problema di non liquidità e giustificarono il “bailout” come un caso di “solidarietà” con i Greci.

(...)
Per uscire dovremmo creare una nuova moneta. Nell'Iraq sotto occupazione, l'introduzione di una nuova banconota richiese circa un anno, circa 20 Boeing 747, la mobilitazione di tutta la potenza militare USA, tre aziende di conio, e centinaia di camion.
In assenza di un simile supporto, il Grexit sarebbe come annunciare una vasta svalutazione con piu’ di 18 mesi d’anticipo: una ricetta per liquidare tutto il capitale sociale greco e trasferirlo all’estero con tutti i mezzi possibili. 

Con il Grexit, che rinforza la corsa agli sportelli indotta dalla BCE, i nostri tentativi di rimettere sul tavolo dei negoziati  la ristrutturazione del debito, furono parola vuota.
Ancora una volta, ci venne detto che questa era una questione per un futuro non specificato, che sarebbe seguito al “completamento con successo del programma”: uno stupendo Catch-22 (comma 22), dato che il “programma” non poteva aver successo senza una ristrutturazione del debito.

tutto l'articolo qui: http://thelivingspirits.net/crisi-economica/varoufakis-la-germania-ha-un-interesse-nel-farci-a-pezzi-non-risparmiera-dolore-greco.html

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