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lunedì 14 settembre 2015

Cessione di sovranità fiscale alla EU: "Presidente Mattarella perchè non risponde?"

mattarella

di M. Foa
 
Lo scorso 22 agosto Paolo Savona ha scritto una lettera aperta al presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella su un tema molto importante la cessione della sovranità fiscale. Paolo Savona non è uno qualunque: è un economista che spicca per il coraggio delle sue tesi ma tutt’altro che ostile alle istituzioni. Docente universitario, presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, è stato Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con delega al riordinamento delle partecipazioni statali nel Governo Ciampi (aprile 1993-aprile 1994), poi nel biennio 2005-2006 Capo del Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei ministri e Coordinatore del Comitato Tecnico per la Strategia di Lisbona, che ha redatto il Piano Italiano per la Crescita e l’Occupazione presentato alla Commissione Europea il 15 ottobre 2005.  Ed è anche vicepresidente vicario di Aspen

Insomma, Paolo Savona non è un rivoluzionario, ma sull’Unione europea non sempre è allineato con l’establishment. Seppur favorevole al processo di integrazione, è stato da subito un irriducibile critico dell’accordo di Maastricht che riteneva basato su parametri privi di base scientifiche e nocivi, poiché introducevano rigidità anziché promuovere la flessibilità necessarie per rendere davvero competitiva l’economia del Vecchio Continente. E lo ha dimostrato ancora una volta pubblicando, sul sito Scenari Economici, l’appello pubblico a Mattarella. Dai toni rispettosi ma dai contenuti forti.

Savona chiedeva se fosse vero che il capo del Quirinale avesse concordato con il presidente della Bce e con il ministro dell’economia e delle finanze italiano un accordo per cedere alla Ue la sovranità fiscale residua, come desiderato dalla Bundesbank. Detto in termini più semplici: l’Italia rinuncerebbe a decidere la propria politica fiscale, rinunciando anche a quei pochi margini di autonomia che le rimanevano.
Scriveva:
Invece di uscire dal paradosso di un non-Stato europeo formato da non-Stati nazionali si intende approfondire questa strana configurazione istituzionale, perché appare vantaggiosa a pochi paesi capeggiati dalla Germania.
Poiché la tesi del vantaggio che potremmo ricavarne è priva di fondamento, da tempo si insiste nello spargere terrore su quello che avverrebbe se l’euro crollasse, trascinando il mercato unico, aggiungendo la ciliegina della speranza che in futuro le cose andranno meglio e che si va facendo di tutto affinché ciò avvenga.
Vivere nel terrore del dopo e nelle speranze che le cose cambino, senza attivare gli strumenti adatti affinché ciò avvenga, non è posizione politica dignitosa.
E avvertiva Mattarella:
A ogni buon conto, se una tale scelta maturasse, Lei non potrebbe ratificarla, perché l’art. 11 della Costituzione dice chiaramente che l’Italia: consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Naturalmente diranno che la decisione risponde a queste condizioni (pace, giustizia e parità con altri Stati) ma, sulla base dell’esperienza fatta con la cessione all’Unione Europea della sovranità di regolare i mercati e di battere moneta, queste sono pure ipotesi, una vera truffa per taluni e un’ingenuità per altri, che né la scienza economica (mi passi il termine), né la politica, che pretese di scienza non ha mai avuto, possono asseverare.
Wow, una vera bomba.
Quando ho letto l’articolo mi sono detto: ora Mattarella risponderà. E invece… La prima settimana, nulla. Ho pensato: il Quirinale sarà ancora in vacanza. Poi è trascorsa una seconda settimana e una terza. Sempre e solo silenzio.

E allora mi chiedo: presidente Mattarella, perché non risponde? Non pensa che gli italiani abbiano diritto di sapere?
Basterebbero poche righe, non fosse che per rispetto di Savona e, naturalmente, del popolo italiano.

Suvvia, laddove la democrazia funziona, come in Svizzera, si usa. E in Italia? Non vorrà dirci che si fa finta di nulla…

fonte: http://blog.ilgiornale.it/foa/2015/09/13/presidente-mattarella-perche-non-risponde/

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