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lunedì 21 settembre 2015

La Ue è finita, ma non l'invasione di clandestini.

lunedì 14 settembre 2015

C'è una verità non detta, dietro le notizie sempre più allarmanti nell'Unione Europea che descrivono quel disastro senza precedenti che passa sotto il nome di "migranti". La verità è che un gruppo di Paesi, ad iniziare dall'Ungheria, proseguendo con Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Danimarca, Gran Bretagna e a breve Olanda e subito dopo Francia, vogliono finisca al più presto la Ue così com'è oggi, per trasformarla in una confederazione di Stati liberi da reciproche imposizioni e diktat.

Il primo passo per arrivare a questo risultato, è l'abolizione dello sciagurato trattato di Schegen sulla libera circolazione che sta alla base dell'invasione di clandestini da ogni dove, dei quali solo una parte decisamente minoritaria è formata da veri profughi. Mentre per la stragrande maggioranza si tratta di persone che vengono in Europa per approfittare del buonismo di alcuni governi di sinistra, ad iniziare da quello italiano, che col denaro dei contribuenti elargisce a piene mani aiuti economici e di ogni altro tipo che sono negati ai cittadini poveri della stessa nazione che governa, nel caso l'Italia.

E infatti, il trattato di Schengen è stato abolito nelle ultime 24 ore da: Austria, Germania, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Romania, mentre sono state irrigidite e inasprite le norme anti immigrazione sia in Danimarca che in Gran Bretagna che in Olanda. 

Il carrozzone sgangherato della Ue perde pezzi ad ogni nuovo metro, e anche governi di sinistra come quello francese dell'orrido Hollande l'hanno capito. Oggi, il più disprezzato (dai francesi) presidente di Francia ha dichiarato che "i confini della Ue vanno difesi dall'invasione in corso e in tre nazioni, Grecia, Italia e Ungheria, devono essere immediatamente allestiti centri di identificazione per i profughi" mentre ai migranti economici è riservata una sola cosa: il rimpatrio forzato o la clandestinità assoluta, fantasmi erranti nelle nazioni dove erano arrivati.

Chiunque può capire che la Ue è finita. Non c'è una soluzione unitaria alla tragedia dell'immigrazione clandestina innescata dal governo Renzi con la politica "dell'andiamo a prendere i barconi sul bagnasciuga libico" che ha provocato migliaia di morti annegati e un'orda immane arrivata prima in Italia, e poi - sempre dal governo Renzi - lasciata fuggire senza neppure l'indentificazione obbligatoria (per i trattati Ue) in Europa, fino a quando la Francia questa estate per prima ha chiuso le frontiere con l'Italia, seguita dall'Austria e dalla Germania.

Se c'è qualcuno a cui va ascritto il merito del crollo della Ue sotto il peso delle ondate migratorie dal Terzo Mondo, questo qualcuno è Matteo Renzi. Ma questo, l'ho già scritto.
Quello che invece è ancora da scrivere è il futuro davanti a noi italiani, a fronte dell'apocalisse clandestini in atto.


Assodato che la Ue stia per frantumarsi e al minimo cambiare completamente struttura e contenuti, cosa accadrà all'Italia?
Non è difficile rispondere a questa domanda.
Ci sono alcune certezze.


La prima.
Nessuno degli oltre 150.000 "migranti" africani fatti arrivare da Renzi otterrà lo status di "profugo" avente il diritto di richiedere asilo nella Ue. Quindi, le famose "ripartizioni di profughi" sbandierate da Juncker per costoro non valgono.


La seconda.
Nessuno, oltre l'Italia, si farà carico del madormale errore di averli fatti arrivare qua. Cioè, la Ue non fornirà denaro nè permetterà deroghe di bilancio per il costo di 150-200mila migranti economici che devono essere espulsi, secondo quanto detto dalla stessa Ue, e non mantenuti dallo Stato italiano.

La terza.
Tutti i migranti economici arrivati in Italia e fuggiti in Germania verranno espulsi di nuovo in Italia. Lo ha annunciato la signora Merkel, quando ha detto "chi non ha diritto d'asilo verrà respinto". E respinto, dove? Molto semplice: da dove è entrato in Germania. Cioè dall'Italia attraverso il confine del Brennero. D'altra pare, è esattamente quello che sta facendo alle proprie frontiere, la Francia.


La quarta.
L'abolizione di Schengen che è già nei fatti per alcuni Paesi, continuando questa folle politica migratoria del governo Renzi produrrà l'isolamento dell'Italia dall'Europa.
Ciò detto, l'Italia si sta avviando a un periodo, un lungo perriodo, di instabilità. E' impensabile che il governo, qualsiasi governo, l'attuale come il prossimo fosse di segno politico opposto o uguale a quello di Renzi, possa continuare a mantenere quasi 200.000 persone straniere sul suolo italiano al costo di non meno di 300 milioni di euro al mese in contanti.


Questo salasso delle già miserabili finanze pubbliche dovrà terminare. E poi? Come la prenderanno, 200.000 africani senza lavoro, senza casa, senza cibo, lasciati a loro stessi per le vie delle nostre città?
Prepariamoci al peggio. Perchè il peggio è in arrivo. Ieri, la Germania ha mobilitato 4.000 soldati "per ogni possibile evenienza". Ma loro sono tedeschi, abituati a prevedere soluzioni.


Il 2015 lo ricorderemo a lungo.
 

by Max Parisi 

fonte: http://www.ilnord.it/f-212_La_Ue__finita_ma_non_linvasione_di_clandestini_Un_futuro_estremo_davanti_a_noi_italiani 

 vedi anche:

David Icke: l’Immigrazione è una crisi pianificata da tempo



RETROMARCIA TEDESCA: TAGLI A BENEFIT E WELFARE PER I PROFUGHI, ESPULSIONI IMMEDIATE, PENE SEVERE PER DOCUMENTI FALSI.

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