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giovedì 22 ottobre 2015

Ex pilota USA; Bryant, esortata la Germania ad uscire dal programma di omicidi dei droni di Obama

droni 
 
Lo stesso giorno in cui The Intercept ha pubblicato l’esplosivo rapporto sui crimini di Obama nell’ambito dell’utilizzo dei droni, l’ex pilota della U.S.Air Force Brandon Bryant ha testimoniato di fronte alla Commissione d’Inchiesta sulla NSA del Parlamento tedesco (il Bundestag), sostenendo che la base aerea americana di Ramstein in Germania svolge un ruolo di punta nel programma di omicidi con i droni del presidente Obama.

Bryant ha abbandonato il programma dopo cinque anni, perché non riusciva più a sopportare gli omicidi ed il prezzo che ne pagava a livello mentale. Racconta che l’operazione di comunicazione “megadata collection”, gestita dalla NSA e dell’agenzia di intelligence tedesca BND dalla base di Ramstein, è essenziale per il funzionamento delle operazioni dei droni. Gli operatori sono in costante comunicazione con la squadra di Ramstein prima, durante e dopo gli attacchi.

Le implicazioni della testimonianza di Bryant per la Germania, considerando che queste azioni hanno luogo in territorio tedesco, sono state colte dai principali media tedeschi, come Die Zeit e Deutsche Welle. Quest’ultimo ha collegato Bryant alle rivelazioni su Obama di The Intercept.
Le rivelazioni di Bryant, per le quali il 16 ottobre gli è stato concesso il Whistleblower Award (Premio Informatore) dalla Federazione degli Scienziati Tedeschi e dalla sezione tedesca dell’Associazione Internazionale di Avvocati Contro le Armi Nucleari, hanno “rilanciato il dibattito se la Germania stia violando la sua stessa Costituzione ospitando la base aerea di Ramstein”, scrive Stars & Stripes, annunciando il premio il 15 ottobre.

Die Zeit ha sottolineato lo choc provocato dalle rivelazioni di Bryant nell’aula dell’audizione. La Germania è stata costretta a confrontarsi con “i risultati mortali di fornire metadata alla NSA… Il 29enne Bryant era alla fine della catena dei dati raccolti dal governo. Era quello che premeva il grilletto… Con Bryant, i membri della Commissione sono stati costretti, per la prima volta, a fare i conti con le conseguenze mortali di queste raccolte di dati”.

Bryant ha dichiarato che “La Germania era il principale e più importante alleato dell’America; e gli alleati hanno la responsabilità di proteggersi a vicenda quando emergono degli errori o vengono prese delle decisioni sbagliate. Il suo è stato un invito affinché la Germania smetta di aiutare gli Stati Uniti ad ammazzare”, scrive il Die Zeit. E conclude l’articolo citando un commento di Bryant alla Commissione carico di significato: “La storia tedesca mostra la strada che il mio Stato sta oggi percorrendo”.

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