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giovedì 1 ottobre 2015

Giovanni Schiaparelli, lo scienziato piemontese che aveva scoperto l’acqua su Marte 140 anni fa



Giovanni Schiaparelli è stato un grande astronomo e storico della scienza italiano: nato a Savigliano, in Provincia di Cuneo, nel 1835, è morto a Milano a 75 anni nel 1910. Una vita al servizio della scienza e dell’Italia: è stato senatore, membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia delle Scienze di Torino e del Regio Istituto Lombardo.

Giovanni Schiaparelli (2) 

La scoperta più importante di Schiaparelli è molto attuale: in tre pubblicazioni, “Il pianeta Marte” (1893), “La vita sul pianeta Marte” (1895) e “Il pianeta Marte” del 1909, teorizzò alcune scoperte sensazionali su Marte dopo averlo osservato per anni con un potente telescopio.
Durante la grande opposizione del 1877, Schiaparelli osservò sulla superficie di Marte una fitta rete di strutture lineari che chiamò “canali”. I canali di Marte divennero ben presto famosi e la sua scoperta fece discutere il mondo intero con una ridda di ipotesi, polemiche, speculazioni e folklore sulle possibilità che il pianeta rosso potesse ospitare forme di vita senzienti.
In uno dei suoi studi, Schiaparelli scriveva:
Piuttosto che veri canali della forma a noi più familiare, dobbiamo immaginarci depressioni del suolo non molto profonde, estese in direzione rettilinea per migliaia di chilometri, sopra larghezza di 100, 200 chilometri od anche più. Io ho già fatto notare altra volta, che, mancando sopra Marte le piogge, questi canali probabilmente costituiscono il meccanismo principale, con cui l’acqua (e con essa la vita organica) può diffondersi sulla superficie asciutta del pianeta“.
Giovanni Schiaparelli (4) 

Schiaparelli fu umiliato e deriso non solo dall’opinione pubblica ma anche da molti colleghi e dal mondo scientifico e accademico, soprattutto quando tra 1965 e 1975 sono arrivate sulla Terra le prime foto di Marte grazie alle prime sonde spaziali: la superficie del pianeta sembrava arida e desertica, e le teorie di Schiaparelli finirono definitivamente nel dimenticatoio. Oggi, dopo tanti decenni, la NASA rivela che “Marte non è il secco e arido pianeta che pensavamo in passato”, e le teorie di Schiaparelli sui Canali di Marte vengono completamente rivalutate. Con gli strumenti del tempo, lo scienziato piemontese aveva letto benissimo, meglio di chiunque altro nel mondo, la vera natura di Marte. Il pianeta con l’acqua e, ormai è sempre più probabile, anche con la vita.


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