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mercoledì 9 dicembre 2015

Gli esosi trucchi di Equitalia


Federcontribuenti: per rastrellare interessi non dovuti  Equitalia, azienda esperta nel trarre guadagno, continua ad usare il diabolico trucchetto del notificare a distanza di anni le cartelle esattoriali ai contribuenti lasciando che gli interessi di mora triplichino l’originario importo del debito iscritto. 

Allungando ingiustificatamente l’azione del recupero, viene garantito un maggior guadagno per Equitalia che incassa tassi di interesse fino al 20% per ogni anno di ritardo. Non bastano le recenti sentenze che condannano questo sistema come neanche le labili ”leggi” ad obbligare l’agenzia ad allinearsi a criteri più giusti ed equi. Equitalia continua a seminare terrore tra la società. Precisa il presidente Paccagnella di Federcontribuenti:
«la società gioca sulla consapevolezza del suo enorme peso politico, basti pensare che l’Erario perde, mantenendo in piedi Equitalia, circa il 40% delle entrate tributarie». 
Non sono vere quindi, le ultime dichiarazioni politiche che piovono da più parti le quali affermano che se le cartelle esattoriali dovessero essere sgravate di interessi di mora, aggio e sanzioni ci sarebbe una perdita di più di 3 miliardi di incasso per lo Stato. È vero il contrario: «sempre meno sono le rateizzazioni concesse preferendo il pignoramento dei beni che, alla fine, ben poco portano alle casse dello Stato. Se i pagamenti fossero studiati in base alla reale possibilità contributiva del cittadino il recuperato sarebbe superiore all'attuale di ben 40 punti percentuali con grande respiro per tutti quanti, compresa la continua caccia alle coperture finanziarie».
Tenere perennemente in una posizione debitoria i contribuenti e egli imprenditori è quindi una politica suicida: nessun guadagno per l’Erario e nessuna ripresa economica.
Insomma, Equitalia stra rastrellando in tutta la nazione montagne di soldi eppure la loro spartizione è argomento di misteri ed ombre. Per non parlare di Equitalia Giustizia che dal 2008 gestisce il Fondo Unico Giustizia, dove lo Stato fa confluire le risorse recuperate dai sequestri derivanti dalla lotta alla criminalità. Esiste un buco nero?


«Il nostro Stato è una macchina tanto inefficiente quanto poco trasparente. In effetti non conosciamo nel dettaglio le entrate come le uscite. Voci di capitolo sparate qui e là, tra amministrazione centrale, regioni, province e comuni tutti noi ci muoviamo alla cieca: anche se sentiamo, avvertiamo che qualcosa proprio non va mancano dati oggettivi».
Inoltre, l’illogicità dell’applicare gli studi di settore alle piccole imprese quando è evidente che queste muoiono di giorno in giorno. Parametri che andrebbero bene in una epoca di agiatezza e non in un momento di recessione. «Si continua a dire a questi imprenditori che devono guadagnare 100 e non accettano che il 99% di questi non guadagna che 10». Manca il lavoro, quello svolto viene spesso pagato con ritardo, in molti casi le aziende committenti chiudono dall'oggi al domani lasciando debiti sparsi come coriandoli. Cosa resta agli italiani? La consapevolezza di non essere padroni del proprio sudore. Un cane che si morde la coda. Rincorriamo un debito che non raggiungeremo mai, una Europa con in seno una tale disparità fiscale che aumenta le diversità e non l’Unione monetaria. Attacchiamo le banche? Equitalia? L’Agenzia delle Entrate? Le amministrazioni pubbliche? Il carico fiscale? Tutte strutture e architetture gestite e regolamentate dal governo. Basterebbe una legge coraggio, una riforma mirata, il crollo dell’impero fantasma per dire basta a tutto ciò. Appunto, occorre una Riforma Politica.

tratto da: http://www.nexusedizioni.it/it/CT/i-trucchi-di-equitalia-per-rastrellare-interessi-non-dovuti-70

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