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sabato 13 febbraio 2016

J.Graf: un genocidio programmato, der Volkstod



Lo svizzero Jürgen Graf, fuori del suo Paese, è conosciuto esclusivamente come revisionista dell'Olocausto. Per la verità il suo primo libro, Das Narrenschiff , apparso nel 1990 (Presdok Verlag, Zurigo), non si occupava di Olocausto, bensì della questione dell'abuso dell'asilo politico in Svizzera. Graf dall'agosto 1988 al gennaio 1989 aveva operato come esaminatore dei richiedenti asilo in un centro di accoglienza che era stato istituito sul vaporetto “Basilea”. All'epoca in Svizzera si poteva osservare un afflusso straordinariamente intenso di richiedenti asilo, per lo più entrati illegalmente, da paesi come la Turchia, lo Sri Lanka e il Libano. Dopo sei mesi di attività sul “Basilea”, Graf lasciò il suo impiego e scrisse il libro menzionato sopra, nel quale descrisse crudemente la situazione problematica dell'accoglienza in Svizzera e ne auspicò una radicale riforma. Das Narrenschiff (La nave dei folli) ebbe un buon successo; ne furono vendute 6.000 copie, il che, per la Svizzera, era un risultato rispettabile.
 
Grazie a questo libro Graf divenne noto nei circoli patriottici e fu invitato spesso a conferenze. In una di queste, nel marzo 1991, conobbe Arthur Vogt, insegnante di scuola superiore in pensione, che lo introdusse agli argomenti del revisionismo storico. Ora a Graf divenne chiara la connessione tra la sfrenata immigrazione terzomondista in Europa e la propaganda olocaustica sempre più invadente. L'Olocausto serviva da strumento per inculcare sensi di colpa – non solo presso i Tedeschi, ma anche in altri popoli europei che «avevano taciuto sull'Olocausto e se ne erano in tal modo resi complici». Questi sensi di colpa portarono ad un duraturo indebolimento dello spirito nazionale e della volontà di autoaffermazione; essi costituiscono la causa principale del fatto che i popoli europei si difendono soltanto timidamente contro il soppiantamento da parte degli immigranti non europei progettato ai loro danni.
 
Che questo soppiantamento sia intenzionale, Graf lo capì molto presto; già nel 1994 venne a conoscenza delle teorie dell'euroasiatico Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi, il precursore spirituale dell'Unione Europea, il quale, nel 1925, nel suo libro Idealismo pratico, aveva propagandato la creazione di una «razza futura eurasiatico-negroide» sotto la guida della «nobile razza ebraica». (In onore di quest'uomo viene conferito il premio Coudenhove-Kalergi, del quale sono stati insigniti, tra gli altri, Jean-Claude Jungker, Herman de Rompuy, Helmut Kohl e Angela Merkel).
 
Der geplante Volkstod può essere ordinato presso
Dopo aver dedicato per due decenni la maggior parte della sua attività al revisionismo storico, Graf col suo nuovo libro Der geplante Volkstod (Il genocidio pianificato) è ritornato sul tema della sua prima opera, l'immigrazione di uomini di culture e razze straniere e i suoi effetti sul futuro dei popoli europei autoctoni. In base a una enorme quantità di fatti facilmente verificabili, egli mostra che l'invasione dell'Europa da parte di Musulmani e Africani non è un destino inevitabile e non si può neppure spiegare con la “debolezza” o l' “ingenuità” dei governanti. Essa non è altro che la realizzazione del piano di Coudenhove-Kalergi. Questa politica viene fiancheggiata da una serie di provvedimenti miranti ad abbassare il tasso di natalità dei popoli europei: legislazione contro la famiglia, incentivazione dell'aborto, promozione dell'omosessualità e del “Gender Mainstreaming”. Alla fine di questo processo deve restare un meticciato con quozienti medi di intelligenza relativamente bassi e senza tradizioni e ideali, che si lasci opprimere e manipolare facilmente dai dominatori. Questa non è una “teoria della cospirazione”. La caratteristica di una cospirazione è infatti che debba restare segreta, affinché le vittime non possano accorgersene in tempo. Ma nel piano di estinzione dell'umanità europea non c'è nulla di segreto: come il libro di Graf mostra, molti di coloro che partecipano alla sua realizzazione hanno rivelato i loro scopi con una schiettezza sorprendente. 
 
Graf non si limita a descrivere realisticamente il pericolo che incombe sull'Europa, ma nell'ultimo capitolo del suo libro delinea il modello di un ordine sociale alternativo, sano, che assicuri la sopravvivenza dei popoli bianchi e della loro cultura.
 


FONTE: http://www.stampalibera.com/?a=31356

VEDI ANCHE:
Europa unita: una catastrofe calcolata. Il piano Kalergi con la Pan-Europa

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