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sabato 6 febbraio 2016

La Svezia offrirà sostegno economico al Marocco, pechè si riprenda indietro i propri migranti.


Bandiera di Svezia

La Svezia offrirà sostegno economico al Marocco affinché le autorità marocchine finalmente si decidano a prendersi indietro i propri giovani andati in Svezia alla ricerca di una vita migliore, ma che non hanno abbandonato il paese anche se gli è stato negato l’asilo.

Negli ultimi anni i gruppi di adolescenti marocchini, che la sera si riuniscono a persone del luogo e commettono rapine, furti e atti di vandalismo, sono diventati un serio problema per la polizia delle grandi città.

Adesso la Svezia è pronta a pagare da sola il mantenimento del centro per i bambini e i ragazzi, ha scritto la Svenska Dagbladet citando TV4Nyheterna.

"Noi non vogliamo che dopo averli espulsi loro gironzolino per le strade di Rabat, noi vogliamo che sia organizzata l'accoglienza e allora noi saremo pronti a partecipare e finanziare tale accoglienza" ha detto il ministro dell'Interno svedese Anders Ygeman a TV4Nyheterna.

Secondo i dati del ministero della Gioventù adesso in Svezia ci sono circa 800 giovani senza tutela provenienti dal Marocco e dagli altri paesi del nord Africa.
Allo stesso tempo, il governo della vicina Norvergia sta progettando di rimpatriare i giovani rifugiati, per questo è stato accordato con l'Afghanistan il piano per la costruzione di un centro per minori a Kabul.
(vedi: http://cafedehumanite.blogspot.it/2016/02/murmansk-migranti-molestano-giovani.html)
"L'Afganistan non si oppone alla creazione del centro per bambini. Possiamo rimpatriare i profughi prima che raggiungano la maggiore età" ha scritto il quotidiano Aftenposten citando il Segretario di Stato del Ministero della Giustizia Jøran Kallmyr.

Egli dice che molti bambini afghani otterranno il permesso di soggiorno perché non hanno tutori in Afghanistan. E molti di loro vanno in Norvegia nella speranza di una migliorare situazione economica delle loro famiglie, e danno false informazioni sul fatto che non hanno i genitori. Kallmir spera che le nuove misure permetteranno di ridurre il numero di bambini che vengono in Europa con lo scopo di ottenere denaro, e aiutarli a ricongiungersi con la propria famiglia in patria.

La Norvegia lavora alla creazione del centro dal 2009. Dal 2011 al 2014 ha lavorato con la Svezia, la Gran Bretagna, i Paesi Bassi, la Danimarca e il Belgio nell'Organizzazione europea per il rimpatrio degli orfani minori.
Il profugo afgano Jomaa Nazari, che vive in Norvegia dal 2012, crede che sia una cattiva idea:

"I giovani pensano sempre al futuro. Non c'è futuro nell'essere spediti in un centro giovanile a Kabul. E' garantito che i ragazzi si rtroveranno per strada e lavoreranno nelle bande criminali. E non faranno che pensare a come tornare in Europa e in Norvegia."

"Noi, persone sane e salve, abbiamo una responsabilità morale verso i bambini. Loro sono innocenti e non hanno alcuna relazione con la guerra. La Norvegia ha preso parte alla guerra in Afghanistan, sicché ne è responsabile.

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