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domenica 14 febbraio 2016

Ologrammi solidi che si possono toccare


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La nuova tecnologia che rende toccabile ogni olgramma 3d, può spiegare perchè ci sembra così reale questa nostra realtà olografica

Questa tecnologia si chiama  Airborne Ultrasound Tactile Display e consiste in uno speciale proiettore in grado di produrre una sensazione tattile sulle mani di un individuo, allo scopo di rendere touch un ologramma.

L’esperimento è stato condotto da un team di ricercatori dell’Università di Tokyo, guidati dal professor Takayuki Hoshi, che hanno pensato di introdurre una tecnologia di feedback tattile attraverso un proiettore che sfrutta un fenomeno fisico chiamato pressione di radiazione acustica. La sensazione è proprio quella di toccare con mano un ologramma, che, come è noto, è fatto solo di luce.

L’Airborne Ultrasound Tactile Display non prevede alcun contatto fra la persona e l’ologramma e, di conseguenza, non altera la qualità della proiezione olografica. Semplificando, si potrebbe dire che la tecnologia sviluppata a Tokyo permette all’ologramma di librarsi nello spazio 3D. Nel dettaglio, un marker retroriflettente viene attaccato alla punta del dito medio dell’individuo, i LED a infrarossi illuminano il marker e due telecomandi della Wii di Nintendo rilevano la posizione del dito nello spazio 3D.

L’Airborne Ultrasound Tactile Display è stato testato su piccoli e semplici oggetti, come una pallina virtuale, ma il team di scienziati giapponesi vorrebbe sfruttare la tecnologia per applicazioni utili in ambito sanitario, come, per esempio, l’introduzione di interruttori virtuali che impediscano eventuali contaminazioni da germi, oppure per sostituire gli oggetti fisici con ologrammi touch. Si pensa, in particolare, ai PC, alle tastiere, ai mouse, che apparirebbero solo in caso di necessità, eliminando al contempo il problema dei rifiuti.

fonte: http://risvegliodiunadea.altervista.org/?p=15179

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