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lunedì 21 marzo 2016

Varoufakis a Torino: come uscire dall’attuale crisi europea?



Nella giornata di ieri siamo stati al conferimento del professorato ad honoris causa (conferito dallo IUC) a Yanis Varoufakis, ex ministro delle finanze greco del governo Tsipras. Dopo il conferimento l’economista greco ha tenuto una lectio magistralis sulla democrazia in Europa.

Varoufakis parte subito dal Luglio 2015, quando si dimise da ministro delle finanze, spiegando che fu una scelta difficile ma necessaria. Durante le riunioni europee capì subito il ragionamento malsano e antidemocratico imposto dalla TROIKA, che non dava alcuna importanza agli esiti delle elezioni nazionali ma solo all’imposizione di assurde politiche autoritarie

L’ex ministro greco fa poi un parallelismo tra l’Europa e gli Stati Uniti dove per gli ultimi quando si pone un problema economico (come quelli avvenuti nel 1929 e nel 2008) lo risolvono deponendo le persone che l’hanno causato e ragionando su un nuovo modello; mentre per l’Europa oggi non solo si continua ad applicare il medesimo modello fallimentare, ma addirittura coloro che hanno causato la crisi sono gli stessi che vengono a dire ai governanti attuali cosa devono fare

Varoufakis cerca di capire il perché di questo modo di fare, e crede che la risposta vada cercata nell’origine stessa della democrazia in Europa. La Magna Carta era un accordo tra il Re e i baroni non un documento democratico, così come la rivoluzione del terzo stato e infine la più recente istituzione della Comunità europea, nata come un’unione basata su accordi commerciali sul carbone e sull’acciaio: in poche parole un “cartello” secondo l’economista greco.


L’ex ministro greco arriva a paragonare l’Europa all’Unione Sovietica. Quest’ultima è fallita perché aveva un modello economico insostenibile e delle politiche basate sull’autoritarismo. L’Europa in questo momento vive la stessa situazione dell’URSS prima dello sgretolamento. A questo punto Varoufakis lancia un appello, prima di tutto a chi vorrebbe uscire dall’Europa e dall’Euro: una scelta sbagliata secondo l’ex economista, in quanto sarebbe una sconfitta della democrazia (porterebbe ulteriori divisioni e forti rischi legati alla xenofobia) e infine all’intero apparato europeo, spiegando che la soluzione ai problemi attuali va attuata prendendo esempio dai provvedimenti che dagli anni 30 in poi hanno dissolto la crisi del 29.

Risulta difficile negare le parole di Varoufakis, anche se in alcuni tratti forse eccessive (quando paragona l’Unione Europea ad un cartello) c’entrano il punto. L’Europa in questo momento tenta di risolvere la crisi attraverso gli stessi metodi che l’hanno causata. Non si può far ripartire l’economia senza la spesa pubblica ed è assurdo credere che l’offerta crei la propria domanda. Attualmente ci troviamo in quel circolo vizioso che come un domino ha causato prima la caduta della domanda, poi quella della produzione e infine dell’occupazione. La ricetta di Keynes, che portò alla risoluzione della crisi del 29’, consisteva nell’aumentare la spesa pubblica per far riparte gli investimenti e di conseguenza i consumi e le assunzioni. Oggi la crisi si combatte con le armi sbagliate e se non ci sarà un cambiamento in questo senso l’Europa sarà destinata al fallimento. 

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