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martedì 14 giugno 2016

Vademecum dei perfetti disinformatori, in 25 regole

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1. Non dire male, non vedere il male, non sentire il male: indipendentemente da ciò che sai, non discuterne, soprattutto se sei una figura pubblica,  un presentatore televisivo  e simile. Se non viene riportato dai notiziari, non è accaduto e quindi non devi occuparti della questione

2. Indignati (parola magica anche nel nostro repertorio italico) e diventa incredulo. Evita di discutere questioni chiave, Ma invece concentrati su questioni marginali che possono venire presentate come essenziali per qualche “gruppo sacrosanto” o tematica tale. Tutto ciò è noto anche come lo stratagemma del “come osi?!”

3. Crea  "commercianti” del “sentito dire”. Evita di discutere questioni descrivendo le varie imputazioni, aldilà di quanto siano evidenti le prove, fai che appaiano come semplici “si mormora che” e feroci accuse. Anche altri termini spregiativi, posti come verità assoluta, possono funzionare bene. Questo metodo funziona bene, soprattutto con una stampa silente: l'unico modo in cui il pubblico può apprendere i fatti, è attraverso “pettegolezzi discutibili”. Se poi puoi associare ad Internet il materiale che stai discutendo, meglio ancora:  usa questo fatto per certificare come sia “un selvaggio sentito dire”, che non può avere alcun fondamento

4. Usa una argomentazione fittizia. Trova o crea un elemento nella discussione del tuo oppositore, che puoi facilmente mettere al tappeto così da mostrati buono, al cospetto di un oppositore cattivo.  Inventati una questione che puoi in tutta sicurezza affermare che esista sulla base di una tua interpretazione degli argomenti o della situazione del tuo oppositore, oppure scegli l'aspetto più debole delle accuse più deboli. Amplifica quindi la loro importanza e distruggile in un modo che sembri ridicolizzare tutti gli addebiti, siano essi reali o inventati, ma facendo in modo  di evitare accuratamente la discussione delle questioni reali.

5. Metti relazione gli oppositori a titoli come: “di destra”, “di sinistra”, “liberali” “terroristi”, “truffatori”, “maghi della cospirazione”, “radicali”, “razzisti”,”miliziani”, “fanatici religiosi”, “deviati sessuali” etc etc. Per paura di vedersi appioppare queste etichette, gli altri si strizzeranno ed eviteranno il sostegno …

6.  Mordi  e fuggi. In qualsiasi forum pubblico, fai un breve attacco al tuo oppositore e alla posizione contraria e poi datti alla fuga prima che  sia trovata una risposta a difesa, oppure semplicemente ignora ogni risposta. Questo funziona estremamente bene in Internet e in ambiti del tipo “lettera alla redazione”, dove si puo' fare affidamento ad un costante flusso di nuove identità, senza dover sostenere ragionamenti critici, ovvero dove semplicemente si fa un'accusa o un altro attacco, ma non si discute ma il problema e non si risponde mai a riscontri che ne conseguono, Non si fa in fondo nulla che possa dare dignità al punto di vista di chi si oppone

7. Amplifica e aggroviglia tutti i fatti che potrebbero essere assunti per evidenziare che l'oppositore opera muovendo da un'agenda personale nascosta o altre faziosità. Questo evita la discussione delle questioni e costringe l'accusatore sulla difensiva.

8. Invoca l'autorità. Rivendica per te stesso oppure associati all'autorità e presenta il tuo argomentare, con sufficiente gergo e “minuzia” per illustrare che “ sei uno che sai” e dì semplicemente che la questione non puo’ essere tale, se i temi non possono essere discussi e mostrati concretamente citando fonti

>>> continua qui:  http://www.thelivingspirits.net/societa-orwelliana/vademecum-dei-perfetti-disinformatori-in-25-regole.html

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