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lunedì 1 agosto 2016

Banche italiane in crisi: in gioco Renzi e la finanza europea




di Giulietto Chiesa.

Per descrivere le cause della crisi bancaria italiana c'è soltanto l'imbarazzo della scelta: è colpevole il governo in carica?; oppure sono colpevoli le banche?; oppure il colpevole è l'Europa? 
Con ogni probabilità tutti e tre, insieme all'eredità del passato, che nessuno ha mai voluto affrontare.

Intanto i numeri disegnano un quadro allarmante: 630 miliardi di "non performing loans", in termini accessibili all'uomo della strada, "carta straccia o quasi". 

Per capire le dimensioni relative si tratta del 18% di tutti i prestiti bancari, ed esso è pari a 1/5 del PIL italiano
Se l'Italia fosse l'America, o la Gran Bretagna, potrebbe fare quello che entrambe fecero tra il 2008 e il 2010: cioè ricapitalizzare le loro banche con l'iniezione poderosa di oltre 10 trilioni di dollari, inventati dalle rispettive banche centrali.

Ma l'Italia non è né l'una né l'altra: non può inventarsi dal nulla l'occorrente perché non ne ha il potere. La Banca Centrale Europea è la padrona del denaro ed è indipendente dai singoli governi e anche dalla Commissione Europea. A complicare le cose quest'ultima ha reso ancora più rigide le condizioni per un intervento pubblico di salvataggio delle banche bollite (bail-out). 
Dal primo gennaio 2016 il governo è impedito a prendere ogni decisione in merito se i risparmiatori, cioè le imprese e i cittadini non si fanno carico di coprire, di tasca loro, fino all'8% degli asset della banca in cui hanno depositato i loro denari (bail-in).

Solo a questo punto può scattare l'operazione salvataggio
La rapina è evidente e non occorre molto tempo per capirlo. E viene dall'Europa. 
Ma Roma non è Berlino, per esempio. 
Gli italiani sono creditori verso le loro banche di circa 200 miliardi €. Dei quali è accertato che la grande parte (pari a circa 173 miliardi €) sono stati carpiti a clienti ignari del fatto che si trattava di investimenti ad alto o altissimo rischio. Cioè chi firmava quei contratti non veniva informato che, in caso di bancarotta o comunque di insolvenza, quei crediti non sarebbero stati rimborsati o comunque messi in coda, senza troppe speranze.

Qui è chiaro che si è trattato di una miriade di vere e proprie truffe, i cui responsabili sono il governo, gli istituti di controllo, le stesse banche. 
Naturalmente i ladri non processano i ladri, anche perché le leggi sono state fatte dai ladri

Solo che, a conti fatti, ora che la barca oscilla vistosamente, si scopre che i risparmiatori colpiti sarebbero oltre 100.000. E la crisi bancaria si trasforma in una crisi politica. Prima di tutto per Matteo Renzi, che deve affrontare, per giunta, un referendum in autunno (sulla sua riforma costituzionale e sulla legge elettorale) in cui è già in evidente difficoltà. 
In caso di sconfitta è in pericolo l'esistenza stessa del governo attuale. 

Dunque cercherà di correre ai ripari. Ma occorre che la signora Merkel gli conceda qualche esenzione dalle regole che egli ha già accettato e firmato. E non è escluso che qualcosa s'inventeranno, per coprire l'inganno che, comunque hanno contribuito loro stessi a creare. 
Infatti anche il bail-out è una truffa, perché fa comunque pagare ai cittadini il costo del salvataggio dei disonesti e degl'incapaci. 

Questa ipotesi "ottimistica" è effetto del "rischio contagio". 
Lo sapevano tutti (quelli che dovevano sapere) che l'Italia, dopo la Grecia, era a rischio: di diventare il detonatore dell'esplosione del sistema bancario europeo nel suo complesso. Infatti le banche francesi sono in testa tra i possibili danneggiati del crollo italiano con 250 miliardi di euro impregnati del debito italiano, Seguita dalla Germania, che ha in pericolo 83,2 miliardi € (di cui la Deutsche Bank, già pericolante per conto proprio, ne ha in carico 11,8). Seguono Spagna, USA, UK, Giappone. 

Adesso sono tutti in affanno e faranno il possibile per coprire di sabbia il disastro
Forse ci riusciranno, in attesa della prossima crisi e sperando di riuscire a inventare un altro modo per spogliare i cittadini dei loro averi. Intanto, in questo modo, scavano la fossa a ogni possibilità di ripresa dell'economia.


tratto da: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=126311&typeb=0&banche-italiane-in-crisi-in-gioco-renzi-e-la-finanza-europea

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