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sabato 21 gennaio 2017

DAVOS: L’OMBRA DELLA GHIGLIOTTINA!

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Ieri un carissimo amico mi ha fatto notare che a Davos stanno osservando preoccupati, la classe media mentre sta oliando le ghigliottine, troppi in un luogo austero e avido come Davos, stanno parlando di redistribuzione dei redditi…
(ANSA) – DAVOS, 18 GEN – E’ tempo che i leader politici ripensino profondamente le politiche economiche e monetarie, di fronte alla chiara risposta di protesta e delusione della classe media che arriva dai risultati politici in Usa o Europa. Lo ha detto il direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde: “Probabilmente significa che ci vuole una maggiore redistribuzione dei redditi di quanta ne abbiamo oggi”, ha detto Lagarde a un panel del Forum economico mondiale.
Ascoltare la Lagarde che parla di redistribuzione dei redditi, mentre il suo Fondo monetario internazionale gira il mondo, impoverendo e distruggendo intere nazioni, favorendo lo status quo e le elites mondiali, è come ascoltare la volpe che suggerisce di redistribuire le uova delle galline dopo averle succhiate con la cannuccia.
La regina dell’austerità, quella che insieme alla Germania e alla Troika ha distrutto l’Europa ora parla di redistribuzione. Fermate tutto voglio scendere e vomitare!
Lo ripeto, Vi ammiro, non so come fate a stare calmi!
C’è pure la Marcegaglia a Davos, quella che si è fatta dare le ultime gocce di sangue dal Monte dei Pasci di Siena, a ricordare solo ora, ripeto, solo ora che la Germania viola le regole EU con il suo surplus!
In troppi stanno abbandonando silenziosamente il Titanic, tenete d’occhio le scialuppe!
Non solo, visto che a marzo c’è il primo appuntamento con le elezioni europee in Olanda si è svegliata un’altra bella addormentata, il primo ministro olandese Rutte, il primo alleato della Germania che rinnega l’Europa, visto il fiato sul collo del partito di estrema destra olandese…

Davos: ‘duello’ tra l’olandese Rutte e il tedesco Schulz sull’Europa

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Davos, 19 gen – E’ stato un vero duello verbale sulla Ue quello che si e’ tenuto al World Economic Forum tra il primo ministro olandese Mark Rutte e l’ex-presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. Mentre si moltiplicano gli appelli a un’Europa unita e che mostri una visione, come ha fatto ieri sempre a Davos anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il premier olandese ha dato inizio alle ostilita’ con toni di disillusione sullo stato e sul futuro della Ue. Rutte ha indicato che l’Unione dallo stato attuale non puo’ progredire e ha lamentato il fatto che mentre l’Olanda ha fatto pesanti sacrifici per riformarsi, “la gente constata che altri Paesi non fanno le riforme promesse”. 
Una situazione, secondo Rutte, che “causa una mancanza di fiducia in Europa, in particolare tra Nord e Sud”. E qui il premier ha puntato esplicitamente il dito contro la Francia e l’Italia, richiamandole a “mettere in atto le riforme promesse”. Una presa di posizione non estranea al fatto che il partito liberal-democratico di Rutte e’ sopravanzato nei sondaggi dagli euro-scettici di Geert Wilders. Davanti alle affermazioni di Rutte, Schulz, che ha lasciato il Parlamento Ue per dedicarsi alla politica tedesca, ha fatto quasi un balzo sulla sedia e ha rimproverato al premier olandese di “creare un’atmosfera di conflitto tra i Paesi”.
Tra il rappresentante olandese e il politico tedesco si e’ cosi’ innescato un confronto, con Rutte a contrastare Schulz per la sua visione “romantica” dell’Europa e Schulz a ribattere citando la storia europea e Helmut Kohl. Rutte ha ribattuto dicendo che “la Ue di Khol e Mitterand non e’ un modello su cui costruire l’Europa del futuro”. Nuovo round verbale di Schulz che ha citato nuovamente Khol, quando ha detto “vogliamo una Germania europeizzata e mai piu’ un’Europa germanizzata. Questo non e’ romanticismo. Quando vediamo quello che accede oggi in Europa e’ una frase molto attuale”. Il commissario Ue Frans Timmermans, presente al dibattito assieme alla presidente della banca spagnola Ana Botin, ha cercato di mettere tutti d’accordo: “La fiducia e’ un elemento essenziale. Abbiamo bisogno di ritrovare la fiducia”.
Fermiamoci qui ho l’impressione che il 2017 anno del decennale di Icebergfinanza sarà un anno davvero interessante nel quale si giocherà il futuro dell’euro e non dell’Europa badate bene e dell’intera economia mondiale con l’avvento di Trump che oggi verrà nominato presidente degli Stati Uniti. Laggiù all’orizzonte, le ombre sinistre della storia, chiunque ha voluto dimenticare il suo passato sarà probabilmente destinato a riviverlo.

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