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domenica 30 aprile 2017

UN CULTO DI LUCIFERO NELL’ALTA FINANZA.





Vedo che alcuni blog  italiani hanno già postato parziali traduzioni di   questo video.  Non so chi  sia quello che parla, se davvero si chiami Ronald Bernard, sia olandese, e sia come dice un professionista interno all’alta finanza. Non so se quando dice che  in quegli ambienti alti si pratica  un culto luciferino, sia vero. Non ho prove. Solo che, quando comincia a  raccontare “sono stato invitato a  partecipare a dei sacrifici…all’estero…”,  gli occhi gli si  riempiono di lacrime. “…Bambini…”. E’ davvero sconvolto al ricordo.
“Ti è stato chiesto di farlo?”, gli chiede l’intervistatore. “Sì, e io non potevo”. S’interrompe, non riesce  quasi più a parlare . Ma si sforza e continua.  Non sta mentendo, Ronald Bernard.
Quindi, traduco anch’io una parte (di 8 minuti:  l’intero video dura 40 minuti) delle confessioni di quest’uomo in cui la coscienza, come dice, “si è scongelata”.
Quando l’intervistatrice  gli chiede di ricordare qual è la cosa peggiore che ha vissuto  in  quell’ambiente di alti poteri, e cosa ha provocato il suo rigetto, lui dice:
“Questo è solo l’inizio della fine. Deve capire che  quando entrate così profondamente  in queste cerchie,  vi fanno firmare un contratto a vita,  di non divulgare i nomi delle imprese, delle organizzazioni o delle persone..Penso sia per questo che  sono ancora in vita. Ci si deve attenere”.
“Vi dico quello che ha scongelato la mia coscienza…Andiamo”, dice con un evidente sforzo su se stesso, e   comincia a  commuoversi. “Sono stato addestrato per essere uno psicopatico;  non è riuscito, perché non ho terminato  la mia ‘formazione’, la mia coscienza è tornata. E’ stato difficile  per me, perché avevo successo, un ottimo status  sociale,  avevo la fiducia della  gente che naviga a quel livello..”.
Si ferma a riflettere.
“Per essere precisi, la  maggior parte di quelle persone aderisce ad una religione speciale.  Come ci sono i cattolici, i protestanti, ogni tipo di religione, questa gente – la maggior parte – erano luciferiani.  Potete dire  che sono tutte fantasie, che Dio non esiste, che niente di tutto ciò è  reale … per questa gente è verità e realtà. Sono al servizio di un piano superiore, immateriale, che chiamano Lucifero.
“Io ero in contatto con questi  circoli, queste reti. Per me non erano che clienti.  Quindi ho frequentato dei posti chiamati Chiesa di Satana.  Ho visitato questi culti, ma come un visitatore, un invitato,   lasciato da parte … facevano le loro ‘sante messe’ , con donne nude, alcolici… allora  tutto questo semplicemente mi ha divertito, non  credevo a queste cose,   ero ben lontano dal convincermi che fossero reali”.


Erano solo spettacolo, per voi?
“Sì, appunto”, annuisce lui, “Pensavo che il male era dentro a queste persone… non avevo collegato…”  (indica verso l’alto: credo voglia intendere: credevo che questi fossero malvagi in sé, non che  lo traessero dall’immateriale)…”Ero un semplice invitato e mi divertiva vedere tutte quelle donne nude  eccetera,  la bella vita…”.
“Ma a un certo punto sono stato invitato, ed è per questo che vi racconto questo, a partecipare a dei sacrifici… all’estero…”  – e qui Bernard comincia visibilmente a turbarsi, per lunghi momenti non riesce a parlare, ha il groppo in gola- “Questo è stato il punto di rottura….Dei  bambini”. 

“”Volevano che…non ho potuto farlo”.

E’ chiaro che deve aver assistito a  fatti “sacrificali” che ancora lo sconvolgono al ricordo.
Vi hanno chiesto di farlo? Domanda l’intervistatrice. “
“Sì, e non ho potuto farlo”.   Ingoia le lacrime, si sforza di non piangere.  Vuole fare una pausa?
“No … Dopo questo, ho cominciato lentamente a crollare   – Vivevo me stesso come un bambino grande e questo mi ha profondamente scosso.  Tutto è cambiato”.
“Ma  è il  mondo in cui mi sono trovato….Ho cominciato a rifiutare incarichi nella mia professione, non potevo  eseguirli …Questo ha fatto di me una minaccia – per loro, ovviamente.  Non riuscivo  più a funzionare in modo ottimale,  vacillavo,  rifiutavo  alcuni compiti…Non avevo partecipato…”.
E poi, come per spiegare  meglio il motivo di “partecipare”:
“Lo scopo è di tenere tutti in pugno. Col ricatto.  Devi poter essere soggetto al ricatto…e  lo  fanno attraverso i bambini.  Questo mi ha sconvolto”.  Le lacrime adesso gli rigano il volto.
Sono metodi che si ritrovano anche in politica, dice l’interlocutrice.
“Troverete su Internet abbastanza testimonianze per capire che non sono   racconti fantastici … Purtroppo, la verità  è che ciò avviene nel mondo intero, e da migliaia di anni … se studiate la teologia  e la Bibbia, trovate riferimenti  a queste pratiche presso gli israeliti…la messa al bando delle dieci tribù è legata a  questi rituali  coi bambini,compresi sacrifici di sangue con i bambini  – Tutto ciò è significativo, e mi ha mostrato che ci sono realtà al di là di ciò che si può vedere. C’è tutto un mondo invisibile. E reale. Parliamo qui di una forza oscura e di una manifestazione della Luce. Ho  studiato teologia per dare un senso a tutto questo”.
Anche psicologia, vero?
Sì – questa  era  la mia vita di prima: psicologia applicata al business; la psicologia delle masse.  Ero capace di manipolare le situazioni a mio vantaggio”.
L’intervistatrice evoca  il Tavistock Institute,   il controllo mentale , MK-Ultra  (per il Tavistock, rimando almeno ad un mio articolo  fra molti: http://www.maurizioblondet.it/quel-grande-esperimento-contagio-psichico/-  Per l’Italia, sarà utile rileggere questo: http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=318290&Itemid=100021)
Bernard annuisce con forza: “Sì, esattamente, ma questo fa parte del mio lavoro. Mi ci sono interessato per mia formazione, perché quando fate  transazioni, dovete anche manipolare i media; dovete manipolare molte cose, perché niente può essere lasciato al caso…Tutto è falsato.  Ci si abitua a vedere la gente come un gregge di pecore,  usate qualche cane da pastore per mandarle dove volete voi.  E francamente, vedo che questo continua dappertutto.
La  gente non capisce di essere manipolata  – dice: “Finché ho la mia birra, eccetera.  La gente è  completamente assorbita  in un meccanismo di sopravvivenza – e questo è programmato.  Scoprite com’è facile manipolare le masse in una direzione, quando siete voi a tirare i fili”.
In un’altra parte del lungo video Bernard –  come esempio di cinismo  da psicopatici dell’ambiente che ha frequentato, evoca la speculazione sulla lira  del 1992  da Georges Soros  (Vedi nota).  Alla fine la lira fu  comunque svalutata (del 30%), dovemmo staccarci dall’aggancio al marco,  noi  contribuenti fummo fatti pagare il conto di 60 miliardi  di dollari.
Bernard. “… Uno dei miei colleghi mi ha detto: ti ricordi quel caso con  la lira italiana? Quando abbiamo fatto quel massiccio dumping che ha svalutato la lira ed ha portato una società italiana alla bancarotta? E poi: “Sai che  il proprietario  si è suicidato, e si è lasciato dietro  una famiglia”. E noi abbiamo riso: ah ah ah, tutti insieme.   Perché [in quei salotti alti] noi le persone   le mastichiamo, sono solo  un prodotto,  spazzatura inutile, da sprecare.   La natura, il pianeta, tutto può bruciare, tutto per noi può essere distrutto: sono solo parassiti inutili. Servono solo a farci crescere, a farci raggiungere i nostri obiettivi”.
Attenzione.  Non solo le masse ovine, ma anche molti nostri lettori  informati restano increduli di fronte ad azioni di personaggi come Soros: a che scopo, poniamo, paga e finanzia per inondare l’Europa di immigrati islamici non-integrabili che producono disordine sociale? E perché politici  come la Merkel insistono in questa “soluzione” alla scarsa demografia, palesemente rovinosa?  Perché  gli stati spendono miliardi per  questa “grande sostituzione” dei loro popoli, mentre non spendono per assegni  di maternità  che  consentano alle famiglie di avere tanti figli (che in Russia, per esempio, sta funzionando bene)?   Perché, poniamo, di colpo, come fosse dato un ordine globale, in Europa si legalizzano le “Nozze gay”, si promuove l’eutanasia legale, si insegna il gender anche negli asili, si rendono obbligatori corsi  pro-LGBT anche nelle scuole cristiane? Perché  i grandi banchieri organizzano la miseria e la disoccupazione di massa?
Cosa ci guadagnano?”.  Questa è la domanda da cui nasce, anche in lettori informati sui retroscena del mondo e delle oligarchie,  l’impossibilità a credere cose così enormi;  gli sembra impossibile che i Soros , i Rotschild, Goldman Sachs, Monsanto, questi “Illuminati”, le direzioni dei media,  le eurocrazie facciano questo “in pura perdita”, e persino “contro i loro interessi” fondamentali.  Ciò perché ci si ostina ad si attribuire a questi  gruppi motivazioni ancora  razionali, l’interesse   materiale, l’avidità, la spinta all’arricchirsi – motivi umani, in fondo  comprensibili da noi comuni mortali.

“Odiano l’umanità, la natura…”

Invece qui, Bernard ci  dice: lo fanno per odio puro. In purezza ascetica.  Odio  al genere umano. Odio alla natura (un tempo si diceva: alla creazione).  Li vogliono  entrambi  annichiliti, distrutti, carbonizzati.  Costoro fanno sacrifici umani e distruggono vite  come  offerta gratuita, liturgica, all’Essere cui danno culto: quello che fu chiamato l’Omicida fin dall’Inizio – che vuole distruggere l’uomo perché ne invidia il destino soprannaturale – che si rifiutò di servirlo, che gridò”Non serviam”;  è quello per cui “tutto ciò che esiste merita di morire”.  Poiché  è Principe di questo mondo, essi ne sono ricompensati con poteri preternaturali,  o almeno così intendono i loro successi finanziari, i  loro posti di comando mondiale, il loro potere di disporre la vita e la morte di milioni di “bestie da soma”.
Infatti, più oltre  Ronald aggiunge: “Sono pochi quelli che non sottovalutano la gravità di tutto questo. Perché questa è una forza annientatrice, che odia l’umanità.  Odia la creazione, odia la vita.  E farà di tutto per  distruggerci completamente. E il loro modo per  farlo è dividere l’umanità. Divide et impera  è  la loro verità”.
E  poi: “L’umanità e una manifestazione della luce, cioè la vera creazione. Fintanto che riescono a dividere sui partiti politici, colore della pelle, chi più ne ha più  ne metta, allora , da un punto di vista luciferino, si sopprime la piena capacità del nemico,il suo potere integrale. Non possono far niente da soli; senza  di noi, sarebbero finiti. Quest’avido mostro scomparirebbe”.
(“Lo stupido  è la cavalcatura del diavolo”: l’antico detto medievale è letteralmente verificato).
Poco prima, Bernard evoca i servizi segreti, asserisce che essi partecipano a questo mondo luciferino.  “Una delle cose che ho scoperto …riguarda i servizi.  Si crede che esistano per servire e proteggere una nazione, uno stato … in realtà risultano  organizzazioni criminali  – per meglio dire, il sistema è pesantemente così. Parliamo di finanziare guerre, creare guerre,  fondamentalmente creare una quantità di sofferenza e miseria in questo mondo. Quindi, una quantità di conflitti.  […]  I servizi segreti non si fermano davanti a niente. Niente. Hanno anche i loro propri flussi di denaro, perché commerciano in droga, in armi,  se è per questo anche in esseri umani.  Tutto questo denaro deve andare da qualche parte.  Tutto va finanziato”.
Tutti i servizi?, gli vien  chiesto. E lui:
“Tutti, sì. L’intero mondo che crediamo di conoscere è una illusione   che ci vien fatta credere. E’ qualcosa  che scopri in questo tipo di lavoro [il suo]. E qui tutto mi è andato di traverso”.
“Tutto è finanziato”: primavere arabe, rivoluzioni colorate, il Califfato, il terrorismo,  le strategie della tensione, i delinquenti marginali che “si radicalizzano” di colpo e fanno strage a Parigi o a  Nizza  o a Berlino, assassini solitari… ne abbiamo viste di queste scenografie, in questi anni. Eppure la maggior parte dei media  continua a  diramare i comunicati di Al Qaeda o i video dell’IS  emanati dal SITE di Rita  Katz; e il gran gregge pecorile crede  alle versioni ufficiali.  La creazione di assassini solitari e terroristi islamici, di stati d’animo collettivi a Kiev come in Macedonia,  o al Cairo,  non possono non sembrare al gregge fenomeni “spontanei” – non possono credere che sono atti di magia  –  magia nera,  – capacità  speciali che possono persino sorgere dai poteri preternaturali  che Lucifero dona ai suoi adepti. Il  gregge ormai è progressista, si è liberato degli antichi tabù e delle superate superstizioni, è felicemente  e integralmente secolarizzato…
“C’è tutto un mondo invisibile”, dice Bernard.  E  aggiunge: “Nei miei studi e scoperte ho trovato un documento, che loro dicono che son tutte palle ovviamente. I Protocolli di Sion. Un documento incredibilmente noioso. Raccomando a tutti  di leggerlo, perché se lo studi   e lo capisci, è come leggere il giornale della vita quotidiana. Come da questa loro posizione di potere estremo –  ed estremo è letteralmente divenuto – essi [non finisce il pensiero]… Ma questo è  solo perché la gente non si difende, non si oppone. Non capisce  cosa è la realtà. E siamo stati tutti programmati; se osi dirlo, sei bollato di antisemita. Quindi  sei neutralizzato.  Essi si sforzano … Il negativo, chiamalo Male, luciferiani, satanisti, chiamalo come vuoi, è una entità  reale. Si legge nella Bibbia. E non solo nella Bibbia, ma in così tanti libri” [30:31]

giovedì 27 aprile 2017

E' GEORGE SOROS A FINANZIARE L'INVASIONE AFRICANA DELL'ITALIA. ECCO NOMI, ORGANIZZAZIONI, NAVI E PIANI CRIMINALI

 E' GEORGE SOROS A FINANZIARE L'INVASIONE AFRICANA DELL'ITALIA. ECCO NOMI, ORGANIZZAZIONI, NAVI E PIANI CRIMINALI


Le principali ONG impegnate nel traffico di africani verso l’Italia sono:
Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins sans frontières, Save the children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye, Life boat.


Il principale finanziatore di questa galassia di organizzazioni che riversano orde immani di africani in Italia è la Open Society di George Soros. A queste ONG Soros ha promesso – e quindi iniziato a “donare” – 500 milioni di dollari per organizzare l’arrivo dei migranti africani in Italia e dall’Italia in altre nazioni europee.

Il primo a svelare questo retroscena è stato il capo di Frontex, Fabrice Leggeri che ha denunciato il fatto che le navi di queste ONG finanziate da Soros carichino a bordi gli africani sempre più vicino alle coste libiche, spiegando come questo comportamento criminale incoraggi i trafficanti a stiparli su barche inadatte al mare con rifornimenti di acqua e carburante sempre più scarsi rispetto al passato.

Le parole di Leggeri – come ha scritto il Giornale in un documentato articolo pubblicato lo scorso 2 febbraio  – rappresentano un’esplicita denuncia delle attività di soccorso marittimo finanziate da Soros.

Le navi impegnate in questo traffico di africani verso l’Italia sono: il Topaz Responder da 51 metri del Moas, il Bourbon Argos di Msf e l’MS di Sea Eye. I costi altissimi di gestione di queste grosse navi sono coperti totalmente dai finanziamenti di Soros. E’ Soros il mandante dell’invasione dell’Italia.

E c’è un aspetto oltremodo sospetto di un gigantesco piano criminale: questa è una flotta di navi fantasma. Battono bandiera panamense la Golfo azzurro, della Boat Refugee Foundation olandese e la Dignity 1, di Medici senza frontiere.

Batte bandiera del Belize il Phoenix, di Moas, e bandiera delle isole Marshall il Topaz 1, sempre di Moas. Tra le ONG che gestiscono questa flotta fantasma c’è la tedesca Sea Watch armatrice di due di queste navi. E la Sea Watch dichiara di agire per il presunto diritto alla libertà di movimento (di chiunque senza rispettare la sovranità delle nazioni come l’Italia) e di non accettare alcuna distinzione tra profughi e clandestini senza alcun diritto in base alle leggi internazionali di accoglienza.

E ora, nessuno dica che non sapere chi paga l’invasione dell’Italia dalla Libia e che queste ONG operano nella più totale illegalità.


fonte: Il Nord

mercoledì 26 aprile 2017

La milf all’Eliseo, i “terroni” a Pontida e il blogger prodigo che ritorna a casa. Datemi l’eutanasia



 

Per fare questo lavoro, soprattutto quando si ha a che fare con eventi importanti come il voto francese, occorre non limitarsi a leggere le analisi dotte, la stampa autorevole, i commentatori più illuminati. Bisogna scavare e guardare come reagisce la pancia del Paese a certe situazioni ma, soprattutto, è necessario capire come l’informazione dell’uomo qualunque – leggi i talk-show – raccontano l’esistente e tratteggiano il futuro. L’ho fatto e, tra molte atrocità che ho dovuto ascoltare pressoché a reti unificate, voglio estrapolare alcune perle assolute emersa da quelle trasmissioni di nicchia che non sono il talk classico, quelli li guardano in dodici e sanno a cosa vanno incontro ma nemmeno il cazzeggio puro. Insomma, si passa dalla Siria alla dieta detox senza soluzione di continuità: le più pericolose in assoluto, perché viste da gente che, tendenzialmente, non ha gli strumenti per capire la quantità di stronzate che gli vengono propinate.

Primo, Emmanuel Macron piace. Piace pressoché a tutti, essendo la trasposizione politica di Medioman della Gialappa’s Band: laureato nella fucina della classe dirigente francese, poi carriera alla Banca Rothshield, il nostro pupillo di Francia lo scorso agosto decide di mollare lo scranno da ministro dell’Economia e di fondare il suo movimento, En Marche!, proprio per puntare al bersaglio grosso delle presidenziali. Insomma, uno che non si era mai candidato a nulla, nemmeno a rappresentante di classe al liceo, sta qualche mese al ministero e poi subito Eliseo, il tutto a 39 anni. Non vi ricorda qualcuno, catapultato in politica con un partito inesistente e subito al potere, grazie anche a buoni uffici craxiani? Di fatto, Macron è un one-man-party come Silvio Berlusconi e En Marche! è un “partito di plastica” esattamente come Forza Italia ma guai a farlo notare: comunque sia, ha fermato l’ondata nera della Le Pen, quindi è strafigo. E, soprattutto, tutti ne parlano come se lo conoscessero da sempre, un po’ come fanno i fan quando parlano del loro cantante preferito, chiamandolo con il nome di battesimo.

Insomma, l’uomo perfetto: europeista convinto, contrario ai nazionalismi, aperto su tematiche sociali, liberale in economia, filo-atlantista (tanto che ha millantato hackeraggi russi in campagna elettorale, come se Putin sapesse chi cazzo è Emmanuel Macron e, soprattutto, lo cagasse di striscio). Di più, autore di un miracolo: la riabilitazione postuma – e temo, in molti casi, la scoperta assoluta dell’esistenza – di Charles De Gaulle da parte della sinistra italiana. La quale, dopo averlo trattato da reazionario conservatore da cui tenersi a distanza, ora l’ha praticamente elevato a nuovo Lenin liberatore dei popoli, visto che pur di andare addosso alla destra che si riconosce nella Le Pen, ha issato a bandiera di riferimento il fatto che il generale fosse il capo della Resistenza francese, scomodando l’OAS, Le Pen padre e temo anche “Casablanca”, di cui ho la certezza che nella ultime 36 ore siano schizzati alle stelle sia i download che la vendita di dvd, tanto per farsi trovare con la citazione cinematografica pronta, che fa sempre figo in casa PD, da Veltroni in poi.

Ma, soprattutto, il buon Macron è oggetto della pruderie peggiore. Perché diciamocela tutta, la cosa che interessa di più di Macron è la leggenda sulla sua presunta omosessualità e, soprattutto, il possibile sbarco all’Eliseo come premier dame di Brigitte, la moglie di 24 anni più grande che è stata sua insegnante: roba che Barbara D’Urso ci campa una sessantina di puntate. Insomma, al netto delle pippe su come Macron salverà la Francia e l’UE dal populismo, ciò che interessa è l’arrivo della milfona alla presidenza della Repubblica, tanto che il Daily Mail ha ironizzato, sottolineando come, se in America una prof va a letto con un 15enne, finisce in galera, mentre in Francia diventa first lady. E il tema, per quanto inutile, è saltato fuori ovunque, dalle trasmissioni più compassate della Rai fino a quelle più “popolari” di La7.

La quale, stamattina, sul tema ha sfoderato un asso tra i commentatori in studio a “L’aria che tira”: Simona Izzo, sedicente attrice e regista, meglio nota alle cronache come moglie di Richy Tognazzi ed ex di Antonello Venditti (praticamente alle soglie dell’anonimato sociale tra i vip, l’impersonificazione dell’aforisma di Andy Warhol rispetto ai 15 minuti di celebrità che spettano a tutti), invitata per presentare il suo ultimo film, immagino destinato a incassi al botteghino pari a quelli del settore ospiti di Milan-Empoli. Dotata di labbra a canotto, di cui è stata un’antesignana insieme a un’altra pasionaria della sinistra chic, Alba Parietti, la nostra ha esordito così: “Uno così lo voterei solo perché ha sposato una donna più grande e gli è restato fedele tutti questi anni”.

Ora, al netto che le natiche di Macron sono parecchio chiacchierate Oltralpe, questione che riguarda comunque soltanto lui, la domanda sorge spontanea: perché Myrta Merlino ha sentito il bisogno di interpellare Simona Izzo sulle presidenziali francesi? Se l’ospitata era la classica marchetta per il film in uscita, normalità assoluta per l’Italia, perché non riservarle uno spazio protetto a parte, evitando al pubblico uno scempio superiore a quello cui aveva già dovuto assistere dalla sera prima, tra inviati RAI nativi di Castellamare di Stabia che si lanciavano in accenti da Quinto Arrondissement e arrampicate sugli specchi per dimostrare che la Le Pen usciva sconfitta dal voto? Perché non invitare Checco Zalone a parlare di manovra correttiva, allora? Oppure Morgan a discettare di legge elettorale?

Perché deve passare questa moda, lanciata da Bruno Vespa che ne renderà conto a Dio, della starlette che oltre delle sue cazzate, parla anche per forza di politica? Meraviglioso, sul finale di trasmissione, il teatrino sul 25 aprile. Aizzati dalla Santanché, gli ospiti hanno cominciato a sciorinare il repertorio classico ma lei, Simona Izzo, novella Francoise Sagan, ha voluto leggere una poesia di Ungaretti dedicata ai caduti della Resistenza. Ora, al di là che l’eloquio aveva lo stesso trasporto regalatoci da Andrea Pirlo nello spot dello shampoo Fructis, perché una che nella vita ha gravitato attorno al mondo delle commediole scollacciate, girovagando tra un talk-show e l’altro per parlare unicamente di adulteri e famiglie allargate e vivendo con dodici domestiche e svariati lacché, deve diventare testimonial del 25 aprile in televisione? O parlare al pubblico di presidenziali francesi? Mistero. O forse no. Un dubbio enorme mi assilla: se ci trovassimo di fronte alla situazione contraria, ovvero la professore che concupisce la studentessa 15enne, salvo poi sposarla, tutte le Merlino e le Boldrini di questo mondo avrebbero detto che era una favola meravigliosa o avrebbero scomodato la parolina che inizia con la “p” e finisce con “filia”? Chissà.

Ma non basta, perché nella medesima trasmissione che mi ha accompagnato fino alle 13.30, è stato trattato un altro fatto di cronaca avvenuto nel fine settimana appena conclusosi: il raduno dei centri sociali meridionali sul pratone di Pontida, in nome dell’orgoglio terrone e in risposta alla visita di Matteo Salvini a Napoli lo scorso marzo. Per carità, in sé nulla di strano: erano in 1500 che hanno ascoltato musica dal vivo, ballato e bivaccato ma il fatto “sconsacrante” è stato farlo su quello che i leghisti ancora definiscono il “sacro suolo”, oltretutto con le scritte “Padroni a casa nostra” cancellate prima dell’arrivo degli ospiti, per non dare adito a provocazioni.

Ognuno fa ciò che vuole, se ti diverti a spararti 1600 chilometri avanti e indietro per ballare sul prato di Pontida, pensando di aver compiuto chissà quale atto rivoluzionario, il problema è solo tuo (e serio) ma non crea disagio alla comunità (se non a quella scientifica, nel vano tentativo di dare una spiegazione a certi fenomeni umani). Il problema è che a finire sotto accusa, divenendo notizia nella notizia, è stato il sindaco di Pontida, il quale ha emanato un’ordinanza di chiusura pressoché totale della città in concomitanza con il ritrovo terrone (si autodefiniscono loro così). Con una foga degna della madre nella Corazzata Potemkin, ecco che sempre Myrta Merlino parte all’attacco: “Cosa vuol dire, che tutti i napoletani sono pericolosi? Io sono napoletana e non mi pare di essere una black bloc”. Applausi della studio e degli ospiti in studio, delizia per l’orecchio buonista di bocca buona, quello che si masturba quando vede il poster di Che Guevara nelle stanzette da letto dai protagonisti delle fiction. Il problema è che questi sono napoletani e sono, casualmente, gli stessi che hanno organizzato sia le contestazioni a Salvini a Napoli che la pagliacciata di Pontida: fanno capo al centro sociale Insurgencia e non sono esattamente delle dame di carità. Quindi, al netto delle buone intenzioni manifestate a parole, il sindaco è stato poi così fuori dal mondo a volersi cautelare? Per la Merlino e soci, sì, è stato un orrendo gesto razzista. Forse perché, tanto per non sembrare davvero in dodici di passaggio, i simpatici insorgenti terroni hanno imbarcato anche parecchie risorse, così da mandare un duplice, profondissimo messaggio politico e sociale a Matteo Salvini. Quasi a voler confermare che, dove non c’è da fare un cazzo e farsi strumentalizzare, loro sono sempre ben felici in prima fila. Ma cosa volete farci, l’aria che tira è proprio questo, miglior titolo La7 non poteva trovarlo per quella trasmissione.

Ma attenzione, perché a mettere del pepe ulteriore sull’inizio di settimana ci ha pensato il rientro in Italia di Gabriele Del Grande, il blogger-regista detenuto quasi due settimane in Turchia perché pizzicato senza permessi in una zona dove i giornalisti non possono operare (Erdogan sarà anche stronzo ma se siete tutti Travaglio con il culo degli altri, quando si parla di regole e legalità, devono valere anche per la meglio gioventù e la generazione Erasmus). Appena atterrato all’aeroporto di Bologna, ha dichiarato di non aver subito alcuna violenza fisica “ma istituzionale” e ha subito inviato un pensiero a tutti i giornalisti detenuti in Turchia. Salvo, poi, sottolineare il fatto di essere digiuno da sette giorni, visto che aveva ingaggiato uno sciopero della fame per protesta e che, quindi, il suo pensiero più urgente adesso era per il cibo: “Ne ho bisogno”. Ora, guardate la foto scattata all’aeroporto: vi sembra patito? Vi pare uno che è stato costretto in un centro di detenzione turco e ha digiunato per una settimana? Ora, capisco che questo è il Paese che ha paragonato per anni i digiuni a colpi di cappuccini iper-zuccherati di Marco Pannella a quello un pelino più serio di Bobby Sands, credendoci oltretutto ma dovete proprio prenderci per il culo? Almeno chiamate gli “Elmetti bianchi” per un po’ di make-up serio, roba che lo tramuti davvero in uno che si è cagato addosso (o è stato gasato a Idlib, va bene uguale), altrimenti anche il minimo sindacale di credibilità che può avere un’operazione gestita da Angelino Alfano crolla miseramente. Eh già, il nostro ministro degli Esteri dall’inglese che fulmina e ricorda Shakespeare prima maniera avrebbe sbloccato l’impasse nella notte, tutto da solo, tramutando una detenzione che solo due giorni fa l’avvocato di Del Grande aveva definito “a rischio di prolungarsi parecchio” in un ritorno a casa lampo, un blitz da vero principe della diplomazia.

Casualmente, poi, liberato il giorno prima della festa della Liberazione: scommettete anche voi la cistifellea che, nelle duemila ospitate in cui dovremo sorbirci le pippe di Del Grande (Merlino in testa, state sereni), ci sarà un riferimento a questa coincidenza temporale? Per il resto, banco allo pari accuse contro il regime di Assad, propaganda pro-migranti e difesa a spada tratta del terzo settore, tanto per raschiare via un po’ di merda in via di essiccamento sulla reputazione di certe ONG, essendo Del Grande uno del grande giro di Soros e compagnia destabilizzante e invadente. Ultima certezza, questa legata all’esito favorevole dell’operazione diplomatica: abbiamo pagato. E tanto. Come sempre, come per Greta e Vanessa, come per tutti.

Quanto lo scopriremo in seguito ma state certi che Erdogan col cazzo che lo avrebbe liberato così rapidamente e senza una contropartita, soprattutto dopo la valanga di sterco che l’Italia, come tutta l’UE, gli ha riversato addosso dopo il referendum costituzionale. Ma ora occorre festeggiare: la liberazione di Del Grande, quella dell’Italia, i terroni in gita a Pontida e anche Simona Izzo che declama Ungaretti, anelando per un Macron e un Eliseo per ogni milf del mondo. L’eutanasia, a volte, non è l’epilogo crudele che sembra, guardando la realtà in faccia per quella che è.

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martedì 25 aprile 2017

IN USA SI PREPARANO LE ACCUSE PER ARRESTARE JULIAN ASSANGE

FONTE: ZEROHEDGE.COM
 
In un nuovo rapporto straordinario, la CNN ha appena rivelato che, secondo alcune fonti anonime, le autorità USA hanno preparato le accuse che  serviranno per arrestare il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, per le fughe di “intelligence leaks “ che risalgono fino al 2010.
 
Alcuni inquirenti che conoscono il caso hanno rivelato alla CNN che le autorità USA hanno preparato le accuse che tenteranno di far arrestare il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange.

L’indagine del Dipartimento di Giustizia su Assange e su WikiLeaks risale al 2010, quando il sito salì agli onori della cronaca per aver postato migliaia di file rubati dall’ex analista dell’ Intelligence dell’esercito americano ora conosciuto come Chelsea Manning.
 
Quest’ultima rivelazione viene dopo che il direttore della CIA, Mike Pompeo, all’inizio di questa settimana ha presentato la nuova politica dell’amministrazione Trump contro WikiLeaks, definendola “servizio di intelligence non statale- ostile.“ Ironia della sorte,come abbiamo anticipato questa mattina, la nota di Pompeo è arrivata appena qualche giorno prima che FBI e CIA ammettessero di star cercando un “insider” alla CIA (non un russo) che ha reso noti migliaia di documenti top-secret che descrivevano gli strumenti che usa la CIA per penetrare negli smartphone, nelle televisioni intelligenti e nei sistemi informatici.
 
La scorsa settimana in un discorso al Centro per gli Studi Strategici e Internazionali di Washington, il direttore della CIA, Mike Pompeo, è andato oltre quello che aveva finora fatto qualsiasi altro esponente del governo USA, dicendo che il ruolo svolto da WikiLeaks è andato contro  il First Amendment.
 
Ha detto che WikiLeaks “ha spinto Chelsea Manning ad intercettare specifiche informazioni segrete degli Stati Uniti”.
“È giunto il momento di chiamare WikiLeaks con il suo vero nome: un servizio di intelligence ostile-non-statale, spesso manipolato da attori-di-stati come la Russia”, ha detto Pompeo.
 
Ovviamente questi commenti di Pompeo hanno immediatamente provocato una risposta stizzita di Assange su twitter.
 
Called a “non-state intelligence service” today by the “state non-intelligence agency” which produced al-Qaeda, ISIS, Iraq, Iran & Pinochet. –  Definito un “non-state intelligence service” oggi dalla  “state non-intelligence agency” che ha prodotto al-Qaeda, ISIS, Iraq, Iran & Pinochet. –
3:26 AM – 14 Apr 2017
 
Negli ultimi anni, i procuratori USA si sono battuti per stabilire se il primo emendamento impedisca, o no, di accusare Assange. Infatti, in quello che oggi sembra un pezzo molto preveggente, Julian Assange recentemente ha pubblicato un articolo sulWashington Post in cui difende le sue pubblicazioni dicendo che i suoi motivi sono “identici a quelli sostenuti dal New York Times e dal Post”.
 
Molto semplicemente, i nostri motivi sono identici a quelli che sostengono New York Times e Post – nel pubblicare notizie con un valido contenuto. In linea con la Costituzione Americana, pubblichiamo materiale di cui possiamo confermare la veridicità, indipendentemente dal fatto che le fonti siano arrivate a conoscere quella verità con mezzi legali o se abbiano il diritto di farlo conoscere ai media. 
 
E ci sforziamo di minimizzare certe legittime preoccupazioni, come, ad esempio usare la redazione come filtro per proteggere le identità degli agenti di intelligence a rischio.
Durante l’amministrazione del presidente Barack Obama, l’ Attorney General, Eric Holder, e altri funzionari del Dipartimento di Giustizia avevano stabilito che sarebbe difficile sostenere accuse contro Assange perché WikiLeaks non è stata la sola a pubblicare i documenti rubati da Manning. Molti altri giornali, tra cui The New York Times, l’hanno fatto. L’inchiesta è continuata, ma tutti i possibili addebiti di responsabilità sono stati lasciati in stand by, secondo i burocrati USA coinvolti nel processo.
Detto tutto ciò, le fonti della CNN sembrano credere che gli stessi procuratori ora abbiano trovato la strada per andare avanti … anche se siamo sicuri che il New York Times non riceverà nessun ordine di arresto.
 
Naturalmente, non è chiaro quale sia lo scopo immediato a cui serviranno queste accuse, dato che Assange è ancora rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana di Londra per il solo scopo di evitare la persecuzione politica
 
. Ciò detto, sospettiamo che ci si inventerà una qualche forma di “leva finanziaria” contro l’Ecuador per aiutarlo a «ricordare» che ci sarebbero tanti altri modi per usare meglio quella camera da letto che adesso sta usando Assange a Londra.
 
E questo riassume il tutto molto bene:
Wednesday  “WikiLeaks will show illegal actions by the CIA”
Friday             “US prepares charges to arrest Assange”
Mercoledì “WikiLeaks mostrerà le azioni illegali fatte dalla CIA”
Venerdì      “gli USA preparano le accuse per arrestare Assange
 


20.04.2017

 fonte comedonchisciotte.org autore della traduzione Bosque Primario